Avatar utente
samy74
Nostromo
Messaggi: 946
Iscritto il: 06/10/2014, 19:22
Pirata o Piratessa: F
Località: Roma
Contatta: Sito web Facebook Skype Twitter

Giorno 500

22/01/2017, 14:49

Ecco il racconto di fantascienza da rieditare, ci divertiamo?



Le penne appoggiate. Un centinaio di fogli racchiusi in una cartellina di plastica trasparente. Il logo del Comitato nazionale. La bottiglia d’acqua e il bicchiere rovesciato segnavano ogni posto. La porta chiusa e la sala riunioni sembrava un cinema abbandonato. Il proiettore spuntava dal soffitto. Il pannello bianco a un metro dal muro.
Le luci si accesero. Prima quelle al centro della sala. Poi quelle laterali. Dodici persone entrarono nella sala tutte con lo stesso passo. La stessa giacca blu. Lo stesso sguardo verso il pannello bianco. Di diverso avevano la bandiera del continente che rappresentavano. Si sedettero e girarono la prima pagina, appoggiando la penna tutti dallo stesso lato. Tranne uno.
− Buonasera Signori. Davanti a voi avete la relazione delle Nazioni Unite. Non possiamo più far finta che il problema non esista.
− No.
L’uomo con la bandiera del continente africano appoggiò i gomiti sul tavolo.
− Siamo qui per trovare una soluzione a questa pandemia. Ci sono al lavoro i nostri migliori scienziati, ma non riusciamo a trovare il modo di interrompere la diffusione di questa cosa.
− Potremo farcela spiegare meglio dal professore.
Tutti si girarono verso di lui. Non aveva la giacca e la camicia era sbottonata. La cravatta nella tasca dei pantaloni. Il camice sulle ginocchia, stropicciato che faceva compagnia alle sue occhiaie. Si versò un po’ d’acqua allungando il momento in cui avrebbe dovuto parlare.
− Professore aspettiamo le sue considerazioni.
− Signori, − passando la lingua da una parte all’altra della guancia, − la mutazione PKU86 è una doppia mutazione a mosaico. Interagisce con il ciclo cellulare aumentando le proteine di grow-up e stimolando la cellula a produrre cellule mutate che subiscono una seconda mutazione attraverso la fosforilazione di cicline cataliticamente attive.
Mentre diceva quelle parole una gocciolina di sudore gli era scesa lungo la fronte. Chiuse per un attimo gli occhi.
Giorno 25: la linea staminale non risponde agli stimoli proteici, crescono ma il sistema collassa, portando la linea cellullare a morte programmata. Apoptosi. Insuccesso.
− Professore il mondo sta aspettando un vaccino o qualcosa che fermi questa strage.
Giorno 75: Una sola linea cellulare si è moltiplicata. Ho inserito un fattore di crescita veicolato. Un carrier trasportatore. Ci vorranno anche due cicli cellulari per vedere se esprime la mutazione.
− Presidente, il mio team sta esaminando i nuovi casi dell’America del Sud. Presentano un grado di mutazione più complessa, che ha colpito anche le cellule della linea germinale. La mutazione è come se… crescesse.
− Professore cosa sta dicendo quindi?
− È una mutazione parassita.
Giorno 100: mia figlia è peggiorata. Ha soli tre anni, i nervi si stanno dissolvendo sotto l’attacco di una proteina determinata da una mutazione non valutata alla nascita. Il sistema immunitario continua a rivoltarsi contro le sue stesse cellule mutate. Le cellule staminali si sono riprodotte ma ancora non ho segni di doppia mutazione. L’unica che potrebbe ristabilire la normale funzione proteica. Serve tempo e non ce l’ho. Maledizione è così piccola.
− Le immagini che ora vedrete dietro di me, sono dell’ultima epidemia in Nuova Zelanda. Questa cosa, trasforma i corpi, prima di portarli alla morte.
− Professore, come si stanno curando queste persone?
Il rappresentante del Giappone teneva le gambe vicine e la penna rivolta verso l’alto.
− In tutto il mondo qualsiasi centro di medicalizzazione somministra farmaci per alleviare i dolori. L’infezione compare all’improvviso.
Giorno 125: La seconda mutazione è apparsa. L’ho marcata con il blu di metilene ed è apparsa al microscopio. Le cellule staminali mutate sono in grado di riprodursi per via mitotica e creare la seconda mutazione. Ora devo cercare un modo di farle arrivare fino alle sinapsi di mia figlia. Devo trovare un modo. Un modo.
− Presidente, come intende procedere?
− Le zone più colpite verranno rase al suolo.
− Presidente ma questo vuol dire che?
Giorno 140: Mia figlia è in coma, il suo sistema è al collasso. Stanotte ho trovato un virus che potrebbe trasportare la doppia mutazione. Ma è instabile, non so se funzionerà.
− Fermeremo la pandemia con le bombe.
Giorno 150: mia figlia non si sveglia, mia moglie è lì accanto a lei. Ho provato con tutti i virus inoculabili. L’unico è questo, l’ho chiamato “puzzle”. Lui è stabile. Non so gli effetti, ma è l’unico che potrà salvare mia figlia.
