Zero
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Albero di Natale - parte 1

13/12/2017, 2:39

Siccome siamo vicini a Natale, ho deciso di fare un racconto a tema e di condividerlo con voi.
Ah, c'è qualche parolaccia che spero non urti la vostra sensibilità :mrgreen:

Stavo bene lì, seduta sulla panchina a fare nulla.
La mattina era caduta la neve e aveva imbiancato tutto.
Aveva ricoperto i tettucci delle auto parcheggiate e inzuppato i panni stesi sulle finestre.
Aveva impregnato la panchina di acqua gelata, ma avevo posto il giornale sotto al sedere ed ero protetta dalla gomma dell'impermeabile. Non correvo il rischio di bagnarmi.
Aveva sporcato anche l'abete della piazza decorato a festa; lui ondeggiava palle natalizie e luci colorate che si illuminavano deboli a intermittenza. Aveva un nonsoché di magico: sembrava una cartolina di quelle che vendevano all'edicola, ma se la foto può venir definita un istante del passato, lui era lì presente, vivo, immortale.
Ricordavo di aver avuto un albero simile in tempi remoti.
Era più piccolo e gracile, ma da bambina sembrava il più alto del mondo.
Fra una palla e un festone, avevo attaccato con una mollettina di legno una letterina per Babbo Natale.
La sera della vigilia, avrò avuto sei o sette anni, mia madre trafelava in cucina fischiettando un motivetto natalizio.
Bella donna, mia madre: labbra morbide e generose che ti baciavano con uno schiocco sulla guancia, fianchi stretti e capelli che quando ci passavo le dita in mezzo sembravano fili di seta. Peccato avesse la pelle così delicata.
- Non prepari lo spuntino per Babbo Natale? - Mi chiese mentre la osservavo infornare l'arrosto con le patate.
Alzai e abbassai freneticamente la testa e mi arrampicai sulla credenza, aprii uno sportello di quelli in alto, presi i biscotti e poi il latte dal frigorifero.
Corsi al tavolo del salotto e appoggiai tutto là sopra.
Lo stomaco mi gorgogliava, allora aprii il pacco facendo un gran rumore con la carta.
Presi un biscotto e lo lasciai sciogliersi in bocca. Sapeva di zucchero e cioccolato.
Sobbalzai quando un colpo di tosse mi avvertì della presenza di qualcuno alle mie spalle.
- Solo uno, eh? Che poi Babbo Natale rimane con la pancia vuota e si stanca a portare i regali a tutti i bambini - disse mia madre. -
- Va bene mamma - risposi gocciando il latte nel bicchiere che aveva portato.
Stavo con la lingua di fuori, la testa di traverso, con l'occhio stretto e tenevo la bottiglia alla base con entrambe le mani per centrare il bersaglio, ma all'improvviso la porta di entrata si aprì con un tonfo e allentai la presa.
La bottiglia cadde sul bicchiere che si rovesciò versando parte del contenuto sul legno.
Poi rotolò fino all'orlo del tavolo e si schiantò a terra con un esplosione di vetri.
- Che sta succedendo? Che cos'é questo casino? - chiese mio padre irrompendo nella stanza.
Io osservai la bottiglia giacere sul pavimento spezzata a metà e la pozza di latte che si allargava sempre di più.
- Niente niente - Si sbrigò a dire mia madre raccogliendo i vetri con un canovaccio. - La bambina si è spaventata quando hai aperto la porta. -
Mio padre prese la busta dei biscotti e osservò l'etichetta.
- Perché dai da mangiare i biscotti a nostra figlia prima di cena? -
- Era un regalo per Babbo Natale, vero tesoro? - Rispose mia madre accarezzandomi la testa, annuii.
- Un regalo per Babbo Natale?-
- Sì, così quando passa a consegnarmi i regali non si stanca troppo -
risposi abbracciando mia madre.
- Ti avevo detto di non insegnare a nostra figlia queste cazzate...Non ascolti mai...-
- Su caro, tutti i bamb...-
Non lo vidi arrivare. Sentii un fischio e uno 'Sciaff', poi mia madre si portò una mano sopra la guancia arrossata.
- Non devi fare queste cose davanti alla bambina! - urlò.
- Allora impara a essere una madre invece di raccontare cazzate - sbottò lui.
Avevano cominciato a litigare: mio padre l'aveva bloccata per le braccia e la insultava, mia madre era riuscita a girarsi dall'altra parte. Allora lui aveva preso a spintonarla e sferrarle pugni su scapole, spalle, testa. Io ero rimasta pietrificata, poi qualcosa scattò.
- Non è giusto - sibilai con un soffio di voce.
Corsi in cucina, afferrai la scopa e tornai indietro.
Poi la tirai su dal manico e con tutta la forza la sferrai sulla schiena di mio padre.
- Lasciala stare, lasciala stare! Non ha fatto niente! Vattene via, ti odio! - Strillavo mentre mi sgorgavano le lacrime dagli occhi.
- Stai ferma! - Urlò mio padre spingendomi con un braccio.
La scopa cadde di lato e io finii lunga battendo la testa sul pavimento.

