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MasMas
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Rendere il tempo che passa

09/06/2016, 21:17

Prof? Avrei una domanda...

Parlando con Monia del suo romanzo, mi è venuto in mente una cosa, sul come rendere il passare del tempo, e vorrei la vostra opinione.

Per esempio, fai conto, un appostamento. Il poliziotto si piazza in macchina. Aspetta le tre che esca qualcuno. Puoi scrivere: "Salì in auto, si mise ad aspettare. La signora uscì dalla porta." Ma così è uscita subito no? Quindi:
"Salì in auto, si mise ad aspettare. Passarono sei ore. La signora uscì." Chiaro ma brutto. Dicono che non e bello scrivere: passarono dieci minuti. Però si deve farlo capire in qualche modo, no?
Per cui mi verrebbe qualcosa tipo: "Salì in auto, si mise ad aspettare. La luna gli sorrideva da appena sopra i tetti. La luna; gli ricordava Linda, quando era uscita per non farsi mai più rivedere era piena. (Magari ancora un po' di bla bla bla) La signora uscì dalla porta."
Ma anche:
"Salì in auto, si mise ad aspettare.
< riga vuota >
La signora uscì dalla porta."
Può bastare, no? ;) Cosa è meglio? Dico boiate?
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grilloz
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Re: Rendere il tempo che passa

09/06/2016, 21:51

Mmm, bella domanda Mas, perchè in un film ci metti la musica, fai scorrere la telecamera, inquadri l'orologio (orologio che chissà perchè mi fa venire in mente Bud Spencer).
Ma in narrativa? mi viene in mente che si potrebbero usare fenomeni atmosferici, ad esempio:
"si appostò che i lampioni erano accesi da poco. <qualcosa in mezzo> le prime luci dell'alba <ecc ecc voi siete più bravi> la donna uscì dalla porta"
Altre idee potresti fargli ascoltare la radio e far dire al cronista l'ora tipo <ecco a voi il notiziario delle undici> fai succedere qualcosa, beve il caffè, legge il giornale e poi torni sulla radio <buongiorno New York, sono le sei e in questa fredda mattina d'inverno...> La donna uscì dalla porta.
Oppure boh, però dipende un po' dalla situazione.

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Re: Rendere il tempo che passa

09/06/2016, 22:59

Io, fissato come sono per la scienza, gli farei occupare quel tempo in divagazioni mentali su p.es. lo spostamento dell'ombra di un lampione, o del pianeta Giove che percorre un certo tratto di cielo, o tutto quello che si vuole. Bisogna però vedere che tipo è il poliziotto. Se p.es. ama la musica classica, il tempo può essere scandito dal numero di sinfonie di Beethoven che riesce ad ascoltare, o a quale atto della Traviata arriva (e magari deve interrompere sul più bello).

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Re: Rendere il tempo che passa

10/06/2016, 7:26

A me uno spazio bianco farebbe pensare a un cambio di scena, per cui mi manderebbe un po in confusione vedermelo di nuovo lì o vedere uscire la signora (potrei pensare al giorno dopo, a tre giorni dopo...)
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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Re: Rendere il tempo che passa

10/06/2016, 12:56

Io personalmente interromperei la scena con l'appostamento: poliziotto spegne il motore, manda indietro il sedile e incrocia le braccia al petto. Nel caso lo farei stiracchiare prima di riaccendere il motore, può lamentarsi dei muscoli incriccati, del collo irrigidito.

In base alla struttura del testo, farei entrare in gioco un altro personaggio punto di vista che manda avanti la sua linea di trama e solo dopo tornerei sul personaggio dell'appostamento riprendendo con il personaggio che si lamenti del mal di culo dopo sette ore di attesa.

In caso ci sia un altro punto di vista, potrebbe essere il punto di vista proprio del pedinato che fa la doccia, prepara il minestrone, telefona alla telecom, guarda il telegiornale, appende tre quadri, monta una libreria, inghiotte con l'acqua la manciata di viti e bulloni in avanzo, butta un occhio all'orologio, mangia il minestrone e mentre si mette il cappotto per uscire si congratula con se stesso per averci messo solo otto ore a fare tutto.
A quel punto si torna al pedinatore che suda e sta per mettersi a piangere da quanto si sta pisciando.

In caso non ci fosse un altro punto di vista, nel paragrafo successivo metterei il personaggio che si lamenti del mal di culo e della vescica piena dopo sette ore di attesa, cosa che può fare anche mentre riprende l'inseguimento. Non è detto che debba essere esplicitato subito che il poliziotto sia rimasto parcheggiato per sette ore di fila.

Però, potrebbe esserci sempre bisogno di tempo per pensare sull'ineluttabilità del destino e si potrebbero cogliere quelle sette-otto ore di vuoto per pensare al mutuo, a Linda, alla madre di Linda, al tizio con le stampelle che abita al piano di sopra che fa rumore quando cammina, alla signora che abita al piano sopra quello con le stampelle e che quando annaffia le petunie allaga tutti gli appartamenti sottostanti, all'ascensore rotto, alla fame, alla sete, alla vescica piena.

In alternativa, si può dargli compagnia. Il tempo scorre più velocemente quando si chiacchiera con qualcuno che si lamenti per entrambi della durata infinita dell'appostamento. Poi qualcuno dovrà pur andare a far rifornimento di generi di conforto.

In ogni caso: giornale, radio, posizione del sole, entrata/uscita da scuole e uffici, aiutano tutti a dar un'indicazione del tempo che passa che possa essere compresa facilmente senza dilungarsi troppo.

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Re: Rendere il tempo che passa

09/12/2016, 10:24

Amo Geara e le sue dimostrazioni del tempo.
Il lasso di tempo può essere scandito dall'esterno come già detto,
Anche l'idea del cambio pdv.
Oppure 2:00 posizionamento del poliziotto; 7:53, questo segna l'orologio dell'auto e poi le vari bestemmie del poliziotto per i dolori/vescica/fame/sete/sonno.
Il Mozzo.
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Comunque, senza il lupo non esisterebbe nessuna fiaba

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