− Non c’è un altro modo?
− La gente morirà comunque, signori. Non pensate mica che per me sia una decisione facile? Domani potrebbe essere domani solo per alcuni di noi.
Giorno 155: Ho inserito nella flebo il virus. Tre dosi. Ha le manine così piccole. Le ho strette forte. Non so se riuscirò a salvarla.
− Professore lei ha un’idea migliore?
− Continuare a cercare, magari si riesce a individuare la causa.
Giorno 160: Si è svegliata. I dottori l’hanno visitata. Ancora non si è mossa. I nervi spinali erano già compromessi. E se non camminasse più?
− Ma questa cosa, Professore, − lo sguardo dell’uomo con la bandiera dell’Europa era contratto, − si diffonde nell’aria, nel terreno, o in quello che mangiamo?
Giorno 163: Mia figlia ha mosso un piede. Le ho inoculato altro virus, e di nascosto le ho prelevato del sangue. Sto correndo in laboratorio.
− Nell’aria la escludo, − giocando con penna come fosse una majorette, − avrebbe avuto una diffusione più veloce e non saremmo qui a discuterne.
Giorno 171: Mia figlia si è messa a sedere. L’analisi della settimana scorsa evidenziano che ora la proteina esiste, viene prodotta. Del virus nessuna traccia. Sembra essersi dissolto tra le cellule.
− Abbiamo fatto analizzare diverse sorgenti d’acqua e pozzi nei paesi colpiti e non abbiamo trovato niente di diverso.
− Allora Professore pendiamo dalle sue labbra. Avrà un’idea di questa cosa?
Giorno180: mia figlia mangia. Sorride. Del tumore alla linea spinale nessuna traccia.
− Presidente, Signori, capisco la vostra preoccupazione. Stiamo cercando di capire come questa mutazione si diffonda in maniera così rapida. I laboratori di tutto il mondo ci forniscono tutti i risultati in tempo reale. Li stiamo elaborando.
− Giorno 188: Ho fatto una serie di prelievi a mia figlia. Nel sangue c’è una proteina sconosciuta. Ho esaminato tutto al microscopio decine di volte. I mitocondri delle cellule sono enormi. Ho cercato il virus ma non c’è traccia del “mio puzzle”.
− Sono già morte milioni di persone. Famiglie sterminate, parte dell’Africa del Corno è scomparsa nel giro di due mesi. Dove si annida questa cosa, non lascia speranza.
− La speranza, Signori, lasciamola ai credenti, noi siamo scienza.
− Professore il caso numero uno dove si è verificato?
− America del Nord.
Giorno 200: Ha mosso i primi passi, ma la riabilitazione è lunga. Anche il virus è mutato, per questo non lo trovavo. Agisce sulle cellule tumorali ma distrugge quelle sane, trasformandole in qualcos’altro. Ho generato qualcosa di incontrollabile.
− Professore che relazione c’è tra i primi dieci casi e primi cento?
− Presidente, nei primi dieci casi abbiamo avuto una carica batterica anomala. Forse questo ha scatenato la malattia. Nel Corno d’Africa, la carica batterica invece era normale per quell’aerea. I dati sono, purtroppo, troppo eterogenei tra loro.
Giorno 330: Il virus mutato, si trasforma in continuazione. Attacca le cellule sane che sono state colpite da banali infezioni. Il virus si integra nelle cellule come il virus dell’immunodeficienza acquisita e poi scompare. Compare una proteina che muta ad ogni mitosi. Trasforma il corpo dall’interno. Fino a strozzare con un fascio di nervi fuori sede polmoni e cuore. Si muore strangolati dall’interno. Sto cercando di isolare la proteina, ma le linee staminali, non crescono più. Muoiono per apoptosi alla seconda generazione. Io volevo solo salvare mia figlia. Cosa ho fatto.
− Professore le rivolgo un’ultima domanda. Potrebbe arrestarsi da sola questa cosa?
− Se non sappiamo come si diffonde, è difficile ipotizzarlo.
− Non possiamo più aspettare.
− E la gente che non presenta la malattia?
− Dobbiamo salvaguardare la specie umana.
− Professore, − la bandiera dell’Oceania si era voltata lentamente, − perché non ha colpito gli animali?
− Evidentemente colpisce solo le cellule umane specie specifiche.
Giorno 500: Il virus si è diffuso in tutto il mondo. Non so più fermarlo. Come ha fatto a riattivarsi, bastardo?
− Signori, siamo tutti d’accordo per bombardare le zone colpite.
− Sì.
Era più un brusio che un’affermazione di undici scienziati. Il professore aveva finito la sua acqua. Agitava la bottiglietta in alto. Il Presidente scrisse qualcosa poi senza guardare nessuno in faccia, si alzò.
− Signori, vi ringrazio del vostro tempo.
Il proiettore si spense e l’immagine di quella cosa scivolò nel bianco del telo. Tutti si allontanarono dalle sedie. Tutti tranne il professore. Rimase a guardare fuori dalla finestra il vento che agitava i rami del pioppo. Li scuoteva e gruppi di foglie cadevano tutte insieme.

