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samy74
Nostromo
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Intervista a Pesce Pirata-Prima parte

08/12/2015, 8:28

Il vascello pirata filava liscio in mare quando ha incontrato la burrasca delle burrasche. Diversi giorni a combattere contro le onde alte decine di metri e quando tutto sembrava perduto si è ritrovato a giorno fatto arenato su un’isola deserta. I pirati sempre più a corto con le riserve di rum hanno dovuto rimboccarsi le maniche e sono andati a cercar patate. Aggirandosi per l’isola che non era affatto deserta si son resi conti di quanto il mare gli mancasse, ma senza versare neanche un goccio della preziosa acqua che avevano in corpo si son detti:
– Ributtiamo la nave in mare!
– Ciurma non abbiamo quasi più rum.
E questo era un vero problema.
I pochi rimasti sulla nave cominciarono a cantare strane canzoni stonate alla luna con gli ultimi fondi di rum. L’indomani un gruppo di indigeni dal gonnellino di foglie si avvicinarono alla nave. Il capitano seppur con la benda sull’occhio ci vedeva benissimo. Avevano qualcosa in mano. Li invitò a salire sul vascello arenato. Senza dire una parola, ma tanto nessuno li avrebbe capiti, lasciarono un cesto pieno di … gialle patate.
Non appena la ciurma vide la montagna di patate, si alzò tutta insieme.
– Si riparte capitano!
E così la nave con innumerevoli sforzi ritornò in mare e gli strani uomini in gonnellino furono messi a pelar patate. Io sono capitata per caso. Era già in mare e siccome volevo seguire da vicino le avventure dei pirati sono salita a bordo. Ma perché io sirena nostromo che non è una marca di un tonno in scatola, vi ho raccontato questa storia strampalata?
Perché gli indigeni, alcuni dalle facce poco raccomandabili son diventati parte dello staff, e un giorno mentre era beatamente sul ponte a lisciarmi la coda ho sentito gli strani ceffi chiedersi:
– Quando è nata la ciurma di PescePirata? <o>
E il capitano MasMas ha prontamente risposto: Narrano le leggende che in una notte buia e tempestosa del febbraio 2011 due luridi individui di sesso opposto, invece che fare baldoria come tutti si possono immaginare, decisero di fondare il forum. Perché? Perché la corrente tirava forte verso il largo, e al richiamo dell'orizzonte che spumeggia alla luce della luna non si può resistere. E perché la passione per la letteratura li spingeva a voler creare un luogo accogliente, amichevole e divertente, dove divertirsi a leggere, scrivere e far di conto, mentre si impara e si punta a qualcosa di importante.
E perché il nome PescePirata?
MasMas: Decisero di usare il nome di un pesce. Già perché il pesce pirata esiste, sapete? Dicono sia un pesce piccolo, che però è in grado di fare branco e così difendersi dai pesci più grossi. E così la ciurma di PescePirata fa squadra, ognuno nel suo piccolo, per creare qualcosa di più importante.

La discussione si faceva interessante così mi sono rivolta al branco di puzzolenti e ingegnosi indigeni.
Perché avete deciso di pelar patate e bere rum invece di starvene comodamente sdraiati sulla vostra isola?
L’indigeno Grilloz che forse per la sua capacità di pelar patate con un aggeggio automatico si è accaparrato la stima del primo capitano si alza in piedi. E’ stato eletto a secondo capitano, ma a quest’ora è già un po’ ubriaco e infatti nel leggere la risposta si sente un po’ l’odore del rum: Perché pelar patate è un'attività rilassante e il rum è buono e poi perché mi piace leggere, e mi piace leggere cose belle e quindi credo nell'editoria, quella sana, e così, ad un certo punto, ho deciso di diventare un lettore un po' più attento e ho cominciato a guardarmi un po' più in giro, soprattutto nel sottobosco della letteratura, quella che resta un po' in ombra, quella che non si trova in tutte le vetrine. Così un giorno mi sono imbarcato su questa nave, perché mi sembrava un bel progetto, era frequentata da bella gente, si facevano cose interessanti. Credo che per chi voglia scrivere, chi voglia migliorare la sua scrittura, abbia bisogno di un luogo sicuro in cui sentirsi libero, senza affanni e ansie da prestazione, un luogo accogliente, e quale luogo è più accogliente della cambusa di una nave pirata con tante patate da pelare?
Quanto ha già bevuto secondo capitano?
Grilloz: Solo un goccio nostromo.
Vuole aggiungere qualcos’altro?
Grilloz: Spero che anche i miei piccoli consigli da lettore possano essere d'aiuto a chi scrive e quindi eccomi qui.
Beh quando è sobrio spero!
Grilloz: Certo! La nave è finita in una secca e così ci siamo rimboccati le maniche anche noi indigeni senza camicia, e ora, invece di pelare solo patate, mi trovo anche a lucidare il ponte, rattoppare le vele, catramare lo scafo e, perché no, a scrutare l'orizzonte con il cannocchiale.
Ed ecco che altri due timidi indigeni alzano gli occhi, anche loro con la qualifica di nostromo per il loro cervello super matematico.
Jacopo: Di foglie comode di banano su cui riposarsi sull’isola ce ne erano parecchie e in fondo al mare ce ne saranno a bizzeffe dopo che saremo morti! Ora che abbiamo ancora occhi, braccia e gambe (chi più chi meno) bisboccia sulle tolde! Arhhh! o!
paolino66: Sono salito su questa nave perché mi hanno salvato dai pescecani. Sull’amaca sto poco volentieri, ho sempre navigato molto, e la curiosità mi ha portato a salire sul vascello.

