scrittricepazza
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trama: scaletta o no?

27/11/2018, 11:12

Molti scrittori ritengono che se i personaggi e le ambientazioni sono costruite bene, la storia si scrive da sola. Io ci ho provato e senza una scaletta la trama diventa piatta e noiosa, mi annoio, quando non mi viene più voglia di scrivere vuol dire che c'é qualcosa che non va.
Io credo che una scaletta sia necessaria, altrimenti se ti ritrovi ogni tre per due a fermarti per costruire le reazioni e le azioni dei personaggi piano piano, la storia non la finisci più, il lavoro diventa stressante e ti passa la voglia di impegnarti.
Io credo che una tecnica del genere si possa attuare se hai pochi personaggi e pochi luoghi ben definiti e l'idea di fare un racconto di poche pagine. Ma se hai tanti personaggi, una mappa enorme e un grande progetto affidarsi all'intuito può rivelarsi troppo faticoso, quanto meno una scaletta semplice di poche righe io la farei. Anche perché spesso la trama può aiutare ad aggiustare i personaggi e le ambientazioni in modo da rendere la storia esattamente come l'avevi immaginata. Forse ci sarà un po' di sapore di "costruito" ma per me ne vale la pena.

Molti di questi sostenitori dell'intuito, dicono che è inutile costruirsi una scaletta perché la trama, quando la andrai a scrivere, cambierà inevitabilmente e sarà tutta fatica sprecata. Io non ne sono sicura, perché se ho una scaletta, anche se poi non la rispetto, almeno ho una base da cui partire.
Voi cosa ne pensate? voi costruite una scaletta o vi affidate all'intuito?
scrittricepazza

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Re: trama: scaletta o no?

27/11/2018, 17:05

ciao scrittricepazza
domanda da un milione di euro. Premesso che in scrittura l'unica regola è che non ci sono regole, trovo normale, per un racconto molto lungo, avere le idee più o meno chiare su quello che si vuole arrivare a dire (chiamala scaletta, chiamala idea di fondo). Purtroppo non ci sono mai riuscita, ma continuo a impegnarmi per farlo, in modo da poter padroneggiare sia il metodo "segui il personaggio", sia un metodo più strutturato che (teoricamente) è più facile da seguire, essendo pianificato a monte.
Credo che di base ognuno di noi debba trovare il suo metodo personale, però, come dicevo, provarne altri può aiutarci a migliorare, raffinandolo sempre più.
Per quanto riguarda l'annoiarsi, più che altro quello che può succedere senza pianificazione è che la storia viene a mancare di uno scopo, di una missione, oppure di angst, cioè di tensione, perchè cerchiamo di raccontare di due personaggi magari senza aver chiaro in mente che cosa devono risolvere, scoprire, realizzare. Senza questo nocciolo, senza coflitti, senza imprevisti, per forza la storia diventa piatta. La pianificazione aiuta ma non è l'unica risposta. Credo ci siano persone che ce l'hanno dentro (magari una capacità inconscia di pianificare la trama, che non hanno bisogno di esplicitare e magari non se ne rendono neppure conto).
o!
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Re: trama: scaletta o no?

27/11/2018, 17:25

Ciao. E' una cosa molto soggettiva. Come dici tu c'è chi scrive una scaletta tanto minuziosa che è già quasi un romanzo (schematico) e chi invece chi va totalmente a braccio. In mezzo quelli che fanno schemi semplici, piccole scalette, un po' di appunti.
Un po' dipende anche da cosa scrivi, se scrivi dei gialli o dei romanzi dalla trama molto complicata è una cosa, se scrivi narrativa è un'altra.
Io se devo scrivere usando una scaletta poi mi annoio, la storia non mi sorprende e non mi diverto.
A un corso di scrittura a cui partecipai, un tizio che si occupava di scrittura creativa diceva che la scaletta era il male assoluto (se poi scrivi una bozza del finale è molto probabile tu non arriverai mai alla fine della stesura)
Un altro sosteneva che senza scaletta non poteva scrivere (questo era molto analitico).

Quando dici che ti stresserebbe stare sempre a pensare alle reazioni dei personaggi è quanto più lontano dal mio modo di scrivere. La storia la devo avere in testa, ci metto anche mesi per coltivarla; ogni giorno ci metto un pezzetto nuovo. E poi quando scrivo a volte succede che un personaggio fa cose che nemmeno io mi aspettavo, dice una battuta senza senso, fa un'azione non prevista. E la storia prende una piega diversa. Io rido, la lascio venire fuori. A volte ci si incasina, altre diventa una piega fondamentale. Ma questo è il mio approccio alla scrittura, non è una regola, anzi.
Siamo sporchi, bastardi e cattivi... Siamo Pirati.

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