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Re: Albero di Natale - parte 1

14/12/2017, 6:31

molto crudo. Le parolacce non disturbano, sono quasi necessarie. Hai provato a pensare la storia all'imperfetto?
vado a leggere la seconda parte

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MasMas
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Re: Albero di Natale - parte 1

14/12/2017, 23:06

Urgh! Un prologo mica tanto simpatico. L'inizio sembrava molto natalizio...
Di sicuro colpisce.
Un paio di parolette mi sono suonate un po' azzardate, ma fila via liscio. Pure troppo...
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Re: Albero di Natale - parte 1

15/12/2017, 0:13

Urgh! Un prologo mica tanto simpatico. L'inizio sembrava molto natalizio...
Di sicuro colpisce.
Un paio di parolette mi sono suonate un po' azzardate, ma fila via liscio. Pure troppo...

Sì, l'introduzione contrasta con il resto della storia.
Quali sono le parole che ti sono suonate azzardate?

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Re: Albero di Natale - parte 1

15/12/2017, 3:00

Ciao. Io ti faccio notare la punteggiatura nei dialoghi. Qui Yukie lo spiega bene:
viewtopic.php?f=99&t=1840
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Albero di Natale - parte 1

15/12/2017, 15:04

Cose che magari sono io che sono strano, ma alcune parole mi hanno fatto interrogare (ma mica mi hanno stonato, solo mi sono balzate agli occhi, sono pirlate eh):
- i panni stesi sulle finestre. (sulle finestre mi fa pensare ai panni lì ammucchiati sul davanzale)
- impregnato la panchina (impregnato lo userei per una spugna, poi una panchina di legno vecchio magari...)
- avevo posto il giornale (non userei avevo posto, ma sono io che sono un po' grezzo)
- gomma dell'impermeabile (è di gomm aun impermeabile? Mi suona strano)
- ondeggiava palle natalizie (questo è solo uno slancio poetico, ma forse queste cose le noto per il tono altrimenti colloquiale del racconto)
- mollettina di legno una letterina (letterina a mollettina, fa un po' puccioso)
- trafelava (lo userei per uno che sta ansimando dalla fatica)
- Sapeva di zucchero e cioccolato. (in generale, ci sono molti dettagli, non so se l'hai fatto apposta e dia un effetto particolare, magari in effetti dilata i tempi per poi contrastare con la rudezza successiva)
- raccogliendo i vetri con un canovaccio (una bottiglia di latte intera si raccoglie così facilmente? Mi aspettavo una pozza in mezo pavimento)
- io finii lunga battendo la testa sul pavimento. (forse manca "distesa"?)
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Re: Albero di Natale - parte 1

15/12/2017, 20:41

Ciao. Io ti faccio notare la punteggiatura nei dialoghi. Qui Yukie lo spiega bene:


Ciao Titty, grazie per il link. Appena posso mi studio l'argomento ;)



@MasMas:
Cose che magari sono io che sono strano, ma alcune parole mi hanno fatto interrogare (ma mica mi hanno stonato, solo mi sono balzate agli occhi, sono pirlate eh):

Non sono pirlate anzi, a me servono consigli e critiche altrui sennò come faccio a sapere dove sbaglio? Io ti ringrazio per aver adoperato il tuo tempo in questo ;)

i panni stesi sulle finestre.

Sì, è un errore. Me ne sono accorta rileggendolo il giorno dopo ma ormai era troppo tardi. :cry:
Non ho detto niente sperando non lo notasse nessuno :LOLP:
impregnato la panchina

È corretta l'immagine a cui hai pensato. Mi piaceva l'idea di utilizzare il giornale, ma una panchina di ferro o marmo avrebbe avuto grosse pozze d'acqua e non sarebbero state funzionali.

gomma dell'impermeabile (è di gomm aun impermeabile? Mi suona strano)

L'impermeabile giallo è in gomma :)

ondeggiava palle natalizie (questo è solo uno slancio poetico, ma forse queste cose le noto per il tono altrimenti colloquiale del racconto)

È tecnicamente sbagliato, infatti avevo il dubbio se lasciarlo o no, ma ho pensato che poteva rendere meglio l'immagine (sì, a volte faccio questi pensieri stupidi) che l'albero fosse vivo e in movimento, allora l'ho tenuto.

mollettina di legno una letterina (letterina a mollettina, fa un po' puccioso)

In effetti :LOLP:

Trafelava

Sì, grazie per avermelo fatto notare :)

raccogliendo i vetri con un canovaccio (una bottiglia di latte intera si raccoglie così facilmente? Mi aspettavo una pozza in mezo pavimento)

Il fatto è che io ho immaginato che la madre avesse un comportamento dovuto dal nervosismo. Non è che realmente si mette a pulire ma è come un voler nascondere il danno al marito, infatti nella parte successiva i parenti arrivano solo dopo che il tutto viene ripulito.
Forse dovrei specificare meglio questa reazione anche con altri gesti :|
io finii lunga battendo la testa sul pavimento.

Non so se è sbagliato, mi ricordo di averla letta su un libro o un racconto. Mi ero chiesta se fosse corretta ma non sono riuscita a darmi una risposta, allora ho pensato che 'finire lunga sul pavimento' poteva solo significare 'stare distesa' e l'ho tenuta, ma ancora non so se è giusto o no XD

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MasMas
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Re: Albero di Natale - parte 1

16/12/2017, 22:48

Giusto l'impermeabile giallo da barca vedo che viene definito di gomma, l'avrei pensato di altri materiali, va un po'.

Non so se solo qui da noi ma per dire "finito steso per terra" si dice "finire lungo disteso". Il tuo mi è parso una contrazione di questo modo di dire.

Ma son tutte quisquilie comunque.
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