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Intervista a Elvio Calderoni.

28/11/2011, 9:26

Con Elvio Calderoni parliamo del Romanzo “Lasciamisenzafiato” Ed. Miraggi edizioni (Leggi la recensione di Alex0574). Un romanzo di cui tutti parlano un gran bene.

Elvio Calderoni nasce a Roma il 30 agosto del 1970. Insegna lingua e letteratura italiana e dirige un festival di cortometraggi. Ha scritto varie commedie brillanti per il teatro e sceneggiature di corti; è attore e regista ma la sua prima passione è probabilmente la musica. Questo è il suo primo romanzo, di figli invece ne ha più di uno!

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Elvio! Come è nata l’idea di scrivere questo romanzo e come sei riuscito ad arrivare alla sua pubblicazione?

L'idea è nata da un viaggio in Friuli che ho realizzato due anni fa. C'erano dei personaggi che, evidentemente, avevo dentro da un po' e che aspettavano soltanto uno sfondo per realizzarsi. Son bastate tre ore a Cividale per fargli prendere vita! La pubblicazione è stata un'altra avventura: ho atteso per un anno la proposta giusta, scartando tutte quelle a pagamento o di acquisto copie obbligato, e devo dire che ho fatto veramente bene! Miraggi è una realtà che stimo da morire, hanno passione, competenza, sono dinamici e credono fermamente in quello che fanno. Credo che un esordiente non potrebbe sperare in una casa editrice migliore di questa.

Le location del romanzo: come mai la scelta di Roma e Cividale? E' una scelta che ha un motivo preciso o il romanzo poteva essere ambientato ovunque?

Roma è la città dove sono nato e non potevo non inserirla nel romanzo, sebbene sia andato alla ricerca di quartieri (il Coppedè, ad esempio ) meno noti e poco letterari, forse più cinematografici. Cividale, come ti ho detto, è stata la molla che ha fatto scattare la storia. Una città piena di musica, specie in estate, piccola eppure carica di luoghi magici, pregni di storie, di incroci, di coincidenze...

Parliamo dei personaggi. Alessandro e Federico, quasi gemelli. Irene e Clara. Barnaba. Qual è il personaggio che senti più vicino a te e viceversa? La morte di Alessandro, perché?


Forse il personaggio che sento più vicino è proprio Alessandro. Adoro la sua vitalità, la ricerca strenua del positivo, la speranza contro la disperazione. Ma mi piace anche Barnaba nella sua innocenza perfetta, o Federico nella sua freddezza che trabocca, invece, passione e voglia di andare oltre gli eventi, oltre la morte. E le due donne, una contraltare dell'altra, che si muovono in senso opposto, tra carnalità e spiritualità, fino a scambiarsi i ruoli. Perché Alessandro muore? Ma sei sicuro che muoia davvero?

Il blog, la chat, l’istant messaging, gli sms. Che ruolo hanno nel romanzo e nella tua vita?
L’arte: musica e fotografia, ma anche architettura, come il centro città o luoghi di culto. C’è qualcosa di autobiografico? Chi è Elvio Calderoni?


Credo che ambientare un romanzo nel 2010 e non “infarcirlo” di sms, blog, chat e social network sia una bella ipocrisia, un manifesto perdere di vista la contemporaneità. E prendere in giro il lettore non mi sembra sia una bella scelta per un esordiente! Certo, anche nella mia vita, questi frammenti di scrittura hanno la loro importanza, sebbene non sia un patito della tecnologia. Della musica, invece, sono proprio un fanatico! Nulla riesce a darmi emozioni quanto la musica. Suono e scrivo canzoni da sempre e penso, tuttora, che cantare e suonare in pubblico sia qualcosa che, a livello emotivo, sia imparagonabile a tutto il resto! Chi sono io... è qualcosa che cerco di scoprire tutti i giorni provando a sorprendermi. Sto cominciando, a quarant'anni, a piacermi.... ma la strada è ancora lunga!

A proposito di luoghi di culto, emerge nel romanzo un percorso spirituale che tocca più o meno tutti i personaggi. C’è l’idea di una rinascita, centrale la figura di padre Michele. Parliamo di lui e del cambiamento che attraversano gli altri personaggi. Ti va? Altrimenti potrei farti una domanda sullo spread...

No spread, please!!
Mi piaceva inserire il tema della fede, lo sento molto dentro e sono molto curioso del percorso spirituale degli altri, mi piacciono le posizioni aperte, lontane dai dogmi ( anche l'ateismo è un dogma! ), le possibilità, gli scambi, il contagiarsi, persino in un terreno minato e delicato come questo. Michele è un uomo, prima di essere un sacerdote, un uomo di fede che assiste al cambiamento di Clara e ai dubbi di Alessandro, prendendoli per mano meglio di come farebbe Irene stessa. E beccare i personaggi in stati accelerati come questo, coglierli al passaggio, in momenti di ridefinizione, è quel che più mi interessa.

Parliamo un po’ di te: che genere letterario preferisci, quali sono i tuoi autori preferiti, il tuo background letterario, cinematografico e musicale?

