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LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 13:10

Pietro De Viola è l'autore di «Alice Senza Niente», romanzo dalla storia particolare. Nato come romanzo in free-download è stato scaricato 35000 volte. Ha avuto numerosi feedback ed è approdato in libreria a settembre, edito da Terre di Mezzo.
Ho sentito la necessità di portarlo su questo vascello per chiacchierare con lui di libri e editoria.


Ciao Pietro, in primis grazie per aver accettato di essere (re)intervistato da me... la prima esperienza non ti era bastata?

Pietro De Viola ha scritto:No, non ho fatto altro, da allora, che pensare a come ripetere la prima mistica esperienza. Ho provato in tutti i modi a convincerti, ma credo che sequestrarti la macchina sia stata la chiave di volta per il convincimento finale. Rieccoti le chiavi, come d’accordo.


L'idea di coinvolgerti nasce da una discussione intrapresa sul forum in cui si parlava del prezzo dei libri. Mi sei subito venuto in mente tu. Comunque il tuo "Alice Senza Niente" è uscito in free-download e ora sei in libreria con Terre di Mezzo a un prezzo abbordabilissimo. E oltretutto hai ottenuto un buon successo di pubblico, hai rotto il silenzio, hanno parlato te su quotidiani e riviste nazionali, sei anche arrivato a Domenica in. Insomma, la tua voce si è sentita. E penso anche sia arrivata.

Pietro De Viola ha scritto:Credo anch’io, e la prova è che di Alice senza niente si continua a parlare, non solo attraverso le mie partecipazioni televisive, quanto piuttosto con recensioni “di peso”. Tra le ultime, tuttoLibri de La Stampa, e Internazionale, che ha raccolto una recensione del corrispondente di Le Monde.
Forse il segreto sta nel cercare sempre nuovi spunti, nell'avere ogni giorno una nuova idea. L'ultima è lo “Spazio Libri” sul mio blog (alicesenzaniente.splinder.com): ogni giorno ospitiamo la presentazione di un nuovo libro. Molte case editrici hanno aderito con entusiasmo.



Iniziamo con una domanda semplice: come la vedi l'editoria italiana? Riesce a dare spazio ai giovani autori? E se no, perché?
Pietro De Viola ha scritto:Se questa è una domanda semplice ho paura delle altre. Chiariamo una cosa: non credo che, solo per il fatto di avere avuto, fino ad ora, una discreta presenza sui media ed un importante numero di lettori, io abbia acquisito una qualche patente che mi permetta di condurre un discorso serio su una tematica così complessa. Voglio dire: sto ai margini, leggo tanto come ho sempre fatto, e da lì, con un libro in mano, osservo. Mi pare che le difficoltà dell’editoria partano da un dato di fondo: la mancanza cronica di lettori. Assodato questo, che comunque è e resta un aspetto “strutturale”, il problema è: vogliamo che pochi grandi gruppi pubblichino tutto il pubblicabile o che accanto a queste, in libreria, trovino posto anche altre case editrici? Attenzione, altre case editrici significa anche altre visioni, altri approcci, altri spunti, insomma altra letteratura. E l’investimento anche su nuovi autori, magari. E allora, che aspettate? Scendete sotto casa, entrate in libreria e comprate libri di piccole e medie case editrici. Altra soluzione non c’è.


Svisceriamo il problema: la filiera dell'editoria è lunga. La casa editrice, i grafici, gli editor, la tipografia e poi i distributori, le librerie. Insomma, ci devono guadagnare tutti. Alcuni si chiedono ma non sarebbe più semplice autoprodursi?
Pietro De Viola ha scritto:No, e se ve lo dico io potete credermi. Io sapevo di aver scritto qualcosa che, toccando alcune corde sensibili, avrebbe potuto appassionare i lettori. Ma la fatica è stata immensa, l’attenzione al risultato maniacale. Adesso dico che il rischio era alto: ho rischiato un flop clamoroso. Il rischio flop, con una casa editrice alle spalle, è quantomeno attenuato.
Se proprio volete lanciarvi nell’autoproduzione – cosa che sconsiglio – sappiate che, o siete dei geni della comunicazione in grado di arrivare – da soli – alla stampa nazionale, o è meglio lasciar perdere.


Cosa può dare, ad un autore, una buona casa editrice – anche se non è una big?
Pietro De Viola ha scritto:Un editor, un contratto, un buon ufficio stampa e una serie di professionisti del settore che lavorino ad un progetto comune.


Alice senza niente in formato cartaceo ha e avrà lo stesso successo di alice senza niente in formato pdf gratuito? Mi spiego: la grande operazione fatta durante il lancio del pdf, la grande quantità di download, la gente che ha parlato del tuo caso, un caso diciamo nuovo in questo panorama.
Ecco, quando e dove finisce il lavoro della promozione e quanto incide invece la qualità del prodotto?

Pietro De Viola ha scritto:La promozione vale zero senza i lettori. Mi spiego meglio: posso pianificare un programma di web-marketing fantastico, dedicarmi anima e corpo alla diffusione sui social network, presentare il libro in ogni città, poi però se il primo che legge il mio libro pensa ammazza che zozzeria il percorso finisce lì. Se Alice senza niente avrà lo stesso successo non so, è ancora troppo presto per dirlo. Ciò che posso dire è che io, con molta sincerità, sono già arrivato molto oltre le mie aspettative iniziali. Poi, spero di non parlare mai di qualità. Chi sono io per giudicare? Quando sento discorsi sulla qualità di romanzi contemporanei prendo Gogol e mi ricordo subito di cosa stiamo parlando.


