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Scrivere un romanzo è facile

29/01/2014, 13:18

Un interessante articolo di Al Custerlina sulla scrittura

http://custerlina.com/?p=1071

È curioso notare quante persone anelino alla pubblicazione di un libro oppure, per dirla secondo il loro pensiero, anelino alla pubblicazione del loro capolavoro.

Avendo frequentato per anni anche la scena musicale, posso dire che nemmeno la musica sforna così tanti talenti inespressi come la scrittura. Molte persone suonano o strimpellano per diletto, ma mai tante quanti sono gli scrittori in erba.

Infatti, ognuno di noi sa esattamente cosa significa suonare: ci vuole lo strumento musicale e gli accessori correlati, il che rappresenta un costo non indifferente. Ci vuole il posto dove poterlo suonare senza rompere i timpani (e non solo quelli) agli altri. E bisogna studiare. Molto. Moltissimo.


E sull’ultimo punto, la maggior parte di noi s’incaglia come una nave Costa qualunque. Lo studio della musica richiede impegno, disciplina, tempo, e soldi per pagare un maestro o una scuola (possibilmente). E altre cose sulle quali non c’interessa dilungarci.

La scrittura, invece, è percepita come un’abilità naturale, insita in tutti noi. Basta aver fatto la quinta elementare e sei a posto. Se non hai i soldi per un computer, hai sempre carta e penna (ma chi non riesce a procurarsi un computer scalcagnato con Linux e OpenOffice?). Insomma, per scrivere un romanzo non ci vuole molto: si accende il pc, ci si siede davanti al monitor (chi fuma accende una sigaretta) e si comincia a battere sulla tastiera. Che altro può servire? Niente. Al limite, un minimo di fantasia e anche qui non è detto sia proprio necessaria. Si può sempre scopiazzare.

Del resto, con quello che si legge in giro, perché la scrittura non dovrebbe essere alla portata di tutti? Un romanzo l’ha scritto perfino Pupo. O Vito Catozzo.

Ebbene, miei cari aspiranti scrittori, le cose non stanno in questo modo.

Ciò che voi considerate un capolavoro (i più onesti si limitano a definirlo un bel lavoro), mal che vada è una minchiata galattica e ben che vada è una figata scritta molto male. Nel primo caso, vi consiglio di lasciar stare e di cercare un altro hobby. Nel secondo caso, dovrete studiare e praticare come dannati. Non si diventa scrittori così, per intercessione divina, proprio come succede per la musica. Dietro alla scrittura c’è un duro lavoro: c’è sudore (d’estate io gocciolo sulla tastiera), ci sono letture infinite, analisi degli autori, umiltà e pazienza. E un po’ di talento.

Nel malaugurato caso voi facciate parte di quella ristrettissima cerchia di autori di qualità non ancora editi e che hanno già digerito e assimilato le cose dette fino a qui, allora riflettete su questi dati:

La tendenza delle case editrici è quella di offrire maggiore varietà a fronte di un contenimento dell’attività di stampa. Calano ancora i lettori abituali.

Incremento della produzione libraria da 57.558 a 63.800 opere (+10%) e delle tirature da 208 a oltre 213 milioni di copie (+2,5) rispetto all’anno precedente: è quanto emerge dal report Istat sul settore, riferito all’anno 2010. Cala però del 7,6% la tiratura media di ciascuna opera. La tendenza delle case editrici è quella di offrire maggiore varietà a fronte di un contenimento dell’attività di stampa: tra il 2005 e il 2010, i titoli sono aumentati del 6,8% e mentre le tirature medie sono scese del 23,6%. E nel 2011 diminuiscono ancora gli italiani che hanno letto, nei 12 mesi precedenti, almeno un libro per motivi non scolastici o professionali: sono il 45,3% della popolazione, nel 2010 erano il 46,8%. Fonte: Istat – http://www.gliamantideilibri.it/archives/9681

A leggere questi dati, sembra che i più bravi abbiano qualche possibilità, tuttavia non si aspettino di vendere un granché, perché quei numeri non lasciano speranze.

In Italia non ci sono lettori, quindi, voi, i bravi e fortunati, non dovrete meravigliarvi se il vostro romanzo non decollerà e se sarete soltanto una goccia nell’oceano. Un oceano, tra l’altro, pattugliato pesantemente dai grossi gruppi editoriali, che non lasciano spazio di manovra a chi pubblica con gli editori minori.

