Zero
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Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 9:48

Ciao a tutti,
Stamattina ho cominciato a scrivere questo racconto.
Mi piacerebbe avere un vostro parere soprattutto per i tempi verbali, perché sono un macello.
Se mi aiutaste, ve ne sarei davvero grata. :oops:
Ecco il testo:

Il tacco delle scarpe lucide di Mark, rimbombò nella stanza mentre superò le file di panche in legno gremite di persone affianco a lui.
Si aggiustò la cravatta davanti la folla che lo osservò, raccolta in silenzio.
- Sara, è una donna straordinaria...-
Disse, immaginandola quando aveva sei anni, con due trecce pendolanti dietro la testa, gote piene e rosse, una gonna che svolazzava qui e là, mentre saltellava mano nella mano dei genitori per le stradine del vecchio Luna Park della città.
- Mamma, voglio fare quella! - Diceva la bambina, indicando dei ragazzi girare in una tazza sbeccata, mentre la pedana sotto ai loro piedi si sollevava, ruotando nel senso contrario.
- Ma non puoi, Sara. Sei troppo piccola per quella. - constatava la madre sorridendole.
- Io non sono piccola! - Replicava lei, divincolandosi dalla presa e immergendosi fra la gente e le strutture del parco.
- Sara! Sara, torna indietro! -  Urlavano i genitori, sgomitando fra le persone, alla ricerca di una testolina bionda.
Sara si era fermata a osservare  grossi palloncini rossi che spiccavano nel cielo.
Quando le mani della madre l'avevano agguantata dalle guance e il volto trafelato davanti a lei, la osservava alla ricerca di una spiegazione, lei indicava i palloncini.
La madre la prendeva per il braccio, trascinandola verso l'uscita, ma Sara impuntava i piedi al pavimento.
- Mamma, li hai visti che belli quelli? -
- Sara...Perfavore, stai buona. -
- Se me lo compri, prometto che sono buona. -
- Va bene, ma poi ce ne andiamo subito a casa. - Le concedeva, tirando fuori il portafoglio dalla borsetta.
Il venditore di palloncini, seduto su una vecchia sedia, aveva osservato la scena e gli occhi azzurri sorridevano, sottolineandogli le rughe sul volto.
- Non si preoccupi. - diceva alla madre, con le mani avanti - A una bambina così carina non si può certo negare un sorriso. -
Prendeva le forbici dalla tasca, tagliava un filo e porgeva un palloncino a Sara, che se lo prendeva con tutte e due le mani.
La bambina, ci guardava attraverso il mondo deformato, ma il palloncino le sfuggiva dalle mani, provocandole un singhiozzo.
- Non piangere. - Aveva detto l'uomo.
Poi indicandole il palloncino, sussurrava:
- Adesso ti svelo un segreto. Se mentre lo guardi andare via esprimi un desiderio, quando il palloncino incontrerà gli angeli, il desiderio si avvererà. -
- Non è vero! - Replicava la bambina, con il moccio che colava dal naso.
- Provaci, te lo prometto.- Le rispondeva facendole un occhiolino.
Sara aveva deciso di provarci. Osservando il puntino rosso volteggiare nel cielo, aveva espresso il suo desiderio.
'Voglio diventare grande' poi, aveva pensato all'uomo davanti a lei '...E voglio rivedere il venditore di palloncini.'
Gli anni passavano con la stessa velocità con cui Sara aveva visto il palloncino sparire nel cielo.
Era diventata una giovane donna, con i capelli che le sfioravano le spalle.
Guidava fra le strade della città, con i curriculum appoggiati sul sedile del passeggero.
Ferma a un semaforo, sporgeva annoiata la testa dal finestrino, cercando insegne di ricerca del personale sulle vetrine dei negozi, quando un palloncino che sbucava da un palazzo, le fece ritornare alla sua infanzia.
Immersa nelle immagini del passato, ricordava il luna Park, un uomo seduto su una vecchia sedia, occhi sorridenti che la osservavano con tenerezza.
Perdeva la cognizione del tempo, finché un clacson dietro di lei l'aveva spinta a premere sull'acceleratore, ma come immersa in un incantesimo, non si era accorta del furgoncino che stava girando alla sua destra.
Aveva sentito uno scoppio assordante, il sapore dolciastro sulle labbra, un rivolo di sangue che scendeva dalla fronte.
Qualcuno stava gridando:
- Le porte sono bloccate! -
Un'altra voce rispondeva:
- Proviamo da dietro.
- Non si riesce a passare!
- TAGLIALI! Tagliali tutti!
Sara guardava il cielo riempirsi di rosso, inondato da un mare di palloncini, poi la vista si oscurava, fino a non vedere più nulla.

