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Re: Il romanzo è morto?

09/01/2014, 14:52

Proprio stamattina ho letto un articolo che rilancia questa tematica.
Magari ci da spunti di riflessione!

Una è che leggiamo meno libri, per due grandi fattori legati entrambi a internet. Il primo è che la Rete ha accelerato la nostra disabitudine alla lettura lunga, alla concentrazione su una lettura e un’occupazione sola, al regalare un tempo quieto a occupazioni come queste. È una considerazione ormai condivisa e assodata: la specie umana sta diventando inadatta alla lettura lunga.
Il secondo fattore è che gli spazi e i tempi un tempo dedicati alla lettura di libri stanno venendo occupati in gran parte da altro, e subiscono la competizione di videogiochi, social network, video online, e mille altre opportunità a portata di mano sempre e ovunque. Quelli che leggevano libri sui tram o nelle sale d’aspetto o sui treni oggi stanno sui loro smartphone, e non a leggere ebooks. Ormai stanno sui loro smartphone anche prima di addormentarsi, molti. Tutto quel tempo, non è più a disposizione delle lentezze dei libri: è preso.
La seconda questione centrale nella crisi dell’oggetto libro è che è diventato marginale come mezzo di costruzione e diffusione della cultura contemporanea, che invece sempre più trova luoghi di dibattito, espressione, sintesi, su internet e in formati più brevi. Che non sono necessariamente più superficiali, anzi spesso sono molto più densi e ricchi di certi saggi di 300 pagine allungati intorno a una sola idea (vediamo anche di dire che il libro ha spesso costretto, “per scrivere un libro”, a stirare in lunghezze ridondanti buone riflessioni da cinquanta pagine, se non dieci): ma qui starei alla larga dai litigi inutili su cosa sia meglio e cosa sia peggio e se il mondo peggiori o migliori con il declino dei libri. Limitiamoci a registrarlo e capire cosa succede.


http://www.wittgenstein.it/2014/01/08/l ... dei-libri/
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paolino66
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Re: Il romanzo è morto?

09/01/2014, 15:49

Di riflessioni me ne viene in mente una.

Il "libro" è morto quando si è passati dal codice miniato alla stampa gutenberghiana? Ha cambiato supporto, si è certamente modificato, e a fronte di pochi nostalgici (apocalittici, li chiamerebbe Eco) che non si rassegnavano (ce ne saranno stati, suppongo), si è aperto il mondo che conosciamo ormai da quattro secoli.

E il "romanzo"? Prima del romanzo come lo conosciamo oggi esistevano altre forme di narrazione: p.es. il poema cavalleresco. Forse morirà "questo" romanzo, ma resterà viva - eccome, se resterà - la necessità di raccontarci storie. Creare le forme di narrazione adatte ai nuovi supporti non toccherà a noi, forse. O forse sì, chissà. In ogni caso, non me ne preoccuperei. La cosa davvero interessante è vedere quali storie verranno raccontate in futuro. O meglio (azzardo a dire): vedere come le solite vecchie storie di sempre verranno ri-narrate.

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Re: Il romanzo è morto?

09/01/2014, 15:58

Che bell'intervento Paolino!!! <3
La penso esattamente come te.

com'è che mi viene in mente questo, leggendo l'argomento?


:)
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Re: Il romanzo è morto?

09/01/2014, 18:11

sono molto d'accordo con l'articolo citato da black. Mi ricordo di aver letto che un numero del new york times. di inizio secolo scorso sfiorava le mille pagine, tra inserti sportivi, romanzi rosa e storie per ragazzi. Per le famiglie povere del tempo era l'unico passatempo.
E sono d'accordo con paolino: di storie ne racconteremo sempre, che siano gossip tra amiche su facebook o uomini e donne. Sigh.
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Re: Il romanzo è morto?

08/08/2014, 11:42

il punto "il romanzo come supporto" è un buono spunto di riflessione. "Storie da raccontare" un altro.

