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Re: Bando, regolamento e domande

21/07/2017, 10:05

paolino66 ha scritto:Letto.

Io sono tradizionalista in fatto di narrativa, quindi mi lascia perplesso Ceneri (inserimento di immagini e ipertestualità) e un po' anche la formattazione di Whisky e gelsomino.

Gli altri due mi sono piaciuti, con una lieve preferenza per Lola, dovuta a impalpabili ragioni soggettive che non saprei definire meglio.


Paolino


La penso uguale.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Bando, regolamento e domande

22/07/2017, 16:54

Per prima cosa faccio presente che ho deciso di non votare, mi sembra tutto troppo autoreferenziale (ce la cantiamo e suoniamo tra di noi), non ho visto altre persone, fuori dagli autori, fare commenti o votare e penso che il mio giudizio non riesca ad avere quel distacco necessario.
Detto questo in generale il livello e qualità degli scritti lo considero buono. Ho provato comunque a fare una lettura critica e per ognuno ho cercato di evidenziare quello che mi sembrava non funzionasse. Tenendo a mente che se per alcuni o tralasciato di evidenziare le cose positive chiedo perdono, ma mi sembra di essermi dilungato tanto e comunque senza voler fare del finto "buonismo" mi sono piaciuti tutti.
Del mio racconto posso dire che avrei voluto collaborare di più con Marina, ma abbiamo iniziato tardi (gli ultimi 15/20 giorni) e avendo avuto lei proprio in quei giorni un problema al lavoro, non è stato possibile.
Del commento di @Monia74 vorrei capire cosa intende per stile mix molto maschile...

QUELLO CHE LOLA VEDE
Il racconto è scritto con maestria: è bello e scorrevole, non saprei dire chi ha scritto cosa, vi siete amalgamate molto bene e il risultato è veramente buono. Tuttavia ho trovato, secondo me, delle forzature o incongruenze nella trama, niente di particolare, anche perché gestite bene, attraverso una scrittura matura che sa sedurre il lettore. Mi spiego meglio. Facendo un'estrema sintesi della storia: un attore americano, prima di iniziare le riprese di un film, decide di passare un periodo in Italia dove conosce Laura: una ragazza che...“gli aveva offuscato la mente, rapinato il cuore e insegnato l’arte di amare.” Al momento di tornare perde l'aereo perché... ovviamente... non considera l'ora legale, così decide di restare in Italia. Torna a casa da Laura, con Laura, ma nel giro di poco (un paio di giorni?) l'idillio tra i due finisce. Per prima cosa il narratore ci racconta di un lui (Matthew ) che tutto sembra fuorché innamorato “...Mentre Laura lo cingeva in vita e gli si spalmava addosso, un senso di fastidio lo prese di nuovo: era davvero un attore nato, per Dio, come poteva non avere ancora un posto sotto quel fottuto riflettore?...” e qui mi chiedo per quale motivo, se era così interessato alla carriera e così poco innamorato di Laura, decide di restare in Italia? Mi sembra una forzatura, un perdita di coerenza del personaggio, né riesco a spiegarmelo con il comportamento del vice regista che gli dice che: “haìchiuso”, posto che il ritardo di qualche giorno possa far saltare un contratto, non vedo la motivazione a rimanere.
Il litigio tra i due arriva all'improvviso. Lui vuole andare a vedere Venezia e rimane deluso dal comportamento di lei che invece aveva già deciso di andare al mare con un'amica. A questo segue uno scatto di gelosia da parte di lui.
“...Le corse dietro per scusarsi, ma la sua donna non se ne accorse, perché stava squadrando un tizio che le aveva strizzato l’occhio correndo verso una collinetta.
«Che accidenti vuole, quello?», le disse per indurla a ricomporsi. E invece, con lo sguardo ancora incollato al bel fondoschiena, lei sorrise...”.
Anche qui, questo repentino cambio di atteggiamento da parte di lei, che prima lo va a prendere in aeroporto gli corre incontro, gli salta la collo, lo riempie di baci, se lo porta a casa... e poi dopo qualche giorno lo tratta con questa sufficienza, mi sembra una forzatura nella trama. Anche il motivo del litigio ( andare al mare vs andare a Venezia). E' vero che nella realtà i litigi avvengono per i motivi più futili, ma dietro c'è qualcosa di più profondo e il rapporto tra i due non è al centro del racconto. Perché lui avrebbe dovuto prendersela cosi tanto, se qualche riga prima l'avvinghiarsi di lei lo sentiva quasi come un fastidio?
Nel parco dove avviene il litigio tra i due, che ammetto è divertente e ben raccontato, il pitbull di lei cava un occhio a lui. Nella realtà se il tuo cane attacca qualcuno devi pagare i danni; il tutto diventa materia di contesa assicurativa. Fatto sta che lui si ritrova da solo, e con solo venti dollari a Venezia. Qui, dentro l'ambientazione di un Luna park (descritta anche questa molto bene) trova una cartomante a cui chiede (tramite una palla di vetro magica) di farsi raccontare cosa sarebbe successo se invece avesse preso l'areo.
Bello il finale circolare (si ritorna al prologo) con la morale, almeno così l'ho avvertita, per la quale il destino è in fondo legato al nostro modo di essere. La cartomante cita “...Ognuno raccoglie ciò che semina..., A me è venuto in mente un altro detto latino: ognuno è artefice del proprio destino (“Faber est suae quisque fortunae”, motto attribuito tra l'altro ad Appio Claudio il cieco, pensa se lo diceva Matthew).
Comunque molto brave, grande capacità di gestire il testo.

