Stefano65
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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 13:41

Titty ha scritto:Ciao Stefano. Ti do del tu. Qui facciamo così.
Parlo io perché arrivammo al discorso del narratore onnisciente poco dopo una mia lettura. Comunque se ne parla sempre, al di là di chi ha avviato il discorso. Sono d'accordo sul fatto che non sia una moda, non deve esserlo. Non è che se quasi tutti ora scrivano in terza persona, tutti a farlo. No. Deve essere congeniale alla storia e, ammetterai con me, che non è semplice scrivere in quel modo. Nel libro che avevo letto è stato un disastro. Alla fine ha buttato all'aria quell'idea buona, i personaggi erano sotto controllo e...fine. Finale troncato. Vabbè, capita, pure nelle migliori famiglie. Siamo qui per imparare.

A me non è congeniale scrivere in questo momento scrivere con la narrazione onnisciente poiché mi piace concentrarmi su un personaggio. Tuttavia mai dire mai. Solo gli sciocchi non cambiano mai idea. Diciamo che è forte detto così. Rettifico: non sapremo mai se, come e cosa scriveremo in futuro. Escludere a priori è limitante. Chissà se quel che crediamo di non saper scrivere o non piaccia sia la nostra strada?
Come Paolino, hai altri esempi da darci su qualcosa che hai letto con questo tipo di narrazione?

A presto.


Ciao Titty,
per favore, dammi del “Tu”... ;)

Nella mia personale classifica, la Prima Persona è la più semplice, quella cioè che mi permette di scrivere di getto (editando poi) senza preoccuparmi troppo.
Poi viene la Terza Persona (tutte e due) e infine il NO. Sì, trovo molto difficile scrivere con quest’ultima, rimanendo interessanti.
C’è anche la Seconda Persona, ma è un’espansione della Prima, e la si utilizza solo per componimenti molto brevi, quasi epistolari.

Quasi tutta la letterarura italiana ottocentesca e inizio ‘900 è in NO, era lo standard, poi con l’avvento del Cinema, si è creata la figura dello Sceneggiatore e quindi l’esigenza di una scrittura snella ed essenziale. Si è infine evoluta nel “Show, don’t Tell” che conosciamo oggi. Anche se c’è da dire che la scrittra snella ed essenziale c’era già da secoli, ma non era così in voga.

Senza prendere esempi astrusi, il Manzoni scriveva in NO. Al di là che trovo il Manzoni estremamente lento e piuttosto noioso, quello è un bell’esempio di scrittura in NO.

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Titty
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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 14:21

E tu sia.

D'istinto anch'io scriverei in prima persona, capisco che non posso farlo sempre. Mi viene più spontaneo, fatico meno, mettiamola così. Quando scrivo in terza persona ragiono bene su chi focalizzarmi. Non ho mai scritto con il NO, mentre in seconda persona (singolare) l'ho fatto pure qui un mini racconto. Cercalo, se vuoi. È difficile. Solo Calvino può farlo. Io mi fermerei a pagina 2, mi sa. Ogni tanto negli esercizi di scrittura ho usato la seconda persona e, seppure non temo nulla o quasi, figuraccia più, figuraccia meno, soffro un po' con il Tu narrativo (TUtto torna).

Su Manzoni non sono proprio d'accordo. Non è certo la lettura dinamica d'adesso, ma caspiterina, scriveva bene. Che ne dici?

Posso dirti che sto leggendo più i contemporanei in questo momento e lo scorso anno, ho fatto la mia prima e non ultima (speriamo) lettura condivisa con "Billy Budd" di Herman Melville. Quella scrittura non è essenziale. A me è piaciuta.

Fuori argomento: a proposito di lettura condivisa, tra poco inizierò "La fata carabina" di Pennac. Chi vuole leggere insieme, lo aspetterò.

Chiudo. Alla prossima.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 14:36

Manzoni a livello di tecnica è stato un mostro: come conosceva lui la lingua italiana, pochi altri possono fregiarsene.

Rimane comunque un tipo di scrittura dura da digerire.
Per me, ovviamente.

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paolino66
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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 16:05

Ho la sensazione che ci sia una certa confusione fra persona e punto di vista...

Paolino
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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 16:41

Possibile. Io sono sempre confusa, lo ammetto. E sbaglio, lo ammetto. Parliamone.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 17:20

paolino66 ha scritto:Ho la sensazione che ci sia una certa confusione fra persona e punto di vista...

Paolino



Cioè? Il Punto di Vista è quello: Prima Persona, Terza ecc.

