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Orrore in classe - Joseph Lilnovel

10/10/2017, 21:33

- segue -

Bleah! Morales è a terra, vomita sangue, ma riesce a dire: “Sce-rif-fo!”
Buio quasi totale, guizzi da una lampada, scorgo le bambine, contro il muro a lato. Singhiozzi, un pianto soffocato.
Bleah! Morales vomita, riesce appena a spostare un braccio. L’ho preso al cuore, ma è un bastardo al servizio del diavolo, non può morire. Sta già guarendo. Sono in ginocchio a cinque metri, pronto a cacciarlo giù di nuovo. Cinque volte per cinque proiettili.
Le bambine. Un’altra piange, dovrei portarle via. Ma sono tante, una dozzina. La luce guizza su visini rigati e occhi sbarrati. A parte il suo: la bambina dal volto impassibile, ghiacciato, sguardo fisso su di me. Sembra morta dentro.
Allungo una mano verso di loro, mi sporgo, faccio per parlare ma una si stringe tra le braccia di un’altra. Leggo terrore, mi ritraggo.
La piccola statua però no, mi fissa senza espressione. Forse lei. La guardo, apro bocca... Bang!
“Ah!” saette di dolore nel ginocchio, nella gamba. Rovino a terra. Come ha fatto? La mia colt, dov’è? Male, fa male. La trovo, la stringo. Era stordito; o no? Mi ha giocato. Sono un idiota!
Davanti un bom! Ha ribaltato un tavolo, ci striscia dietro: “Sceriffo!” Deve prendere fiato a ogni parola: “Piaciuta la sorpresa?”
Pianti, gridolini, le bambine sono topi in trappola.
Fa male, ma riesco a tirarmi verso un tavolo, dal mio lato. Mi aggrappo. La gamba mi fa urlare: “Ah!” ma riesco a ribaltarlo, bom! Anche io ci striscio dietro. Anche io sono un bastardo che non può morire, e guarirà.
Respiro come un mantice. Sento il petto robusto di Pedro Morales fare altrettanto. Immagino il suo volto sudato, la pelle rugosa contrarsi per il dolore. Siamo pari.
Prendo fiato: “Pedro, proprio te. Dovevo immaginarlo. L’unico tanto codardo da prendersela con delle bambine.”
“Ah ah ah! Sceriffo, cosa c’è di più divertente? Poi ora anche lei è qui.”
Parla già senza sforzo. Dannazione: “Oh sì, Pedro, carino qui, accogliente. Circondato da paesani inferociti, in questa stanza vuota. Davvero divertente, starsene qui ad aspettare all’infinito, o finché non verranno a linciarti.”
La sua voce si fa più tagliente: “Se si fanno vedere faccio fuori le loro figlie.” poi più scura: “E intanto, ho di che divertirmi. Mi conosce, sceriffo. Ah ah ah!”
Dannato con l’anima più lurida del fondo dell’inferno. Non andrà così, mai: “Pedro, lo sai, qualunque cosa succeda sei finito. Arrenditi adesso.”
“Allora venga a prendermi.”
“Perché? I paesani stanno arrivando, tra poco sarai circondato, da gente che non vede l’ora di appenderti a un ramo molto alto. Questa volta gli dirò di non fare l’errore di tirarti giù.”
“Moriranno delle bambine.”
Maledetto figlio di coyote rabbioso: “Forse sarà meglio di quello che hai in mente per loro.”
Scoppia un pianto. Altre fanno: “Shhh!”
Pedro, sta pensando. Il dubbio è il primo passo verso il cedimento. Poi ride: “Ah ah ah! Adesso basta chiacchiere. Da qui le ho sotto tiro, gli posso cacciare una palla in testa. Quindi, adesso lei mi lancia la pistola e alza le mani.”
Fottuto bastardo. Ma ha ragione: “Pedro, dai, e la vuoi finire così? Cosa te ne fai delle bambine? Tu vuoi me. Andiamo qui fuori e risolviamo la cosa da uomini. Un duello alla luce della luna.”
“Ah ah ah! Sceriffo, ancora spera io abbia un cuore? A me piace solo vincere. Oltre che questi bei visini. Sono ancora più carini se piangono e implorano pietà. La pistola, poi lei. Le farò molto male.” Merda, mi ha in pugno. E continua: “Le bambine si divertiranno a guardarci. Vedranno cose che non dimenticheranno per tutta la vita.”
Merda. Merda merda.
“Se la potranno chiamare vita.”
Merda, merda, merda!
“Ah ah ah! Ah ah ah!”
Potrei provare a colpirlo perforando il tavolo. O saltare fuori e corrergli addosso. O alzarmi, farlo uscire e beccarlo prima io.
“Uno.”
Se sbaglio, quelle bambine, chissà cosa dovranno vedere.
“Due.”
Forse, è meglio se… tanto morirebbero comunque. O vivrebbero sperando di essere morte. Misericordia, sarebbe il male minore. Sarebbe un atto di coraggio. Sbircio i faccini, il terrore le sconvolge, immagino le loro menti, devastate. Provo a puntare la canna verso la prima. Ma no, non ci riesco.
E quel volto di porcellana, sempre lei, mi guarda. Cosa vuole? Vuole quello che non le posso darle. Non ne sono capace, mi spiace piccola.
“Tre.” La canna di Pedro lampeggia fuoco: bang! “Ah!” Una piccina cade riversa. Non riesco a guardare. Pianti e grida: “Nooo!”
Forse, adesso, c’è un’ultima speranza. Punto il tavolo di Pedro: “Scappate!” Meglio una, due, che tutte: “Scappate!” Ma rimangono avvinghiate tra loro. “Forza, adesso!”
“Sceriffo. Non scapperanno. Il terrore, è l’arma più potente. Ah ah ah!”
Pedro accenna a sbirciare, ma faccio fuoco, bang! “Bastardo. Vieni all’inferno con me!”
“Magari. Ah ah ah! Magari. Tre.” Bang! Un altro piccolo cuoricino smette di battere. Io non ci posso fare niente.
Sparo ancora a Pedro, bang! Scheggio il legno ma almeno lo faccio stare giù.
“Ehi! Mi lascia andare dalle mie bambine. O preferisce se continuo?”
Lacrime. Era da quando ciucciavo il latte di mamma che non le sentivo. E allora, grido io: “Tre!”
Pedro spara, bang! “Ah ah ah! Mi piace sceriffo. Continui, dai!
Grido: “Tre!” e, bang! Un altro cuore. Sono stato io.
Grida, pianti, dolore. Non posso sopportarli, sparo ancora sul legno, bang! e poi: “Tre.” Bang!
Sparo al tavolo, bang! “Tre.” Pedro ha un’altra pistola, bang!
Tra le lacrime miro il legno, bang! “Tre.” bang! Su un altro cuore.
“Bravo sceriffo!” Bang! Bang! “Facciamola finita!” Bang! Bang! Bang! Le bambine sono un ammasso di sangue e carne, e sono stato io. Il mio petto è più devastato che dopo la pallottola, la prima volta, al saloon di Personville. Chissà, forse questo è l’inferno che mi è stato riservato. Forse, sono all’inferno da allora.
Salto oltre il mio tavolo, punto la mia nemesi: “Pedro! Hai ancora un proiettile?”
“Quanti ne vuole!” Spunta una canna e bang! In mezzo ai miei occhi.

