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Re: AGENZIE LETTERARIE

10/01/2013, 16:10

io sono proprio una ragazza (ok dai...ragazzina) fortunata.

gazza998
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Re: AGENZIE LETTERARIE

10/01/2013, 16:27

guarda, io ho sempre fatto senza agente, anche se mi piacerebbe averlo ma poi so che sarei talmente tanto rompicoglioni che non saprei chi mi piglierebbe mai!
forse black bart, perché è peggio di me, ma ho sempre paura che voglia pagamenti in natura :lol: :lol:

Kerika, sei brava e lanciata, per cui prosegui così vedrai che col prossimo libro ci saranno un sacco di agenti a cercarti!
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kerikaeffe
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Re: AGENZIE LETTERARIE

11/01/2013, 8:50

<3

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Re: AGENZIE LETTERARIE

15/01/2013, 16:08

Black Bart ha scritto: Mi sono sempre chiesto come fa un'agenzia a campare se vive di soli diritti sui libri che piazza. Immagino siano percentuali di percentuali, e non parliamo di cifre astronomiche. Infatti molte agenzie sono costrette a fare editing a pagamento oltre che rappresentanza. Il fatto che l'agenzia abbia chiuso e ieri pare che anche un buon piccolo editore faccia la stessa fine, dispiace. Sempre più l'editoria scricchiola, librerie indipendenti che si spostano in periferie o chiudono e via dicendo.
Forse sono scosse di assestamento che porteranno alla ricostruzione del sistema, chissà (servono le mie considerazioni eh?!). Forse ci sarà bisogno di editori che si consorziano e librerie che si uniscono a loro.
Di sicuro non mancherà mai il bisogno delle storie, per cui gli autori sono e saranno merce preziosa.
Come dire, le agenzie passano, le storie belle (e i loro autori) rimangono.
.


Forse solo in America le agenzie letterarie fanno solo rappresentanza. Da noi ancora sono un servizio "esternizzato" delle case editrici o solo un tentativo di molti di guadagnare qualcosa sul lavoro di altri.
Chiaramente il lavoro più grosso è quello della valutazione e editing o revisione (forse quelli che rendono direttamente)
Poi se il prodotto è buono o sono buone le relazioni con le case editrici il gioco è fatto con poca spesa altrimenti....
Come in altri settori anche l'agente letterario deve essere ben inserito nel proprio ramo.
Dovremmo però forse cominciare a considerarli come un primo passo verso la pubblicazione, qualcosa di serio che ci guidi soprattutto nelle prime esperienze (pubblicare in modo serio non è uno scherzo).
Tanti ci provano, pochi ci riescono. È dura soprattutto in questo periodo dove diffidenza e poca disponibilità di mezzi (dell'autore) tengono l'asta dei profitti a livello China-land.
Eppure credo che piano piano dovremo incamerare la figura dell'agente assieme a quella dell'editor nel quadro della scrittura da pubblicare.
Altrimenti non resta che il POD, che di certo non fa CV.


Solo mie impressioni di viaggio in questo settore.
L'importante non è aver vissuto,ma vivere.
Mai visto un vaso rotto che si ricomponga da solo
Anche l'erba, se calpestata, diventa sentiero.
L’artista è sempre vanitoso: non si vende, non fa quel che si vende e a volte non vende nemmeno quel che fa.

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Re: AGENZIE LETTERARIE

15/01/2013, 16:22

Black Bart ha scritto:Che sfiga... Mi sono sempre chiesto come fa un'agenzia a campare se vive di soli diritti sui libri che piazza. Immagino siano percentuali di percentuali, e non parliamo di cifre astronomiche.


