fabio_cirillo
Pirata
Messaggi: 145
Iscritto il: 30/04/2012, 1:10
Pirata o Piratessa: M

UN TEMPO SI CHIAMAVA COSTANTINOPOLI

18/06/2013, 1:43

un vecchio proverbio di sinistra afferma che "parecchi problemi si risolvono
marciando", è più o meno quello che sta accadendo nella Repubblica Parlamentare
Turca in questi giorni.
75 milioni di abitanti stanziati su una superficie quasi il triplo
dell'italia, 18esimo posto come numero d'abitanti, solo 92esimo nello sviluppo
umano. un paese ai confini tra Europa e Asia. politicamente europeo,
culturalmente asiatico. negli ultimi anni il primo ministro Erdogan ha promosso
fortemente i contatti con l'UE, politica alquanto controversa in un paese
prevalentemente islamico.

LA SCINTILLA
venerdì 31 maggio un corteo di manifestanti è sceso in piazza per protestare
contro l'abbattimento degli alberi del parco Gezi (ovviamente questo è un mero
pretesto che serba contraddizioni ben più profonde), la polizia ha represso
duramente la manifestazione, rendendosi responsabile di oltre 1000 feriti.
nelle prime ore successive i primo ministro si è scusato per la cruenza delle
forze dell'ordine, ribadendo però che tale linea rigida continuerà ad essere
quella adottata dalla repubblica.

LA SITUAZIONE
da più di due settimane gli scontri imperversano in tutte le principali città
della Turchia. "manifestazioni illegali" le ha definite Erdogan, aggiungendo
che tali atti facinorosi metterebbero in pericolo la democrazia e ribadendo la
linea tolleranza zero, "intervento della polizia a oltranza" se necessario sarà
coinvolto anche l'esercito.
gli scontri continuano nonostante le continue ammonizioni da parte della UE ai
metodi repressivi del primo ministro turco.

LE RAGIONI
si può parlare di guerra civile? probabilmente si, si può parlare di guerra
civile nella misura in cui questa significhi che i civili scendono in piazza
per rivendicare la loro sovranità. il partito al potere è l'AKP, composto da
islamici conservatori liberali, all'opposizione c'è il centro-sinistra cui
partito di maggioranza è il CHP un partito popolare laburista e nazionalista.
l'etnia turca, ricordiamolo ancora, prevalentemente islamica, fino a che punto
può approvare dei rapporti con l'occidente, l'europa? rapporti che tra
l'altro, non vengono percepiti come un pericolo solo da punto di vista
spirituale (in questo caso l'islamismo di un paese in via di sviluppo come la
Turchia sembra essere aperto), ma soprattutto da quello economico?
storicamente la destra, che la si voglia chiamare liberale, conservatrice o
repubblicana, adatto una linea di governo utilitaristica più che deontologica.
ciò può andare bene ( comunque con forti riserve), quando ci si trova in un
paese "omogeneo" ove la popolazione condivida la stragrande maggioranza del
codice culturale. non in una realtà divisa tra islamismo e cristianesimo,
occidentalismo e nazionalismo, e soprattutto componente di popolazione turca e
di popolazione curda (molto rilevante, quasi un sesto della popolazione). solo
la deontologia di una società aperta e tollerante può essere la via giusta per
tenere a bada le contraddizione e non farle sfociare in una guerra civile. in
fin dei conti tutte le contraddizioni possono far capo ad una ed una sola: da
un lato c'è l'UE con la sua promessa/speranza di benessere (non a caso Francia
e Germania si sono continuamente opposte all'ingresso della Turchia in europa),
dall'altro c'è l'identità di un popolo. tensione colmabile, ma solo dopo una
guerra culturale prima che politica.

Avatar utente
MasMas
Capitano
Messaggi: 10103
Iscritto il: 18/06/2011, 21:30
Pirata o Piratessa: M
Località: Imola
Contatta: Sito web Facebook Google+

Re: UN TEMPO SI CHIAMAVA COSTANTINOPOLI

18/06/2013, 7:47

Bella riflessione fabione.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

Torna a “News&Rum”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite