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paolino66
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Una stella chiamata Assenzio

24/04/2016, 8:19

Bene, eccoci in questo nuovo spazio. Tiziana ha acconsentito a essere legata al tavolaccio (non lei, il suo racconto...) e a sottoporsi al massacro. Tutto è partito da qui:

viewtopic.php?f=54&t=4760

Invito Tiziana a non indursi nella tentazione di correre subito a modificare il racconto. A mio parere, ti conviene leggere, commentare, contestare, integrare quello che diciamo (forse stupidaggini…), ma aspettare con le modifiche. Un periodo di decantazione non potrà che fare del bene. Devi riprenderti dalle ferite... teniamo sempre presente che in fondo in fondo (ma molto in fondo) la tortura doveva servire proprio a far emergere la Verità. Certo, l'Inquisizione poteva organizzarsi in altro modo, ma lasciamo perdere.

Direi dunque di cominciare dall’inizio (ma va’ !): vediamo l’incipit.

A parte la citazione dall’Apocalisse (che andrebbe formattata diversamente, messa p.es. sulla destra, ma ne riparliamo), il racconto inizia in maniera lineare, quasi fosse una lettera di accompagnamento a un curriculum. Leggendo, le orecchie iniziano a drizzarsi alla specifica dell’anno (siamo nel futuro), specie quando espresso nel calendario buddista; si drizzano ancor di più quando si parla di “navicella spaziale” (è fantascienza!), e la curiosità aumenta a dismisura sulle “altre sorelle” e il “noi monache”. Poi si ricade su un paragrafo stile libro di storia del liceo (o quasi), e occorre una certa concentrazione per seguire le vicende storiche.

Mi sono quindi chiesto: e se il racconto cominciasse un po’ più in là? Per esempio, se cominciasse proprio con questa frase:

Noi monaci abbiamo anche l'opzione della clonazione, ma nulla vieta di diventare genitori con la riproduzione in vitro o con quella naturale.


Oppure:

Mi sono fatta monaca anche per sfuggire alle passioni perturbanti e devastanti, provate in giovane età: ho preferito optare per una vita di studio e per la clonazione dopo la morte, visto che il mio status me lo consentiva.

O in un altro punto?

La domanda la faccio anche a me stesso, perché non ho idea se possa davvero funzionare. Una soluzione come questa potrebbe aprire prospettive interessanti, sia per ridurre l’infodumping che per fare più presa. Tutto dovrebbe essere riadattato.

Avanti dunque con i ferri rov… ehm… con le frust… Uff… avanti con le idee e i commenti!

Paolino
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Re: Una stella chiamata Assenzio

24/04/2016, 9:56

Hai ragione , Paolino, è meglio cominciare in medias res, cosa che di solito faccio ma dal momento che è il mio primo tentativo di scrivere un racconto di fantascienza ho usato uno stile troppo "scolastico", come argutamente hai notato . Devo decantare in ogni caso, mi aspetta una fine anno scolastico da urlo e mi riprometto di dedicare alla scrittura praticamente tutte le vacanze estive. Mi sono pure andata a cercare lo spettacolo teatrale a scuola, pensa un po', chissà chi me l'ha fatto fare... Quindi ben vengano suggerimenti, aggiustamenti e torture. In qualità di eretica sono abituata al cavalletto! :lol:

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Re: Una stella chiamata Assenzio

25/04/2016, 9:41

E' possibile spostare le annotazioni fatte sull'altro thread in questa area? Sarebbe per me più proficuo, grazie <3

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Re: Una stella chiamata Assenzio

26/04/2016, 16:19

Allora, non so se ho capito la domanda :) però vi dico cosa è sembrato a me.

Sono Eleuteria M e sto scrivendo il mio diario di bordo.

se non ricordo male qualcuno l'ha detto: questa informazione può essere resa in modo più dinamico, banalmente dando una intestazione al diario stesso.

Anno di Grazia 2500 dopo Cristo e 3028 dopo la nascita di Budda Sakyamuni, 10 luglio.

Per me l'incipit ci può stare (lo ricopio per praticità)

Poi si ripete tre volte lo stesso concetto:
- Sto controllando dalla mia navicella spaziale il Portogallo
- oggi il mio compito è perlustrare accuratamente la costa atlantico fino a spingermi verso le Azzorre.
- Sono stata incaricata di controllare le acque, altre sorelle in questo stesso momento stanno sorvolando tutta l'Europa e a turno dobbiamo spingerci sino a visionare tutti gli oceani.
Qui, credo, bisognerebbe fare uno sforzo di sintesi puntando su un paio di termini (li cita paolino) che fanno drizzare le orecchie.
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Re: Una stella chiamata Assenzio

27/04/2016, 18:26

Sì, la sintesi è certamente un aspetto da coltivare. L'infodump è una delle conseguenze della mancanza di sintesi (anche se non ne è l'unica causa).

Direi di continuare su questo filone. Per estirpare l'infodump, su quali fronti si può agire, secondo voi? Io, quando scrivo, faccio la distinzione tipica degli economisti: piano microeconomico e piano macroeconomico. Si può lavorare tanto sulla singola frase, quanto sulla disposizione del materiale all'interno del testo.

Che dite: facciamo un esercizio? Mi è venuto in mente questo. Il quarto paragrafo, quello che inizia con "Nel 2350 il buddismo e il cristianesimo si sono finalmente fusi..." e termina con "il nostro compito di ricognizione", è lungo 1.779 caratteri. Riusciamo a dimezzarlo?

