AngeloBerti
Pirata
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Intervista a Terry Brooks

30/09/2013, 18:25

Il mio omaggio a Pesce Pirata! Ho in programma altre interviste per TrueFantasy, ma le condividerò volentieri con voi.
Prossimamente vi posterò i nomi degli altri autori che intervisterò anche per voi! E Magari, se potrò fare qualche anteprima, chissà che non mi aiutiate con le domande!

Ma ora ecco il mio incontro con Terry Brooks!

Era il Natale del 1978 quando scartata una confezione mi trovai tra le mani la prima edizione de “La Spada di Shannara” Il regalo di una madre ad un giovane sognatore.
Da quel giorno divenne una tradizione natalizia ricevere in regalo un libro di Terry Brooks. Ogni anno che ne usciva uno.
Mia madre ha raggiunto la serenità nel 1996 e da allora questa tradizione è stata continuata da mio fratello.

In poche parole sono cresciuto a pane e Shannara! Questo non fa di me necessariamente un esperto, ma certamente un appassionato e quando ho saputo dell'opportunità che TrueFantasy mi offriva di incontrare Terry Brooks, non ho esitato ad accettare.

Grazie a Mondadori, nelle persone di Anna Da Re e di Alfonso Zarbo, storico amico di TF, in occasione del Festivaletteratura di Mantova, il giorno 7 settembre è stato organizzato un incontro riservato ai blogger del genere e, ovviamente, TrueFantasy non poteva mancare.

Sotto la guida dell'amico Luca Azzolini ho potuto superare con disinvoltura le ore di attesa, con una visita del centro storico invaso dal Festival. I libri la fanno da padroni e passeggiando attraverso le splendide piazzette della città si respira letteratura, anche se non tutte le pubblicazioni presentate ne hanno le caratteristiche, ma questa è la legge del marketing. Quasi ogni strada ha un evento, una presentazione. Solo per la giornata di Sabato ne ho contati 95 e per tutta la manifestazione si sarebbero alternati più di trecentocinquanta autori!

Mantova è bellissima, visitatela assolutamente, soprattutto in questa occasione, quando c'è una confusione letteraria affascinante che parla di libri come di qualcosa di ancora vivo e non dimenticato, anche se, purtroppo per la cultura, molti eventi sono a pagamento.

Le conferenze stampa sono fatte di elementi ricorrenti, ma in questo caso tutto, per me, aveva le parvenze della novità, non ultima la sensazione emotiva che mi pervadeva.

L'incontro era fissato per le ore undici ma già alle dieci ci trovavamo insieme ad altri blogger davanti all'ingresso dell'albergo dove alloggiava Terry Brooks e dove si sarebbe svolto l'incontro.
Durante l'attesa ci è passato davanti Beppe Severgnini (questa è una delle cose belle della manifestazione, incontrare per strada autori, editori, addetti ai lavori) con la sua inconfondibile chioma canuta e mentre stavamo commentando, è sfilato in mezzo a noi proprio Terry Brooks. Siamo rimasti un attimo spiazzati, ovviamente, ma ha prevalso l'intelligenza di rispettare il suo momento privato: dopo poco meno di un'ora sarebbe stato tutto per noi.

Quando mancavano circa venti minuti, Terry Brooks è rientrato.
Ormai eravamo un folto gruppetto di spasimanti in attesa e ci ha notato, così ho buttato un “We are waiting for you!” Il sorriso gioviale e la risposta spiritosa ci ha fatto capire subito cosa ci aspettava: non certamente una piatta conferenza stampa.

Poco prima delle undici siamo stati invitati ad entrare e siamo stati indirizzati presso una saletta riservata.
Il cartello “Riservato Mondadori – Terry Brooks” era su un leggio che evidentemente era stato pensato per altri scopi, come evidenziava la sovrastante scritta “Degustazione”. Il mix è risultato divertente e alquanto appropriato.

All'interno ci aspettava lui, Terry Brooks, con una delle sue camicie floreali e il sorriso pronto.
Dopo le singole presentazioni ci siamo accomodati tutti intorno ad un tavolo.

Attimi di panico personale per la scoperta della mancanza di un interprete.
Ho deciso immediatamente di condividere l'indifferenza che mostravano i miei colleghi e l'inizio è stato dei più traumatici. (Ho saputo in seguito che era condiviso anche da altri!)
Ho studiato inglese e l'ho anche parlato spesso senza mai troppi problemi di intendimento, ma ho bisogno di un poco di tempo per entrare nella mentalità: pensare in inglese per parlare in inglese. Durante questa fase che chiamo “Mancanza di connessione”, lo confesso vergognandomene un poco, osservavo le espressioni del viso, ridevo quando ridevano gli altri e litigavo con il NoteBook che non voleva accendersi.
In quei momenti con rapide occhiate si è stretto un veloce patto con altri blogger: alla fine avremmo fatto un resoconto di quanto capito e tra quello di uno e quello di un altro, si poteva auspicare di riuscire a ricostruire il tutto.
Ma quando è stato il momento delle domande, finalmente la “connessione” con l'inglese è arrivata e anche il computer si è acceso, incassando la soddisfazione di Alfonso Zarbo seduto al mio fianco e che viveva in prima persona le mie difficoltà.
Ciononostante avevo ancora un problema. Avendo letto sempre le sue opere (compresa l'ultima) in italiano, non avevo idea di come certi termini fossero stati espressi originariamente dall'autore, in questo caso mi è venuto in aiuto Andrea Mastrangelo, di TerryBrooks.it
A quel punto, per me, è cominciata la vera conferenza stampa.