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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 10:55

Il tacco delle scarpe lucide di Mark, rimbombò nella stanza mentre superava le file di panche in legno gremite di persone affianco a lui.
Si aggiustò la cravatta davanti alla folla che lo osservò, raccolta in silenzio.
- Sara, è una donna straordinaria...-
Disse, immaginandola quando aveva sei anni, con due trecce penZolanti dietro la testa, gote piene e rosse, una gonna che svolazzava qui e là, mentre saltellava mano nella mano dei genitori per le stradine del vecchio Luna Park della città.

OK. Il FLASHBACK. LO PUOI LASCIARE TUTTO AL PASSATO REMOTO SE VUOI, MA SE VUOI ESSERE ASSOLUTAMENTE PIGNOLA SINTATTICAMENTE, ANDREBBE SCRITTO AL TRAPASSATO PROSSIMO

Un sacco di scrittori comunque, una volta chiarito il contesto temporale, scrivono anche i flashback nello stesso tempo verbale con cui scrivono il resto della storia

- Mamma, voglio fare quella! - aveva detto la bambina, indicando dei ragazzi girare in una tazza sbeccata, mentre la pedana sotto ai loro piedi si sollevava, ruotando nel senso contrario.
- Ma non puoi, Sara. Sei troppo piccola per quella. - aveva constatato la madre sorridendole.
- Io non sono piccola! - aveva replicato lei, divincolandosi dalla presa e immergendosi fra la gente e le strutture del parco.
- Sara! Sara, torna indietro! - avevano urlato i genitori, sgomitando fra le persone, alla ricerca di una testolina bionda.
Sara si era fermata a osservare grossi palloncini rossi che spiccavano nel cielo.
Quando le mani della madre l'avevano agguantata dalle guance e il volto trafelato davanti a lei, l'aveva osservata alla ricerca di una spiegazione, lei aveva indicato i palloncini.
La madre l'aveva presa per il braccio, trascinandola verso l'uscita, ma Sara aveva impuntato i piedi al pavimento.
- Mamma, li hai visti che belli quelli? -
- Sara... Per favore, stai buona. -
- Se me lo compri, prometto che sono buona. -
- Va bene, ma poi ce ne andiamo subito a casa. - le aveva concesso, tirando fuori il portafoglio dalla borsetta.
Il venditore di palloncini, seduto su una vecchia sedia, aveva osservato la scena e gli occhi azzurri avevano sorriso, sottolineandogli le rughe sul volto.
- Non si preoccupi. - aveva detto alla madre, con le mani avanti - A una bambina così carina non si può certo negare un sorriso. -
Aveva preso le forbici dalla tasca, aveva tagliato un filo e aveva porto un palloncino a Sara, che l'aveva preso con tutte e due le mani.
La bambina, ci aveva guardato attraverso il mondo deformato, ma il palloncino le era sfuggito dalle mani, provocandole un singhiozzo.
- Non piangere. - Aveva detto l'uomo.
Poi indicandole il palloncino, aveva sussurrato:
- Adesso ti svelo un segreto. Se mentre lo guardi andare via esprimi un desiderio, quando il palloncino incontrerà gli angeli, il desiderio si avvererà. -
- Non è vero! - aveva replicato la bambina, con il moccio che colava dal naso.
- Provaci, te lo prometto.- le aveva risposto facendole un occhiolino.
Sara aveva deciso di provarci. Osservando il puntino rosso volteggiare nel cielo, aveva espresso il suo desiderio.
'Voglio diventare grande' poi, aveva pensato all'uomo davanti a lei '...E voglio rivedere il venditore di palloncini.'
Gli anni erano passati con la stessa velocità con cui Sara aveva visto il palloncino sparire nel cielo.

