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Gisto e Cesira - racconto a tema

29/09/2017, 15:08

Cesira poggiò i piedi sulla sabbia fredda. La pelle sottile come carta le trasmise il gelo fin dentro le ossa. Già curva sotto il peso degli anni, cominciò a tremare, lì aggrappata al suo bastone, le ciabatte nell’altra mano, sulla sabbia per appena mezzo metro.
Avrebbe dovuto tornare indietro. Alzò lo sguardo dietro gli occhiali, al cielo scuro, sul mare grigio di fine settembre. Il vento si infilava sotto il prendisole bianco a fiori. I capelli argentati di fresco dalla parrucchiera sconvolti dalle folate. La spiaggia deserta, gli ombrelloni chiusi, il bar con le serrande abbassate.
Si sarebbe dovuta concentrare per fermare il tremore alle gambe, poi avrebbe proprio dovuto tornare alla pensione Stella Marina.
Diede un’ultima occhiata al bagno Pino. Nessuna traccia del suo Gisto. Era passato un mese dall'ultima volta in cui l’aveva visto. Per tutta l’estate gli aveva tenuto compagnia, tutti i giorni, a tutte le ore. Poi d’un colpo era sparito, ed era arrivata la fine delle vacanze senza che lei l’avesse salutato. Così aveva rimandato la partenza. Da quel giorno aveva continuato a passare, lì al bagno, e ad aspettare.
Guardò verso lo spiazzo di cemento dove stava sempre seduto. Nei giorni precedenti la sua latitanza, aveva notato un suo strano atteggiamento. Lui, Egisto, aitante bagnino trentenne sempre circondato da giovincelle; sempre più spesso le era apparso irrequieto, sbrigativo, infastidito, quando lei passava e pretendeva un bacio, o due o tre. Quando si faceva accompagnare a giocare a carte, o ballavano il liscio diffuso dagli altoparlanti.
Per forza, con tutte quelle svenevoli attorno, dagli occhi sognanti e dalle menti vacue. Niente a che vedere con la classe di quelle della sua generazione. Avesse potuto tornare indietro nel ‘63, gli avrebbe fatto vedere lei.
Ma a quasi ottant’anni, poteva solo dar loro quel che meritavano, parlando con il suo Gisto: “Guarda te come vanno in giro quelle sgualdrinelle.” “Qualcuna di queste qui è capace di parlare o sono ancora troppo piccole?” “Caro, me l'hai detto mille volte che queste qua ti annoiano a morte, ma sopportale.”
Eppure, eppure da qualche parte doveva essere.
Pino, il gestore del bagno, le aveva raccontato che un giorno Gisto gli aveva confidato di essere disperato, questione di donne troppo insistenti e invadenti. Poi era sparito e nessuno sapeva più nulla di lui. Colpa di una di quelle noiose petulanti, di certo. Non era neanche tornato a reclamare la sua busta paga.
Tornò a guardare il mare. Ondeggiava un po’ minaccioso, ma anche rassicurante. Le gambe martoriate dalle vene varicose le pungevano dal freddo, ma decise che l’avrebbe cercato per tutta la spiaggia. Finché non l’avesse trovato.
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Re: Gisto e Cesira - racconto a tema

29/09/2017, 15:13

Bellino, ma per la prima metà del racconto pensavo che Gisto fosse un cane :LOLP:

(Guarda che a un certo punto hai scritto "Egisto")
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Re: Gisto e Cesira - racconto a tema

29/09/2017, 15:31

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Re: Gisto e Cesira - racconto a tema

29/09/2017, 15:40

Appunto: se Gisto è l'ipocoristico di Egisto, e se tu lo scegli usandolo 4 volte, il nome del personaggio diventa quello, e usare poi 1 volte il nome originario stona...
Ma come vuoi ;-)
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