- continua -
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Re: Orrore in classe - Joseph Lilnovel

11/10/2017, 11:34

Bravo! Sono stata catturata dalla prima parte di questo racconto, e la seconda non è certo da meno. Non è solo quel "continua" alla fine che crea curiosità, il testo è pieno di non detti, di informazioni centellinate abilmente che tengono il lettore incollato alla tua storia, smanioso di sapere di più, di conoscere tutti i retroscena. Non aspettare il prossimo mese per pubblicare il seguito o mi farai morire di trepidazione :LOLP:

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Re: Orrore in classe - Joseph Lilnovel

13/10/2017, 7:49

Drammatico forte questo :shock:
Molto visivo, soprattutto la parte iniziale.
Forse qualche battuta da limare (a volte sembra che parlino troppo per la situazione, a volte troppo poco :P )
"Vuole quello che non le posso darle." qui c'è un "le" di troppo ;)

Una domanda, perchè Pedro gli da del lei? Se proprio vuoi che parli formale non sarebbe preferibile il voi, anche visto il periodo storico in cui si svolge?

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Re: Orrore in classe - Joseph Lilnovel

13/10/2017, 17:35

Grazie per l'orrore di battitura. :o

Perché Pedro gli da del lei... Dunque, ecco... Boh, mi è venuto così. :D Ma magari è il caso di cambiarlo, eh? :?
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Re: Orrore in classe - Joseph Lilnovel

14/10/2017, 13:04

MasMas ha scritto:Perché Pedro gli da del lei... Dunque, ecco... Boh, mi è venuto così. :D Ma magari è il caso di cambiarlo, eh? :?

Tempo fa ho letto un vecchio Urania, un post apocalittico alla Jena Plissken e il traduttore aveva deciso di tradurre tutti i dialoghi usando il voi. Per cui venivano fuori dialoghi del tipo:
- Adesso vi ammazzero come un cane!
- E io vi porterò con me all'inferno!

:LOLP:

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