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samy74
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L'angelo custode- racconto a tema

14/12/2017, 6:54

Passeggia ignaro. Lo vedono tutti al limite del campo. Saltella tra l’erba alta, gli spazi fangosi. Balla sul bordo del marciapiede per non calpestare qualche formica che sfugge all’inverno. Il carrello dalla fodera scozzese e l’ombrello beige infilato di traverso. Nessuno dei due ha il manico, ma non sembra essere una mancanza. Cerca bottiglie di vino o di birra. Guarda tutte quelle che trova, prima le odora e poi le pulisce con la manica della giacca a quadri. Ogni asola ha un bottone diverso, diverso come il vetro che afferra, ma trova solo bottiglie vuote oggi e fa finta di bere un contenuto trasparente. Chiude gli occhi, scuote la bottiglia, impreca masticando con la lingua. Sospira infine al cielo l’ingiustizia di non poter bere un altro goccetto.
Non c’è niente, inutile che scuoti qualcosa che non ha nulla. Me lo dico senza muovere le labbra. Rimbomba nel mio cervello. Le parole si articolano da sole senza emettere suono.

Lui intanto canta, ignaro dei miei pensieri, infilandosi nelle orecchie il vento che lo stordisce. Ma il vino non esce. Riprova con un’altra bottiglia. I pantaloni arrotolati alle caviglie e le maniche che nascondono le dita. Uno spaventa passeri. Sì, assomiglia proprio a uno di quelli che guardandosi intorno cerca corvi da allontanare.
Non troverai che cielo grigio. Parole morte che rimangono dentro labbra infreddolite.

Le sue spalle sono forti, io sembro un albero rinsecchito nel mio cappotto. Lo chiudo ancora di un bottone e lui si ferma. Non cerca più bottiglie. Ha visto qualcosa che non riesco a vedere. Nessuno riesce a vederlo. C’è un intero mondo di schegge chiamate persone intorno a lui che si urtano ferendosi dove fa più male.
Dove fa più male? Lo penso.

L’immagine dell’uomo svanisce, e tutto si riempie di mille frecce che si scagliano su di me. Cosa fa più male? Come se concentrandomi riuscissi a sentire il dolore che provocano le frecce o le parole. Negli occhi. Lo penso. Ma è solo una sensazione. L’uomo si accuccia. Quasi striscia, si rialza, saltella. Schiva le mie frecce. Tranquillo non arriveranno a te. Cammina guardando ogni tre passi indietro. Io sono qui, invece ferma aspettando la corriera. Arrivo sempre in anticipo, come se dovessi sempre fuggire da qualcosa che non conosco. Lui muove le maniche. Spuntano due mani. Le sue mani. E’ così lento nei suoi movimenti che per un attimo ho pensato che ne avesse più di due e che dagli occhi potesse uscire del fluido bluastro al posto delle lacrime.
Lacrime, chi sa più piangere? Mi stingo l’interno delle tasche, strizzando un fazzoletto umido.

Lui raccoglie qualcosa e lo annusa. Non riesco a capire cos'è. Si guarda a sinistra, lo nasconde dentro le maniche. Non vuole farmelo vedere. La mia corsa arriverà fra cinque minuti. Il libro in mano e gli occhiali pronti sulla testa. I miei pensieri incastrati tra i capelli, ma lui ha il suo tesoro. Corre verso il carrello. Trotta come un puledro che ha visto la mamma. Si ferma di nuovo, mi ha visto. Io lo guardo senza ritegno. Si rabbuia, non capisce cosa ci sia da guardare. Saltella di nuovo indietro e si gira. La corriera è in ritardo.
Guardami pure spaventapasseri. Non mi fai paura. Tanto anche io ho il mio vortice. Io non raccolgo niente se non qualche istante del tuo tempo.
Tempo che si trasforma in tesori, ma sono più sporcizie malconce. Per un mese raccoglie oggetti che poi getta in qualche cassonetto per poi riprendere la sua indigestione con altre cose. Non ha senso tutto questo, ma lui non si accorge di niente. Ha dieci cappelli neri questo mese, li ha messi in fila ieri. Dodici guanti spaiati. Otto guanti della mano sinistra, a riprova del fatto che si perde prima il cuore che la testa. Tappi di bottiglia al collo come una collana. Una scodella sbeccata, mangime per uccelli, un foglio di calendario fermo a dicembre, due ali da angelo bucate. Quando tira fuori tutto dal carrello si ferma alla fontana, si lava, fa il bucato. E ripone ogni oggetto all’interno di sacche trasparenti usate. Si arrotola le maniche fino al gomito e lascia che i pantaloni gli coprano le caviglie. Gli schizzi d’acqua rimbalzano sulla stoffa color cachi e finiscono per disegnare macchie più grandi.
Passeggia ignaro dopo essersi bagnato fino alle ginocchia. Porta il suo carrello pulito con una corda verde e l’ombrello spunta come un faro traverso. Quando il cielo è limpido, lega le ali bucate all’ombrello. Rimangono rigide anche quando corre. Disegnano una farfalla. Ci si vede il cielo attraverso il buco che trapassa il velo sottile. Lui saltella, trotta. Loro rimangono ferme.
“Non importa da dove cadi, ognuno ha il suo angelo custode.” Chi diceva questa stupida frase? Se non hai il paracadute, non c’è niente che può salvarti. O nessuno.

