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Traduzioni e traduttori

01/03/2017, 18:55

Oggi alzo la mano più volte. Mi perdoni professore, però mi vengono a rate le idee. Avrei una domanda sulle traduzioni di un libro da una lingua all'altra. Tipo che passi deve fare un traduttore, quanto incide una parola anziché un'altra. Tanto. Le sfumature ad esempio da In un paese varia da regione a regione, figuriamoci in un'altra lingua.
Trovo in archivio? Si è mai parlato di traduzioni? Vado a impolverarmi in soffitta. Casomai sposto qualche ragnatela.

Sto ascoltando per radio dei podcast che parlano di Kafka. Il traduttore spiega in maniera eccellente, riportando le parole in tedesco,pezzi di traduzione. La variazione tra una e l'altra, tra un traduttore ed un altro.
Interessante.
Ho preso appunti (come al solito...Non prendetemi in giro) su annotazioni del traduttore.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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paolino66
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

02/03/2017, 10:07

Chiamarmi "professore" sa un po' di PdC...

Non saprei rispondere, se non con un esempio. Riscrivo la traduzione con una scelta diversa di parole (sempre discutibile):

Era ancora primavera. Ricordo che il vento soffiò per tre mesi quasi senza interruzione, così che quando gli capitava di cessare (ore o giorni - mai più di due o tre) pareva di sentirlo ancora, gemente e tempestoso, non all'esterno ma proprio dentro le teste: sonagli, voci svuotate di contenuto, piene soltanto di rumore e, sembrava, anche di polvere che penetrava ovunque, si insinuava sotto le palpebre ardenti, nella bocca, comunicando il suo sapore agli alimenti, interponendo fra l'epidermide delle dita e le cose afferrate (carte lasciate sulla scrivania la sera prima, piatti, posate) una pellicola ossessiva, impercettibile e granulosa.

Se confronti questa versione con la precedente, noterai delle differenze. Come incide una scelta rispetto a un'altra? Leggere ad alta voce può aiutare.

Paolino
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

02/03/2017, 10:13

Giuro non era una pdc... era per sdrammatizzare, ma questo lo hai capito. Scherzo, se sono di buon umore. :P
Mi salvo le due versioni. Oltre a vedere le differenze, cosa vuoi sapere? Quale preferisco? Qual è più efficace come traduzione? Per ora non voglio sapere se sono le tue, anche se io, non sono influenzabile. Dico sempre ciò che penso, purtroppo o per fortuna, dipende da chi lo riceve.
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

02/03/2017, 10:25

Altra cosa. Mi suggerisci di confrontare solo le due versioni in italiano? O do un occhio anche all'originale in francese?
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Re: Traduzioni e traduttori

02/03/2017, 11:23

Avete visto lo scherzetto? Siccome mi pareva un nuovo argomento, anzi una nuova domanda, ho spostato la discussione in domante e risposte.
Se non vi garba, e lo chidete per favore, posso toranre indietro. :mrgreen:
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Re: Traduzioni e traduttori

02/03/2017, 11:27

Mi garba. :D
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Re: Traduzioni e traduttori

02/03/2017, 11:48

@MasMas: ottima idea, isolare la discussione in un argomento ad hoc!

@Titty: in realtà non serve che tu scriva qui qualcosa. Se vuoi, d'accordo, scrivi pure qualche osservazione... Quello che avevo in mente era innanzitutto dare uno spunto di riflessione individuale. Se conosci il francese, guarda l'originale, guardalo! Ti accorgerai che nessuna di quelle due versioni è soddisfacente. Vorrei migliorarle, ma non so come fare.

Ecco un esempio di problematiche che mi vengono in mente su un pezzo della seconda frase. Tradurre letteralmente (o quasi) " [...] al punto che quando per caso si fermava", che in italiano non è il massimo, oppure rendere l'idea variando qualcosa? Ma cosa? "Au point que" suggerisce una certa estenuazione, che "al punto che" italiano può restituire bene. Poi, però, c'è il problema della cessazione del vento. La prima versione (me ne accorgo solo ora...) uccide questa spinta con la congiunzione "e". Connettere con "così che quando..." forse migliora le cose, "al punto che" potrebbe essere ancora meglio. Poi, però, "lorsque par hasard il s’arrêtait" non si può rendere con un orrendo (oggigiorno) "quando per caso esso si fermava", perché il pronome è obbligatorio in francese, mentre in italiano "esso" sarebbe antiquato e ridicolo. Se non lo si mette, si potrebbe rischiare qualche ambiguità: chi si fermava? Il lettore italiano potrebbe dover interrompere il flusso di lettura (in francese perfettamente lineare) per cercare il soggetto. Potrebbe, ma non è detto... Insomma, un casino.