ITALIA BATTE IRLANDA DUE A UNO

Diciamo che come struttura è simile al nostro, nel senso che è un racconto unico in cui il protagonista non sa decidersi tra la moglie e l'amante. Una sorta di flusso di coscienza dove si racconta di questa decisione. Per questioni lavorative (mi capita di stare in saletta intercettazioni) ne ho conosciute di persone con una seconda relazione amorosa tenuta nascosta alla moglie, anche giovani e appena incinte. Magari capitava che mandavano la moglie al mare con il bimbo e prendevano in affitto un appartamentino per l'amante. Mi sono fatto l'idea che l'amante è uno status symbol, un po' come aver un rolex o una bella macchina. A certi livelli non si può non averla, se non vuoi essere considerato uno sfigato devi ostentare un'amante. Poi ho visto tante coppie di amici andare in crisi per una seconda relazione. Il sintomo che qualcosa non funzionava e si cercava fuori dalla coppia la soluzione. In questo caso però le storie finivano e la situazione di avere moglie e amante era solo transitoria, fino all'inevitabile separazione. Il caso del protagonista di Italia batte Irlanda non saprei dire tra quali rientra. Io propenderei per il primo, me lo immagino, tornato in Italia, organizzare un bel week end per lui e per Katie, magari proprio in Italia. In fondo stava decidendo della propria vita affidandosi alla casualità meccanica di una sveglia. Nel racconto riesco a vedere i due stili di scrittura, forse perché ormai conosco abbastanza bene quello di Titty, mentre di Paolino ho letto poco sul forum. Mi è piaciuto in modo particolare proprio la descrizione di cosa è in fondo una decisione (che penso sia stata fatta da Paolino) “... Cos’è “decidere”? All’interno dei neuroni si propagano segnali elettrici, si attivano e si inibiscono recettori chimici, in frazioni di secondo succedono chissà quanti milioni o miliardi di eventi di chissà quale genere, e poi altre frazioni di secondo e ancora milionate e miliardate di eventi biochimici, bioelettrici, e poi altre, e altre ancora – infine tutto si stabilizza (si fa per dire), si appiana come l’acqua di un laghetto di montagna dopo che una gragnuola di massi ha finito di franarci dentro: ed ecco la “decisione”...”.
Bel racconto, scritto bene. Siete stati un po' troppo buoni col protagonista. Mi sarebbe piaciuto che lui alla fine fosse dipinto in maniera più netta, per quel “pezzo di me...” ( Cit. Levante - Gazzè) che io ritengo sia.