SE IL FLASHBACK FINISCE QUI, PUOI ORA TORNARE AL PASSATO REMOTO. ALTRIMENTI CONTINUA CON IL TRAPASSATO PROSSIMO

Era diventata una giovane donna, con i capelli che le sfioravano le spalle.
Ora guidava fra le strade della città, con i curriculum appoggiati sul sedile del passeggero.
Ferma a un semaforo, sporseannoiata la testa dal finestrino, cercando insegne di ricerca del personale sulle vetrine dei negozi, quando un palloncino che sbucava da un palazzo, la fece tornare alla sua infanzia.
Immersa nelle immagini del passato,aricordòil luna Park, un uomo seduto su una vecchia sedia, occhi sorridenti che la osservavano con tenerezza.
Perse la cognizione del tempo, finché un clacson dietro di lei la spinse a premere sull'acceleratore, ma come immersa in un incantesimo, non si accorse del furgoncino che stava girando alla sua destra.
Sentì uno scoppio assordante, il sapore dolciastro sulle labbra, un rivolo di sangue che scendeva dalla fronte.
Qualcuno gridò:
- Le porte sono bloccate! -
Un'altra voce rispose:
- Proviamo da dietro.
- Non si riesce a passare!
- TAGLIALI! Tagliali tutti!
Sara guardò il cielo riempirsi di rosso, inondato da un mare di palloncini, poi la vista si oscurò, fino a non farle vedere più nulla.
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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 11:47

Ciao Zero, complimenti per il racconto! Adoro la circolarità che hai dato alla storia, l'utilizzo dello stesso oggetto che compare in un momento felice e poi in uno tragico. Bello stile, conciso e senza fronzoli. Per quanto riguarda tempi verbali e punteggiatura ti ho fatto un piccolo editing:
Il tacco delle scarpe lucide di Mark [niente virgola] rimbombò nella stanza mentre superava le file di panche in legno gremite di persone affianco a lui.
Si aggiustò la cravatta davanti alla folla che lo osservò, raccolta in silenzio. --> qui il tempo verbale dipende da come intendi la scena: la folla lo osservò, solo in quel momento, sistemarsi la cravatta? Oppure la folla lo stava osservando e lui all'interno di quell'azione più lunga fece anche il gesto di sistemare la cravatta?
Sara [niente virgola] è una donna straordinaria... per i dialoghi vanno usati i trattini lunghi) disse, immaginandola quando aveva sei anni, con due trecce pendolanti dietro la testa, gote piene e rosse, una gonna che svolazzava qui e là, mentre saltellava mano nella mano dei genitori per le stradine del vecchio Luna Park della città.
- Mamma, voglio fare quella! - diceva la bambina, indicando dei ragazzi girare in una tazza sbeccata, mentre la pedana sotto ai loro piedi si sollevava, ruotando nel senso contrario.
- Ma non puoi, Sara. Sei troppo piccola per quella [niente punto] - constatava la madre sorridendole.
- Io non sono piccola! - replicava lei, divincolandosi dalla presa e immergendosi fra la gente e le strutture del parco.
- Sara! Sara, torna indietro! -  urlavano i genitori, sgomitando fra le persone, alla ricerca di una testolina bionda.
Sara si era fermata a osservare i grossi palloncini rossi che spiccavano nel cielo.
Quando le mani della madre l'ebbero agguantata dalle guance e il volto trafelato davanti a lei, la osservava alla ricerca di una spiegazione, lei indicava i palloncini.
La madre la prendeva per il braccio, trascinandola verso l'uscita, ma Sara puntava i piedi al pavimento. --> http://www.treccani.it/vocabolario/impuntare/
- Mamma, li hai visti che belli quelli? [nessun trattino di chiusura] --> si usa solo quando prosegui la frase al di fuori del dialogo
- Sara...[spazio] Per [spazio] favore, stai buona.