Innanzitutto abbiamo avuto la conferma che verrà realizzata una serie televisiva sulla saga di Shannara. A partire dalle Pietre Magiche e a seguire. Brooks avrà la supervisione artistica ma non scriverà la sceneggiatura. Non si è sbilanciato su produzione e regia, ma ha fatto capire che sarà di qualità.

Secondo me si era partiti troppo seriamente: Terry Brooks aveva condito il discorso di battute e allora ho pensato, “rompiamo il ghiaccio”!

“Con la Spada di Shannara ha dato origine ad una generazione di scrittori fantasy. Si sente responsabile per questo?”

Mi sono rilassato grazie alla sua risata spontanea e dopo la simpatica declinazione di ogni responsabilità, ha anche spiegato che cosa abbia effettivamente significato la “Spada di Shannara” nel panorama del Fantasy mondiale.
Il successo del libro ha aperto le porte ad un genere che fino a quel momento (1977) era esclusivamente riferito al Signore degli Anelli. Il successo della Saga di Shannara non solo ha permesso l'evoluzione e la scoperta di altri autori fantasy che sono diventati grandi autori (tra quelli citati mi è rimasto impresso solo Eddings) ma ha fatto sì che l'editoria rispolverasse anche il fantasy dimenticato.
Oggi abbiamo un'attenzione al genere che prima non c'era. Sotto quell'aspetto è fiero di esserne ritenuto responsabile.

Le successive domande hanno riportato l'argomento alla trasposizione televisiva della saga. Era evidente che fosse un evento atteso da anni dagli appassionati. Già i diritti cinematografici della spada di Shannara erano stati comprati, mi sembra dalla WB, ma non se ne fece mai niente. E' logico che nella marea di film, filmetti e filmoni, serial e minisierie, la mancanza di attenzione nei confronti delle opere di Brooks stonasse. Ma ora c'è la conferma ufficiale che questa lacuna verrà finalmente colmata. Bisognerà avere solo un poco di pazienza.

In ogni caso Terry è stato chiaro spiegando perchè ha una maglietta sulla quale è scritto “The Book is better”. Il problema di realizzare un film da un'opera che ha così tanti estimatori è che difficilmente riuscirà a fare contenti tutti. Ogni lettore ha una propria visione del libro che legge e come tale non sempre apprezza la visione di un regista. Sarà quindi giocoforza accettare dei compromessi ma ha garantito che avendo la supervisione artistica, eviterà tutto ciò che non sarà in linea con la sua idea dell'opera.
Non ha poteri sulla scelta del cast e in ogni caso non può sapere come gli attori interpreteranno i vari personaggi, ma spera che riescano a trasmettere quello che lui ha voluto esprimere nei suoi libri.
Non è esclusa l'eventualità di un suo cameo, anche se non ci tiene particolarmente.

La mancanza di interprete mi ha comunque messo in difficoltà (mal comune ma nessun gaudio) anche perchè Mr. Brooks era dirompente. Una domanda era per lui uno spunto e la sua risposta è sempre stata articolata e a volte complessa.

Non sono riuscito a seguire, pertanto, tutte le domande dei colleghi, anche perchè spesso creavano dei collegamenti a risposte che non ero riuscito a intendere al meglio Per fortuna avevo le mie domande.

Certamente interessante, ma anche deludente, per gli appassionati è che la saga di Shannara, nelle sue intenzioni si esaurirà in questa trilogia, che negli Stati Uniti è già stata pubblicata, poi ci saranno altri due libri autoconclusivi e quindi chiuderà con Shannara.
Al di là dell'età (Terry Brooks è del 1944) è naturale pensare che si voglia staccare da un modello che comunque lo ha reso ricco e famoso. Scriverà ancora, ma a quanto abbiamo tutti inteso, non sarà più Fantasy!
E' comunque vero che Terry Brooks non ha scritto solo Fantasy. Sono sue le trasposizioni su carta dei successi cinematografici dell'Episodio I di Star Wars e di Hook,

Ed è proprio la sua passione per Star Wars che mi ha indotto ad una ulteriore domanda. Non la riporto perchè se non avete ancora letto il libro, vi rovinerei la sorpresa, ma c'è un richiamo evidente ad una scena del film dell'Episodio I di Star Wars, e Terry mi ha confermato che è stato voluto. Leggendolo lo scoprirete subito.

