Giuseppe Novellino
Veterano vincitore
Veterano vincitore
Messaggi: 1748
Iscritto il: 07/08/2011, 11:55
Pirata o Piratessa: M

Il sigillo del serpente piumato

18/11/2017, 18:58

IL SIGILLO DEL SERPENTE PIUMATO
di Piero Schiavo Campo
Urania – Mondadori n°1648

“Quando Ivan Korvich si trasferì in America, per prima cosa cambiò il suo nome in Johnny Cowson”. Con queste semplici parole, comincia una narrazione che di semplice non ha proprio niente. Il nostro eroe è costretto a fare il vagabondo dello spazio interstellare, alla ricerca della ragazza che gli ha toccato il cuore. Ne segue prima di tutto le tracce sul pianeta Parvati, dove lei è stata scritturata come cantante. Ma lì non la trova.
Incappa, invece, in una serie di incredibili avventure e sarà costretto a darsi da fare, per esempio ad assumere il ruolo di istruttore degli umanoidi semi artificiali usati come guardie, soldati e operatori tuttofare.
La prima di queste avventure ha già dello straordinario: deve sconfiggere un alieno gigante che occupa un ponte di strategica importanza. Se riuscirà nell’impresa, sarà proclamato eroe e potrà più facilmente recuperare la sua amata. Ma lei non è più a portata di mano. Nel frattempo è partita per il pianeta Apollo, un corpo celeste fosco e deprimente adibito a prigione. Possibile? Cosa ci sarà andata a fare lassù? Ed è sicuro che vi sia andata di sua spontanea volontà?
A Johnny Cowson non resta che traslocare sul nuovo pianeta. Solo che il viaggio è periglioso, e da quel nuovo mondo sperduto è assai difficile ritornare. A questo punto la storia si complica ed entra nella sua fase più incalzante. Cowson si sente a poco a poco al centro di un intrigo non solo interstellare, ma nemmeno intergalattico. Si tratta in realtà di un pasticcio che interessa tutti gli universi dell’universo: quelli veri, ma anche quelli falsi.
A primo acchito sembra una storia d’altri tempi, fantascientificamente parlando. Presenta, infatti, le caratteristiche della space-opera di ormai storica memoria. Mi è venuto in mente lo splendido ciclo del pianeta Tschai, scritto da Jack Vance, che lessi all’età di diciannove anni nei quattro numeri di Urania ad esso dedicati. Eppure il romanzo di Schiavo Campo è freschissimo e coinvolgente: un po’ per la storia in sé, che oltre all’azione presenta interessanti risvolti scientifici, ma soprattutto per come è scritto, per la sua prosa esemplarmente scorrevole, funzionale, briosa.
Tutta l’opera è anche percorsa da un umorismo ben dosato. E questo è un particolare non da poco, se si vuol trovare in un’avventura spaziale qualcosa che la renda nuova e originale. L’autore utilizza anche dei procedimenti narrativi tipici della fiaba che, uniti all’impostazione fantascientifica, rendono la lettura molto accattivante.
Piero Schiavo Campo ha vinto il premio Urania nel 2013 con il romanzo “L’uomo a un grado Kalvin”. Con quest’ultima prova si aggiudica un buon posto nell’olimpo degli scrittori italiani di fantascienza.

Avatar utente
MasMas
Pirata
Messaggi: 10180
Iscritto il: 18/06/2011, 21:30
Pirata o Piratessa: M
Località: Imola
Contatta: Sito web Facebook Google+

Re: Il sigillo del serpente piumato

18/11/2017, 20:32

Interessante!
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

Torna a “Le recensioni di Pescepirata”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite