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MasMas
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Fante

06/02/2018, 18:29

Visto il periodo allegro, mi vengono cose come queste.

Fante

Eleuterio Fantini, detto “Fante.” Nato in una guerra, fatta tutta un’altra. Servito con onore, poi diventato disonore. Ma oggi i tempi sono cambiati. I giovani coi telefonini ninini. Il compiuter. I robò. La sua Nina che non c'è più.
Fante adesso marcia solo da casa al dottore. Avanti e indietro, avanti e indietro, nò duè, nò duè. Oggi poi dolore di qua, di là, in mezzo, in alto, in basso. E allora avanti march.
Fante esce, un passo dietro l'altro, grigio e rugoso come il suo soprannome. Portone, sala d'aspetto. Deserta come una valle dimenticata d'Africa.
Aspetta, Fante. Cosa non lo sa più. Anzi oggi lo sa, il fastidio al braccio è sempre più forte. E quello è il luogo giusto, si dice.
Chiude gli occhi, Fante. Pensa a Nina; e al caldo del deserto, adesso ha freddo. Il suo vecchio cuore ormai è lento. Stanco.
Guarda ancora la sala d'aspetto, il suo cimitero da pachiderma. Poi chiude gli occhi e arriva la pace.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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