- Se me lo compri, prometto che sarò buona. --> immagino volessi dare l'idea di un linguaggio infantile, ma questa frase, detta così, stona: se vuoi tenere il presente, prova con un verbo diverso, tipo "faccio la buona"
- Va bene, ma poi ce ne andiamo subito a casa. - le concesse, tirando fuori il portafoglio dalla borsetta.
Il venditore di palloncini, seduto su una vecchia sedia, aveva osservato la scena e gli occhi azzurri sorridevano, sottolineandogli le rughe sul volto.
- Non si preoccupi [niente punto] - disse alla madre, con le mani avanti - a una bambina così carina non si può certo negare un sorriso.
prese le forbici dalla tasca, tagliò un filo e porse un palloncino a Sara, che se lo prese con tutte e due le mani.
La bambina [niente virgola] ci guardava attraverso il mondo deformato, ma il palloncino le sfuggì dalle mani, provocandole un singhiozzo.
- Non piangere [niente punto] - disse l'uomo.
Poi indicandole il palloncino, sussurrò :
- Adesso ti svelo un segreto. Se mentre lo guardi andare via esprimi un desiderio, quando il palloncino incontrerà gli angeli, il desiderio si avvererà.
- Non è vero! - replicò la bambina, con il moccio che colava dal naso.
- Provaci, te lo prometto [niente punto] - le rispose facendole un occhiolino.
Sara aveva deciso decise (ma ci sta bene anche il trapassato prossimo, è una tua scelta) di provarci. Osservando il puntino rosso volteggiare nel cielo, aveva espresso espresse (stesso discorso) il suo desiderio.
'Voglio diventare grande' poi [niente virgola] in alternativa: poi, pensando all'uomo davanti a lei aveva pensato all'uomo davanti a lei '...e voglio rivedere il venditore di palloncini.'
Gli anni passarono, o erano passati (l'imperfetto dà l'idea di qualcosa ancora "in corso d'opera", un po' come se dicessi "gli anni stavano passando": ma nella frase successiva scopriamo che l'azione (il passare degli anni) si è in qualche modo conclusa portando al momento in cui Sara è diventata una giovane donna. Si accettano obiezioni su questo punto :LOLP: con la stessa velocità con cui Sara aveva visto il palloncino sparire nel cielo.
Era diventata una giovane donna, con i capelli che le sfioravano le spalle.
Guidava fra le strade della città, con i curriculum appoggiati sul sedile del passeggero.
Ferma a un semaforo [niente virgola] sporse annoiata la testa dal finestrino, cercando insegne di ricerca del personale sulle vetrine dei negozi, quando un palloncino che sbucava da un palazzo [niente virgola] la fece ritornare alla sua infanzia.
Immersa nelle immagini del passato, ricordava il luna Park, un uomo seduto su una vecchia sedia, occhi sorridenti che la osservavano con tenerezza.
Perse la cognizione del tempo [niente virgola] finché un clacson dietro di lei la spinse a premere sull'acceleratore [niente virgola] ma [virgola] come immersa in un incantesimo, non si era accorta del furgoncino che stava girando alla sua destra.
sentì uno scoppio assordante, il sapore dolciastro sulle labbra, un rivolo di sangue che scendeva dalla fronte.
Qualcuno stava gridando: gridò (anche qui puoi tenere senza problemi il tempo che hai scelto, dà l'immagine di qualcosa che succede attorno a Sara in contemporanea a ciò che hai descritto sopra)
- Le porte sono bloccate!
Un'altra voce rispondeva: rispose (idem)
- Proviamo da dietro.
- Non si riesce a passare!
- TAGLIALI! Tagliali tutti!
Sara guardò il cielo riempirsi di rosso, inondato da un mare di palloncini, poi la vista si oscurò, fino a non vedere più nulla.
Inoltre, sui tempi verbali dai un'occhiata qui: https://it.wikibooks.org/wiki/Italiano/ ... ato_remoto