IL ROMANZO COME SUPPORTO: Raymond Queneau ci ha scritto un libro, racconta la stessa storia con stili diversi (esercizi di stile), quindi possiamo considerarlo come stile/metodo per narrare la stessa cosa con metodi/stili diversi? facendo due passi indietro (intendo fisicamente e quindi guardare la questione da un pò più lontano, quindi meno micro, e più macro) posso citare: i promessi sposi (manzoni), o più vicino ai nostri tempi Q (Luther Blissett), Oceano Mare (Alessandro Baricco). Considerando "promessi sposi", "Q", "Oceano Mare", come romanzi, possiamo distribuirli in 2 sottogruppi, ovvero: romanzi con capitoli lunghi, romanzi con capitoli corti. I "Promessi Sposi" sta ovviamente nel primo sottogruppo, "Q" e "Oceano Mare" nel secondo. Guardando un pò alle date di nascita degli autori possiamo notare i secoli che li dividono. Ordunque la banale conclusione: il romanzo è vivo, ma si adatta al tempo, perché l'autore è figlio del suo tempo. Nel mezzo ci metterei Conan Doyle con "Sherlock Holmes" che ha scritto sia storie da 10-15 pagine, sia da 60-70 pagine, storie autoconclusive ma che mantengono sempre un filo conduttore, uno stesso mondo, stessi luoghi, stessi modi, stessi personaggi (nonchè l'espediente "diario" per dare una continuità nel tempo). Ordunque, (mi piace dire e scrivere "ordunque", è una parola con un bel suono, ahahah) la mia banale conclusione è: il romanzo esiste, vive, a volte si ubriaca, ma cambia nel tempo, è un cambio di ritmo, non nello stile, ma cambia ritmo di narrazione (cassa, rullante, piatti).

STORIE DA RACCONTARE
che tu scriva con una olivetti, con un mac, con un pc, (io scrivo con carta e penna) la storia non cambia; che tu scriva una storia ambientata nel 1500, nel 3033, nel 2014, la storia non cambia; che tu scriva una storia ambientata in Amazzonia, in Finlandia, in nord Africa, nell'India del nord, nell'Italia del sud, su Marte, in un mondo fantastico la storia non cambia. Ciò che cambia è certamente il lessico da usare, non me lo immagino un indigeno brasiliano che vive nella foresta amazzonica che usa un forno a microonde, o un principe dell'alto medioevo che guarda la tv. Ma alla creatività non c'è limite, purché sia creatività, cioè creare e non raccontare di se stessi.

p.s. ah... non che sia stato mai sempre presente, però pare che sono tornato, adesso ho un pò di tempo da dedicare alla scrittura e alla lettura di questo forum di sbandati zac
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Re: Il romanzo è morto?

08/08/2014, 14:52

Interessante il tuo spunto. (bentornato sulla nave!)
Il romanzo sta quindi cambiando, seguendo quindi le dinamiche del tempo. IN questo secolo siamo molto fast e quindi si presuppone ci sian un linguaggio più asciutto, capitoli e frasi più corte.
E in futuro?
Quando il digitale ci avrà fagocitato completamente che sembianze avrà il romanzo?
(avrà contenuti multimediali? Link? Interattività?)
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Matteo Piovasco
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Re: Il romanzo è morto?

08/08/2014, 15:22

"oceano mare" e "Q" sono scritti da autori che forse neanche si conoscono tra loro, provengono da mondi totalmente diversi; eppure hanno un ritmo 'veloce', i capitoli si chiudono in 4-5 pagine (con le dovute eccezioni). Forse perché il lettore ha poco tempo (si scrive, o perlomeno io scrivo, per chi legge non scrivo per me).

Riguardo al futuro:
adesso la tecnologia digitale, internet, sta entrando con forza nelle nostre vite avantieri c'era una televisione per famiglia e si andava tutti dallo zio a guardare la tv, un tempo c'era solo un pc in casa e io litigavo con mio fratello per usarlo; ieri ognuno aveva il suo pc, oggi ho 2 pc e uno smartphone. Ieri andavo da mio cugino per farmi scaricare e masterizzare i giochi per il computer, oggi i portatili non hanno neanche il lettore cd.

domani? domani forse potrò fare tutto da casa e quindi avrò più tempo per leggere e scrivere, quindi torneranno i capitoli lunghi, ma questa è troppo semplice come soluzione (un ritorno). Domani è bello per questo, io abito in riva allo stretto, nonostante esistano le 'previsioni del tempo' qui c'è sempre vento e il tempo può cambiare in maniera imprevisionabile (non ho usato il termine 'imprevedibile' di proposito).
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