Studio, da sempre, il panorama letterario italiano e devo dire che questo periodo mi sembra sia particolarmente ricco. Tondelli non ci ha lasciati soli. Ci sono grandissimi scrittori, ti cito soltanto Alberto Garlini ( “Futbol Bailado” è un capolavoro assoluto ), Nicola Lecca, Giorgio Nisini, Cosimo Calamini o Tullio Avoledo che ho scoperto da poco e che mi ha devastato col suo “Anno dei dodici inverni”. Anche in cinema e in musica i miei riferimenti sono molto nazionalisti: cresciuto con la commedia all'italiana aggiornata alla generazione degli attautori, fatico ora a trovare dei modelli nuovi. Ma non credo di essere l'unico. Stessa cosa in musica: adoravo la musica che proveniva da Bologna e dintorni ( Dalla, Carboni, Stadio), ora non riesco ad identificarmi in autori altrettanto dotati che possano trattenere il clima dei tempi. Ma forse è meglio che questi tempi non vengano trattenuti.... forse....

Cosa pensi del mercato letterario in Italia, che idea te ne sei fatto essendoci da poco entrato? C'è futuro?

Certo che c'è futuro! Non credo moltissimo, per ora, nell'e book. I lettori amano la carta, altrimenti il tutto rischia di diventare un'azione funzionale, strumentale e non penso che la letteratura sia riducibile a una cosa del genere. Il problema del mercato letterario è quello, annoso, della distribuzione. A volte anche dei librai che rischiano poco ( anche perché hanno le spese che hanno, lo so! ). Ci sono libri che potrebbero raggiungere più persone e a volte diventa impossibile, a prescindere dal valore degli stessi.

Pescepirata è un laboratorio di scrittura ma anche una sorta di agenzia letteraria 2.0; vorrebbe offrire un servizio gratuito più potente delle agenzie a pagamento. Fatto lo spot ecco la domanda: che consiglio dai agli aspiranti scrittori di oggi? Consigli di sbattersi e crederci oppure è meglio trovarsi un buon lavoro e scrivere solo “en passant”?

Sbattersi e crederci sempre ma anche non pretendere subito che scrivere possa essere un mestiere primario. In Italia non so quanti siano quelli che “campano di romanzi” ma penso che se arriviamo a venti.... stiamo già esagerando! Io mi son trovato un “buon lavoro” ( insegno italiano ), ma non sento di scrivere “en passant”. Insomma, valutare la situazione e soprattutto le ambizioni, di vita ancor prima che di mestiere.

Quali sono oggi gli strumenti formativi per essere uno scrittore? Sono utili i corsi di scrittura creativa, lo studio dei classici (Dostoevskij, Tolstoy, Verga, Pirandello, Balzac, Zola, Shakespeare...), i forum? Poi darci il tuo punto di vista?

Il classico ha sempre una sua utilità, anche magari per distanziarsene, per conoscere e non apprezzare per forza. I corsi di scrittura creativa sono altrettanto importanti, possono stimolare, al di là di ogni regolismo. Io provengo dalla scrittura funzionale ( quella per cinema e teatro ) e ho atteso un po' prima di trovare una voce che fosse credibile a livello di romanzo, di letteratura. Spero di averla trovata.

Siamo alla fine. Stai lavorando a un nuovo romanzo? Puoi anticiparci qualcosa?

Guarda, dopo LSF ho scritto, di getto, altre due storie, che dovrebbero essere pubblicate quanto prima. Ora, quindi, sono alle prese, fase iniziale, progettuale, con il mio quarto romanzo. Ancora una volta molti personaggi (non accendo il computer se non sono “in campo” almeno cinque caratteri! ), molti luoghi magici, molti centri città e... un coccodrillo che penzola su un altare....

Salutiamo Elvio ringraziando Alex per aver scritto gran parte di queste domande.


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Re: Intervista a Elvio Calderoni.

28/11/2011, 11:55

cividaaaleee madooo quante gubane e quante grappe e frico e polenta e tripp... ah scusate uscivo fuori tema.

Bella intervista grandi Alex, BB e Calderoni

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Re: Intervista a Elvio Calderoni.

28/11/2011, 14:54

E' interessante ascoltare il punto di vista di uno scritttore riguardo ai temi che spesso ci poniamo qui ed è piacevole condividere molte delle risposte.
Bravi Alex e BB, bella intervista _|
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Re: Intervista a Elvio Calderoni.

28/11/2011, 15:21

Elisa, non so se hai notato ma ho girato in una domanda a Calderoni una ns discussione: classici vs moderni, scuole di scrittura sì o no ecc... Così abbiamo un punto di vista anche di uno scrittore, mi sembrava carino!
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Re: Intervista a Elvio Calderoni.

28/11/2011, 15:29

Sissì, l'avevo notato ;) e ho condiviso pienamente la sua risposta
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Re: Intervista a Elvio Calderoni.

28/11/2011, 16:02

Davvero interessante.

Anche se, per quanto riguarda il discorso "classici vs moderni" non credo che potesse dire altro... non è solo uno scrittore... ma anche un prof ;) :lol:

marios
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Re: Intervista a Elvio Calderoni.

27/12/2011, 15:19

Io ho letto il libro e l'ho trovato davvero molto emozionante. Uno stile originale, lontano da qualsiasi cosa abbia letto finora...Sorprendenti alcune scelte dello scrittore, che lasciano interdetto il lettore e poi lo cattura man mano...
Bravo Calderoni!
;)

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