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MasMas
Pirata
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Lettore visivo, uditivo, cinestesico

14/12/2015, 12:41

Non c’entra coi cinesi. Cinestesico, cinestesìa… presente?
No?
Beh sai ci sono lettori e lettori, giusto? Lettori voraci, lettori attenti, lettori da borsetta, lettori da la sera a letto e lettori da cesso.
E a noi che ci frega?
Scrivere è comunicare, no? Cioè tu pensi a una cosa, ne scrivi, lui legge e interpreta quello che hai scritto creando un pensiero. Insomma scrivere è anche trasferire il tuo pensiero, la tua idea, al lettore.
Per cui bisogna imparare a farlo al meglio. E può essere utile capire i generi di lettori, per sapere come è meglio arrivare al loro cervellino.
E qui si inserisce tutta quella roba sulla PNL e il show don’t tell, di cui magari parleremo poi.
Ma per il momento, focalizziamoci sul fatto che c'è chi dice che le persone, pur avendo cinque sensi, ne prediligono uno. O meglio, prediligono un canale comunicativo tra tre: il visivo, l’uditivo e il conestoga… cineasta… scolpapasta… cinestesico. Che sarebbe, il cinestesico, quello che si associa alla fisicità, quindi il movimento, il gusto, il tatto.
Dicono, che se a uno gli parli attraverso quel canale, percepisce meglio, comprende con più facilità, e troverà più accattivante e interessante ciò che dici.
Dicono, che per questo motivo a ogni tipo di lettore è meglio se gli scrivi utilizzando quel canale. Cioè non che a uno gli fai leggere, all’altro gli racconti e a quell’altro glielo fai capire a sberle. Devi usare termini che richiamino quel canale; e anche frasi, e scene.
Per cui, a un visivo gli descriverai i capelli della signora come “biondi”. All’uditivo gli dirai che “frusciavano”. Al cinestesico che “scivolavano sulle spalle”. Cioè non è che è un obbligo, però, dicono, così troverà quei capelli più belli, più vivi, più reali. Il nostro scritto gli piacerà di più.
Quindi d’ora in poi, tre romanzi, uno per visivi, uno per uditivi e uno per cinestesici. No?
Ma famo de no, dai. Basterà dire “i capelli biondi frusciavano sulle spalle”. E il gioco è fatto, no? Un po’ per uno.
Che poi gli americani fanno così anche per i generi cinematografici, per esempio, ma anche questa è un’altra storia.
Insomma, se vogliamo cogliere nel segno senza scontentare nessuno, inseriamo sia stimoli visivi, che uditivi, che cinestesici, così da accontentare tutti i potenziali lettori. O meglio, da raggiungere le loro corde più sensibili, affondare il nostro messaggio più in profondità nel loro subconscio.
O no? Ve pare ‘na boiata? Lo sapevate già? Io credo che lo spessero già i greci, ma insomma… sai gli americani.
Perché non proviamo?
Chi scrive la stessa cosa visiva, uditiva e cinestesica? E poi le mette insieme?
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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