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yukie
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Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

29/10/2012, 10:34

In narrativa, oltre a conoscere le tecniche che si possono utilizzare, è bene fare anche attenzione agli errori da evitare. Uno di questi è l’effetto “stanza bianca”.
Leggiamo questo dialogo:
“Dottoressa, cerco di condurre la mia vita sociale con discrezione. Al momento non frequento nessuno in particolare.”
“Questo la rende nervoso, Ted?”
“Non più del normale.”
“Che cosa la rende nervoso?”
“Nervoso? Non saprei rispondere a questa domanda. Le solite cose che rendono nervosi tutti. Il costo della vita, quando il bambino si ammala…”

Abbiamo due persone che parlano: Ted e una dottoressa. Capiamo che il rapporto tra i due è piuttosto formale, si danno del lei e Ted risponde senza ribellarsi alle domande inquisitorie della dottoressa. Ma dove ci troviamo: in uno studio medico, in tribunale, in un talk show televisivo? Non si sa.

L’effetto stanza bianca avviene quando i personaggi parlano “in mezzo al vuoto”, quando il lettore non ha sufficienti elementi per collocarli in un’ambientazione.

In realtà il brano precedente è un estratto del libro di Avery Corman “Kramer contro Kramer” a cui ho volutamente tolto i riferimenti spazio/temporali. Questo è l’estratto nella sua interezza:
Il giudice nominò due psicologi incaricati di esaminare le case e le personalità delle parti in causa. Una sera di un giorno feriale arrivò nell’appartamento di Ted una signora paffuta sui quarant’anni, che non sorrideva mai.
(…)
“Dottoressa, cerco di condurre la mia vita sociale con discrezione. Al momento non frequento nessuno in particolare.”
“Questo la rende nervoso?”
“Non più del normale.”
“Che cosa la rende nervoso?”
“Nervoso?”
La sua presenza, il processo, Joanna, il suo avvocato, il giudice, il fatto di essere giudicato sulla parte più importante della mia vita.
“Non saprei rispondere a questa domanda. Le solite cose che rendono nervosi tutti. Il costo della vita, quando il bambino si ammala…”
“Benissimo. Vorrei parlare con il bambino, se permette. In privato.”
Proprio sulla porta della sua camera, Billy stava costruendo una metropoli…

Adesso, pur essendo un frammento, è molto più completo: sappiamo che la conversazione si svolge a casa di Ted e che dal suo esito dipenderà l’affidamento del figlio Billy.
È importante che sia sempre chiara la collocazione dei personaggi, altrimenti la conversazione rischia di passare in secondo piano, perché il lettore passa il tempo a domandarsi dove diavolo si trovano. E se non riesce a immaginarlo non potrà entrare veramente nella storia e “viverla” come se fosse reale.
Vediamo un altro dialogo:

“Attento Billy, un’astronave ci attacca da destra!”
“Maledetti alieni! Ora gliela faccio vedere io. Prendi questa bomba, mostriciattolo.”
“Ben fatto, l’hai distrutta.”
“Arriva un altro gruppo di astronavi nemiche, pronto a combattere Mike?”

Ok, nemmeno qui ci sono riferimenti ambientali, ma dal dialogo possiamo evincere che i due si trovano a bordo di un’astronave e sono impegnati in una battaglia contro gli alieni. Giusto?
Sbagliato. Perché la scena prosegue così:

“Ancora davanti a quella playstation? Spegnetela, che vi frigge il cervello, e andate a giocare a pallone.”
“Ancora un minuto mamma, abbiamo quasi superato il secondo livello.”

Ecco, l’ambientazione è arrivata, ma è tardiva. Perché eravamo convinti di volare con due eroi dello spazio e trovare due ragazzini seduti sul divano ci spiazza. Non è che non si possa fare (non esistono divieti in narrativa) ma bisogna farlo con criterio. Se il dialogo “fuorviante” si limita alle battute scritte sopra può essere ancora accettabile, ma se prosegue così per pagine e pagine e solo alla fine scopriamo che è tutto un gioco, rischiamo di giocarci anche il lettore, che si sentirà preso in giro e non sarà più disposto a seguirci nella storia che gli raccontiamo.
Quindi attenzione all’effetto “stanza bianca”: cerchiamo di tratteggiare sempre l’ambientazione dove si muovono i nostri personaggi. Bastano anche pochi elementi, l’importante è che il lettore sappia cosa immaginarsi.

Esercizio: Riprendi questo dialogo e inseriscilo in un contesto.

“E adesso, come hai intenzione di muoverti?”
“Ci devo pensare. Non è facile, ma non mi do per vinto.”
“È l’atteggiamento giusto. Ma non so se questa volta ti servirà.”
“Questo lo vedremo. Ho ancora delle carte da giocarmi.”

