Avatar utente
MasMas
Capitano
Messaggi: 10036
Iscritto il: 18/06/2011, 21:30
Pirata o Piratessa: M
Località: Imola
Contatta: Sito web Facebook Google+

Panocchie al burro - racconto a tema

31/08/2017, 21:16

Non si va in vacanza ad agosto. Ad agosto, si sta sulla veranda a guardare crescere le pannocchie. Invece mi sento come il tacchino il mattino del ringraziamento. Sto incastrato a sudare in questo catorcio giapponese, con le costole piantate nelle molle del sedile. Per fortuna sono pelle e ossa, spero di riuscire a uscirne.
Cindy si volta dal posto davanti: “Morty, piaciuta la gita, vero?”
“Ceeerto!” Rispondo. Un divertimento proprio, bleah!
Suo marito Normann guida da ore, sul sedile accanto alla mogliettina. Imbalsamato, impassibile. Il nano, accanto a me, smanetta su quel coso piatto e luminoso. Se alza lo sguardo si scaccola, oppure rutta. Come mai non ho messo su famiglia, chissà.
Normann si agita, si sporge dal finestrino. Allora non è morto. Rallenta. C’è fila. 90, 60, 30. Uno davanti suona il clacson. Un altro.
Cindy chiede: “Che succede caro?”
Credo, dico credo, non so, ci sia traffico. Quelle file di macchine davanti al tuo naso, tipo.
Suo marito balbetta qualcosa nella lingua di plutone: “Beh, perché, non c’è, vedi che, quindi, ecco, per cui, sì.”
Il nano accanto lancia un’occhiata tra una partita e l’altra. Mi guarda, sorride beato: tre secondi e il mio naso mi comunica il perché. Almeno era silenziosa.
Cindy si gira: “C’è un ingorgo,” Braaava, ce l’hai fatta! “vedrete, tra un attimo ripartiamo.”
“Ceeerto!” Ririspondo. Vero, quanto è vero che non si va in ferie in agosto. Inutile ragionare con lei. Non mi sente nemmeno, da quando era neonata e strillava nella culla come un tacchino spennato vivo.
Avanziamo un po’, poi arrivano auto dall’altra corsia. Torniamo a fermarci, e l’altra corsia torna vuota. Potrebbe essere l’unica occasione. Cindy e famiglia allungano il collo per vedere, sono distratti. Spalanco lo sportello, aguanto il cappello dal sedile ed esco.
Mi sgranchisco gli arti anchilosati. Da dentro vengono voci, ma non le sento, ba ba ba ba. Avanti sembra esserci qualcosa, mi incammino a vedere.
Cinque minuti tra sole e asfalto, poi, in effetti, il cuore dell’ingorgo sembra essere lì, poco avanti. Un veicolo, anzi due. Sono appena fuori il ciglio della strada, ma restringono la carreggiata. È un trattore che traina una trebbiatrice. Eccolo qua.
Bel macchinario. John Deere 8400R. E la trebbiatrice, che oggetto.
Da davanti il trattore spunta una donna. Il cuore comincia a battermi come gli zoccoli di un cavallo al galoppo.
Brilla di luce propria. Poco più bassa di me, due polpacci robusti si infilano nei pantaloni a mezza gamba. Questi fasciano stretti i fianchi belli burrosi, dalla cintura esce un rotolo di pelle chiara. Poi la camicia si sforma intorno alla pancia, trattiene appena due seni poderosi. È tutta rotonda, il collo e le braccia lucide, il mento cicciotto, le gote gonfie. I capelli sudati incorniciano il viso e accarezzano voluttuosi le spalle. In pratica una Daisy Duke per due. Doppia abbondanza.
Mi viene da ululare. Ma mi trattengo. Pettino la punta di barba che mi spunta dal mento, unici peli facciali rimastimi. Piazzo in testa il cappello di paglia. Infilo i pollici nelle bretelle della salopette, unico indumento degno di una giornata del genere.
Lei mi vede: “Ehi tu, tizio! Hai l’aria di uno che ci sa fare.” Sorride. Ci sarebbe da applaudire, qui, mica per quel solco di torrente ingigantito del Grand Canyon.
Spalanco il mio, con i tre buchi dei denti mancanti: “Puoi dirlo, bambina. Mortimer Owen. Di cosa hai bisogno?”
Mi fissa con quegli occhi sottili e luminosi come la scrofa che trasmette amore ai suoi maialini. Scosta una ciocca appiccicata alla fronte. Tira fuori dalla tasca di dietro una chiave inglese: “Jessica, piacere. Il trattore si era guastato, l’ho sistemato, ma la trebbiatrice è finita con una ruota incastrata fuori dal ciglio sassoso. Non so se riesco a farla uscire.”