Avatar utente
MasMas
Pirata
Messaggi: 10187
Iscritto il: 18/06/2011, 21:30
Pirata o Piratessa: M
Località: Imola
Contatta: Sito web Facebook Google+

Re: Giorno 500

23/01/2017, 15:26

Eccome no! Intanto Distinguerei col carattere le due parti. Il corsivo forse può essere pesante, non so. si potrebbe provare con un altro stratagemma grafico. C'è da dire che tutte le parti del professore cominciano con Giorno xxx. Per me starebbe bene se fosse un carattere tipo scrittura da macchina da scrivere, così da sembrare un rapporto, un diario. Qui sul forum si fa fatica, ma se ignoriamo le intestazioni così mi piace:

Le penne appoggiate. Un centinaio di fogli racchiusi in una cartellina di plastica trasparente. Il logo del Comitato nazionale. La bottiglia d’acqua e il bicchiere rovesciato segnavano ogni posto. La porta chiusa e la sala riunioni sembrava un cinema abbandonato. Il proiettore spuntava dal soffitto. Il pannello bianco a un metro dal muro.
Le luci si accesero. Prima quelle al centro della sala. Poi quelle laterali. Dodici persone entrarono nella sala tutte con lo stesso passo. La stessa giacca blu. Lo stesso sguardo verso il pannello bianco. Di diverso avevano la bandiera del continente che rappresentavano. Si sedettero e girarono la prima pagina, appoggiando la penna tutti dallo stesso lato. Tranne uno.
− Buonasera Signori. Davanti a voi avete la relazione delle Nazioni Unite. Non possiamo più far finta che il problema non esista.
− No.
L’uomo con la bandiera del continente africano appoggiò i gomiti sul tavolo.
− Siamo qui per trovare una soluzione a questa pandemia. Ci sono al lavoro i nostri migliori scienziati, ma non riusciamo a trovare il modo di interrompere la diffusione di questa cosa.
− Potremo farcela spiegare meglio dal professore.
Tutti si girarono verso di lui. Non aveva la giacca e la camicia era sbottonata. La cravatta nella tasca dei pantaloni. Il camice sulle ginocchia, stropicciato che faceva compagnia alle sue occhiaie. Si versò un po’ d’acqua allungando il momento in cui avrebbe dovuto parlare.
− Professore aspettiamo le sue considerazioni.
− Signori, − passando la lingua da una parte all’altra della guancia, − la mutazione PKU86 è una doppia mutazione a mosaico. Interagisce con il ciclo cellulare aumentando le proteine di grow-up e stimolando la cellula a produrre cellule mutate che subiscono una seconda mutazione attraverso la fosforilazione di cicline cataliticamente attive.
Mentre diceva quelle parole una gocciolina di sudore gli era scesa lungo la fronte. Chiuse per un attimo gli occhi.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 25: la linea staminale non risponde agli stimoli proteici, crescono ma il sistema collassa, portando la linea cellullare a morte programmata. Apoptosi. Insuccesso.

− Professore il mondo sta aspettando un vaccino o qualcosa che fermi questa strage.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 75: Una sola linea cellulare si è moltiplicata. Ho inserito un fattore di crescita veicolato. Un carrier trasportatore. Ci vorranno anche due cicli cellulari per vedere se esprime la mutazione.