WHISKY E GELSOMINO

All'inizio, guardando solo il titolo, mi ero fatto l'idea che come protagonista ci fosse una coppia, invece si tratta dello storia di Lord Arthur Thomson alla ricerca dell'eredità perduta.
Ho provato a leggerlo così come è stato impaginato, ma mi è risultato veramente ostico, mi sentivo un po' come Fabio Aru sull'Izoard...una pedalata in salita per arrivare alla fine. Così denso di personaggi e situazioni, da perdersi.
Poi ho diviso le storie leggendo prima una e poi l'altra (cioè tutti i pezzi a sinistra e poi quelli a destra) ed ecco che finalmente è diventato godibile ed è stato possibile seguire con interesse.
Sono effettivamente due storie diverse e forse tra i partecipanti al concorso MasMas e Gattoula sono quelli che più di tutti si sono attenuti alla consegna. Nella storia diciamo: “di sinistra” gli eventi si svolgono a Londra e il protagonista prende l'areo, nell'altra si svolgono al Cairo e il protagonista non prende l'areo. Se devo scegliere tra le due mi piace di più quella di destra, forse mi ha affascinato l'ambientazione mediorientale, quell'atmosfera tra casba e medina. Mi hanno colpito positivamente le descrizioni, in particolare mi ha fatto sorridere l'associazione tra “muffa e zafferano”.
Su quella di “sinistra” ho trovato alcune cose (piccolezze) che secondo me rallentano la lettura oppure “stridono” tipo:
“...Sbarcando, venne investito dall’odore natio di ciminiere, bassifondi e dannazione, nulla era cambiato da sette anni prima....” “natio” mi suona strano io lo eliminerei ( a cosa serve? A far capire che Lord Thomson è di Londra, che è nato tra le ciminiere?)
“...Oltre che tra le lenzuola sporche nei bassifondi, la notte.”
(ci ho messo un po' a capirlo e non sono sicuro. Significa che oltre al sarto si confidavano con le puttane?)
“...Corse. Dexter lo notò che gli piombava già addosso, finì travolto contro il muro e rotolò su una catasta di rifiuti. (perchè “già”? Anche in questo caso lo eliminerei)
Lui agguantò un asse tra le cose rotte e picchiò, alla cieca, su testa, braccia alzate, grida di dolore e aiuto. Schizzò sangue, il corpo si accartocciò sotto le mazzate.
Quando il respiro divenne corto, buttò l’arma. Ansimava sulla sua vittima gemente..."
“Lui agguantò....” chi Dexter o Arthur ? A una prima lettura non mi risultava chiaro; come il fatto dell'arma che viene buttata: intendi l'asse o una pistola o...
“...Lo tirò a sé, la faccia incartapecorita a un centimetro dalla sua: “Adesso invece me lo dici! È colpa di Stutton?” […] Gli aprì un maggiordomo incartapecorito in un tight di servizio...”
Qui invece un aggettivo particolare (incartapecorito) che viene ripetuto.
Comunque un bravo a tutti e due. Storie coinvolgenti se prese separatamente.

CENERI

Che dire...il tema dei pregiudizi su gli uomini che fanno danza classica mi è caro, non solo perché ne ho scritto, ma anche per averlo vissuto direttamente.
Io ho trovato ( pur avendo un nonno di Trapani) un uso forse eccessivo del siciliano, anche se con l'ipertesto avete cercato di venire incontro ai lettori. Complimenti per il lavoro, ma personalmente non amo questo genere di cose, mi sembrano più adatte a un lavoro scientifico di divulgazione, perchè nonostante tutto spezzano il ritmo della lettura. Non sono neanche un amante del libro game e in tutta sincerità non mi piacciono neanche i “What if” (mi schiero anche io tra i tradizionalisti).
Tornando al racconto è scritto comunque molto bene e ti fa vivere il pathos del protagonista. Non ho capito però la scelta di dare a lui un nome d'arte russo, cosa non solo poco probabile nella realtà, ma anche problematica: mi immagino se avesse dovuto fare un intervista. Tra l'altro in Russia il mondo del balletto è molto seguito, figuriamoci se in cartellone trovano un nome russo che invece è siciliano. Nel mondo nella danza classica non si usano nomi d'arte, così come è poco probabile la figura dell'agente (Alina), più legato al mondo della musica o del calcio (dove girano tanti soldi ed hanno senso). Diciamo che forse in Italia l'unico che ha uno staff a seguirlo è Roberto Bolle (ma ha un sito internet che vende anche le tazze da the con la sua immagine), ma quanti di voi conoscono Valentino Zucchetti primo ballerino del Royal Ballet di Londra?
Insomma secondo me nell'economia del racconto si poteva evitare, così come la figura di Alina l'avrei vista meglio se fosse stata una maestra di sala e/o una coreografa.
Senza far polemica poi chiedo ad ArtiXmi (che ha considerato il mio racconto non attinente alle richieste del concorso) in quale parte del vostro racconto parlate del caso della “non partenza”. Anche nel finale alternativo: avete scritto “Saro perde l'areo”, ma il protagonista prende (se pur dopo dodici ore) l'areo per tornare in Sicilia e incontra il padre prima di morire. Non vedo la storia di cosa sarebbe successo se lui non avesse preso l'areo.
In fondo la trama è una sola, avete inserito una alternativa di finale con il grosso lavoro dell'ipertesto, ma non sposta il cuore del racconto e quello che vuole trasmettere, mi sembra, per parafrasare un affermazione inserita anche nel vostro racconto (cit. Shakespeare) “tanto rumore per nulla” rispetto all'uso dell'ipertesto.
La storia rimane interessante, scritta bene, soprattutto per come fa muovere i personaggi.
sembra che le nuvole si spalanchino e scoprano tesori pronti a piovermi addosso

