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MasMas
Pirata
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Bollettino di navigazione, 2 febbraio, quarto anno in mare

02/02/2015, 9:26

Ogni tanto succede.
Magari sei lì fuori coperta che passeggi sotto un cielo freddo e terso e saluti di qua: "Ciao Apen, come vanno i pasticcini alle patate?" e di là: "Buongiorno nonna, pescato molti tuberi fin'ora?"
Ti fai una risata poi te ne scendi sotto coperta, e il vociare e il rumore di gabbiani e onde si attenua come la luce, che filtra appena.
Ti fermi in fondo alle scale, guardi fuori un'ultima volta poi avanzi, prestando l'orecchio agli scricchiolii, al mugugnare del vascello che si lamenta tra le spinte dell'acqua e del vento come un vecchio che maledice i suoi acciacchi.
Davanti, nessuno. Dietro, solo il buio. Tutta la gente che c'era un attimo prima, sparita.
Una ragnatela. Avanzi. Raggiungi l'albero di maestra, lo sfiori e senti quei segni lasciati da Alex quando dopo Natale gli avevano detto di togliere l'albero e si è messo a segare.
Che scemo Alex. Voi lo sapete chi era Alex?
Un pirata, venuto e poi andato con una scialuppa, come tanti altri. Agitando la manina, sorridendo e facendo ciao. Così si arriva, e così si parte.
La ciurma di una nave è un po' come il mare: arriva con l'impeto di un'onda un momento, e il momento dopo se ne va lasciando il vascello come una spiaggia vuota.
E mentre cammini nel buio ti chiedi dove sono tutti.
La nave lo sa, ne ha visti arrivare e andare via, ma non me lo vuole dire. Si lamenta, mi parla ma non capisco. Adesso, solo, ho tempo di starla ad ascoltare.

Ecco. E adesso:
Questa settimana un nuovo imbarco, andate a salutare lei e il suo pappagallino mannaro in Giuramento.
Ci fa sempre compagnia il romanzo in revisione di Elisa in Scrittura assistita, e in Spazio autori aperta la votazione per il racconto del mese di gennaio, più quella per il racconto dell'anno 2014. Non potete non votare. Pecché... Non lo so pecché.
Chiudono una nuova recensione in Libri sul comodino, e poi un gioco giallo nato per caso in Taverna.
Nel ricordarvi che la legge è uguale per tutti ma che la leggerezza non è uguale per la tutterezza, lancio il mio grido sperando che ricadendo no caschi in testa a nessunendo: "Alla via così!"
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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