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Re: Cadere a terra (in sala torture)

05/04/2017, 23:08

Eravamo invidiati da tutti. Lui era il più bello del liceo linguistico "Terenzio Mamiani". Alto, moro, occhi verdi; corteggiatissimo.
Ricordo che mi notò tra le altre che lo guardavano adoranti, mentre io, dietro i miei occhiali, a malapena lo seguivo con lo sguardo. Credeva che facessi la sostenuta, in realtà erano mesi che mio padre era stato licenziato e non avevano i soldi per comprarmi delle nuove lenti.
Senza quei grandi occhiali spessi ero abbastanza carina, almeno così mi dicevano i miei amici.
I miei occhi color nocciola erano tutt'uno con il mio incarnato olivastro.
L'unico cruccio erano i miei capelli ricci; così mossi, che mi avevano affibbiato il nome di "Napo, orso capo". Che rabbia!
Tutti si burlavano di me per la mia chioma riccia, e Carlo per primo. Ma quel giorno Filippo intervenne.
"Smettila!"
"Ehi! È la mia ragazza e...”
"Non più."
"Cosa vorresti..."
"Vattene, ti dico."
"Un momento, cosa..."
"Vattene subito! Se no… Tiziana, stai bene?"
"Sì...sì..."
Carlo faceva parte della nostra comitiva, ma credo che mi misi con lui solo perché avevo paura di rimanere sola.
Filippo, invece, è stato quello che ti faceva battere il cuore all’impazzata, il ragazzo con cui non vedevi l’ora di uscire di casa per vederlo.
Passava con la moto sotto casa ed io correvo per le scale a rompicollo, mentre mia madre mi urlava da dietro di stare attenta. A lei non era mai piaciuto Filippo.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Cadere a terra (in sala torture)

06/04/2017, 15:28

Così l'inizio è molto più d'impatto. Forse un po' brusco? Poi ci ritorni sopra.
A quel punto, si potrebbe partire con il dialogo, con l'azione, per poi passare alle spiegazioni come in un flash back. Diventerebbe proprio un incipit.
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Re: Cadere a terra (in sala torture)

06/04/2017, 15:49

Ce la faranno i nostri eroi?
:P
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Re: Cadere a terra (in sala torture)

12/04/2017, 23:24

Prima o poi lo finiremo questo racconto. :D
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Re: Cadere a terra (in sala torture)

26/04/2017, 9:29

Titty ha scritto:Eravamo invidiati da tutti. Lui era il più bello del liceo linguistico "Terenzio Mamiani". Alto, moro, occhi verdi; corteggiatissimo.
Ricordo che mi notò tra le altre che lo guardavano adoranti, mentre io, dietro i miei occhiali, a malapena lo seguivo con lo sguardo. Credeva che facessi la sostenuta, in realtà erano mesi che mio padre era stato licenziato e non avevano i soldi per comprarmi delle nuove lenti.
Senza quei grandi occhiali spessi ero abbastanza carina, almeno così mi dicevano i miei amici.
I miei occhi color nocciola erano tutt'uno con il mio incarnato olivastro.
L'unico cruccio erano i miei capelli ricci; così mossi, che mi avevano affibbiato il nome di "Napo, orso capo". Che rabbia!
Tutti si burlavano di me per la mia chioma riccia, e Carlo per primo. Ma quel giorno Filippo intervenne.
"Smettila!"
"Ehi! È la mia ragazza e...”
"Non più."
"Cosa vorresti..."
"Vattene, ti dico."
"Un momento, cosa..."
"Vattene subito! Se no… Tiziana, stai bene?"
"Sì...sì..."
Carlo faceva parte della nostra comitiva, ma credo che mi misi con lui solo perché avevo paura di rimanere sola.
Filippo, invece, è stato quello che ti faceva battere il cuore all’impazzata, il ragazzo con cui non vedevi l’ora di uscire di casa per vederlo.
Passava con la moto sotto casa ed io correvo per le scale a rompicollo, mentre mia madre mi urlava da dietro di stare attenta. A lei non era mai piaciuto Filippo.


Cari pirati, dopo il torpore primaverile, mi dite se questo primo pezzo è fattibile?
Lo facciamo andare o cosa correggiamo?
Vorrei vederlo scritto per benino. Mi date un cenno se vi piace oppure no? E dove non va bene, casomai?
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Re: Cadere a terra (in sala torture)

26/04/2017, 9:39

Intanto, una stonatura:

Titty ha scritto:Credeva che facessi la sostenuta, in realtà erano mesi che mio padre era stato licenziato e non avevano i soldi per comprarmi delle nuove lenti.


I neretti sono miei. Sembra che a non avere soldi siano proprio i mesi... E' implicito che siano i genitori, in realtà... ma il lettore è disorientato e ha bisogno di un attimo di sospensione. A meno che tu non voglia utilizzare un registro davvero colloquiale.

A parte questo, proseguiamo. Hai fatto un'operazione che nel linguaggio politico si chiamerebbe sforbiciata: hai tagliato dei pezzi senza riaggiustare il resto. Il Capitano dice che è troppo brusco. Aggiungo che dopo la fine del dialogo, quel "Carlo faceva parte..." e poi, a capo: "Filippo, invece..." mi stride, mi suona scolastico. Poi, a questo punto della storia, non va bene "mi misi con lui". Semmai, "mi ero messo con lui", perché ormai il mettersi-con è un passato nel passato.

Per riassumere: che ne dici di una riscrittura più armoniosa?


Paolino
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.

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Re: Cadere a terra (in sala torture)

26/04/2017, 9:50

Suggerisci di buttar tutto e riscrivere?
Potrebbe essere una soluzione.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Cadere a terra (in sala torture)

26/04/2017, 13:31

Drastica, eh? No, la riscrittura non è necessariamente una sovrascrittura integrale. Prova a pensare intanto a come migliorare l'esistente. Lo sforzo ti darà elementi di valutazione.

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Re: Cadere a terra (in sala torture)

26/04/2017, 13:41

Sì, abbastanza drastica.
Devo valutare il buono che c'è e tenerlo. Speriamo che ne sia capace.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Cadere a terra (in sala torture)

26/04/2017, 14:01

Be', è come se dicessi "speriamo che io sia capace di suonare i Capricci di Paganini", senza aver ancora studiato il violino! Io non credo che si nasca "imparati": si prova, ci si sbatte la testa, e alla fine si fanno.

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