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Un travestimento per carnevale

06/02/2017, 16:36

Dopo il benestare, si procede alla sfida di carnevale. Scrivete un racconto il cui tema è: travestimento. Via a scrivere. Solito tempo a disposizione ( 20 giorni, più o meno), e modo di votare (3 preferenze). Così non ci sbagliamo. ;)
Pronti col travestimento?
Via alle penne. :geek:
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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Re: Un travestimento per carnevale

08/02/2017, 10:57

Riccardo appena usciva dal lavoro, si dirigeva al bar per incontrarsi con gli amici. Il martedì era il giorno della riunione tra uomini. Pizza e cinema come da programma. Niente mogli, fidanzate, madri, anche sorelle tra i piedi. La stessa comitiva da trent’anni. Lui, Gianni, Valter e Mirco. Da lontano vedeva un piumaggio di colori. Rosso, fucsia e arancione. La bocca penzoloni e una faccia da rimbambito. Le risate erano inconfondibili dei suoi amici ma non capiva da dove venivano. I tre si erano messi verso le macchinette dei giochi. Le calze a rete, la minigonna, parrucche e tacco 12 o giù di lì.
- Eccolo Riccardo. Sei in ritardo. Ti ha trattenuto il capo?
E che dire a Valter col rossetto rosso fiamma, 1,90 d'altezza e peli dappertutto che non potevano essere coperti da una microgonna fucsia?
- Ma che sono su “Scherzi a parte”?
- No…a carnevale, ogni scherzo vale. Sempre Valter che si avvicinava con un costume anche per lui.
- Dai cara, vediamo come ti sta.
- Ma sei matto? Neppure se mi…
- Ti pago, ti pago. Già lo so che sei una prostituta – disse Mirco barcollando sui tacchi. I suoi capelli biondi e il pizzetto completavano il quadretto. Meglio sorvolare sull’ombelico scoperto e le gambe tozze da rugbista.
- Se è un incubo, svegliatemi. Mi fate schifo tutt’e tre. Neppure se cambio sesso, verrei con voi. Ma vi siete specchiati?
- Tesoro, chi bella vuole apparire…
Le risate dei clienti del bar iniziavano a essere sempre più forti. Chiunque entrava, rimaneva a guardarli.
Intervenne Gianni che, fino ad allora non aveva detto una parola.
- È martedì grasso, anziché pizza e cinema stasera “fiesta”. Vestiti Riccardo che usciamo.
- E che ci guadagno?
- Il solito opportunista – disse Valter mentre spostava la parrucca. Muoviti che ci fai far tardi alla festa.
- Sei noioso e pure brutto. Potevi farti la barba almeno?
- Ma che dici Riccà. Alle donne piace così.
- Poi lo dico a tua moglie.
Non poteva dire di noi a quei tre matti in minigonna. Si era scambiato in bagno e non poteva crederci. Non era così male.
A parte il vestiario, il trucco lo rendeva più dolce nei lineamenti.
Stava impazzendo. Faceva pensieri strani. Ma con degli amici così…folli.
- Ma quanto ci hai messo? Sei come mia moglie. Tre ore per prepararsi e il risultato è sempre uguale. Una fatica per niente.

Valter era l’unico sposato, Gianni lo era stato, ora stava solo; Riccardo e Mirco erano fidanzati.
- Ciao, belle.
Le apostrofava con un pizzico di voglia il barista.
- Ragazzi, ho chiamato il taxi, con questi tacchi io non riesco a camminare fino alla casa di Stefano.
Gianni già soffriva con le scarpe.
- Ma non c’entriamo tutti – sbuffò Valter.
Il taxi era già pieno con altre due persone.
Dopo la conta, rimanevano a piedi Riccardo e Valter che non si placava con le sue lamentele.
- Non rompere e cammina.
- Tu hai le scarpe più comode.
- Hai le pinne al posto dei piedi, non possiamo fare scambio.
Piuttosto dov'è sta casa?
- Ma che ne so?
- Andiamo bene. Telefono agli altri.
Mentre faceva il numero si avvicinano due ragazzi.
- Quanto volete bellezze?
Riccardo non rispose, aveva sgranato solo gli occhi. Aveva chiuso la telefonata.
- Guarda te la do gratis, ma prima devi accompagnarci a questo indirizzo.
Riccardo scrutando l'amico si era accorto che stavano vicino a delle altre ragazze che non sembravano mascherate solo perché era carnevale .
- Il mio amico scherza. Noi non siamo …
- Sono seria. Accompagnami.
Riccardo rimase con l’altro senza sapere che dire.
- Che fai, sali?
- Ma io…va bene.
Non sentiva più le gambe dal dolore provocato dai tacchi alti, il freddo che passava nei buchi delle calze a rete spostava la sua fermezza nel non volere aiuto.
Aiuto per arrivare alla festa o aiuto per non farsi toccare?
Cosa non si fa per un passaggio. Pure le mani sul pacco.
A carnevale ogni scherzo vale?
Il prossimo anno non mi fregano. Pensava tra sé, mentre la mano di lui era appoggiata sul seno, finto.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Un travestimento per carnevale

11/02/2017, 15:50

Dunque... se ho capito bene, il raccontino sul travestimento va qua. Eccolo.


