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MasMas
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

23/05/2017, 22:48

Io non so come fare a far provare al lettore quello che voglio. Men che meno quel che provo io. Non so quanti ci riescano. Non so nemmeno quanti ci provino. A me pare improbo. Forse anche poco utile. Dopo tutto, siamo tutti diversi, non è detto che cerchiamo tutti la stessa cosa. Forse, più che cercare di trasmettere una cosa specifica, è più utile cercare di trasmettere, qualcosa. Forse, meglio proporre qualcosa che stimoli, che spinga a fare un viaggio, che dia elementi. E lasciare che il lettore tragga quel che lui ha interesse a trarre. Ognuno per quel che è la propria sensibilità.
Tutti questi forse perché non sono mica certo, però ultimamente mi sto facendo questa idea.
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Gattoula
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 6:11

paolino66 ha scritto:Io ho poco interesse a far emozionare il lettore. Quando scrivo cerco di farlo pensare, innanzitutto. Ora, per me il pensiero (anche p.es. quello matematico) genera emozioni. Ma il discorso è complesso.

Invece, tornando al nostro racconto: non so quanto Buzzati volesse suscitare le emozioni che avete evidenziato. Io non le ho sentite. Ho invece avuto la gradevole e razionale appagamento che provo leggendo un'elegante dimostrazione scientifica o filosofica. Buzzati pensava al nodo alla gola? Aveva in mente lettori iperrazionali fuori di testa come il sottoscritto? Oppure aveva in mente qualcos'altro?

Secondo me, è l'ultima che ho detto. Forse, a un aspirante scrittore non serve a molto, sforzarsi di capire cosa potrebbe aver voluto dire. Serve invece scoprire come ha detto quel qualcosa che crediamo abbia detto.

Io la vedo (e la leggo) così.



Il deserto dei tartari ti ha appagato scientificamente?
E comunque, anche l'appagamento è un'emozione.

Quando cerchi di far "pensare" il tuo lettore (stiamo parlando di prosa, non di testi scientifici), lo induci a reagire intellettivamente a quanto hai scritto: il che, di nuovo, coinvolge emozionalmente.

Sono d'accordo con quanto scriveva Titty ^_^


Quanto all'ultima cosa che hai scritto, ovvio che un aspirante scrittore deve capire COME una cosa è stata scritta... ma è necessario prima rendersi conto di COSA è stato scritto, se no si fa come Baccio Bandinelli e il suo sacco di poponi ;)
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 7:25

Quella del sacco di poponi non la sapevo! E pensare che abito a Firenze...

Anche se sospetto che sul piano pratico abbiate ragione voi (in fondo, sono in mezzo a pirati vincitori e pirati che hanno pubblicato qualcosa, mentre io mi limito a raccontini su antologie Delos), credo che ci stiamo infognando. Mi sa che le cose sono più complesse di quello che la dicotomia emozionale/razionale lascia intendere. Continuare su questo discorso mi sembra più che altro inutile (almeno per me), quindi vorrei passare ad altro.

Ma a cosa? Un altro racconto, o un altro aspetto di questo?


Paolino
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 9:04

Detto niente su Delos con Franco Forte. Io sono principiante, in tutto.
Altro racconto, altro giro.
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 9:23

Giusto prima di passare al prossimo, io credo che Buzzati cerchi di parlarci del senso della vita e della sua ricerca e di dove questa ricerca finisce col portarci. E' chiaro che il viaggio sia una metafora e che il confine del regno rappresenti qualcos'altro, i confini della conoscenza forse.
La ricerca porta il protagonista lontano da tutto e tutti, non solo nello spazio ma anche nel tempo, i raconti che gli giungono appartengono a un tempo che non è più il suo, al punto che alla fine neanche più si rivolge al passato, ma manda i cavavalieri avanti.
Buzzati riesce a rendere benissimo il senso di questa ricerca che non ha fine e che non può avere fine.

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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 11:45

Bellooooo Grilloz, questa interpretazione mi attizza a bbbestia!
(Limguaggio tecnico e aulico)

Paolinooo, e come lo chiami tu l'Ercole e Caco? ;-)

Trovo tutta questa discussione molto stimolante!
Ok per aprirne altre, ma non mi pare che qui stiamo stagnando o?

Concordo anche con MasMas sul comunicare "qualcosa": personalmente, ho appena iniziato a scrivere, e mai pubblicato nulla, quindi ci arriverò parecchio più in là :LOLP:
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 11:52

Il viaggio di Buzzati non ci piove che sia una metafora. Grilloz l'ha spiegato molto bene e in modo semplice.

Un po' stagnante lo è se continuiamo a dire le stesse cose. Un altro racconto non lo vedrei male. Anche con calma, alcuni non sono intervenuti. Non so se abbiano letto quel primo racconto.

Sullo scrivere, c'è chi ha pubblicato, chi no, ma non mi pare un problema. C'è tempo e non è obbligatorio pubblicare. Si vive bene lo stesso. Scriviamo come viene, non pensare che la pubblicazione ti dia chissà cosa. Pensa a una storia che valga la pena di essere letta, ma prima devi scriverla.
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 12:04

Sì, in realtà non ci ho manco mai pensato, alla pubblicazione :LOLP:
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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 12:10

Non divaghiamo. Buzzati ha pubblicato, pensiamo a lui. ;)
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Buzzati, "I sette messaggeri"

24/05/2017, 12:16

Ok, allora continuiamo qui.

@Gattoula: ti dico la verità: non ho mai osservato con attenzione quella statua. Primo: non mi ha mai ispirato un granché. Secondo: chi abita a Firenze è assuefatto ai monumenti e alle opere d'arte e ci passa accanto così, come davanti a un qualunque blocco di pietra. Mi impegno a farci caso in questi giorni...

Vedete? Avevo ragione a cercare l'approfondimento. Ho riletto per l'ennesima volta i Messaggeri (non fa mai male), e stavolta ho concentrato l'attenzione sulla punteggiatura. La trovo perfetta. Provate a leggerlo ad alta voce.

Paolino
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