Quindi, chi di voi vorrà andare avanti con la scrittura, lo dovrà fare con consapevolezza e tenacia, ma solo dopo aver levato dai propri pensieri la speranza di fare soldi o di diventare famosi. Solo così potrete trarre qualche sincera soddisfazione dalle vostre mille copie vedute (se la va bene) e sarete veramente pronti ad accogliere con professionalità un eventuale, rarissimo e inaspettato successo editoriale.
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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 10:27

La tendenza delle case editrici è quella di offrire maggiore varietà a fronte di un contenimento dell’attività di stampa. Calano ancora i lettori abituali.

Incremento della produzione libraria da 57.558 a 63.800 opere (+10%) e delle tirature da 208 a oltre 213 milioni di copie (+2,5) rispetto all’anno precedente: è quanto emerge dal report Istat sul settore, riferito all’anno 2010. Cala però del 7,6% la tiratura media di ciascuna opera. La tendenza delle case editrici è quella di offrire maggiore varietà a fronte di un contenimento dell’attività di stampa: tra il 2005 e il 2010, i titoli sono aumentati del 6,8% e mentre le tirature medie sono scese del 23,6%. E nel 2011 diminuiscono ancora gli italiani che hanno letto, nei 12 mesi precedenti, almeno un libro per motivi non scolastici o professionali: sono il 45,3% della popolazione, nel 2010 erano il 46,8%. Fonte: Istat – http://www.gliamantideilibri.it/archives/9681


facciamo due giochini con i numeri?

dunque

lasciamo stare chi non legge nemmeno un libro l'anno: non gli piace leggere libri, punto. Contenuti, qualità, generi, prezzi non contano niente.
prendiamo qualcuno che legge. io leggo in media 15/20 libri l'anno. questo significa che per leggere tutti i libri pubblicati in un anno impiegherei 3.190 anni (ops).
detto in un altro modo, riesco a leggere lo 0,0313% dei titoli pubblicati in un anno.

e così me ne vado in libreria, davanti a quell'Everest composto da 63.800 libri, e comincio a leggere i risvolti di copertina per farmi un'idea.
diciamo che per leggerne uno impiego circa due minuti. se avessi scelto di consultare uno store on-line dovrei aggiungere anche il tempo impiegato per leggere i commenti dei lettori, ma la facciamo facile e restiamo sui due minuti.

totale di 127.600 minuti
sembrano tanti, ma per farci meglio un'idea li trasformiamo in ore: 2.126 (epperò!).
cioè 88 giorni, di ventiquattro ore, o anche 265 giorni di otto ore.
un lavoro a tempo pieno!

e cosa fanno gli editori? puntano sulla varietà!

voglio poter scegliere fa cento, duecento titoli l'anno; di 63.800 titoli non me ne faccio un .... !
voglio arrivare all'ultima pagina di un libro senza rimpiangere i soldi che mi è costato.

devo ricordarmi di scrivere la letterina a babbo natale, hai visto mai...

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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 10:41

Guarda che di quei 63.000 libri nemmeno la metà arrivano in libreria... diciamo che 20-30.000 vanno direttamente al macero, altri 20.000 vendono venti copie online e arrivano in libreria solo se e quando l'autore va a presentarlo (e in quel caso la libreria chiede in modo nemmeno troppo velato che l'autore si porti da casa il pubblico che compra i libri perché loro non han tempo di fare promozione. Ah, a padova la media di copie vendute a presentazione è di 7-8 copie, così mi ha detto il direttore), e i restanti 5-10.000 arrivano in libreria a macchia di leopardo. Nel senso che se io scrivo libri sul nordest sarò presente nelle librerie del veneto ma non in quelle di sardegna, se scrivo libri di montagna non sarò presente nelle librerie di forte dei marmi ecc.ecc.ecc.
Comunque io ho una mia teoria, cioè che l'aumento di tirature e di uscite lo facciano per ritardare il fallimento di ancora qualche anno, mettendo a bilancio come valore le tirature invendute dei libri.
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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 10:50

era volutamente esagerato :D

solo per dire che una possibilità di scelta troppo vasta impedisce di fatto la scelta

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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 10:59

Il fatto di pubblicare tanti titoli è figlio di un sistema perverso: i resi degli invenduti.
Le librerie ordinano i libri ma dopo qualche mese, se non li vendono, li rendono. I resi dovrebbero corrispondere a soldi resi da parte dell'editore. Per evitare di tirare fuori dei soldi già incassati, gli editori compensano quei resi con nuovi titoli (tu mi rendi 5 libri e i ti do in cambio 5 nuovi libri).
Questo meccanismo stimola a mettere a catalogo molte nuove uscite e, di conseguenza, accorcia la vita ai libri.
Oggi si preferisce (per quanto detto sopra) fare molto ricambio per cui un libro vecchio di due mesi non lo ordina (le librerie) più nessuno.

In un mondo perfetto il libraio dovrebbe acquistare solo libri in cui crede e sbattersi a venderli, tenendo gli invenduti sul groppone. Sempre in un mondo perfetto gli editori potrebbero uscire con un terzo dei titoli che oggi pubblicano, puntando sulla qualità.
In un mondo perfetto, poi, i distributori non dovrebbero prendersi la fetta di guadagno più grande di tutta la catena.
In un mondo perfetto i grandi editori non dovrebbero possedere i distributori e le grandi catene di librerie (facendo di fatto concorrenza sleale).
Non siamo in un mondo perfetto!
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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 11:06

:lol:
Interessante come discorso.
Interessante che tutti dicano che per scrivere (come per tutte le cose) si debba fare un sacco di gavetta e che invece tutti si ritengano scrittori esperti alla prima botta.
Interessante il punto di wyjkz: non ha tutti i torti. ma viviamo in un mondo del surplus, in cui ci sono cento modelli di telefonino (perchè la gente non si conpra il migliore e basta?) Basterebbe una casa editrice, che pubblica i libri migliori. Tanto più di, toh, cinquanta al mese non li legge nessuno (magari uno che non ha un tubo da fare e ci si mette venti ore al giorno). Per cui potrebbe pubblicare cinquanta libri, i migliori, al mese.
Sarebbe, bello, no? O no?

(sto ragionando dell'assurdo, se qualcuno non l'avesse capito) ;)

Interessante anche il discorso del capitano, e giustissimo. Il mercato del libro è un mercato tra i più drogati che ci siano (tutti sono almeno un po' drogati).
Se fosse per me, liberismo per liberismo, toglierei qualunque forma di protezionismo, a partire dall'iva agevolata (un libro è un bene di prima necessità? Siamo sicuri?) e da tutto il resto. E il libro vada dove deve andare. Ma andrebbe nel cesso. O meglio, si "mercatizzerebbe" ancora di più di così: avresti solo le ricette della Clerici e l'autobiografia di Maria De Filippi.

No, se fosse per me, darei ragione a Stallman: le idee non si comprano. E visto che un libro è un'idea, alla fin fine...
Tornerei al mecenatismo.
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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 12:19

interessante il discorso del mecenatismo... io per esempio vedrei un futuro di inserimenti pubblicitari anche nei libri. Che ne so, la grappa tosarelli deve pubblicizzarsi e allora paga per inserire nel libro di un autore suddetta grappa come bevanda preferita dell'ispettore. D'altronde voglio dire, 007 ha dato nuova linfa al martini cocktail agitato e non shakerato, Izzò al whiskey Lagavulin, ecc.ecc.ecc.
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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 12:25

gazza998 ha scritto:interessante il discorso del mecenatismo... io per esempio vedrei un futuro di inserimenti pubblicitari anche nei libri. Che ne so, la grappa tosarelli deve pubblicizzarsi e allora paga per inserire nel libro di un autore suddetta grappa come bevanda preferita dell'ispettore. D'altronde voglio dire, 007 ha dato nuova linfa al martini cocktail agitato e non shakerato, Izzò al whiskey Lagavulin, ecc.ecc.ecc.


in effetti c'è già; solo che per ora si chiama pubblicità occulta...

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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 14:44

Invece è una bella idea, anche non occulta. La pubblicità come sulle riviste. Tra l'altro la puoi anche mirare sul target, sul genere del libro.
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Re: Scrivere un romanzo è facile

30/01/2014, 14:50

sì lo so che è pubblicità occulta, ma perché non viene regolamentata in altro modo?
mi sembra meno invasiva delle pubblicità adv dei browser (e che arriveranno anche sugli ebook, si parlava di ebook gratuiti o super scontati con intermezzi pubblicitari) e delle app dei cellulari, e in più è un modo di regolarizzare e tassare.
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