Penelope

Credono sia difficile per una donna tenere a bada uomini smaniosi di potere e di possesso.
Sbagliano.
E’ facile invece, perché loro desiderano, e vogliono avere: sono deboli, e il bisogno ottunde loro il cervello.
Io non ho più bisogno, io non desidero nulla.
Io aspetto.
I miei pretendenti credono che io stia tessendo una tela preziosa che racconta le gesta degli eroi, di Odisseo mio marito, di Achille iracondo e di Ettore difensore di Troia.
E’ vero, è la tela che compongo di giorno e che disfo di notte, la tela che celebra le sanguinose e inutili lotte con le quali gli uomini, che si credono eroi, credono di dominare la nera terra.
Ma un’altra tela attende paziente nella cassapanca del mio talamo: la tela avvelenata che Medea, la maga vendicatrice dei torti subiti, mi ha mandato dopo avere fatto strage della sua rivale che le voleva prendere il marito.
La tela che diventerà un mantello col quale finalmente mi mostrerò per quella che sono: deporrò il travestimento di Penelope la paziente, e assumerò la veste di Penelope la vendicatrice.
Succederà domani: l’ennesimo banchetto col quale i nobili da tempo consumano sotto i miei occhi le mie sostanze, diverrà la tomba delle loro ambizioni. Dei loro corpi ubriachi.
Sarà facile, passerò invisibile sotto quel mantello di stoffa inesistente, e la rabbia, l’ingiustizia, la violenza che ho subito in questi anni da loro, usciranno dalla tela inconsistente, avveleneranno i loro respiri: soffocheranno ansimando inghiottendo la loro lingua.
Non pensiate che una donna che si traveste da Penelope paziente, non sia pronta a diventare, all’occorrenza, la maga Medea, capace di tremenda vendetta al momento opportuno.

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Re: Un travestimento per carnevale

13/02/2017, 19:29

Ester, abbiamo avuto la stessa idea! Ma ormai è troppo tardi per cambiare soggetto, spero piaccia lo stesso ;)

NUDA
"Alter Bridge - Blackbird"

Emma lottava contro il traffico della sera, sollevando il polsino della camicetta per sbirciare l’orario, che avanzava implacabile.
Parcheggiò sotto casa in un’unica abile manovra, e tacchettando veloce entrò dalla porta sul retro. Venti minuti: poteva farcela.
Rumori di trenini trascinati sul pavimento arrivavano dal piano di sopra.
«Sei pronto?», chiese alla massa informe che ricopriva il divano, mentre si sbottonava la divisa da lavoro.
«Per cosa?… Uh!» Il marito prese vita in contemporanea con il commentatore alla tv.
Emma sospirò, gli si pose davanti, prendendogli il viso tra le mani e fissandolo negli occhi. L’autorità partiva da lì, lo sapeva bene.
«Venti minuti. Cena da Sofia. Tu prepara lo scricciolo, io faccio una doccia.»
«Ok», rispose incerto. E poiché lei non lo lasciava, il viso di lui scivolò lentamente, sintonizzandosi di nuovo sulla partita.
Emma ringhiò, lo stesso ringhio che riservava ai colleghi che tentavano di rifilarle i loro compiti, e Carlo spense la tivù con un gemito di dolore.
Emma entrò in bagno e aprì il rubinetto della doccia, poi finì di togliersi di dosso i vestiti da lavoro. Neppure il tempo di indossare l’accappatoio rosa che un folletto aprì la porta travolgendola.
«Pipì!»
Cosa poteva, un cuore di mamma, di fronte all’immagine del suo frugoletto seduto sul water coi piedini che non toccavano per terra? Gli si avvicinò, e mentre attendeva che finisse, gli depositò un migliaio di bacetti sui capelli. Lo specchio rifletteva l’immagine di una chioccia avvolta nella spugna rosa e del suo pulcino che sgambettava sorridente.
L’acqua della doccia doveva essere pronta, e, quando il piccoletto la lasciò sola, si spogliò del tutto e aprì le ante di vetro per entrare.
«Dov’è?», sentì chiedere dalla camera.
«Cosa?», si bloccò.
«La cintura marrone.»
«Davanti a te.»
Lo sapeva, anche senza vederlo. La cintura era sullo scaffale ad altezza d’occhio, esattamente tra i maglioni invernali e quelli estivi. Infilò un piede sotto il getto bollente, ma non poté completare il passo.
«Non c’è!»
Un verso frustrato le scappò dalle labbra mentre indossava la vestaglia da casa e richiudeva le ante della doccia.
Suo marito stava aprendo tutti i cassetti; si stava impegnando sul serio, stavolta. Le scappò un mezzo sorriso mentre si avvicinava, e col busto impettito raddrizzò l’indice verso il centro del ripiano, tra il maglione di pail rosso e quello di cotone blu navy.
«Grazie. Se non ci fossi tu, mogliettina», e le stampò un bacio sulla tempia. Emma sorrise, stringendosi nella sua vestaglia a fantasia, e pensò che di baci ne aveva meritati davvero tanti, in tutti questi anni.
Tredici minuti.
Corse in bagno e si ricordò che non aveva ancora assicurato la messa in piega con delle forcine. Dovette farlo, per evitare di perdere ancora più tempo a sistemare i capelli successivamente. E mentre con agilità sistemava le ciocche, la sua testa non smetteva di fare l’inventario di ciò che serviva: il vestito a fiori, un filo di trucco, due bottiglie di vino che aveva già preparato.
«Carlo, aiuta lo gnomo a scegliere un gioco, o si annoierà a morte!», gli urlò dal bagno, assicurandosi di sentire una risposta.
Nove minuti. Un rapido calcolo, e no. Non ce l’avrebbe fatta. Sospirò e chiuse il rubinetto della doccia. Si sciacquò velocemente e corse in camera per vestirsi. Aveva già visualizzato tutto nella sua mente, doveva solo muoversi più velocemente possibile. Il completo in pizzo color lambrusco era già pronto sul letto da quella mattina, e indossarlo funzionò da miele per il suo orso Carlo.
«Non ora», allontanò le sue mani ridendo, e Carlo sollevò un sopracciglio, con quel suo sguardo da seduttore seriale, che finora era riuscito a catturare solo lei.
Emma indossò il tubino fiorato e completò la sua mise con una collana di perle. Carlo e il piccolo erano già in auto, e lei cercava di infilarsi i sandali stando in equilibrio con lo spolverino sotto braccio. Sul tavolo, la borsetta, le bottiglie di vino e una grossa macchinina attendevano che lei facesse posto nel suo grembo.
«Pure la serva devo fare…», borbottò facendo spazio nella borsa che pareva quella dell’Ikea, quando si ricordò di non aver ancora rimosso le forcine. Sistemò i capelli e finalmente si specchiò. Sembrava pronta per una passeggiata in centro, come tante volte aveva fatto con la sua amica Sofia, in quelle maratone di shopping che tanto le tirava su di morale. Era pronta per chiacchierare tutta la notte.