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Re: Bando, regolamento e domande

22/07/2017, 17:28

Caspita. Il tuo commento è perfetto. Hai sottolineato tutto in modo professionale.
E secondo me ne hai le capacità, non solo dal punto di vista dell'autore.

Concordo in tutto, ma io ho dato dei commenti sommari. Spero che oltre a noi, arrivino commenti da chi non ha scritto.

Così mi piacciono i commenti.
Tecnici. Non cuoricini all'amico/a del cuore.

Quando si scrive si scinde dal rapporto. Un editore, anche se lo conosci, non ti pubblica anche se fosse il tuo amante.
I giudizi devono essere seri e imparziali.
Se c'è questo, resto volentieri. Non sono qui per fare amicizia, se nasce è un bene, ma non è la mia priorità.
Vedere ex-aequo...non prendere posizioni, argomenti sulla grande amicizia che vi lega fuori, onestamente non mi interessa.
La frequentazione scinde dallo scrivere. E anche un'antipatia non deve influire su qualsiasi votazione. Giocare, divertirsi va bene, ma se vuoi imparare a scrivere devi prendere le cose sul serio e dare giudizi con criterio, non per simpatia.
Scherzare e parlare d'altro si può fare in privato, pure coi cuoricini.
Dire: io scrivo per divertirmi, ci sta, ma quando giudichi fallo da persona matura. Le prese in giro sono tra le righe e non mi garbano.

Buon fine settimana.
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Re: Bando, regolamento e domande

22/07/2017, 18:33

grilloz ha scritto:
monia74 ha scritto:Domanda (seria stavolta) : è obbligatorio che la versione vera della storia sia che parte l'aereo e quella alternativa sia che lo prende? É accettato anche il contrario?

No, nessun vincolo, possono anche essere vere entrambe, in un multivero, ad esempio o alternative entrambe, insomma, sbizzarritevi :P


calibano ha scritto: .


Abbiamo scelto di partire entrambe le volte ma con un divario temporale.

Così facendo ci sono dei cambiamenti:
Non avrebbe avuto l'incidente, in uno dei due ha avuto modo di parlare con il padre e altro.

Anche noi con i tempi eravamo molto stretti, infatti cercavo una proroga per fare meglio.
Alina inizialmente doveva essere solo la portavoce del teatro, poi si cercava di inserirla più vicino al protagonista dandole il ruolo di agente.
È stata una prova tosta, con poco tempo (da parte nostra), beh, per la riuscita ci abbiamo provato.

Non preoccuparti, non sono (o quasi) tipo da far polemica. A meno che non mi provochino.
Apprezzo il giudizio e spero anche io di leggere i commenti di chi non ha partecipato.
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Re: Bando, regolamento e domande

22/07/2017, 22:54

Bel commento Calibano! A confronto i miei non sono nemmeno "sommari", sono "somari"! :D

Spero anch'io qualche esterno si faccia vivo. Dopo tutto sono solo cinque racconti. :roll:
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Re: Bando, regolamento e domande

23/07/2017, 11:48

Calibano ha scritto:Mi è piaciuto in modo particolare proprio la descrizione di cosa è in fondo una decisione (che penso sia stata fatta da Paolino) [...]

Ci hai azzeccato! L'ho scritta io.

Alla fine, il protagonista non è poi così PdM... Aveva già deciso di tornare da moglie e futuro figlio, e la decisione di restare con Katie è durata lo spazio di un equivoco.

Complimenti per i commenti così circostanziati di tutti i racconti!


Paolino
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.

(G. Galilei)

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Re: Bando, regolamento e domande

23/07/2017, 13:39

Innanzitutto Paolino ha un gergo più alto quando scrive, inoltre Calibano mi ha letto di più.
Conosce il registro e abbiamo pure scritto assieme. Non era difficile sgamarmi, anche se...su "Frank non dorme di notte" non tutti hanno intuito che fossi io.