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paolino66
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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 18:57

Intanto date un'occhiata qui:

https://it.wikipedia.org/wiki/Focalizzazione_(narratologia)
http://studentincrisi.altervista.org/jo ... zione.html

Per la persona, invece, basta questo (basterebbe il senso comune, a dire il vero):

https://it.wikipedia.org/wiki/Persona_(linguistica)

Per ragioni di coerenza ontologica, potrei chiamarla, accade che se si è in prima persona, la focalizzazione è necessariamente interna (a meno che non sia Dio stesso a narrare qualcosa, o un personaggio fantasy capace di entrare nella testa di ogni personaggio della storia - ma anche qui c'è da discutere).

Se si narra in terza persona, non è detto che si adotti la focalizzazione zero (ovvero, il famigerato NO): ci si può focalizzare all'interno di un personaggio P ("punto di vista" di P), o passare da P1 a P2, P3, ..., Pn, alternarli a piacere... (o gestirli in parallelo, con tecniche alla Antunes: alla prossima visita in libreria, sfogliate un romanzo di Antunes per capire di cosa parlo).

In sostanza, si tratta di concetti ben diversi.


Paolino
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Re: Narratore onnisciente

14/01/2018, 19:22

Difatti qui ci stiamo incartando tra la focalizzazione e persona.

Sul NO non abbiamo dubbi.
Su quella della terza persona che si può narrare in focalizzazione esterna o interna può trarre in inganno. Comunque si parlava di NO e della preferenza della persona nelle nostre narrazioni anche se io ho solo letto, di romanzi non ne ho scritti nessuno. È bene comunque sapere che un conto che il narratore sappia tutto (focalizzazione interna) o come il lettore (focalizzazione esterna) non sa cosa succederà e procede per passi. O sto sbagliando?

Due link non si aprono, ma è irrilevante, quello sulle focalizzazioni basta e avanza.

Grazie. Molto più chiaro e preciso nella mia mente. :fiut:
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Re: Narratore onnisciente

15/01/2018, 2:58

paolino66 ha scritto:Ho la sensazione che ci sia una certa confusione fra persona e punto di vista...

Paolino


Ho letto la tua spiegazione e ho visto il link che hai messo (due non funzionano, ma i concetti del terzo sono chiarissimi).
Continuo a non vedere la differenza tra la mia spiegazione e la tua, tra la Focalizzazione e il Punto di Vista.
Il che, beninteso, potrebbe essere un limite esclusivamente mio...

La focalizzazione non è il processo per far diventare qualcuno in foca, ma il "riflettore" puntato su un personaggio (focalizzazione = messa a fuoco-evidenziatura su qualcuno/qualcosa), che può essere interna al personaggio o esterna, e può comprendere uno o più personaggi.
O tutto l'insieme, come nel caso della Terza Persona Onniscente, nella quale lo scrittore interviene a dare informazioni come "voce fuori campo" e il lettore sa sempre tutto ciò che succede nelle teste dei personaggi, può spaziare nel futuro o nel passato della vicenda e ha anche il giudizio del Narratore/Scrittore (che non sempre coincidono).

Si può usare l'onniscente quando il libro (il capitolo o la scena) è narrata da un testimone dei fatti, il quale aggiunge anche il suo personale giudizio.

Perdonami ancora, ma io proprio non vedo la differenza tra Focalizzazione e Punti di Vista: tu dici, per esempio: "Focalizzazione Interna" e io dico: "Punto di Vista in Prima Persona". Tutti e due hanno i pensieri di un solo personaggio e non escono dalla sua testa, hanno quindi una sola visione del mondo.
Che differenza fa se li chiamo diversamente, ma hanno la stessa funzione?

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Re: Narratore onnisciente

15/01/2018, 5:45

Il copia-incolla semplice non bastava... provate ora: i link Wikipedia dovrebbero andare bene.

La differenza non è fra "focalizzazione" (termine tecnico della narratologia) e "punto di vista" (locuzione usata abitualmente da scrittori, insegnanti ecc.), ma fra "focalizzazione" e "persona".

Se scrivi in prima persona, la focalizzazione (la telecamera montata sulla fronte, diciamo così) è necessariamente limitata (interna, secondo i narratologi).

Scrivendo in terza, invece, si ha la libertà di dire qualunque cosa su chiunque/qualsiasi cosa. Se utilizzi tutta la libertà a disposizione, sei nel NO. Se limiti questa libertà e piazzi la telecamera su uno dei tuoi personaggi, adotti la focalizzazione interna (sottinteso: a quel personaggio): vedi le cose dal suo punto di vista.

In effetti diciamo quasi le stesse cose, ma considera che non mi sto rivolgendo solo a te: ho notato questo dubbio presso altri. Comunque, più si dicono queste cose, possibilmente con giri di parole diversi, meglio è.


Paolino
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