Tre ore dopo, suo marito ronfava accanto a lei. Avevano fatto l’amore e aveva il viso rilassato.
Solo allora si rese conto di aver bisogno di fare un lungo respiro.
La cena era andata bene, il vestito a fiori era fuori a prendere aria, e la modalità amica era disattivata.
Il bambino era a letto, lo aveva avvolto nel suo accappatoio rosa, e la modalità mamma era disattivata.
Il marito era appagato, avevano fatto scintille con e senza i pizzi del color del vino, e la modalità amante era disattivata.
Era nuda.
Leggera.
Fresca.
Scivolò fuori dal letto, scalza, e al buio raggiunse lo stanzino multiuso. Accese il pc. Entrò nel profilo che gestiva con il suo pseudonimo, e finalmente poteva essere se stessa.
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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Re: Un travestimento per carnevale

21/02/2017, 9:46

Ragassuoli...avete tempo fino a martedì grasso per travestirvi, cioè per scrivere.
Dopo carnevale ci sono le ceneri e la quaresima, insomma. Niente più travestimenti.
Affilate le bacchette magiche care fatine e la spada di Zorro voi maschietti, oppure prendete una penna e scrivete.
Vi suggerisco quest'ultima tra una castagnola e una frappa. (Robe che si mangiano) :P
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Re: Un travestimento per carnevale

23/02/2017, 10:17

Buon giovedì grasso.
Giornata buona per mettere altri racconti in tema travestimento .
Martedì è l'ultimo giorno. Dai che poi ci sono altre cose da fare.
Contest del capitano, un nuovo mese di racconti, eccetera.

:geek:
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Re: Un travestimento per carnevale

01/03/2017, 7:44

Riposti maschere, parrucche, spade e bacchette magiche, proclamo il vincitore. Senza votare?
Sì, senza andare alle urne. Siamo in tre ad aver scritto, troppi poche per dare le preferenze solite. Ma io voglio premiare vista la partecipazione e i racconti ben scritti.

I vincitori per un travestimento per carnevale sono a pari merito:

MONIA 74

ESTER

Complimenti ragazze.
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Re: Un travestimento per carnevale

01/03/2017, 12:28

Grazie Titty e congratulazioni Monia. Ma direi che in questo caso il parimerito può essere esteso a tutti e tre i racconti, siamo state tutte brave, no? Ciao! ::-<:

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Re: Un travestimento per carnevale

01/03/2017, 12:30

Io mi tiro perché l'ho indetto.
Brave, eccome. Al 100%
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Re: Un travestimento per carnevale

01/03/2017, 12:31

è stato bello sperimentare anche questa, grazie di avere con-corso :D
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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