− Presidente, il mio team sta esaminando i nuovi casi dell’America del Sud. Presentano un grado di mutazione più complessa, che ha colpito anche le cellule della linea germinale. La mutazione è come se… crescesse.
− Professore cosa sta dicendo quindi?
− È una mutazione parassita.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 100: mia figlia è peggiorata. Ha soli tre anni, i nervi si stanno dissolvendo sotto l’attacco di una proteina determinata da una mutazione non valutata alla nascita. Il sistema immunitario continua a rivoltarsi contro le sue stesse cellule mutate. Le cellule staminali si sono riprodotte ma ancora non ho segni di doppia mutazione. L’unica che potrebbe ristabilire la normale funzione proteica. Serve tempo e non ce l’ho. Maledizione è così piccola.

− Le immagini che ora vedrete dietro di me, sono dell’ultima epidemia in Nuova Zelanda. Questa cosa, trasforma i corpi, prima di portarli alla morte.
− Professore, come si stanno curando queste persone?
Il rappresentante del Giappone teneva le gambe vicine e la penna rivolta verso l’alto.
− In tutto il mondo qualsiasi centro di medicalizzazione somministra farmaci per alleviare i dolori. L’infezione compare all’improvviso.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 125: La seconda mutazione è apparsa. L’ho marcata con il blu di metilene ed è apparsa al microscopio. Le cellule staminali mutate sono in grado di riprodursi per via mitotica e creare la seconda mutazione. Ora devo cercare un modo di farle arrivare fino alle sinapsi di mia figlia. Devo trovare un modo. Un modo.

− Presidente, come intende procedere?
− Le zone più colpite verranno rase al suolo.
− Presidente ma questo vuol dire che?

Codice: Seleziona tutto

Giorno 140: Mia figlia è in coma, il suo sistema è al collasso. Stanotte ho trovato un virus che potrebbe trasportare la doppia mutazione. Ma è instabile, non so se funzionerà.

− Fermeremo la pandemia con le bombe.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 150: mia figlia non si sveglia, mia moglie è lì accanto a lei. Ho provato con tutti i virus inoculabili. L’unico è questo, l’ho chiamato “puzzle”. Lui è stabile. Non so gli effetti, ma è l’unico che potrà salvare mia figlia.

− Non c’è un altro modo?
− La gente morirà comunque, signori. Non pensate mica che per me sia una decisione facile? Domani potrebbe essere domani solo per alcuni di noi.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 155: Ho inserito nella flebo il virus. Tre dosi. Ha le manine così piccole. Le ho strette forte. Non so se riuscirò a salvarla.

− Professore lei ha un’idea migliore?
− Continuare a cercare, magari si riesce a individuare la causa.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 160: Si è svegliata. I dottori l’hanno visitata. Ancora non si è mossa. I nervi spinali erano già compromessi. E se non camminasse più?

− Ma questa cosa, Professore, − lo sguardo dell’uomo con la bandiera dell’Europa era contratto, − si diffonde nell’aria, nel terreno, o in quello che mangiamo?

Codice: Seleziona tutto

Giorno 163: Mia figlia ha mosso un piede. Le ho inoculato altro virus, e di nascosto le ho prelevato del sangue. Sto correndo in laboratorio.

− Nell’aria la escludo, − giocando con penna come fosse una majorette, − avrebbe avuto una diffusione più veloce e non saremmo qui a discuterne.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 171: Mia figlia si è messa a sedere. L’analisi della settimana scorsa evidenziano che ora la proteina esiste, viene prodotta. Del virus nessuna traccia. Sembra essersi dissolto tra le cellule.

− Abbiamo fatto analizzare diverse sorgenti d’acqua e pozzi nei paesi colpiti e non abbiamo trovato niente di diverso.
− Allora Professore pendiamo dalle sue labbra. Avrà un’idea di questa cosa?

Codice: Seleziona tutto

Giorno180: mia figlia mangia. Sorride. Del tumore alla linea spinale nessuna traccia.

− Presidente, Signori, capisco la vostra preoccupazione. Stiamo cercando di capire come questa mutazione si diffonda in maniera così rapida. I laboratori di tutto il mondo ci forniscono tutti i risultati in tempo reale. Li stiamo elaborando.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 188: Ho fatto una serie di prelievi a mia figlia. Nel sangue c’è una proteina sconosciuta. Ho esaminato tutto al microscopio decine di volte. I mitocondri delle cellule sono enormi. Ho cercato il virus ma non c’è traccia del “mio puzzle”.
− Sono già morte milioni di persone. Famiglie sterminate, parte dell’Africa del Corno è scomparsa nel giro di due mesi. Dove si annida questa cosa, non lascia speranza.

