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La Torre

10/01/2018, 16:07

E' la prima volta che provo a scrivere qualcosa,quindi vi prego di essere clementi. _|

La Torre

Nel sogno mi trovo in cima ad vasto e remoto altopiano, molto lontano dal nostro mondo e dalle leggi che lo regolano, in una notte silenziosa e senza luna.
Di fronte a me si erge un’altissima e antichissima torre, tanto bella per il bianco e lucido alabastro di cui è costruita quanto terribile per le crudeli incisioni che decorano la sua superficie, raffiguranti simboli appartenenti ad epoche dimenticate che nessuna mano umana avrebbe mai potuto incidere.
Guidato da un antico ma fortissimo richiamo apro la nera e liscia porta della torre e, lento ma inesorabile come la sabbia che cade dentro la clessidra, attraverso una serie di stanze bianche e vuote giungendo alla porta dell’ultima stanza, appena sotto la sommità di quell’antica e malvagia costruzione.
Senza esitare la mia mano apre la porta e, fattosi il richiamo ancora più forte, quasi ossessivo, entro nell’ultima stanza: sprofondo in un nero e freddo abisso, buio come le profondità dello spazio e immerso in un silenzio più terribile della morte stessa.
Il mio cuore è pieno di un terrore mai provato prima da nessun essere vivente, i miei occhi vedono stelle lontane splendere di una luce accecante, le mie orecchie sentono una voce fredda e suadente che sembra parlare ad ogni cellula del mio corpo, ad ogni fibra del mio essere che si ostina disperatamente a non annullarsi in quell’abisso.
La voce parla da dimensioni lontane, ma è perfettamente udibile; mi chiede se voglio vedere cosa c’è oltre le stelle, se voglio andare oltre questa prigione ai confini dello spazio e del tempo, mi assicura che loro possono mostrarmi cosa c’è al di là, è sufficiente che io lo voglia con tutto me stesso.
L’antico richiamo è ormai insopportabile al punto da farmi quasi impazzire: tutto il mio essere chiede di vedere, ogni particella della mia entità chiede di conoscere e allora vengo spinto a velocità vertiginosa verso le stelle, ammiro il loro lucente splendore, sento il loro calore e vedo al di là di esse mentre il mio corpo viene distrutto e la mia mente, prima di essere annullata, impazzisce nel cercare di comprende cosa sono loro, le cui folli e crudeli risate riecheggiano in quell’orrendo abisso.

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Re: La Torre

10/01/2018, 22:15

Strano racconto, o meglio più che un racconto mi da l'idea sia proprio un sogno come viene detto all'inizio. Di sogno ha una trama non molto avvincente o attiva, sono cise che accadono al protagonista. Resta comunque abbastanza coinvolgente per l'atmosfera che crea, si percepisce il senso di inquietudine e paura del proragonista, una cosa un po' lovecraftia... lovecraftist... alla lovecraft.
Due spunti veloci: piuttosto che dire che i disegni sono orribili, non ce lo dire proprio ma descrivici i disegni così che risultino orribili anche a noi.
E, all'inizio c'è un clichè che mi è subito balzato all'occhio: il doppio aggettivo a tutto. Vasto e remoto altopiano, notte silenziosa e senza luna, altissima e antichissima torre... tendono a risultare una cantilena, prova a variare di più la costruzione delle frasi. E limita gli aggettivi a quelli necessari: se l'alabastro è come tutti gli alabastri, basta che metti solo alabastro. Se invece quell'alabastro ha qualcosa di diverso, o potrebbe essere di vari tipi, allora specificalo.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
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Re: La Torre

11/01/2018, 11:51

Hai detto bene,in realtà è un sogno che ho fatto io stesso qualche giorno fa e che ho riportato interamente,aggiungendo qualcosina qua e là.
Grazie per i consigli,sopratutto riguardo al doppio aggettivo:rileggendolo sentivo che c'era qualcosa che rallentava la lettura ma non riuscivo a capire cosa fosse. :D