Come sei arrivato a Terre di Mezzo? Avevi mai preso in considerazione altri editori, prima, ti aspettavi un interessamento di un big dell'editoria?
Pietro De Viola ha scritto:A Terre di Mezzo sono arrivato in modo molto naturale: mi ha contattato ed ho firmato il contratto. Non ho considerato altri editori per un motivo molto semplice. Volevo arrivare alla pubblicazione senza dovermi proporre ad una casa editrice: io non ho chiamato nessuno, ho solo controllato la mia casella email di tanto in tanto. E mi ha trovato quella che io considero una big dell'editoria.


Ti senti di poter dare dei consigli agli aspiranti che si approcciano al mondo dell'editoria? Come si possono orientare? E secondo te c'è futuro per i giovani scrittori?
Pietro De Viola ha scritto:L’unico consiglio che mi sento di dare è: evitate come la peste print on demand ed “editori” a pagamento. Sono il nulla assoluto. Se proprio non resistete al fascino di stringere tra le mani le vostre creazioni recatevi nella fotocopisteria più vicina: risparmierete soldi e delusioni. C'è un futuro per i giovani scrittori? C'è un futuro per ognuno di noi? Boh.



A volte mi sembra che un grande problema del mondo dell'editoria sia l'alterigia di alcuni personaggi. A volte sembra come se ci fossero dei segreti da mantenere, dei trucchi da non svelare, orticelli da difendere. È anche questo il motivo che mi ha spinto fortemente a credere nel progetto PescePiratA, che si basa proprio su valori opposti: la condivisione, il confronto, l'aiuto reciproco. Forse non c'è bisogno di più condivisione? Di una migliore cooperazione tra gli addetti ai lavori e di una maggior disponibilità di tutti a far sbocciare la letteratura di domani, mettendo un attimo da parte ego, gelosie e interessi economici?
Pietro De Viola ha scritto:Premessa: le case editrici sono prima di tutto aziende, e come ogni azienda devono cercare di mantenersi, non di fallire. Detto questo, va bene tutto: condivisione, segreti da mantenere, aiuto reciproco, coltellate alla schiena. Purché si faccia della letteratura, visto che in TV non c'è mai nulla da vedere.


Chi è Pietro De Viola?
Pietro De Viola ha scritto:Un lettore appassionato. Forse un giorno anche uno scrittore.



"Alice Senza Niente" è il romanzo della precarietà. Dire sulla precarietà mi sembrava riduttivo. Alice non è flessibile, non è atipica, non è co.co.pro... è precaria! Precaria in tutto... ma di un precariato profondo e malato. Il libro andrebbe fatto leggere più alle tante e ai tanti Alice italiani, oppure sarebbe meglio farlo leggere ai nostri legislatori e ai nostri sindacalisti, oltre che ai nostri imprenditori?
Pietro De Viola ha scritto:Direi che, da un punto di vista strettamente commerciale, vorrei dire con una punta di ironia che andrebbe bene lo leggessero tutti. Rispondendo un po' più seriamente, ti dico che le lettere che ho ricevuto provengono da ogni settore, quindi uno non esclude l'altro, nella maniera più assoluta.


Hai per caso ricevuto riscontri da qualche imprenditore che ha letto il libro?
Pietro De Viola ha scritto:Ho ricevuto una bella lettera da un imprenditore che lotta giorno dopo giorno contro la crisi e piange quando è costretto a lasciare a casa i propri operai.
Aspetto con ansia anche quella di un imprenditore che si rifiuti di offrire stage non retribuiti.


C'è, secondo te, un modo per estirpare il cancro del precariato o siamo destinati a vivere di questa instabilità economica?
Pietro De Viola ha scritto:Il precariato non ha soluzione. Il precariato finisce solo con la fine dei contratti a tempo.



Grazie Pietro, grazie ancora per le risposte e per la disponibilità. E anche per le chiavi della macchina... non ce la facevo più, senza.



Ne volete sapere di più:[url]
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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 13:34

mitica luta, sei una grande
tutto scorrevole e piacevole e complimenti anche per come hai formattato il post, lo hai reso frubilissimo <3
Quando mangio, bevo acqua. Quando bevo, bevo vino!
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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 13:35

Anne Bonny ha scritto:mitica luta, sei una grande
tutto scorrevole e piacevole e complimenti anche per come hai formattato il post, lo hai reso frubilissimo <3



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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 14:02

bellissima intervista!
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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 14:24

Bravissima Lutissima!!
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 14:27

Bella, sì. Complimenti a entrambi!

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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 18:10

Grandissima Luta, complimenti! :D :D o! o! o!

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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

14/11/2011, 21:45

I complimenti vanno a Pietro. Che mi ha anche lavato la macchina mentre ce l'aveva in ostaggio.

Comunque felice che sia stata apprezzata.
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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

15/11/2011, 9:22

grande intervista e grande intervistatrice _|
Newt: perchè ci dicono che i mostri non esistono?
Ripley: il più delle volte è vero. Il più delle volte.

(Aliens scontro finale)

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Re: LutaStyle intervista Pietro De Viola

16/11/2011, 13:03

Brava Luta, mi hai lasciato la voglia di leggere il libro e di continuare a parlare con l'autore _|
Un pensiero è ciò che manca a una banalità per essere un pensiero (Kraus)

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