Per concludere, alcune (personalissime!) osservazioni strutturali:
Zero ha scritto:Il tacco delle scarpe lucide di Mark, rimbombò nella stanza mentre superò le file di panche in legno gremite di persone affianco a lui.
Si aggiustò la cravatta davanti la folla che lo osservò, raccolta in silenzio.
- Sara, è una donna straordinaria...

Chi è Mark? Io a un certo punto ho immaginato che fosse il venditore di palloncini, che fossero rimasti in contatto (avverando così il desiderio della bambina), ma non ci sono elementi da cui desumerlo. Visto che scegli di chiamarlo con un nome proprio, e che è il primo personaggio a fare la sua comparsa, sembra che debba avere un ruolo importante... per poi scomparire del tutto! Non so, forse sarebbe preferibile un generico "l'uomo" se non intendi nominarlo più.
Poi, ok non far capire subito che è un funerale, però "è una donna straordinaria" mi sembra fuori luogo... magari si potrebbe tagliare la testa al toro eliminando il verbo!
Zero ha scritto:Quando le mani della madre l'avevano agguantata dalle guance e il volto trafelato davanti a lei, la osservava alla ricerca di una spiegazione, lei indicava i palloncini.

Questa frase non l'ho proprio capita! La madre l'ha afferrata per le guance? :shock: :lol: Cerca di semplificare, così è davvero troppo arzigogolata!
Zero ha scritto:La madre la prendeva per il braccio, trascinandola verso l'uscita, ma Sara impuntava i piedi al pavimento.

Dalla narrazione mi ero figurata una scena all'aperto. Se è questo il caso, "pavimento" non mi piace, mi sa più di interno. Ma si tratta del mio gusto, il termine in sé è corretto!


Perdona il papiro, spero tu possa trarne spunto :) A rileggerti presto <3

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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 11:54

Jacopo mi piace un sacco il flashback con l'uso del trapassato prossimo :o
Non ci avevo mai pensato, di solito tengo lo stesso tempo verbale in tutto il racconto. Ne prendo nota e sperimenterò presto :mrgreen:

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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 14:27

Grazie per le correzioni, ho letto molto attentamente le correzioni e mi piacciono entrambe le versioni, apprezzo il vostro aiuto. <3
Come si nota dal testo, ho gravi problemi con i tempi verbali (e nel dubbio c'ho infilato l'imperfetto, anche sapendo fosse sbagliato).
Sono consapevole grazie a racconti scritti nel passato delle mie lacune grammaticali (non per nulla il mio nick è Zero) , ma malgrado io mi sia rivista i verbi, continuo a non capire quando è meglio usare l'uno o l'altro.
Grazie alle vostre correzioni, ho un punto di partenza dal quale posso fare una ricerca più approfondita del problema. Ci metterò un po'...

Comunque, per rispondere a Ella nel dettaglio :mrgreen: :
Grazie per i tuoi gentili apprezzamenti <3 .
Sapevo dei trattini, ma la tastiera su cui digito non ha quelli lunghi, quindi mi sono dovuta adattare :(
Così come sapevo che avrei dovuto omettere il trattino finale in un botta e risposta, ma ero convinta non fosse obbligatorio.
Però non ho capito una cosa delle tue correzioni: spesso hai tolto la lettera grande dopo il discorso diretto, ma io non ho capito il motivo. Io sapevo che la maiuscola dopo un discorso diretto, andava inserita quando il testo proseguiva con una frase lunga. :|

Sara puntava i piedi al pavimento.

Dovrebbe essere corretto impuntava. o!

Anche a me, ora che me lo hai fatto notare, 'pavimento' dà la stessa impressione. Lo vorrei sostituire con suolo :D , che ne dici?

Le tue impressioni personali sono tutte corrette, infatti il racconto è appena all'inizio ;)
Mark è un personaggio chiave nella storia a cui non sono ancora arrivata.


Questa frase non l'ho proprio capita! La madre l'ha afferrata per le guance? :shock: :lol: Cerca di semplificare, così è davvero troppo arzigogolata!


Io pensavo l'avessi semplificata al massimo :LOLP: !
In effetti, avevo immaginato potesse non essere chiara: Sara osserva i palloncini, la madre la trova e corre da lei, poi si accuccia e le prende il viso con le mani guardandola negli occhi, preoccupata ma felice di averla ritrovata, come a dire 'meno male che sei salva'.
Forse non si capisce neanche con la spiegazione :LOLP:

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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 15:31

Bellino il racconto, emotivo, trasmette il cordoglio e anticipa la scena finale.
Condotto bene, ma i verbi in effetti... Le correzioni te le hanno già fatte giuste.

I tempi verbali: tu hai un "tempo standard" della marrazione. Nel tuo caso passato remoto. Se riferisci azioni nel passato relativo del racconto, devi usare un più passato, da qui il trapassato.

Però... Il trapassato può risultare un po' pesante, alla lunga. Siccome quasi tutto il racconto è nel passato dell'azione, forse risulterebbe più fruibile avere il grosso al passato semplice.
Potresti mettere il primo pezzo al presente.
Oppure strutturare il racconto di modo che il flashback sia meno un flashback
Non so, tipo: "Sara era una donna straordinaria..."
Disse, mentre la sua mente correva a quando aveva sei anni. La rivide, con due trecce
[...]
Nella sua mente Sara parlò alla mamma: "Mamma, voglio fare quella!" Sara indicò dei ragazzi girare in una tazza sbeccata...

O robe del genere.