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samy74
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Re: La Torre

16/01/2018, 8:34

un sogno dalle tinte strane che crea interesse. Mi piace il mondo dei sogni raccontato. A volte si scrivono dei meravigliosi flussi di coscienza che albeggiano e sfumano proprio come i sogni. Degli aggettivi ti hanno già detto, quindi la mia domanda è cosa c'è dopo? e se il sogno diventasse un racconto più lungo? me curiosa ::-<:

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Re: La Torre

16/01/2018, 13:09

In effetti stavo pensando di modificarlo e aggiungere qualcosina ma si può ripostare il racconto modificato? :roll:

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Re: La Torre

16/01/2018, 16:34

sì, certo, se hai bisogno di una mano sono qui

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Re: La Torre

16/01/2018, 18:17

Per il momento l'ho solo modificato,fondamentalmente era solo una prova essendo la prima volta che provo a scrivere qualcosa.
Magari in futuro renderò il racconto più lungo,adesso non mi viene in mente altro. :fiut:

La Torre

Nel sogno mi trovo in cima ad un remoto altopiano, molto lontano dal nostro mondo e dalle leggi che lo regolano, in una notte senza luna.
Di fronte a me si erge un’antichissima torre, tanto bella per l’alabastro di cui è costruita quanto terribile per le crudeli incisioni che decorano la sua superficie, raffiguranti creature, se così possono essere chiamate, appartenenti a luoghi e ad epoche mai popolate da nessun essere umano, mostruose nel loro aspetto così inumano eppure così familiare.
Guidato da un antico richiamo apro la nera porta della torre e, lento ma inesorabile come il granello di sabbia che cade dentro la clessidra, attraverso una serie di stanze vuote giungendo alla porta dell’ultima stanza, appena sotto la sommità di quella malvagia costruzione.
Fattosi il richiamo ancora più forte, quasi ossessivo, la mia mano apre senza esitazione la porta: sprofondo in un freddo abisso, buio come le profondità dello spazio e immerso in un silenzio più terribile della morte stessa.
Il mio cuore è pieno di un terrore mai provato prima da nessun essere vivente, i miei occhi vedono stelle lontane splendere di una luce accecante, le mie orecchie sentono una voce fredda e suadente che sembra parlare ad ogni cellula del mio corpo, ad ogni fibra del mio essere che si ostina disperatamente a non annullarsi in quell’abisso.
La voce parla da dimensioni lontane, ma è perfettamente udibile; mi chiede se voglio vedere cosa c’è oltre le stelle, se voglio andare oltre questa prigione ai confini dello spazio e del tempo, mi assicura che loro possono mostrarmi cosa c’è al di là, è sufficiente che io lo voglia con tutto me stesso.
L’antico richiamo è ormai insopportabile al punto da farmi quasi impazzire: tutto il mio essere chiede di vedere, ogni particella della mia entità chiede di conoscere e allora vengo spinto a velocità vertiginosa verso le stelle, ammiro il loro lucente splendore, sento il loro calore e vedo al di là di esse mentre il mio corpo viene distrutto e la mia mente, prima di essere annullata, impazzisce nel cercare di comprende cosa sono loro, le cui folli e crudeli risate riecheggiano in quell’orrendo abisso.

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Re: La Torre

16/01/2018, 22:14

Starless96 ha scritto:Per il momento l'ho solo modificato,fondamentalmente era solo una prova essendo la prima volta che provo a scrivere qualcosa.
Magari in futuro renderò il racconto più lungo,adesso non mi viene in mente altro. :fiut:

