Ester
Pirata vincitore
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Senza

01/05/2018, 10:39

Guardo l’orologio: è quasi passata un’ora, e sono ancora seduta di fronte a te a parlare.
Se fosse per me, ci farei notte nel tuo ufficio.
E’ sempre così quando sono con te: se dovessi smettere di parlare quando non ho più niente da dirti, non lo so dopo quante ore (o giorni, o mesi) esaurirei quello che vorrei raccontarti e chiederti e ascoltare da te…
Ma sono una ragazza sensata, lo so cosa devo fare, e quando guardo l’orologio decido che è ora di andarmene: è passata quasi un’ora, direi che per oggi basta così.
Sono contenta, e te lo direi quasi in faccia, a mo’ di saluto, che non sono più innamorata di te, che la follia è finita, che davvero siamo diventati solo dei simpatici e vecchi conoscenti che godono della compagnia l’uno dell’altra: ogni tanto, quando capita, quando ce n’è l’occasione.
E per me va bene così.
Tu sei pacifico e serafico come al solito: mi hai risolto la questione spinosa che ti ho sottoposto, e mi hai spiegato paziente e gentile quello che non avevo capito. Ad un certo punto mi hai fatto una domanda e io non ho saputo rispondere: non capisco niente di tutto quel casino che c’è scritto su quel foglio che ti ho portato e che tu paziente cerchi di spiegarmi, ma tu vedi il mio sguardo perso e mi dici:
“Guarda che non ti sto interrogando.”
Mi viene da ridere e quasi te lo direi: Luca, non siamo più al liceo, da un sacco di anni; nessuno più interroga nessuno, e io l’ho sempre pensato che tu non eri un genio, ma eri di sicuro più intelligente di me, e nemmeno io comunque mi sono mai considerata una scema…
Ma non c’è tempo, mi devo concentrare: la questione spinosa che dovevo capire, forse l’ho capita, e allora possiamo tornare a parlare del più e del meno, di tuo figlio che è un deficiente che rischia anche quest’anno di essere bocciato, e dei miei che è meglio che lasciamo perdere…
Guardo l’orologio, e mi alzo mentre ancora sto parlando e stiamo ridendo al solito di qualche cavolata, e anche tu ti alzi, ma non ti muovi da dietro la scrivania: due passi e io posso raggiungere la porta che tu hai lasciato aperta.
Faccio un passo verso la porta e tu non ti muovi, e per me va bene così: non ho bisogno di salutarti baciandoti e abbracciandoti, siamo solo due simpatici conoscenti e vecchi compagni di scuola, non servono smancerie.
Ma mentre sto facendo il secondo passo verso la porta, sei tu che ti avvicini e anche se non c’entra niente con quello che abbiamo detto finora, come se ti venisse in mente in quel momento, mi dici:
“Ah… neanche a me è piaciuto -Il filo nascosto- ".
“Be’, potevi anche scriverlo sul gruppo, mentre tutti mi davano addosso per dire che capolavoro fosse quel film, e io invece sostenevo che fosse una sublime boiata…”
Ridi e ti avvicini di un passo, e anche io allora ti vengo incontro e ti dico:
“Viene Elena da Parigi la settimana prossima, l’ho scritto sul gruppo che faccio una cena da me venerdì, vieni?”
“Ma sì certo, chi se le perde le lasagne di tua mamma…”
Già, mia mamma... finché c’è, e ce la fa a farvi le lasagne come trent’anni fa, quando venivate a cena a casa mia in campagna, e le sembra di vederci ancora sedicenni affamati che trangugiamo lasagne e affettati fino a scoppiare.

Ormai siamo vicini e ci dobbiamo salutare, e allora è facile baciarti leggera sulle guance mettendo la mia mano alla tua vita, sentendo la tua appoggiata alla mia spalla, e sai, sono talmente raffreddata che non so nemmeno se si sente o no il profumo che ho addosso, ma spero comunque che ti piaccia, e che il contatto con la mia guancia sia fresco e buono per te, come lo è per me.
E’ facile lasciarti questa volta: non ci sei mai stato, forse per questo non ti perdo.

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samy74
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Re: Senza

03/05/2018, 9:22

piacere malinconico rassegnato, quasi sprefiudicato a yìuna realtà sognata e poi lasciata in tasca. All'occorenza può ancora far male

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MasMas
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Re: Senza

11/05/2018, 16:03

Il racconto è ben scritto, si precepisce la malinconia che lo pervade. Da rude pirata forse non percepisco al mille per mille ciò che si sottintende, ma il racconto è bello.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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