Anche le frasi lenghe e complesse, alle volte sono una rogna. Utile può essere spezzarle in parti più piccole. Alla brutta c'è il sistema del carabiniere che deve scrivere che nell'incidente lo specchietto è finita contro il gard... Guardare... Gurdri... E allora da un calcio allo specchietto e: La specchietto è in mezzo alla strada. :D
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 16:46

Zero ha scritto:1.Però non ho capito una cosa delle tue correzioni: spesso hai tolto la lettera grande dopo il discorso diretto, ma io non ho capito il motivo. Io sapevo che la maiuscola dopo un discorso diretto, andava inserita quando il testo proseguiva con una frase lunga. :|

2.
Sara puntava i piedi al pavimento.

Dovrebbe essere corretto impuntava. o!

Anche a me, ora che me lo hai fatto notare, 'pavimento' dà la stessa impressione. Lo vorrei sostituire con suolo :D , che ne dici?

3.Le tue impressioni personali sono tutte corrette, infatti il racconto è appena all'inizio ;)
Mark è un personaggio chiave nella storia a cui non sono ancora arrivata.


4.
Questa frase non l'ho proprio capita! La madre l'ha afferrata per le guance? :shock: :lol: Cerca di semplificare, così è davvero troppo arzigogolata!


Io pensavo l'avessi semplificata al massimo :LOLP: !
In effetti, avevo immaginato potesse non essere chiara: Sara osserva i palloncini, la madre la trova e corre da lei, poi si accuccia e le prende il viso con le mani guardandola negli occhi, preoccupata ma felice di averla ritrovata, come a dire 'meno male che sei salva'.
Forse non si capisce neanche con la spiegazione :LOLP:

1. Probabilmente anche in questo caso si tratta di gusti personali, c'è chi sostiene che dopo un punto esclamativo o interrogativo all'interno del dialogo, la frase esterna che segue il dialogo stesso dovrebbe essere maiuscola.
2. Usato come verbo intransitivo mi sembra abbia un significato diverso; avrei usato al limite "si impuntò. Ma magari ho capito male l'immagine che volevi rendere. Tra l'altro ho appena notato di aver lasciato il verbo all'imperfetto in quella frase, mi è sfuggito.
Suolo al posto di pavimento è perfetto ;)
3. Aaaaahh ecco! Bene bene, non vedo l'ora di sapere come continua :mrgreen:
4. La spiegazione è chiarissima :lol:
Ultima modifica di Ella il 25/11/2017, 16:47, modificato 1 volta in totale.

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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 16:46

Come dice Jacopo, il modo corretto di rendere il passato nel passato è usare il trapassato (ma va'!). Il risultato, però, è piuttosto pesante.

Una possibilità potrebbe essere: usare il presente mettendo tutto il flashback in corsivo. E accorciare il flashback.

@Zero: prova a leggere ad alta voce il tuo racconto, PRIMA dei vari editing, e DOPO. Osserva bene (con l'occhio mentale, intendo) cosa accade al momento del passaggio al flashback, e poi al ritorno al tempo di narrazione principale.

Zero ha scritto:Sara guardava il cielo riempirsi di rosso, inondato da un mare di palloncini, poi la vista si oscurava, fino a non vedere più nulla.

NO!!

La vista non vede!
E poi: Sara, o "guarda il cielo" (punto), oppure "vede il cielo riempirsi di rosso".


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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 17:40

Ella: 1. Si, ricordavo la regola, infatti credo di aver messo la maiuscola in quei casi, forse però può essermene sfuggita qualcuna :?
2. Sì, in effetti è vero :LOLP: :LOLP:
3. Speriamo che non ti farò lavorare troppo con le correzioni allora, sempre se avrai il piacere di continuare ad aiutarmi :(
4. Almeno cosi... :LOLP: Devo proprio rivederla quella frase, credo che la dividerò in due più corte.

Grazie per il consiglio Paolino, infatti queste correzioni mi sono davvero utili. :)
Ti ringrazio anche per le correzioni, ma non ho capito la seconda, perché Sara non può guardare il cielo riempirsi di rosso?

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Re: Il palloncino rosso di Sara

25/11/2017, 18:05

Dipende da quello che intendi dire. Io ho subito pensato alla percezione del colore del cielo, e mentalmente ho sostituito "guardare" con "vedere". "Guardare" ha l'accento sul gesto, sugli occhi che puntano.

Forse hai scritto "guardare" per evitare la ripetizione con il "vedere" che citi in fondo?


Paolino
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.

(G. Galilei)

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