La Torre

Nel sogno mi trovo in cima ad un remoto altopiano, molto lontano dal nostro mondo e dalle leggi che lo regolano, in una notte senza luna.
Di fronte a me si erge un’antichissima torre, tanto bella per l’alabastro di cui è costruita quanto terribile per le crudeli incisioni che decorano la sua superficie, raffiguranti creature, se così possono essere chiamate, appartenenti a luoghi e ad epoche mai popolate da nessun essere umano, mostruose nel loro aspetto così inumano eppure così familiare.
Guidato da un antico richiamo apro la nera porta della torre e, lento ma inesorabile come il granello di sabbia che cade dentro la clessidra, attraverso una serie di stanze vuote giungendo alla porta dell’ultima stanza, appena sotto la sommità di quella malvagia costruzione.
Fattosi il richiamo ancora più forte, quasi ossessivo, la mia mano apre senza esitazione la porta: sprofondo in un freddo abisso, buio come le profondità dello spazio e immerso in un silenzio più terribile della morte stessa.
Il mio cuore è pieno di un terrore mai provato prima da nessun essere vivente, i miei occhi vedono stelle lontane splendere di una luce accecante, le mie orecchie sentono una voce fredda e suadente che sembra parlare ad ogni cellula del mio corpo, ad ogni fibra del mio essere che si ostina disperatamente a non annullarsi in quell’abisso.
La voce parla da dimensioni lontane, ma è perfettamente udibile; mi chiede se voglio vedere cosa c’è oltre le stelle, se voglio andare oltre questa prigione ai confini dello spazio e del tempo, mi assicura che loro possono mostrarmi cosa c’è al di là, è sufficiente che io lo voglia con tutto me stesso.
L’antico richiamo è ormai insopportabile al punto da farmi quasi impazzire: tutto il mio essere chiede di vedere, ogni particella della mia entità chiede di conoscere e allora vengo spinto a velocità vertiginosa verso le stelle, ammiro il loro lucente splendore, sento il loro calore e vedo al di là di esse mentre il mio corpo viene distrutto e la mia mente, prima di essere annullata, impazzisce nel cercare di comprende cosa sono loro, le cui folli e crudeli risate riecheggiano in quell’orrendo abisso.


Una cosa alla Lovecraft. Non ho capito però cosa intendi mostrare: il tuo viaggio, le tue emozioni, una cosa più ampia o un semplice sogno?

Personalmente toglierei le prime due parole all'inizio: se so che è un sogno allora non ho il senso di inquietudine che (forse) avresti voluto trasmettermi. So che è tutto finto e ti sveglierai, quindi non mi preoccupo. Se vuoi farmi preoccupare per te (me, dato che dovrei immedesimarmi in te che narri) dovresti togliere ogni riferimento che mi rassicuri, che mi faccia pensare che sto comodamente seduto su una poltrona, nella mia sicura stanza.
Se in tuo intento, invece, è semplicemente di raccontarmi il tuo sogno, ci sei riuscito. :)

Potresti inserire quello che hai scritto in una scena a due, nella quale si sta indagando a un mistero: tu sei un/una veggente e racconti al protagonista cosa hai visto. Allora quel "Nel sogno", ci sta, ma poi la scena dovrebbe continuare. Così, slegato da tutto non da inquietudine. Tu l'hai vissuto e ti ha inquietato, a me che lo hai raccontato no...

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Re: La Torre

17/01/2018, 15:49

Ti ringrazio perchè mi hai dato veramente un paio di buone idee sulle quali lavorare.
Al momento sto scrivendo un altro racconto ma quando l'avrò finito tornerò su questo. :)

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Gattoula
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Re: La Torre

10/02/2018, 6:21

Ti hanno già detto parecchio gli altri, e sottoscrivo.
Bella l'atmosfera, aggiungo che gli aggettivi oltre a essere doppi, precedono troppo spesso il sostentivo, es "nera e lucida porta", che stroppia e sa un po' di artificioso (e te lo dice una fanatica degli aggettivi e di questo tipo di costrutto :D )
Quello che non mi è piaciuto e che si concluda così in fretta, manca di respiro: non come fatti che descrivi, ma nel come ce li comunichi, scivolano via troppo velocemente per il pathos che hai cercato di costruire
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

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