Ma lui non lo sa. Si ferma lungo la strada dei pini, guarda e poi raccoglie ancora qualcosa. Canta una rima stonata muovendo le braccia, si gira per guardarmi e solo a quel punto sono sicura che la magia per oggi sia finita. Apro il libro dove c’è la bolletta della luce scaduta anni fa. E’ intestata a me, Giulia Riversi. Quella Giulia. Lui intanto fa una capriola sull’asfalto sporcandosi tutto. La gente mi strattona, urtandomi. La mia corsa è arrivata. Mi cade la borsetta e lui non mi guarda più. Portiamo solo in giro oggetti inutili. E lascio cadere il tappo di una penna. Una penna che ha perso il tubicino dell’inchiostro, la sua anima. Chissà dove l’ho perso. Quando mi è caduto. Chissà chi l’ha raccolto. E se esiste qualcuno da qualche parte che come te raccoglie oggetti dimenticati. Forse è finito in qualche angolo e nessuno riesce a trovarlo e rimarrà lì, nascosto agli occhi di tutti. Ad invecchiare aspettando che il tempo non lo ingoi per sempre. Lui saltella e sposta le foglie secche con la punta del piede, ma le mie domande salgono insieme a me sulla corriera. Che cosa sono diventata ora? E lui è sparito.

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MasMas
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Re: L'angelo custode- racconto a tema

14/12/2017, 23:23

Più metsfisico del solito, mi pare. Come sempre pieno di slanci di lirismo. Scrivi con un ritmo che ti fa scorrere da una parola all'altra.
Racconto affascinante anche se non ho colto appieno tutti i significati, o almeno credo. Ma penso sia voluto.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
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Nils Desperandum
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Re: L'angelo custode- racconto a tema

10/01/2018, 0:58

Ciao samy74.
Ho letto questo racconto e ne sono rimasto affascinato. La descrizione dell'uomo e del suo mondo è fantastica e l'ho visto coi miei occhi seguire il filo dei suoi pensieri.

Questo racconto ha però due anime. Da un lato l'uomo, che secondo me è riuscito benissimo, dall'altro la donna, la voce narrante. Questa seconda anima sinceramente mi ha coinvolto poco. Stona un po' rispetto alla sorta di magia che c'è attorno all'uomo e ha finito per fare un po' da singhiozzo al flusso del racconto. Sarei curioso di vedere una versione di questo racconto tutto incentrato sull'uomo, una sorta di cameo su questo personaggio affascinante.

Complimenti!

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samy74
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Re: L'angelo custode- racconto a tema

10/01/2018, 14:02

Nils Desperandum ha scritto:Stona un po' rispetto alla sorta di magia che c'è attorno all'uomo e ha finito per fare un po' da singhiozzo al flusso del racconto. Sarei curioso di vedere una versione di questo racconto tutto incentrato sull'uomo, una sorta di cameo su questo personaggio affascinante.

Complimenti!


Grazie prima di tutto. La storia prevede un seguito, perchè ad essere sotto i riflettori è quella bolletta nel libro di una Giulia di tanto tempo prima, l'uomo serviva solo per dare a Giulia quello che lei non ha più. La magia. ::-<:

Starless96
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Re: L'angelo custode- racconto a tema

15/01/2018, 18:50

Personalmente mi è piaciuto molto,l'ho trovato molto poetico e nella malinconia di lei non manca una certa dolcezza.

Questo passaggio in particolare è veramente bello:
samy74 ha scritto: C’è un intero mondo di schegge chiamate persone intorno a lui che si urtano ferendosi dove fa più male.
Dove fa più male? Lo penso.


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samy74
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Re: L'angelo custode- racconto a tema

16/01/2018, 8:28

Starless96 ha scritto:Personalmente mi è piaciuto molto,l'ho trovato molto poetico e nella malinconia di lei non manca una certa dolcezza.

Questo passaggio in particolare è veramente bello:
samy74 ha scritto: C’è un intero mondo di schegge chiamate persone intorno a lui che si urtano ferendosi dove fa più male.
Dove fa più male? Lo penso.



ti ringrazio Starless96, lei, la protagonista del racconto, ha una storia omplessa da raccontare molto complessa. Mi piacerebbe riuscire a farlo a puntate.

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