Paolino
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Re: Una stella chiamata Assenzio

29/04/2016, 12:08

Volevo aspettare prima altre risposte, ma non so se ci sarò nel weekend, per cui...
Allora, questa è la mia versione. Non è detto che abbia tenuto le frasi più significative secondo l'autore, ma visto che è un esercizio, ho fatto come se fosse un testo mio..

Il compito di monaci e monache della Chiesa dell’Amore Perfetto e Scientifico, costituita nel 2350 da una fusione tra buddismo e cristianesimo, è quello di perlustrare le coste per prevenire attacchi nemici.
Anche se dotate di una visuale a 360 gradi, le nostre navicelle sono di un metallo inattaccabile e paiono piccole fortezze volanti. Fortezze in cui siamo completamente isolati, e possiamo dedicare molto del nostro tempo alla lettura e alla meditazione.
Non mi pesa non avere occasione di incontrare un partner, cosa che oggi è consentita anche al clero. L’eccesso di energie emotive che una relazione richiede è un fastidio che evito volentieri, sapendo di poter fare affidamento sulla clonazione.
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Re: Una stella chiamata Assenzio

29/04/2016, 16:12

Mancano dei pezzi, in effetti, ma bisogna chiedersi quali parti siano necesarie per il racconto. Essendo un racconto, non si può pretendere di lasciarsi troppo andare ad ambientazioni o spiagazioni, direi...

Per curiosità, metto il pezzo com'era in originale, così si può controntare anche il colpo d'occhio.

Nel 2350 il buddismo e il cristianesimo si sono finalmente fusi costituendo la Chiesa dell’Amore Perfetto e Scientifico. Nel Protocollo del Polo Sud del 5 gennaio, (estate antartica), è stato concenuto dai capi delle due religioni che la maggior parte dei credenti aveva le stesse convinzioni in comune, e che lo scopo finale era comunque la pace. Tanto valeva unirsi, eliminando l'obbligo del celibato che anche nella chiesa Cattolica Romana non veniva più rispettato, visti i gravi casi di pedofilia che avevano sempre flagellato questa istituzione da millenni. Il compito di monaci e monache è quello di perlustrare le coste e le acque per prevenire attacchi nemici, avvisando i Comandi Generali di Difesa degli Stati Uniti d'Europa. Le nostre navicelle permettono una visuale a 360°, ma sono di un metallo inattaccabile e hanno l'aspetto grigio di piccole fortezze volanti. Il nostro lavoro è minimo, ci sono i sensori che ci avvertono, quindi abbiamo molto tempo libero per leggere e studiare. Un margine di rischio naturalmente c'è: nessuno ci dice che faremo in tempo a tornare alla base una volta avvistato il pericolo, ma questo fa parte dei rischi dell'essere monaci, esattamente come i rischi dei monaci guerrieri di migliaia di anni fa. Qui abbiamo molte più garanzie di perpetuazione della specie dopo la morte fisica: chi non può immediatamente riprodursi lo farà nella generazione successiva attraverso la conservazione delle cellule sessuali primarie. Noi monaci abbiamo anche l'opzione della clonazione, ma nulla vieta di diventare genitori con la riproduzione in vitro o con quella naturale. Quest’ultima è poco usata: non per moralismo, è che richiede troppe energie emotive, e quelle ci servono per studiare, meditare e per il nostro compito di ricognizione.
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Re: Una stella chiamata Assenzio

04/05/2016, 6:21

Sì, MasMas ha ragione. Ho provato a riscrivere il brano senza togliere niente di importante e non sono riuscito a dimezzarlo. Sono 1.220 caratteri:
Il 5 gennaio 2350, con il Protocollo del Polo Sud, buddismo e cristianesimo si sono finalmente fusi, costituendo la Chiesa dell’Amore Perfetto e Scientifico. La maggioranza dei credenti condivideva ormai le idee, e la pace era un obiettivo comune: tanto valeva unirsi.
Il compito principale di monaci e monache è la prevenzione di attacchi nemici. I sensori delle nostre navicelle, grigie fortezze volanti di metallo inattaccabile e con visuale a 360°, pensano a tutto. Così, durante le perlustrazioni abbiamo molto tempo per leggere e studiare. Nessuno ci garantisce che in caso di pericolo faremo in tempo a tornare alla base. D’altra parte, anche i monaci guerrieri di migliaia di anni fa correvano dei rischi: è sempre stato nella nostra natura. L’importante è avvisare i Comandi Generali di Difesa degli Stati Uniti d'Europa.
Nella nostra civiltà, chi non può riprodursi in vita lo farà nella generazione successiva grazie alla conservazione delle cellule sessuali primarie. Noi monaci abbiamo anche l'opzione della clonazione, ma nulla ci vieta di diventare genitori con la riproduzione in vitro o con quella naturale. Quest’ultima richiede però troppe energie emotive, che ci servono per lo studio e la meditazione.

Mi sono allora chiesto: i 560 caratteri che ho risparmiato, erano caratteri di infodump, o erano altro? Che ne dite?

Paolino
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Re: Una stella chiamata Assenzio

18/05/2016, 14:44

Ehi, ma qui non viene più nessuno? Procedo da solo? Boh...

Paolino
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Re: Una stella chiamata Assenzio

19/05/2016, 22:39

Ehi, è sparita la titolare :P
Paolino, riprendiamo il filo, cosa dobbiamo fare?
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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