− La speranza, Signori, lasciamola ai credenti, noi siamo scienza.
− Professore il caso numero uno dove si è verificato?
− America del Nord.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 200: Ha mosso i primi passi, ma la riabilitazione è lunga. Anche il virus è mutato, per questo non lo trovavo. Agisce sulle cellule tumorali ma distrugge quelle sane, trasformandole in qualcos’altro. Ho generato qualcosa di incontrollabile.

− Professore che relazione c’è tra i primi dieci casi e primi cento?
− Presidente, nei primi dieci casi abbiamo avuto una carica batterica anomala. Forse questo ha scatenato la malattia. Nel Corno d’Africa, la carica batterica invece era normale per quell’aerea. I dati sono, purtroppo, troppo eterogenei tra loro.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 330: Il virus mutato, si trasforma in continuazione. Attacca le cellule sane che sono state colpite da banali infezioni. Il virus si integra nelle cellule come il virus dell’immunodeficienza acquisita e poi scompare. Compare una proteina che muta ad ogni mitosi. Trasforma il corpo dall’interno. Fino a strozzare con un fascio di nervi fuori sede polmoni e cuore. Si muore strangolati dall’interno. Sto cercando di isolare la proteina, ma le linee staminali, non crescono più. Muoiono per apoptosi alla seconda generazione. Io volevo solo salvare mia figlia. Cosa ho fatto.

− Professore le rivolgo un’ultima domanda. Potrebbe arrestarsi da sola questa cosa?
− Se non sappiamo come si diffonde, è difficile ipotizzarlo.
− Non possiamo più aspettare.
− E la gente che non presenta la malattia?
− Dobbiamo salvaguardare la specie umana.
− Professore, − la bandiera dell’Oceania si era voltata lentamente, − perché non ha colpito gli animali?
− Evidentemente colpisce solo le cellule umane specie specifiche.

Codice: Seleziona tutto

Giorno 500: Il virus si è diffuso in tutto il mondo. Non so più fermarlo. Come ha fatto a riattivarsi, bastardo?

− Signori, siamo tutti d’accordo per bombardare le zone colpite.
− Sì.
Era più un brusio che un’affermazione di undici scienziati. Il professore aveva finito la sua acqua. Agitava la bottiglietta in alto. Il Presidente scrisse qualcosa poi senza guardare nessuno in faccia, si alzò.
− Signori, vi ringrazio del vostro tempo.
Il proiettore si spense e l’immagine di quella cosa scivolò nel bianco del telo. Tutti si allontanarono dalle sedie. Tutti tranne il professore. Rimase a guardare fuori dalla finestra il vento che agitava i rami del pioppo. Li scuoteva e gruppi di foglie cadevano tutte insieme.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

Avatar utente
MasMas
Pirata
Messaggi: 10187
Iscritto il: 18/06/2011, 21:30
Pirata o Piratessa: M
Località: Imola
Contatta: Sito web Facebook Google+

Re: Giorno 500

23/01/2017, 15:30

Poi mi par di capire che un punto critico sia questo:

... una gocciolina di sudore gli era scesa lungo la fronte. Chiuse per un attimo gli occhi.
Giorno 25: la linea staminale non ...

Che è il primo punto in cui si passa ai suoi "pensieri" e forse non si capisce tanto.
Quale può essere il modo per rendere quel "Chiuse per un attimo gli occhi" in modo da introdurre le parti "Giurno xxx"?

(e comunque tu Samy lo vedevi più come pensiero? Flashback?)
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

Avatar utente
samy74
Nostromo
Messaggi: 946
Iscritto il: 06/10/2014, 19:22
Pirata o Piratessa: F
Località: Roma
Contatta: Sito web Facebook Skype Twitter

Re: Giorno 500

23/01/2017, 15:46

era il suo pensiero, che mentrre la riunione comincia lui ripensa al momento in cui scriveva il diario.

Chiuse per un attimo gli occhi. Rivide il blocco dove scriveva i suoi appunti. Un blocco con i fogli che si tenevano a malapena insieme.

l'idea di evidenziare con un altro font rende meglio l'idea del diario. Il corsivo, sì, vero, pesante.

Avatar utente
monia74
Pirata vincitore
Pirata vincitore
Messaggi: 1344
Iscritto il: 22/09/2015, 18:40
Pirata o Piratessa: F
Località: Correggio
Contatta: Facebook

Re: Giorno 500

02/02/2017, 19:16

così risulta molto più chiaro, sì :D
samy hai cambiato qualcosa nel testo, o è solo merito del font?
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

Torna a “"Editatemi"”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite