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yukie
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Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

08/10/2012, 10:48

ANEDDOTO
Un autore quasi sconosciuto propone un libro che, dopo diversi giri, finisce sul tavolo di Antonio Franchini, editor degli Omnibus. Il libro piace ma è particolare, difficile da collocare. All’editor viene in mente un titolo a effetto e decide di puntare su quello, lo propone all’autore, che accetta. E il libro ha un successo straordinario.
L’autore è Paolo Giordano, il libro “La solitudine dei numeri primi
I numeri primi sono indivisibili, se non per se stessi o per uno. Questa caratteristica li rende diversi e la loro diversità si traduce in solitudine. Il titolo contiene quindi la tragedia del sentirsi diversi, sulla quale si fonda il romanzo. Ovviamente il romanzo è di qualità per aver conseguito tanto successo ma, a detta di Franchini, senza quel titolo forte difficilmente Giordano sarebbe esploso.

Quanto conta l’editore nella scelta del titolo?
Come si è visto dall’aneddoto, il titolo è un elemento importante, capace di contribuire in modo determinante al successo di un libro. L’editore ha sempre voce in capitolo su questo aspetto, perché conosce il mercato meglio dell’autore. Dal canto suo quest’ultimo conosce meglio il romanzo e può suggerire un titolo attinente all’argomento del libro. La sinergia tra autore ed editore è quindi la formula vincente per arrivare a una soluzione originale, che soddisfi entrambi e soprattutto il pubblico.
Quando inviate a un editore il vostro manoscritto potete usare la formula: Il titolo da me proposto è Oppure, se ne avete più di uno: I titoli da me proposti sono e di seguito l’elenco dei titoli a cui avete pensato. In questo modo farete capire all’editore che avete iniziativa, ma che siete anche disponibili a negoziare su questo aspetto.

Quali sono i segreti di un titolo efficace?
Immaginiamo una persona che entra in libreria, si muove tra i vari espositori, legge i titoli sui dorsi dei libri e ogni tanto ne estrae uno per leggere l’incipit o la quarta di copertina. Che cosa l’ha convinto a prendere in mano proprio quel libro? Il titolo, nella maggior parte dei casi. Soprattutto se l’autore è esordiente e quindi poco o nulla conosciuto.
I meccanismi di scelta sono poco razionalizzabili, più vicini alla suggestione che al ragionamento. Vediamo allora se e come è possibile creare questa suggestione.

Calvino diceva che i titoli migliori sono quelli brevi, fatti di una sola parola, che si possono ricordare subito. Poi, però, ammetteva che il suo titolo più brutto era "Palomar", e il più bello "Se una notte d'inverno un viaggiatore..."

E questo già fa capire che per dare un titolo a un’opera non ci sono formule magiche né matematiche. Sintetizzando però possiamo elencare alcune caratteristiche presenti nei titoli “di successo”.

- Il titolo è evocativo (“La solitudine dei numeri primi”, “Figli di un dio minore”)
- Specifica il genere del romanzo (“Assassinio sull’Orient Express”, “Portello Pulp”)
- Richiama elementi forti del romanzo (“Shining” “Il codice Da Vinci” )
- Ha un significato preciso rispetto alla trama (“Camera con vista”, “La bambina che amava Tom Gordon”)
- Prende il nome del protagonista. In questo caso però deve trattarsi di un personaggio forte, di quelli indimenticabili (“Dracula”, “Anna Karenina”)

È ovvio che nessuno può insegnare a titolare un’opera, però conoscendo gli elementi che suscitano di solito interesse nel lettore si può lavorare su quelli.
Vi propongo un esercizio/ gioco. Io invento una trama, voi trovate il titolo a questo libro.

TRAMA
L’equipaggio della “Pescepirata” approda a un’isola misteriosa, che a prima vista sembra disabitata. Secondo una vecchia mappa rinvenuta dai capitani pare che in quest’isola si celi un favoloso tesoro. I pirati sbarcano per cercarlo e si sistemano costruendosi capanne di legno e paglia. La situazione è divertente, persino romantica, e i pirati si lasciano andare a una serata di festa sulla spiaggia a base di rum e canzoni.
La mattina seguente però i due capitani sono scomparsi e al loro posto viene trovato un biglietto con delle indicazioni. Se vogliono ritrovarli vivi devono scrivere tutti insieme il primo capitolo di un libro e alla sera posarlo sotto a un albero, in un punto preciso dell’isola. La mattina seguente troveranno il primo indizio per cercare i capitani. Per avere il secondo indizio dovranno scrivere il secondo capitolo, e così via: ogni giorno un indizio e un capitolo da scrivere.
A libro finito, con l’ultimo indizio, la ciurma ritrova i capitani e scopre che sono stati proprio loro a simulare il rapimento, per costringere l’equipaggio a scrivere. Il tesoro non esiste, o meglio il tesoro è proprio il libro che hanno scritto a più mani, che pubblicato da un importante editore, diventerà un best seller.


TITOLO?
A voi inventare un titolo per questo pastrocch :shock: questo capolavoro letterario.

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yukie
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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

08/10/2012, 10:50

Chi di voi ha già pubblicato ,se vuole, può raccontarci come è stato il percorso per arrivare al titolo del proprio libro.