Terry era un fiume in piena, ed ho cercato di rallentarlo. Ho corso un rischio, perchè ero stato informato che non ama le domande particolarmente articolate, e già nella giornata precedente ne aveva liquidata una con un semplice “Yes”, ma volevo qualcosa dal Terry Brooks persona.

Per chi è uno storico lettore delle sue opere, risulta evidente che più che il dualismo della eterna lotta tra il bene ed il male, nei suoi libri Brooks affronta e descrive la contrapposizione tra la scienza e la magia.

Quello della saga di Shannara è un mondo rigenerato dalla magia dopo che è stato distrutto dalla scienza. Quello dei Cavalieri del Verbo è un mondo afflitto dalla magia. Il dualismo magia e scienza si rivela nel ciclo di Landover come la contrapposizione di fantasia a realtà.

La mia domanda, infine, è stata: qual'è il mondo di Terry Brooks?

Ha pensato un attimo, cercando di vedere oltre la risposta più scontata e si è riferito alle sue origini di scrittore, quando la vita reale era esercitare la professione di avvocato (è laureato in legge) e avere una famiglia. Scrivendo, e solo in quel caso, creava un mondo che era anche un rifugio dalla realtà. Ha poi lasciato la professione di avvocato per scrivere, ma questo non significa che ha scelto la fantasia. Ha potuto realizzare di diventare scrittore comunque quando è stata la realtà a permetterglielo.

Forse era un semplice messaggio, ma io preferisco intenderlo come un monito. Inseguire i propri sogni, senza perdere di vista la realtà!

Dopo l'esitazione iniziale anche gli altri blogger hanno proposte le loro domande e rispondendo ad una di queste Brooks ha raccontato quando i suoi primi libri erano oggetto di revisione continua, di analisi, di riscritture, finanche a riscrivere un libro per tre volte. Poi il successo ha cambiato tutto. Ora non c'è più tutto questo. Il comando primario è vendere e per questo il testo deve essere subito quello giusto. E' il prezzo del successo, ma anche il suo premio!

Poi si è arrivati inevitabilmente alla domanda del suo rapporto con i suo lettori, riferito a quello di amore ed odio di quelli di Martins.

Una bella notizia per i suoi fans: sua moglie dice che sono (siamo!) i migliori del mondo. Nessuna oppressione, tanto rispetto ed educazione, niente a che vedere con quelli, di Martins. D'altra parte lui fa sempre morire i personaggi non appena uno ci si affeziona: è normale che i suoi lettori poi si inc … !

Siamo arrivati alla conclusione.

Ho rinunciato alla mia ultima domanda. Sono trascorse quasi due ore ed è ora di pranzo, inoltre Terry ha altri impegni.

Sono spuntati libri da autografare. Io ne avevo tre ed erano tutti sul tavolo già da tempo. Uno era il primo libro che mi regalò mia madre. Glielo dovevo! Poi le foto. eravamo in tanti e accidenti alla mia moderazione, non ho voluto sembrare opprimente presentandomi ad una foto da soli, così ho lasciato lo spazio agli altri.
Stavano organizzando il pranzo, ovviamente con Terry. Ma eravamo in tanti, più di venti, e conoscendomi sarei finito esattamente dalla parte opposta a lui. No, non era il caso, così sarei andato a mangiare con Luca Azzolini, Andrea Storti e sua moglie. Non sono Terry Brooks, ma sono amici ed una compagnia più che piacevole.

Poi è arrivato il mio momento. Alla foto di gruppo non potevo mancare e così ho avuto il mio momento di gloria, quando Terry si è posizionato al mio fianco. Lo ha scelto lui, non ho sgomitato (ma nessuno in realtà lo ha fatto) e non l'ho chiamato. Mi ha guardato, ha sorriso e poi mi ha chiesto di abbassarmi! In effetti mi arrivava alla spalla! Ma non è basso lui, sono alto io! (Scusa mitizzante!) Stavo per mettergli una mano sulla spalla ma mi sono trattenuto! Cavolo, ho cinquant'anni, sono il più vecchio (dopo Mr Brooks) e non potevo lasciarmi andare agli entusiasmi dei ragazzini.
Maledetti stereotipi.
Ho comunque la mia foto, ho i miei autografi e l'articolo. Ho trascorso due ore con Terry Brooks ed una giornata con i miei amici. Meglio di così?

Un saluto personale prima di lasciarci ed una promessa di rivederci. Ci sarà l'occasione, anche se difficilmente a casa sua alle Hawaii, come mi ha proposto, ed allora potrò fargli la mia ultima domanda:

“Qual'è la domanda che non ti hanno mai fatto e che avresti voluto?”

Poi potrò finire il mio articolo!

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Re: Intervista a Terry Brooks

30/09/2013, 21:22

Dev'essere stata davvero un'esperienza elettrizzante!

Bel resoconto, grazie della condivisione!
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Re: Intervista a Terry Brooks

01/10/2013, 9:41

Ecco, ora piango.
Io che ho iniziato a leggere fantasy con "Le pietre magiche di Shannara" (iniziare dal secondo libro di una trilogia è geniale, vero?!)
Kriash - Alen

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