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PDA

13/12/2017, 22:50

Entro nella volante. Tolgo il cappello e metto in moto. Il ronzare del motore ionico aumenta intanto che le turbine si scaldano.
Sbadiglio poi esco dal garage. Mi immetto in strada. C’è ancora poca gente alle 7:35, aumento i giri del rotore e decollo. L’aria è sgombra, bene, posso svegliarmi con calma.
Come tutte le mattine si fa viva Jenny: “Buongiorno!”
Voce squillante, lei. Sbadiglio ancora e gli faccio sapere che sono vivo: “Buongiorno, cara.”
“Buongiorno caro. Hai preso il pranzo quando sei uscito?”
Porca: “No! No, l’ho lasciato sul divano. L’avevo appoggiato e…”
“Ti toccherà tornare a prenderlo allora. Pensi di riuscirci?”
“Dovrei.” E il display dell’auto si accende di rosso, suona il cicalino: “Ecco, emergenza, ti pareva, scusa ma devo andare.”
“Bene ma passa a prendere il pranzo.”
Già. Oppure mi mangio un panino al volo, magari da McDonald’s.
“E non ti sognare di mangiare un panino al volo. Quella roba di McDonald’s è plastica.”
Appunto: “Certo, cara.”
Sembra mia madre. Lo strizza giù in centrale dice che siamo complementari, che stiamo bene insieme. Lei quella allegra, premurosa. Io sbadato e negativo. Proprio la donna della mia vita.
Bah. Intanto il navigatore indica che sono arrivato.
Atterro in un parcheggio poco lontano dall'abitazione. Cappello in testa e scendo dalla volante.
Percorro il viale, la strada romba accanto, gente indaffarata ingombra il marciapiede.
Ecco la casa. Sulla soglia la madre in vestaglia, occhi preoccupati e mani che si contorcono. Guarda una ragazza seduta sul gradino di un portone venti metri avanti. Mi vede arrivare ed esplode: “Mia figlia, è là, non vuole ascoltarmi, non mangia più, non parla più, la prego mi aiuti…”
La rassicuro: “Stia tranquilla, ha fatto bene a chiamarci. Lei stia qui, ci penso io.”
Appare sollevata. Aggiungo: “Fossi in lei non guarderei. Potrebbe non essere bello.” Gli occhi si velano mentre chiude la porta. Ma so che sbircierà.
Penso alla ragazza, mi avvicino. È magrissima. Capelli come fili d’oro, le coprono la faccia affossata a dieci centimetri dal palmare. Tiene il PDA in grembo, il volto uno scheletro ancora più pallido di quanto non sia già, in quella luce eterea.
I passanti le lanciano appena qualche sguardo, girano larghi, non la vogliono sfiorare. Il suono dei bip a isolarla dallo scalpiccio, dal vociare, dalle auto in strada.
Le sono a due metri. Non nota niente e nessuno. Le dita scorrono veloci, i polsi fasciati nei tutori per la tendinite. Poi si ferma, attende un istante. Un velo di sorriso, e riparte a mitragliare silenziosa.
Da voltastomaco. Ma, coraggio: professionalità e distacco.
Faccio per allungare la mano che eccoli: “Fermo! Non la può toccare, non ha fatto niente!”
Una donna con un cappotto di lana a bande colorate, capelli rasati, volto pallido e scavato non tanto meno di lei. Occhi sottili e denti stretti, allarga le braccia e si mette in mezzo. Appena più in là tra la folla, li noto adesso, altri tre tecnoskin, uno appoggiato a un cartello con scritto: - Il PDA non si tocca! Libertà di utilizzo per tutti. -
Mi blocco e guardo la tipa: “Signora, sta intralciando la legge. Abbiamo la denuncia di un genitore…”
“La lasci stare, ha il diritto di usare il suo tempo come vuole. Andate a occuparvi di omicidi e furti, invece di importunare gli innocenti!”
“Signora, c’è una legge, se il limite di utilizzo settimanale supera il tetto…”
“E lei come fa a sapere che ha violato i limiti? Che prove ha?”
“Signora si sposti, ultimo avvertimento.”
Si irrigidisce: “No. Io non mi muovo.”
Non è etico, lo so, ma questo mi darà gusto. Prendo il taser dalla fondina e faccio due passi indietro. La gente attorno si allontana, qualcuno si ferma, sguardi preoccupati, qualche mormorio.
Conto: “Uno, due, tre.” Sparo, bang, la tizia cade a terra e si contorce come un verme calpestato. Due secondi e non si muove più.
Guardo gli altri tre. Uno mette via un palmare con cui mi inquadrava, poi mi guardano di sottecchi, sussurrano tra loro.
Stasera sarò in prima TV.
Prendo la donna sotto le spalle e a trascino verso di loro: “Ehi, venite a prendere la vostra amica. Quando avrò finito meglio siate lontani di qui.”
Mi avvicino alla ragazza. Non si è resa conto di nulla. Le tocco la spalla: “Ehi.”
Sussulta: “Oh!” Poi torna a battere.
Stringo appena: “Senti, devi spegnere.”
Non distoglie lo sguardo: “Sì. Dopo, sì. Un minuto. Ancora un minuto.”
“No, devi spegnere. Subito.”
Si ritrae: “No, dopo. No.”
Stringo ancora, allungo l'altra mano: “Dammelo.”
Si rende conto, mi lancia un’occhiata: “Cosa?” Capisce chi sono: “No! Lascia stare!” Allontana le mani continuando a battere sul PDA.
Mi allungo di colpo e glielo prendo.
Mi tiro in piedi, lei salta su: “Che fai! Dammelo!” Si allunga, io lo alzo, sono più alto, intanto con il pollice scelgo dal menu: Esci. Spegni.La voce suadente recita: “Sei sicuro di volermi spegnere? Perderai tutto il contenuto non salvato. Inoltre, non garantisco riceverai tutte notifiche inviate durante…”
“Nooo!” salta per raggiungerlo, gli occhi iniettati di sangue, graffia con le unghie, tenta di arrampicarsi.
Ma premo: Spegni davvero. Musichetta, schermo nero, buonanotte. La allontano con una mano intanto che con l’altra intasco il PDA: “Questo lo teniamo noi. Te lo ridarà lo psicologo quando sarà il momento.”
Spalanca la bocca, mezzo passo indietro: “No. L’hai fatto. Io, non… come farò? Adesso come farò?”
“Stai tranquilla e respira, vedrai che tra poco passerà.”
Porta le mani al volto, gli occhi lucidi: “No, adesso, adesso…” Scuote la testa: “Non è possibile, se mi cercano? Se hanno bisogno? Le notifiche, i commenti. Cosa posso fare! Oddio. Oddio, mi sento…” Poi si gira, si china e vomita.
Succede sempre. Le metto una mano sulla schiena, le sussurro: “Bene, sfogati. Dopo starai meglio.”

Dieci minuti dopo ho consegnato la figlia alla madre. Adesso ci penserà lo strizza.
Che schifo di gente. Fa presto lui a dire che Jenny è allegra e io troppo pessimista. Lei mica deve avere a che fare con certi depravati.
Monto in macchina. Eccola: “Ciao. Caro.” sorride, lo sento: “Tutto a posto?”
“Sì.”
“Che c’è? Non stai bene?”
“No, sto bene, ma sto avendo una giornata difficile. Ci sentiamo dopo, ti spiace?”
Silenzio. Poi: “No, no. Se credi sia meglio. Però ricorda il pranzo.”
“Sì grazie. Scusa ma preferisco spegnerti.” Allungo la mano e seleziono: Esci. Spegni. Spegni davvero.
Buonanotte, Jenny.
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Re: PDA

14/12/2017, 18:00

Carino :D .
Non so ma la reazione della ragazza mi ha fatto ridere :LOLP: Non lo vedo un futuro così lontano dalla nostra realtà purtroppo :cry: ::

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Re: PDA

14/12/2017, 23:25

Zero ha scritto:Non so ma la reazione della ragazza mi ha fatto ridere.


:o Ma dai... :D
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Re: PDA

14/12/2017, 23:47

“No. L’hai fatto. Io, non… come farò? Adesso come farò?”
“No, adesso, adesso…” Scuote la testa: “Non è possibile, se mi cercano? Se hanno bisogno? Le notifiche, i commenti. Cosa posso fare! Oddio. Oddio"


Non avevo compreso che fosse stato fatto apposta ma a giudicare dal tuo commento è un effetto voluto :LOLP:

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Re: PDA

15/12/2017, 11:30

Zero ha scritto:Non lo vedo un futuro così lontano dalla nostra realtà purtroppo :cry: ::

Direi che già ci siamo... :cry:
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Re: PDA

15/12/2017, 14:47

Zero ha scritto:
“No. L’hai fatto. Io, non… come farò? Adesso come farò?”
“No, adesso, adesso…” Scuote la testa: “Non è possibile, se mi cercano? Se hanno bisogno? Le notifiche, i commenti. Cosa posso fare! Oddio. Oddio"


Non avevo compreso che fosse stato fatto apposta ma a giudicare dal tuo commento è un effetto voluto :LOLP:


No no no, per niente voluto. :( Anzi accetto suggerimenti.
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Re: PDA

15/12/2017, 17:10

A me sinceramente non ha fatto ridere, l'ho trovato molto realiatico.
Piuttosto l'avrei fatta ancora più idiota, tipo "ma devo vedere quanti like ha pincopallino", perché quando ho letto "come faccio se mi cercano? Se hanno bisogno?" Ho pensato per un momento che lei avesse in corso qualcosa di importante
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Re: PDA

15/12/2017, 20:57

No no no, per niente voluto. :( Anzi accetto suggerimenti.

Ah, scusami Mas, ho interpretato male il tuo 'ma dai'. :(
Il racconto è scritto molto bene, la descrizione della ragazza anche.
Sono io che conosco ragazze della mia età alle quali se togli il cellulare darebbero una risposta identica a quella scritta da te e -vomito e situazione drammatica a parte- immaginarle mi ha creato ilarità ;)

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Re: PDA

16/12/2017, 7:54

Domanda già che ci siamo: ma l'avete colto il finale a sorpresa colpo di scena effetto speciale del fatto che anche la sua pseudotipa sia in realtà un PDA uguale a quello cui lui da la caccia, che in realtà gli fa da madre, fidanzata e quasi da compagno di lavoro (anzi qui mi viene in mente una modifica)?
No perché il racconto voleva poi essere anche su quello e se così non è ho sbagliato abbastanza il tiro. :(
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Re: PDA

16/12/2017, 11:25

Sì l'avevo capito e per assicurarmi della cosa sono andata a rileggermi le parti in cui Jenny è stata nominata; però fra lo psicologo che ne parla come fosse la moglie e la descrizione umana del suo carattere, alla fine mi sono convinta a credere che avevo capito male e che in realtà fosse una persona viva :LOLP:

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