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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

29/10/2012, 10:47

Interessante come sempre, bella la cosa della stanza bianca!
Applausi (dopo provo l'esercizio!)
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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

29/10/2012, 11:42

Bello. Giusto. Anche se alle volte mi capita di farlo apposta. In certi casi penso di lasciare volutamente l'intenzione al lettore, ma forse così tanta intenzione è troppo, lasciare tutto tutto al lettore confonde. Ci penserò d'ora in poi.
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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

29/10/2012, 13:36

Ma se la contestualizzazione arriva dopo il dialogo ma non è spiazzante? Vedi il mio esercizio sotto.
Belli i tuoi spunti Yukie <3

“E adesso, come hai intenzione di muoverti?”
“Ci devo pensare. Non è facile, ma non mi do per vinto.”
“È l’atteggiamento giusto. Ma non so se questa volta ti servirà.”
“Questo lo vedremo. Ho ancora delle carte da giocarmi.”
Sam osservava la finestra posta vicino al soffitto. Nello scantinato buoi e umido una lampadina da pochi watt pendeva dal soffitto, dondolando quando la porta in cima alla scala si apriva o si chiudeva. Il fumo delle sigarette appestava l'aria e intorbidiva la visuale. Sam calò il suo poker d'assi e una lama affilata si librò nell'aria fendendo la nebbia.
Un pensiero è ciò che manca a una banalità per essere un pensiero (Kraus)

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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

29/10/2012, 14:18

Sì Elisa, così va bene. Non è che si debba per forza tratteggiare l’ambientazione nelle prime righe di testo, l’importante è che questa ci sia, perché il lettore possa collocare i personaggi in un contesto.
Anche il tuo racconto “Highlander”, composto solo da dialogo, non dava problemi di disorientamento, perché dalle battute si capiva benissimo dove si trovavano i personaggi.

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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

29/10/2012, 14:26

MasMas ha scritto:Bello. Giusto. Anche se alle volte mi capita di farlo apposta. In certi casi penso di lasciare volutamente l'intenzione al lettore, ma forse così tanta intenzione è troppo, lasciare tutto tutto al lettore confonde. Ci penserò d'ora in poi.

Quando si conosce l’effetto che produce un certo modo di scrivere (come ad esempio la stanza bianca) ci si può anche giocare. L’importante è riconoscere il limite, capire fino a che punto si può usare per mantenere viva la curiosità del lettore e da quale punto in poi si comincia a irritarlo.
La consapevolezza è fondamentale quando si scrive.

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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

31/10/2012, 0:04

“E adesso, come hai intenzione di muoverti?” chiese il direttore guardando fisso Andrea Bonacorsi. Era stato lui ad assumero, dieci anni prima, e lo considerava la punta di lancia del giornalismo d'inchiesta.
“Ci devo pensare. Non è facile, ma non mi do per vinto.” rispose Andrea. Un assessore implicato in una storiaccia di cocaina e prostitute minorenni era una gran brutta gatta da pelare, anche per uno come lui.
“È l’atteggiamento giusto. Ma non so se questa volta ti servirà.”
“Questo lo vedremo. Ho ancora delle carte da giocarmi.”
Il direttore sorrise, accendendosi una sigaretta: aveva visto un lampo, negli occhi di Andrea. Lo sguardo che faceva la differenza in un giornalista. Era stato proprio per la qualità di quello sguardo, che tanti anni prima aveva deciso di puntare su di lui.
"Ovunque si vada, in California, in inferno o in paradiso, ognuno di noi è un tamburmaggiore alla testa di un corteo di torti e di ingiustizie. E un giorno tutti questi cortei s'incontreranno, si uniranno e dalla loro unione nascerà il terrore"

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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

02/11/2012, 9:19

“E adesso, come hai intenzione di muoverti?”
“Ci devo pensare. Non è facile, ma non mi do per vinto.”
“È l’atteggiamento giusto. Ma non so se questa volta ti servirà.”
“Questo lo vedremo. Ho ancora delle carte da giocarmi.”
"Ti decidi? O rimandiamo al mese prossimo?"
"No, ho trovato! Cavallo in D4... eheheh."
"Uhm... Sei incredibile papà, ci riesci sempre. Mi hai messo in difficoltà. Ci devo pensare, la riprendiamo quando vengo a trovarti il mese prossimo ok?"
"D'accordo Mario... comunque puoi venire a trovarmi anche più di una volta al mese, i dottori non ti sgridano mica."
"Ho bisogno di almeno un mese per controbattere al tuo cavallo."
"Ah, lo sapevo... sono sempre io il più bravo."

I tuoi spunti sono sempre molto utili yukie ;) _|

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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

02/11/2012, 10:22

Tenterò di essere originale:

“E adesso, come hai intenzione di muoverti?” si disse guardando tra le gambe dentro la tazza del cesso, vuota.
“Ci devo pensare. Non è facile, ma non mi do per vinto.” gli rispose il suo intestino, stanco ma non domo.
“È l’atteggiamento giusto. Ma non so se questa volta ti servirà.” tornò ad alzare lo sguardo sulla parete bianca di fronte e si mise più comodo, con la schiena all'indietro. L'orologi oal polso segnava ormai più di un ora di seduta plenaria. Sul lavandino lì accanto c'era il giornale di oggi, già finito. L'ultimo libro, anche.
La voce da dentro le sue viscere gli intimò ancora: “Questo lo vedremo. Ho ancora delle carte da giocarmi.”
Così prese lo shampoo e cominciò a leggere l'etichetta.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Re: Gli spunti di yukie: 7) La stanza bianca

02/11/2012, 14:06

Bravi bravi :) Vedete come lo stesso dialogo si presta a contestualizzazioni diverse?
(MasMas, sei folle :lol:)

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