Piacciono anche a me i commenti di Calibano sui racconti del contest. Speriamo giungano altri su questo livello. S'impara molto.

Riguardo l'astensione al voto, ci penserei, Calibano, specie se vuoi che uno tra gli altri vinca. Per un voto Martin perse...
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Re: Bando, regolamento e domande

24/07/2017, 9:43

Ciao calibano
innanzitutto un milione di grazie per gli aggettivi che hai usato sullo stile.
Poi... neppure noi riusciamo a distinguere i nostri due stili, per il fatto che ogni testo, chiunque l’avesse scritto, tendenzialmente in modo alternato, è poi stato revisionato, limato ed editato vicendevolmente più volte fino a quando non siamo state soddisfatte entrambe. In più, alla fine abbiamo dovuto tagliare 5000 battute, quindi le ulteriori sforbiciate hanno ulteriormente modificato lo stile delle singole frasi.

Sul discorso delle forzature non posso che darti ragione. È un racconto, non un romanzo, e le evoluzioni sentimentali di solito richiedono più tempo (o per lo meno io sono abituata a una evoluzione lenta, per cui probabilmente hai notato la forzatura di una cosa che non mi è solita).
Detto questo, non abbiamo mai detto che si trattasse di amore. Abbiamo chiarito da subito che si trattava del fatto che a lui era piaciuto il modo in cui “era stato ammanettato al letto”, e in entrambe le versioni della storia, lui ha scelto la carriera mollando la ragazza. Poi, quando ha perso il volo, ha cercato di far buon viso a cattivo gioco, decidendo di tenersi la compagna di letto anziché tornare subito negli states a supplicare il regista che lo odia. Ma il gioco non funziona, dato che lei lo aveva già rimpiazzato con amici e amanti, o per lo meno, è evidente che lei pensava a un’avventura estiva e non gli ha promesso monogamia nè di rinunciare alla sua libertà, forse proprio in previsione del fatto che lui prima o poi sarebbe ripartito. (concordo che questo punto poteva essere spiegato meglio, a me era sembrato sufficiente attribuirle una caratterizzazione da bionda vamp un po' svampita e facile)
“Perché lui avrebbe dovuto prendersela cosi tanto, se qualche riga prima l'avvinghiarsi di lei lo sentiva quasi come un fastidio?”: orgoglio (maschile, o se preferisci, di un attore narcisista) ferito.

Il risarcimento del cane! Mi hai fatto ridere, non ci avevo minimamente pensato. Ad ogni modo, un americano in italia è molto più probabile che conosca i tempi della nostra giustizia più che il codice, per cui… nel frattempo muore di fame. Ad ogni modo, rimane una semplificazione ad uso narrativo: non è dovuta la sua denuncia ed è coerente e plausibile che lui non ci pensi.
Grazie per le altre cose.
e ancora grazie ^_^ lieta che ti sia piaciuto.

Ps, rispetto la decisione di non votare perché i votanti sono pochi, ma se tutti facessero così, e aspettassero maggiore partecipazione… ;)
Comunque confidiamo nel rientro dalle ferie. Luglio non è decisamente un buon momento. Abbiamo fede.
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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Re: Bando, regolamento e domande

25/07/2017, 16:33

Riciao, ragasssuoli... io ancora non son riuscita a legger nulla, né racconti né commenti... chiedo venia, troppi casini!
Ora finalmente dovrei essere in vacanza, ma si potrebbe tenere aperto il tutto fino a fine mese?
(Tanto mica abbiamo fretta, no?)
Sorry per l'assenza...
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

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Re: Bando, regolamento e domande

25/07/2017, 16:39

Per quanto riguarda l'impaginazione del nostro: lo so che leggerle insieme è un casino, ma l'impaginazione voleva sottolineare un parallelismo tra le due storie, con finale unico, lasciando la possibilità di leggere prima una e poi l'altra.
Inizialmente avevo impaginato tipo tabella: incipit unico, poi due colonne distinte affiancate, e poi finale unico... ma mi è stato contestato che alcuni programmi di lettura avrebbero "sformattato" il tutto :-(
Così esteticamente non mi dispiaceva, anche per il rincorrersi delle situazioni... ma so che per certi aspetti non era la soluzione ottimale
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

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