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Warlock

05/01/2017, 18:59

WARLOCK
di Oakley Hall
Edizioni BigSur

Seicentottancinque pagine per visitare un Far West tra leggenda e realtà.
Warlock è una cittadina di frontiera a due passi dal confine messicano. Non la trovate sulla carta geografica per il semplice motivo che è uscita dalla mente dell’autore. Nei dintorni ci sono miniere d’argento, quindi è bazzicata da minatori, ma anche da cowboy che spingono le mandrie verso il nord. È una città turbolenta, come lo sono tutte quelle da poco fondate, dove la legge non arriva con tutta la sua autorevolezza, e dove la vita è scomoda, regolata da un’organizzazione alquanto improbabile.
Siamo nel 1881. Gli apache che vivevano nella zona sono stati sgominati, di essi si mantiene solo un triste ricordo. A volte si verificano furti di bestiame, perpetrati per lo più da bande messicane che sconfinano e scorazzano con le peggiori intenzioni. I conduttori delle diligenze non hanno vita facile su quelle piste polverose, battute dal vento. I cowboy cavalcano per giorni al fianco delle mandrie e poi si ritrovano in città a spendere le loro paghe per whisky e puttane. Ma ci sono anche i minatori che sono sfruttati senza remore dalla Porphyrion and Western Mining Company.
Su questo scenario si stagliano le figure dei protagonisti di una storia piena di sorprese, sparatorie, tentativi di linciaggio, sommosse e duelli, ma anche duetti amorosi e scene di vita quotidiana. La storia è molto complessa. Seguendo una narrazione articolata, ci imbattiamo in un vero intreccio di eventi nel quale convergono un po’ tutte le passioni umane, difetti e virtù di individui, le cui vite si intrecciano, sospinte ora destino ora dalla libertà. È arduo ricostruirla in poche righe. Quindi l’affidiamo al lettore.
L’intrattenimento è garantito. Basta lasciarsi guidare da Clay Blaisedell, pistolero al servizio dell’ordine legale, il quale gode di una celeberrima fama per le sue Colt con il calcio dorato; da Bud Gannon, vicesceriffo pieno di buona volontà e desideroso di fugare alcune ombre di famiglia; dal dottor David Wagner, che si prodiga in favore dei minatori; dalla signorina Jassie, l’angelo che cura le piaghe dei lavoratori del sottosuolo; dal giudice Halloway, pieno di ideali civili che però vede galleggiare sul fondo della bottiglia. Ma occorre anche lasciarsi catturare da Tom Morgan, baro e direttore di locali; da Abe MaQuown, tenebroso capobanda; da Kate Dollar, la tenera puttana giunta in città per consumare, a modo suo, una vendetta; da Curley Burne, cowboy e pistolero un po’ sentimentale; da Pike Skinner, aspirante sceriffo; da Billy Gannon (fratello di Bud), un po’ idealista e dalla pistola sfortunata. E intorno a questi pullulano altri personaggi che a volte risultano delle macchiette, come il generale Peach, comandante della guarnigione, ossessionato dagli inesistenti apache e quindi in odore di alzheimer.
La narrazione fluisce maestosa, corale, dando vita a un affresco dalle tinte forti. L’autore alterna capitoli dove le scene si susseguono rallentando il tempo, a capitoli diaristici, dove il racconto sommario viene affidato alla cronaca di Hanry Goodpasture, gestore di un emporio in Main Street. La sua testimonianza è frutto di un’osservazione attenta dei fatti. In queste pagine, il racconto accelera e si completa.
Con il suo romanzo, pubblicato nel 1958 e ora riscoperto, Oakley Hall è stato finalista al premio Pulitzer; ha fornito ispirazione al regista Edward Dmytryk per il suo film “Ultima notte a Warlock” con Henry Fonda e Richard Widmark.
Promette una splendida lettura, non solo agli appassionati dell’epopea western, i quali saranno deliziati dalle descrizioni di duelli, sparatorie, cavalcate solitarie, assalti alla diligenza e tentativi di linciaggio; ma anche a coloro che amano riflettere sulle passioni e sui casi umani, sugli aspetti politici di un determinato periodo storico.

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Re: Warlock

06/01/2017, 20:18

Ustia pulitzer!
Me lo procuperò.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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