Gonfio la cassa toracica: “Tranquilla bimba, sono due volte campione di gara di trazione agricola, te lo sposto in un lampo.”
Sorride con quelle gote rotonde e io vedo il paradiso: “Allora sei un tizio forte! Andiamo.” Mi prende per mano e mi tira su in cabina. Mi fa sedere e si strizza dietro, sento quel ben di dio tutto intorno che mi avvolge. Sto per scoppiare, meglio pensare ad altro: “Gran bel mezzo!”
“Sì, mi è costato parecchio ma li vale tutti.” Metto in moto, aggiunge: “Quando trovo quello giusto, non mi ferma nessuno.”
Era una proposta? Allora le faccio vedere chi sono. Ingrano, ridotta, provo a saggiare la resistenza del terreno, sgaso, appena avanti, appena indietro. Proprio incastrato.
“Come va? Ce la fai, tizio?” La voce è dubbiosa. Nessun dubbio piccola, sono io quello giusto. Ancora avanti, uno strappetto, la macchina dietro scricchiola ma non si muove.
“Tizio, la trebbiatrice, è molto inclinata. Non è che si ribalta?” Vede lungo.
“Ci vorrebbe un contrappeso.”
Torna gioviale: “Vado io!”
Esce, scende fino al gancio di traino poi si arrampica, sinuosa come una gatta incinta. Sale sul tetto inclinato della trebbiatrice, si sporge a sinistra, la macchina adesso è più leggera sulle ruote incastrate.
Le grido: “Tienti pronta per la cavalcata!” Fa un sorriso birichino. Eh eh!
Di nuovo sgaso. Avanti un pelo. Indietro di lato. Di nuovo, scavo un solco per aumentare la trazione delle ruote, e intanto smuovo un po’ quelle della trebbiatrice. Guardo Jessica dallo specchietto, tutto quel popò che traballa. Non mi devo distrarre.
Manovro ancora, mi posiziono, tutto è pronto. Le faccio segno col pollice, lei mi risponde di sì, sgaso poi libero i 450 cavalli.
L’8400 si impenna un momento, poi scatta avanti. Libero, assieme alla trebbiatrice e a Jessica con la mano alzata che esulta: “Yee-ha, tizio!”
Guido altri trenta metri, accosto in uno spiazzo più largo e stabile. Il traffico comincia a scorrere.
Esco e le sorrido, è raggiante, emette splendore da ogni curva del corpo, e ne ha tante. La raggiungo sulla trebbiatrice. Mi salta al collo: “Ce l’hai fatta!” Mi avvolge con la sua morbidezza, mi sento come immerso nel cioccolato, nella panna, voglio morire qui, adesso. Mi bacia: “Grazie.”
“Hai visto piccola? Ero quello giusto?”
Altra espressione birichina: “Oh sì, tizio.”
Sorrido come un bambino davanti alla torta di compleanno: “Questo momento lo voglio ricordare per sempre.”
Si sdraia: “Hai ragione, rimaniamo un po’ qui.”
Mi sdraio a guardare il cielo. Lei si accuccia di fianco.
Mi scappa un risolino. Chiede: “Che c’è?”
“Non è la prima volta che sto su una trebbiatrice con una bella ragazza.”
“Davvero, tizio?”
“Da ragazzo, con Betty Sue. Cercavamo un posto dove…”
In quel momento sento un clacson, e una voce: “Morty? Morty!”
Cindy. Ti pareva. Meglio mi affacci. C’è la scatoletta giapponese, la sua testa spunta fuori. Faccio cenno con la mano: “Sono qui.”
Guarda su e strabuzza gli occhi: “Morty! Che ci fai là? Scendi, si riparte.”
“Voi andate, io arrivo dopo.”
“Cosa dici?”
“Dico che voi adesso andate, a me ci penso da solo.”
“Come? Siamo a duecento chilometri da casa, come… Oh.” Si interrompe quando si affaccia Jessica, che saluta agitando le dita ciccette.
“È un’amica, sto un po’ con lei. Torno poi, dopo. Se torno.”
“Morty, ma sei sicuro?”
”Sì, adesso andate, via!”
Cindy mi guarda con lo sguardo di mamma quando non approvava ciò che dicevo, che facevo, che ero. Cioè sempre: “Va bene, Morty, se è ciò che vuoi. Stai attento, però. Se hai bisogno chiama. Anzi fatti sentire domani. Mi chiami domani?”
“Ceeerto, vai pure, sono in buone mani.”
Finalmente vanno via.
Jessica mi tira giù accanto alla sua burrosità: “Allora tizio, cosa volevate fare su quella trebbiatrice?”
“Sai, eravamo ragazzi…”
Fa uno sguardo malizioso: “Non me lo vuoi dire?”
“Spiegare non è il mio forte. Se vuoi, posso farti vedere.”
Passa al tono dell’orsa in estro: “Sì!”
Mi affonda sopra e mi trovo immerso in paradiso.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

Avatar utente
samy74
Nostromo
Messaggi: 848
Iscritto il: 06/10/2014, 19:22
Pirata o Piratessa: F
Località: Roma
Contatta: Sito web Facebook Skype Twitter

Re: Panocchie al burro - racconto del mese

01/09/2017, 12:32

e invece secondo me è molto carino come raconto, tu sai in qualche modo rendere le situazioni in modo da impastarle per bene. Mi sono divertita tanto. Bella sfida all'ultima trebbatrice!
::-<:

Avatar utente
Gattoula
Pirata vincitore
Pirata vincitore
Messaggi: 826
Iscritto il: 28/02/2017, 15:28
Pirata o Piratessa: F

Re: Panocchie al burro - racconto a tema

19/09/2017, 7:14

Beeello, mi piace così burroso! ^_^
..stesso filone del mio "Delitto di paese"?

Solo una cosa mi è mancata: che relazione/parentela c'è tra Morty e Cindy? ..è un'amica? ..sua sorella? ..una ex?
Credo che aver reso partecipe il lettore di questo particolare avrebbe reso più forte il battibecco tra loro, e il fatto che Morty scenda dalla macchina, e che pensi male di marito e figlio ma non osi dir nulla, e che li molli lì, ecc

Io non son riuscita neanche a dargli un'età: finché è in auto mi pareva un adolescente sbarbatello, ma poi non mi torna col suo amplesso a bordo di una trebbiatrice, e questo mi ha fatto perdere l'empatia col racconto
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

Avatar utente
MasMas
Capitano
Messaggi: 10036
Iscritto il: 18/06/2011, 21:30
Pirata o Piratessa: M
Località: Imola
Contatta: Sito web Facebook Google+

Re: Panocchie al burro - racconto a tema

19/09/2017, 22:32

Ecco, vedi a scrivere di fretta... Poi cancelli un "sorellina" ds una delle sue prime battute e non rimedi... Ragionissimo.
Così come la sua barba brizzolata. Anche se il "sorellina" rivolto alla madre del ragazzo avrebbe già contribuito.
Correggo la mia copia, grazie.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

Zero
Pirata
Messaggi: 43
Iscritto il: 18/11/2017, 6:49
Pirata o Piratessa: F

Re: Panocchie al burro - racconto a tema

22/11/2017, 2:47

Una bella scena, davvero! Hai fatto vivere i due personaggi principali e mi hai fatto entrare nella storia! Mi leggerei qualche avventura del protagonista, o anche di una qualche vicenda di coppia. :D
Anche io ho sentito una differenza nel modo di agire del protagonista all'inizio, rispetto al resto del racconto. Sembra come se tu fossi partito da un'idea cambiata in corso d'opera.

Avatar utente
MasMas
Capitano
Messaggi: 10036
Iscritto il: 18/06/2011, 21:30
Pirata o Piratessa: M
Località: Imola
Contatta: Sito web Facebook Google+

Re: Panocchie al burro - racconto a tema

22/11/2017, 17:41

Sai che in effetti son partito con un'idea abbastanza vaga, poi perfezionata in corso di scrittura. Forse si sente...
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

Zero
Pirata
Messaggi: 43
Iscritto il: 18/11/2017, 6:49
Pirata o Piratessa: F

Re: Panocchie al burro - racconto a tema

22/11/2017, 18:46

Guarda, ti lascio le mie sensazioni.
All'inizio, ho pensato che il protagonista fosse un adolescente, perché la domanda "Morty, piaciuta la gita, vero?", mi è sembrata la tipica domanda che una zia fa a un nipote.
Poi, con la frase "Come mai non ho messo su famiglia, chissà.", non avevo più un'idea chiara del personaggio.
Dalla frase "Mi viene da ululare", il protagonista ha cominciato a prendere forma, e da lì è stato tutto chiaro.
Io comunque lo lascerei così per non rischiare di rovinarlo. È davvero un racconto piacevole e immersivo. :D

Avatar utente
Ella
Pirata vincitore
Pirata vincitore
Messaggi: 72
Iscritto il: 01/10/2017, 18:58
Pirata o Piratessa: F

Re: Panocchie al burro - racconto a tema

24/11/2017, 14:08

Anche questo mi è piaciuto! Oh, mai che riesca a criticare un tuo racconto :lol: :lol: :lol:
Mi accodo però a chi dice che non si riesce a collocare con immediatezza il personaggio di Morty per età e rapporto con Cindy e gli altri. Ci sono arrivata grazie ai commenti!

Torna a “SPAZIO AUTORI”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 5 ospiti