Tradurre un romanzo intero? Casini così moltiplicati per 300 pagine...

Mi sa che di traduzione, nel forum se ne sia parlato poco o niente. Credo di sapere perché... Provare per credere: la traduzione è davvero un casino!


Paolino
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Re: Traduzioni e traduttori

02/03/2017, 12:12

Il francese l'ho perso ai tempi del liceo (linguistico).
A me piacerebbe parlare di traduzioni perché volevo fare la traduttrice. Poi i programmi della vita sono diversi, spesso.
Di francese non sarei in grado. Ho iniziato a studiare spagnolo esattamente due anni fa da autodidatta per poi potermi iscrivermi ad un corso universitario per traduttori ed interpreti. Anche per conseguire il DELE e non dare un esame da A1, ma almeno da B1.
Però non ho potuto farlo, lo studio dello sagnolo, che in questo momento è in stand-by era comunque proseguito.
Fine nota autobiografica (che mi costa fatica parlare di me).
Tra l'altro, anche se non c'è un'età stabilita, il tempo non è a mio favore per fare tutto ciò che volevo in riguardo alle traduzioni.

La traduzione è faticosa, non so perché se ne parla poco, forse perché lo studio è visto come sacrificio. Per me non lo è.
Io avevo sentito parlare di localizzazione del libro, ossia una traduzione non letterale, ma uno scritto tradotto come se fosse stato scritto nella sua lingua d'origine.(Non so spiegarlo bene).

Dei due testi andrò a vedere. Io preferisco che sia interpretato un testo, anche se una parola è leggermente diversa dall'originale. In un'altra lingua la stessa parola ha una sfumatura diversa.
Però non sono una professionista e potrei sbagliare.
@Paolino non serva che scriva, ma lo farò. :)
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Re: Traduzioni e traduttori

02/03/2017, 13:27

Io ho tradotto in italiano alcuni racconti di una mia amica che scrive in inglese, c'è da dire che nonostante i suoi racconti siano controllati e sistemati da una editor professionista (che paga sterline sonanti), quando arrivano a me riconosco la voce italica alla base.
Conosco l'autrice da quando ci prendevamo a scanneddate (trad. tibia contro tibia) giocando a calcio in prima media e so come parla, per cui non è particolarmente difficile tradurre lei. Conosco la sua voce, e l'inglese, come ho già detto ha quell'impronta maccheronica che si riconosce.

Diverso è stato tradurre Neil Gaiman, con lui non ci ho mai giocato a calcio e le nostre tibie non sono mai venute in contatto in modo violento.
Tempo fa era uscito un suo racconto sul Guardian e siccome era gratis, l'ho tradotto per metterlo sul mio blog, quando lo aggiornavo più spesso di una volta ogni sei mesi/anno.
Il racconto è Down to a sunless sea e non è stato facile.
Non so neanche se è leggibile a livello di italiano la traduzione, ma è stata divertente.

Comunque, data la curiosità, mi permetto di rendere nota la presenza di una pagina facebook di una traduttrice che parla del suo lavoro. Diario di una traduttrice
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Re: Traduzioni e traduttori

02/03/2017, 15:37

@Geara Poi do una sbirciata al blog della traduttrice, da fb ho un amore- odio. Lo lasciai due anni fa, poi ci sono tornata di nuovo, poi posto, poi cancello.
Mi fa venire l'ansia da prestazione fb e pena per cose che leggo. Vabbè...ho meno tolleranza con l'età.

Il tuo blog qual è?

Non ho capito bene chi ha una voce italica. La tua amica quando scrive in inglese?

@Paolino ti dico intanto che mi piace più la prima traduzione, però metterei due cose del secondo testo.
Con calma ti dico dove. Da profana, però ci provo.
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F. Kafka

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