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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

08/10/2012, 11:46

Romanzo pirata
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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

08/10/2012, 12:07

Allora, nella mia breve esperienza di autore, posso raccontare un paio di aneddoti.

Portello Pulp: doveva essere un titolo provvisorio. Poi non ne abbiamo trovati di migliori. A me piace molto, ma ammetto che per chi non conosce la realtà padovana non è immediato capire che Portello è il nome di un quartiere. Ma a Padova il libro ha catturato l'attenzione dei curiosi proprio perché c'era Portello in copertina. E soprattutto perché c'era la zebra.

Nordest Farwest: il titolo originale era Farwest Nordest. Me l'aveva suggerito un amico nonché mio stroncatore ufficiale di romanzi, che mi spinge sempre a migliorarli con le sue note. Poi l'editore ha deciso che era meglio invertire le parole perché il Nordest è protagonista del libro, e ho concordato.

Titolo per il romanzo piratesco?
Caccia al pirata
(orribile lo so)
http://www.facebook.com/NordestFarwest

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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

08/10/2012, 12:44

I pirati dalle spade d'inchiostro :D
"Ovunque si vada, in California, in inferno o in paradiso, ognuno di noi è un tamburmaggiore alla testa di un corteo di torti e di ingiustizie. E un giorno tutti questi cortei s'incontreranno, si uniranno e dalla loro unione nascerà il terrore"

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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

08/10/2012, 17:48

Che bella trama, mi piace assai :lol: ;)

Effettivamente mi sono accorta che trovare il titolo per i miei (pochi) racconti è davvero difficile... finora tra quelli da me inventati, quello che mi piace di più è "ritorsione" per un racconto horror per un concorso... non so perché... però mi piace!

Passiamo alla tua trama...
Un mistero da sfogliare
:? :? :? :? :D ;)

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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

09/10/2012, 15:09

Grazie Gazza per averci raccontato la tua esperienza. Devo dire che “Nordest Farwest” mi suona meglio che al contrario. Ma forse dipende dal fatto che ce l’hai presentato così e mi sono abituata a leggerlo in quest’ordine.

Peta, anch’io mi ricordo del titolo “Ritorsione”. Che abbia ragione Calvino a dire che i titoli di una sola parola restano più in mente? Tra l’altro per un racconto horror è proprio adatto, cala dentro al conflitto fin dal titolo.

Riguardo ai titoli per la trama inventata noto che tre su quattro riportano la parola pirata, identificando subito i protagonisti. Log2ing gioca sul doppio significato di “Romanzo pirata”: un romanzo che parla di pirati, ma anche il romanzo che scrivono i pirati sull’isola. Gazza invece porta l’attenzione sulla caccia, elemento portante della trama.
I pirati dalle spade d'inchiostro di tirofisso incuriosisce, perché suggerisce al lettore che questi pirati… non sono proprio ordinari.
Un mistero da sfogliare è il titolo che dà meno appigli sul contenuto, però è evocativo e fantasioso. Forse più che da sfogliare potrebbe essere "Un mistero da scrivere"? Il lettore potrebbe chiedersi perché il mistero è da scrivere e non da risolvere. Però in effetti anche sfogliare fa porre la stessa domanda.

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Coram85
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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

09/10/2012, 19:29

Interessante discussione. Molto spesso ci dimentichiamo che il libro è pur sempre un cacchio di prodotto :? commerciale!

yukie ha scritto:Chi di voi ha già pubblicato ,se vuole, può raccontarci come è stato il percorso per arrivare al titolo del proprio libro.


Non avevo la più pallida idea di come intitolarlo. Ma mi serviva un titolo anche provvisorio altrimenti non avrei continuato a scrivere, era più forte di me. Non avrei continuato a scrivere una cosa senza nome... Così il mio agente, per calmarmi, mi ha suggerito le iniziali del film che mi aveva dato l'ispirazione per la storia: DRC. E DRC ho lasciato fino alla fine.
Non potevo comunque lasciarlo così, solo con quelle iniziali. Non significava niente. Così, dopo una specie di brainstorming con l'agente, è uscito fuori Dark Rock Chronicles! (che tra parentesi, è uscito ufficialmente ieri) o!
Il blog del romanzo Dark Rock Chronicles: http://pfthewall.blogspot.it/
... E la pagina Facebook: https://www.facebook.com/DrcDarkRockChronicles

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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

09/10/2012, 20:43

A me non viene niente di meglio di quelli di Peta o Tirofisso. Mi paiono buoni, no?
Da vicino nessuno è nOrMaLe
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Una risata vi seppellirà

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Re: Gli spunti di yukie: 4) Il titolo

09/10/2012, 20:53

Grazie anche a te Coram e in bocca al lupo per il tuo libro o!
Coram85 ha scritto:Non avevo la più pallida idea di come intitolarlo. Ma mi serviva un titolo anche provvisorio altrimenti non avrei continuato a scrivere, era più forte di me.

Anch'io faccio così, devo iniziare dal titolo, uno qualunque. Poi magari lo cambio nel corso della scrittura o a racconto finito (più che racconti finora non ho scritto). A volte lo ricavo da una frase o da un estratto del racconto. Però devo iniziare il foglio di word con qualcosa in grassetto e centrato.

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