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Black Bart
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Perchè collettiva e non individuale?

22/02/2011, 9:04

Pensate alla scrittura collettiva facendo un parallelo con la musica e tutto vi sembrerà più chiaro.
Giovanni Allevi o Ludovico Einaudi... Grandi musicisti vero?
Da soli riempiono la platea, si mettono al piano e fanno andare le dita.
Applausi.
Poi pensiamo ai Pearl Jam (un gruppo a caso...). Ma anche a quartetti che suonano Jazz: Enrico Rava, Petrella, Gatto e Bollani.
La musica di un gruppo, di un quartetto, è meno musica della musica di un solista?
Le orchestre sinfoniche allora?!
Quattro solisti che suonano il proprio spartito senza tener conto degli altri musicisti fanno musica d'insieme?

Io non ho mai suonato ma se dovessi suonare mi piacerebbe suonare in una band!
Perchè allora non si può concepire la scrittura allo stesso modo?
Uno è la chitarra uno il basso l'altro la batteria e la seconda chitarra canta.
Naturalmente all'interno della band ci sarà il chitarrista solista, il frontman... non è un annullarsi scrivere in gruppo, è un armonizzarsi con gli altri componenti e, fidatevi, ci si diverte davvero tanto.

E dentro a pescepirata anche la scrittura individuale vogliamo sia "pasticciata" da molte mani, editor che sono più di semplici editor, siamo un gruppo, una band.

Siamo un maledettissimo covo di pirati, no?
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Re: Perchè collettiva e non individuale?

16/10/2012, 18:22

Black Bart ha scritto:Pensate alla scrittura collettiva facendo un parallelo con la musica e tutto vi sembrerà più chiaro.
Giovanni Allevi o Ludovico Einaudi... Grandi musicisti vero?
Da soli riempiono la platea, si mettono al piano e fanno andare le dita.
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Poi pensiamo ai Pearl Jam (un gruppo a caso...). Ma anche a quartetti che suonano Jazz: Enrico Rava, Petrella, Gatto e Bollani.
La musica di un gruppo, di un quartetto, è meno musica della musica di un solista?
Le orchestre sinfoniche allora?!
Quattro solisti che suonano il proprio spartito senza tener conto degli altri musicisti fanno musica d'insieme?


lo trovo un argomento molto interessante,eppure...ci penso e mi dico che un romanzo scritto a più mani non è paragonabile al suonare in una band perchè, ad esempio, quando io suono in una band e suono il mio basso faccio il mio riff, il chitarrista fa l assolo, il batterista segue la sua linea..insomma non si fa tutti la stessa cosa. certo si tende ad un risultato finale omogeneo ma non credo sia paragonabile al processo della scrittura...ecco scrivere un romanzo a più mani può essere sicuramente un buon esercizio di stile ma alla fine è come se mi mettessi a dipingere lo stesso quadro con altre tre persone...
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Re: Perchè collettiva e non individuale?

16/10/2012, 23:56

Parlo in base alle mie esperienze.

Qualche anno fa, ai tempi del liceo, ho avuto qualche band (suonavo la batteria). I gruppi non erano niente di particolare, anzi. Eravamo tutti alle prime armi. Suonare insieme agli altri, seppur senza raggiungere grandi risultati, è stato spesso divertente, ma non sempre. Vi erano, di tanto in tanto, dei conflitti interni anche forti. Questo succedeva sempre perché qualcuno (nessuno nello specifico, era un po' a "turni" 'sta cosa) si formava una sua idea molto precisa della band e voleva "imporla" agli altri, che chiaramente non ci stavano.

Vi ho annoiato con le mie insignificanti esperienze musicali in delle cover band da liceo per arrivare a questo:
una persona ha delle idee molto chiare e vuole realizzarle.
In questo caso, secondo me, la scrittura individuale è d'obbligo.
Anche perchè, in caso contrario, si finirebbe:
1) o per imporsi sugli altri
2) o per "tradire" l'idea iniziale

Ed entrambe le cose, secondo me, sono abbastanza sgradevoli.

Sempre per esperienza personale, ho trovato la scrittura collettiva piuttosto stimolante e divertente.
Scrivendo "Problemi di cuore" con Spugnamarina, ad esempio, i conflitti di cui sopra non si sono verificati. Questo perché ero partito solo con l'idea di divertirmi e tirare fuori un bel raccontino. Avevo un'idea vaga (un tizio deve sbudellare un poveraccio per ordine del suo boss, ma fa confusione con le valige e porta dei cacciaviti al posto delle lame...) ed ero partito con il presupposto di poterla modificare e arricchire liberamente. Da qui, con Spugnamarina, abbiamo delineato l'intera trama e abbiamo scritto diverse stesure, editandoci a vicenda.

Quindi, per concludere, sento di poter dire che non si può usare sempre la collettiva. E' bella e stimolante, come dice il capitano, ma non è adatta a tutti gli scopi. Io credo che come narratori sia nostro dovere fare di tutto per assecondare la storia, per farla venire fuori. E che quindi sia nostro dovere, nel caso in cui abbiamo un progetto molto ben delineato, lavorarci da soli, mentre, in caso contrario, cercare un supporto esterno.

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Re: Perchè collettiva e non individuale?

17/10/2012, 2:16

Io sono venuto in questo forum proprio attratto da questo. Premetto che ho sempre giocato di ruolo, una sorta di scrittura di storia live collettiva. Forse la versione narrativa di un concerto jazz ;)
Ho sperimentato tutto quello che si proponeva: dai post to post al provare a completare qualcosa di già costruito da altri (il Lino di Giuseppe, che ancora tengo lì come una cosa da fare).
Ho scoperto di essere una persona che trova stimolante muoversi con delle tracce. Niente mi stimola di più di un concorso a tema.
Scrivere in gruppo è, come qualunque attività collettiva, difficile, perché c'è da collaborare. Recedere, concedere, accettare. Ma questo è comune.
Quello che non è comune forse è che la scrittura, mi pare, è un atto molto individuale. Forse perché molto intimo. Lo scrittore è piuttosto individualista. Un solitario. Pensate solo agli editing, a quanto è difficile digerirli.
Detto ciò mi piacerebbe sperimentare diverse forme di scrittura collettiva, dove gli spazi di ognuno sono più definiti.
Si potrebbe pensare a un sistema a ruoli, dove come nel cinema c'è il responsabile dei dialoghi, quello delle scene, lo sceneggiatore che scrive la trama, ecc.
Mi piacerebbe molto giocare di ruolo o quasi: uno è responsabile dell'ambiente e della trama, gli altri ognuno di un personaggio. In una storia con molti personaggi pagherebbe in caratterizzazione e univocità.
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Re: Perchè collettiva e non individuale?

17/10/2012, 8:12

MasMas ha scritto:Detto ciò mi piacerebbe sperimentare diverse forme di scrittura collettiva, dove gli spazi di ognuno sono più definiti.
Si potrebbe pensare a un sistema a ruoli, dove come nel cinema c'è il responsabile dei dialoghi, quello delle scene, lo sceneggiatore che scrive la trama, ecc.
Mi piacerebbe molto giocare di ruolo o quasi: uno è responsabile dell'ambiente e della trama, gli altri ognuno di un personaggio. In una storia con molti personaggi pagherebbe in caratterizzazione e univocità.

questo è molto molto interessante mas
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Re: Perchè collettiva e non individuale?

17/10/2012, 9:08

Trovo tutti i punti di vista condivisibili. Non sono pienamente d'accordo che lo scrivere sia profondamente diverso dal suonare. E' chiaro che se nello scrivere tutti pensano di fare assoli ed essere leader, la musica che viene fuori è inascoltabile.
Per scrivere una storia a quattro mani, ad esempio, è necessario che i due autori facciano un passo indietro, che mettano da parte una bella fetta di ego. Poi si deve trovare un'alchimia che, concordo, non è semplice. Tra i due "attori" si devono stabilire ruoli, gerarchie, attitudini. Ci sarà quello che ha più dell'altro la storia in testa e che riesce meglio a stabilire cosa, in linea di massima, sarà scritto nel prossimo capitolo, quello più bravo ad editare, quello più creativo e istintivo. Ci sono strumenti che ti aiutano (la scrittura di un soggetto).
Si può raggiungere la stessa amalgama letteraria di un testo scritto da un solo autore?
A volte sì, a volte no.
Di sicuro il processo di scrittura stravolge il modo di lavorare e di concepire la scrittura. Ti evolve, ti fa capire che spesso l'ego e la chiusura da "scrittore recluso" non fa bene al testo. Scrivere in fondo è una passione come un'altra, è bello poterla condividere, discutere, contaminare.
E c'è da dire che una cosa non esclude l'altra, si può scrivere una storia a più mani senza abbandonare la scrittura individuale.
Poi, come ho detto, non è semplice: tempi da rispettare, mediazioni, codici relazionali (sono diretto ma uso tutto il tatto possibile).

Insomma vedo spesso che la chiusura, la visione intima dello scrivere, produce poi manoscritti illeggibili. L'ego dell'aspirante scrittore che prevale in modo osceno sulla storia. Un uso smodato di avverbi o aggettivi possessivi o pronomi personali. Insomma, quello che voglio dire è che l'intimità e l'ego a volte producono mostri letterari. Scrivere a quattro mani ti IMPONE di metterti al servizio della storia, di usare la scrittura al suo servizio e ti ESPONE a guardare in faccia i tuoi errori, i tuoi limiti, i tuoi tic letterari.
Non verrà fuori un concerto per orchestra ma comunque ti fa fare un bel salto di qualità!
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Re: Perchè collettiva e non individuale?

17/10/2012, 9:13

La forza del collettivo o il talento individuale? ... questa è una domanda da 100 neuroni e un buon caffè. Però così di getto mi viene in mente l'ultima pagina dei libri dove in genere l'autore/gli autori elencano le persone che hanno collaborato al successo del libro. Probabilmente la risposta alla domanda iniziale è dove poniamo la nostra attenzione. Un libro è un progetto, c'è chi lo scrive, chi lo edita, chi ricerca tutte le informazioni necessarie e chi lo vende. Però in realtà sono tutti microprogetti con lo stesso fine e all'interno ognuno dovrà impegnarsi al 100%.
Notizia di ieri dall' Australia ... Del Piero ha segnato uno splendido goal su punizione (talento personale), pubblico in delirio ... la squadra ha perso 2 a 1 (insuccesso collettivo) pubblico deluso. :shock:

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Re: Perchè collettiva e non individuale?

17/10/2012, 15:33

Io credo che i manoscritti illegibili siano solo il frutto di scarso talento e scarsissima tecnica.
Non penso che la leggibilità e la godibilità dei testi siano legati a doppio filo con la scrittura a più mani...
Se metti due capre insieme, ottieni solo un inspessimento del belato :mrgreen:

Senza polemiche, è solo che non mi va di mitizzare per forza la scrittura a 4 mani, pur avendola trovata divertente.
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Re: Perchè collettiva e non individuale?

17/10/2012, 15:48

Non credo ci sia niente da mitizzare. Io personalmente credo sia proprio come dici te: divertente.
Di sicuro credo sia difficile, per cui ottenere un buon risultato forse è più arduo. Ma non escludo si potrebbe combinare qualcosa di bello. Certo la statistica dice molto.
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Re: Perchè collettiva e non individuale?

17/10/2012, 17:01

Black Bart ha scritto: Scrivere a quattro mani ti IMPONE di metterti al servizio della storia, di usare la scrittura al suo servizio e ti ESPONE a guardare in faccia i tuoi errori, i tuoi limiti, i tuoi tic letterari.


Mi auto cito...
Senza mitizzazioni, questo è quello che volevo evidenziare sulla scrittura collettiva. Non significa che sia meglio o peggio, però magari può servire.
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