Il mio settimo senso è la curiosità come tutte le sirene e così mentre mi accarezzavo i lunghi capelli mi è venuto spontaneo chiedergli: A quale pirata assomiglieresti se in questo momento tornassi bambino? In quale avventura ti lanceresti?
Grilloz: Guybrush Threepwood, che in realtà non è proprio un pirata, ma un aspirante pirata, un personaggio un po' imbranato, un po' timido, un po' impacciato, ma che ce la mette tutta per diventare un temibile pirata, mi è sempre piaciuto quel suo spirito, in fondo mi sento un po' così, un aspirante, tanto impegno e buona volontà.
MasMas: Di storie di pirati, sembrerà strano, ne ho lette davvero poche :o e tutti i pirati finiscono male, non son sicuro di voler essere un pirata :lol: .
Il capitano a volte mi sconvolge.
paolino66: A ripensarci adesso, a distanza di una quarantina d'anni, non ricordo un personaggio in particolare fra quelli frequentati durante l'infanzia. Sono invece più affezionato ai personaggi più recenti, o se vogliamo, meno antichi.
Entreresti in un libro in particolare?
paolino66: Per la mia formazione sono stati imprescindibili Dante (tanto l'autore quanto il personaggio) e Josef Knecht del Gioco delle perle di vetro di Hesse. Mi è capitato, a più di trent'anni, vale a dire a un'età in cui molte tradizioni religiose pongono il trapasso all'età adulta (battesimo di Gesù, consapevolezza del principe Siddhartha, futuro Buddha), di immaginarmi assieme a loro, di viaggiare con loro.
MasMas: Se dovessi scegliere un libro? Ommammamia e come si fa? Troppi!
Visto che si parla di bambini, citerò uno dei primi libri che hanno catturato la mia attenzione, un libro che ho anche recensito qui: L'anonima Talenti. Ecco, forse il comandante dell'astronave ribelle del pianeta che viene salvato appunto dall'Anonima Talenti è poi un pirata, così piglio due aragoste con la stessa nassa.
Grilloz: Se dovessi entrare in un libro, entrerei nella Storia infinita, il capolavoro di Michael Ende, il libro che ho amato di più da ragazzo, perché in qualche modo contiene tutte le avventure. Infatti il titolo avrebbe dovuto essere tradotto come la storia senza fine, perché nel regno della fantasia c'è sempre una storia nuova da raccontare e una nuova avventura da vivere.

Se non lo hai lo inventeresti solo per essere il personaggio principale o il cattivo orbo con i denti d'oro e la risata al peggior rum che ucciderebbe un esercito?
Grilloz: Carina questa… Da piccolo inventavo storie fantasy tutti i giorni, ma non le ho mai scritte. Iniziai un romanzo, ho ancora il quaderno scritto con la stilografica blu e le iniziali miniate da qualche parte, arrivai forse al terzo o quarto capitolo.

Volete sapere ancora qualcosa sui pirati? Continuate a seguirci. Vi aspetto e la prossima volta vi racconto qualcosa di me. Parola di sirena che non canta ma incanta.

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