Diana D.
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In filigrana – Racconto a tema

13/12/2017, 20:44

Ecco, mi sono avventurata a scrivere un racconto sul tema del mese. Vediamo un po'... :D


In filigrana

Appoggiato all’elegante balaustra di marmo scrutavo attraverso i riquadri della finestra un mondo filigranato d’oro e saturo d’arancio. Dirimpetto potevo contemplare, come in un gioco di specchi deformanti, una struttura che era in tutto simile a quella da cui osservavo – un ampio arco, fini colonne e una balconata scolpita – se non per quel frontone tondo anziché a punta. Sudavo freddo.

Tirandomi indietro, osservai le due costruzioni da una nuova prospettiva, erano l’una l’ombra mal disegnata dell’altra, e mi bastò sfregare un po’ le mani per vederle moltiplicarsi davanti ai miei occhi in una serie caleidoscopica di proiezioni. Non una finestra, ma cinque, ognuna col suo doppio.

Calma, mi dissi, si trattava di ragionare. Cinque era un gran numero. Cinquanta ancora di più, soprattutto a dicembre. I cenoni, i regali, gli addobbi. Tutti irrinunciabili, come anche l’affitto, le tasse, le assicurazioni. E quella bolletta da diluire in ben più di cinque rate, aveva borbottato il commercialista, per non rischiare di avere la neve e le renne direttamente dentro casa.

Giusto. Quindi la decisione era presa, o quasi. Se solo fossi riuscito a dimenticare quel giorno; se solo non avessi dovuto consegnare quei pacchi al rifugio, sarebbe stato un Natale come un altro.
Ammirai la stella sospesa in cima alle finestre, seguendo poi il perfetto cerchio dell’intera costellazione che tanto mi ricordava la coccarda di vimini dietro la porta di casa mia. Quando sarò di ritorno, immaginai, i bambini correranno ad accogliermi tra mille sorrisi e Laura avrà già messo la cena in tavola. Faremo incetta di stuzzichini, ci abbufferemo di pasta al forno e finiremo con un’indigestione di panettone.

Con certi pensieri, i più sicuri e normali, tentavo di scacciare le nuove idee che affollavano la mia mente ormai da giorni, quelle che mi costringevano a interrogarmi, a fissare il vuoto, a vegliare insonne. Rivedevo la lunga fila di fagotti, cartoni e buste, le sagome rinsaccate, i brevi guizzi delle mani tremanti, e poi d’un tratto un vocio di stupore al passaggio della stella cadente. Avrei voluto cancellare questo momento dalla mia memoria e riempirla dell’immaginario mondo d’arancio filigranato d’oro. Eppure, erano proprio le cinque costellazioni brillanti attorno alle cinque coppie di finestre a ricordarmi quell’altra prospettiva, l’altra realtà. Per questo iniziavo a odiarle, desideravo stracciarle, bandirle dalla mia vista, dal mondo intero. Avrei preferito tornare alla preistoria, al baratto, alla nullatenenza, però almeno senza quell’assillo.

Con le mani fredde e umide sfiorai ancora per un momento le banconote. Cinque volte cinquanta era un’enormità per la nostra famiglia. Ma anche l’altra verità era enorme: che il cielo è uguale e condiviso, immenso e stupefacente per tutti, non importa quanto siano distanti o distinti i vetri attraverso cui lo guardiamo. Basta cambiare prospettiva, rigirare la banconota, per scoprire il ponte che permette di valicare questi confini.
Misi il denaro nella busta, la sigillai e mi decisi a entrare. «Raccolta fondi per i senzatetto» indicava il manifesto all’entrata. Lasciai la busta, sorrisi e sperai che Laura capisse.
Ricevetti in cambio una spilla a forma di gufo con un nastrino rosso; era un portafortuna, mi era stato detto. Lo riposi nella tasca interna del cappotto e, attraversando il ponte Umberto sullo sfondo di un tramonto tenuamente dorato, mi avviai verso casa.

Zero
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Re: In filigrana – Racconto a tema

14/12/2017, 15:59

Ho letto il tuo racconto.
Scusami Diana non ti offendere, ho visto un uso di termini che a orecchio suonano armoniosi ed è apprezzabile, ma io il tuo racconto non l'ho mica capito (e l'ho riletto due volte).
Soprattutto la prima parte è oscura e mi sembra gremita di frasi ben confezionate che però non si intrecciano fra di loro.
Ho visto anche qualche errore di sintassi ma per questo preferisco che parli qualcuno più esperto.
Questo è quello che penso ma forse c'è chi è più sensibile e acuto rispetto a me e comprenderà meglio il testo da te postato. Ciao

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MasMas
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Re: In filigrana – Racconto a tema

16/12/2017, 22:35

Devo ammettere di averlo riletto anch'io. Arrivato alla fine e colto il discorso banconote, l'ho rivisto tutto secondo questa prospettiva e credo di aver colto. Abbastanza. Credo sia un gioco voluto, l'ambiguità iniziale, no?
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Re: In filigrana – Racconto a tema

16/12/2017, 23:35

Ah ok ora ci ho pensato bene e ho capito la metafora delle banconote. È di difficile interpretazione per quanto mi riguarda.
Non riesco a capire se il protagonista è sopra a un terrazzo/balconata o no all'inizio.

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samy74
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Re: In filigrana – Racconto a tema

13/01/2018, 14:53

L'ambiguità sta nel non far capire fino alla fine al lettore cosa ci sia sotto. Una sorta di piccolo giallo che si scopre alla fine. Non è facile capirlo. Basterebbe qualche ricordo che sà vita a qualcosa di più profondo per dare anche un doppio risvolto alle frase molto poetiche dell'inizio. ::-<:

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Gattoula
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Re: In filigrana – Racconto a tema

18/01/2018, 9:52

Meraviglioso.
Io questa difficoltà di lettura e ambiguità sinceramente non l'ho vista: la descrizione inizia con l'osservazione della banconota come fosse realtà, da tanto siamo "normalmente" attaccati ai soldi, e da tanto al protagonista appaiano necessari per pagare affitto, bollette ecc. Poi la visuale si amplia grazie al ricordo dell'immagine dei senzatetto avvolti dal freddo, e il nuovo sguardo che si getta sulla banconota nel finale è quell'apertura che ci consente di condividere e di renderci conto di cosa c'è oltre, quindi la possibilità di vedere anche l'altro lato della 50€... ed ecco che il portale iniziale cede il posto al ponte, che guardacaso è qui perfetta metafora dell'incontro con gli altri e con le necessità altrui <3
O almeno, io l'ho letto così :D
Sarà anche perché ancor più in questo periodo ne condivido ogni sensazione, boh? :-)
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

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