Di solito l'agente prende dal 10 al 15% della percentuale dell'autore.
Per cui facendo conti a spanne l'1% del prezzo di copertina. Come fanno a vivere? Immagino che gli agenti di Saviano, Ammaniti, Camilleri, vivano bene. Poi considera che alcuni agenti si occupano anche di diritti esteri, sia in uscita che in entrata. Per esempio l'agente di Grisham in Italia non credo se la passi male. Considera poi che un agente può seguire un tot di clienti (è un lavoro "stagionale" nel senso che non è che uno pubblichi un romanzo al mese) e quindi se è un agente di un certo livello ci vive, e bene.
Il problema sono le agenzie minuscole, che seguono autori che non fanno girare troppi volumi. In quel caso non puoi vivere solo di quello, come uno scrittore che non venda tanto non può vivere delle proprie opere. Poi se abbiano ragione di esistere queste agenzie, o meno, non sta a me stabilirlo.
Io posso portare le mie esperienze del settore: la maggior parte degli autori che conosco ha esordito senza agente. La maggior parte degli autori continua a pubblicare senza agente. Alcuni autori che conosco da quando hanno l'agente hanno fatto il salto di qualità come dimensioni delle case editrici, ma non sono così in confidenza da conoscere bene i retroscena. Certo è che gli agenti di serie A si contano sulle dita di due mani. E non è facile finire sotto la loro ala.
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Re: AGENZIE LETTERARIE

15/01/2013, 16:51

Quindi rappresentare un autore che vende 300 copie a 10 euro significa incassare 30 euro (dopo un anno).
Ergo: rappresentare un esordiente o comunque portarlo da un piccolo editore non conviene. Infatti la maggioranza delle agenzie o fa editing (a pagamento) oppure ti rappresenta senza aiutarti a trovare l'editore (gli altri o chiudono o rappresentano faletti).
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Re: AGENZIE LETTERARIE

15/01/2013, 16:59

si ma anche un autore che vende 1000 copie non garantisce un guadagno decente una volta pagate le tasse... Per quello secondo me un agente serve solo nel momento in cui ti fa fare il salto. Se è per pubblicare con una piccola casa editrice non vale la pena (per l'agente e nemmeno per l'autore perché sicuramente gli infila in mezzo qualche servizio a pagamento che un editore serio invece non fa pagare).
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Re: AGENZIE LETTERARIE

15/01/2013, 18:33

A me da l'idea sia un lavoro da cercatore d'oro, come avviene in altri campi: si spera di scoprire il genio nascosto che fa il botto e di accompagnarlo al successo.
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Re: AGENZIE LETTERARIE

15/01/2013, 18:50

Ma sai, alla fine è un contratto fra autore e agente, quindi si può anche sciogliere... Non so, la tua idea fa molto sogno americano. Ma noi siamo in Italia. E la classifica dei libri più venduti fa riflettere.
Fra l'altro forse non tutti sanno che.... (momento OT) un libro che vende magari anche migliaia di copie in emilia romagna, se non ha distribuzione nazionale non entra nelle classifiche di vendita, che sono fatte con una media a campione in tutta Italia. Tu dirai: ma tanto cosa cambia? L'importante è vendere! E hai ragione, ma in parte: la visibilità di trovarsi in una classifica, può trainare le vendite? Secondo me sì.
Ma ci iniziamo a impantanare in un discorso troppo generale.
Torniamo agli agenti: secondo me se uno scrive seriale (quindi gialli con un commissario, saghe fantasy di più numeri ecc.ecc.ecc.) ha più possibilità di risultare appetibile a un agente. Ma alla fine è giusto che uno scriva quello che gli aggrada, no?
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Re: AGENZIE LETTERARIE

19/01/2013, 13:18

MasMas ha scritto:A me da l'idea sia un lavoro da cercatore d'oro, come avviene in altri campi: si spera di scoprire il genio nascosto che fa il botto e di accompagnarlo al successo.


Questo nonn è solo il sogno americano, ma il sogno di chiunque intraprenda quella strada.
Noi qui la vediamo sotto la lente dello scrittore, che ripone nell'agente molte speranze. L'agente è il venditore, quello che deve saper far acquistare il ghiaccio agli esquimesi o far intendere che Cristo è morto per il freddo...
Fare l'agente non è facile, perchè si sta tra due fuochi: l'editore e l'autore.

Il rapporto diretto tra questi è in certo senso meno complicato, poichè l'autore demanda molte responsabilità (marketing, prezzo, rogne con la distribuzione etc.). Poi è diretto.
A volte invece, soprattutto con gli esordienti o i pesci piccoli, l'agente è solo uno di troppo. Forse in quei casi dovrebbe solo aiutare a tirare fuori una buona casa editrice o a spiegare certe clausole o a trovare un buon compromesso. Lì io (se fossi agente) chiederei solo un contributo a forfait, giusto per le spese. Pagamento a max 30 gg.

Per il resto c'è ancora la MAster....
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