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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

28/02/2017, 18:01

Il giusto. Come mi sembra di aver capito da ciò che dice Pontiggia.
Come l'esempio del "cielo" o "cielo azzurro ".
Non è per niente semplice. E sono d'accordo con te, Paolino, non è solo "tagliare ".
Da tornarci. Da sperimentare. Continuando a scrivere?
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

28/02/2017, 18:04

Aiutami a capire, Paolino. Se quell'aggettivo non aggiunge nulla è meglio non metterlo.
Potrebbe essere vista anche in questa ottica?
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 11:03

Non so se vergognarmi o meno di questa mia attitudine. Ho l'abitudine di prendere appunti, anche nel caso dell'ascolto della trasmissione radiofonica di Pintiggia, non solo coi vari corsi.
Se non appunto, mi perdo dei passaggi, dei consigli preziosi, delle riflessioni.
#le mie stranezze da appuntatrice seriale di appunti.
fiut

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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 11:23

Non so quanto posso aiutarti per una cosa, "capire", che innanzitutto devo fare per me stesso...

Io la vedo così. Che sia meglio "cielo" rispetto a "cielo azzurro", dipende NON da una regola predeterminata sull'uso dell'aggettivazione, ma dal senso che l'autore vuole dare al proprio gesto espressivo. Renard, citato da Pontiggia, preferiva "cielo" perché la sua personale ricerca espressiva lo portava in quella direzione. Altri autori si regolano diversamente.

Leggete questo:

Era ancora primavera. Ricordo che il vento soffiò quasi ininterrottamente per tre mesi, e se per caso smetteva (qualche ora o qualche giorno - mai più di due o tre) pareva di sentirlo ancora, gemente e tempestoso, non al di fuori ma come all'interno delle teste: sonagli, voci svuotate del loro contenuto, piene soltanto di rumore e, sembrava, di polvere che penetrava ovunque, si insinuava sotto le palpebre ardenti, nella bocca, comunicando il suo sapore agli alimenti, interponendo fra l'epidermide delle dita e quel che afferravano (carte lasciate sulla scrivania la sera prima, piatti, posate) quella pellicola ossessiva, impercettibile e granulosa.

Che ne pensate?


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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 11:36

Penso, come dicevo in un commento antecedente, che l'uso degli aggettivi deve essere giusto. Giusto per lo scrittore e ciò che vuole esprimere.
Nell'esempio di cielo era superfluo aggiungere il colore, ma poi dovrei leggere tutto il pezzo perché dipende cosa stai descrivendo c'è bisogno di aggettivi appropriati. Ecco, direi che quell'aggettivo deve essere appropriato, che lì è giusto che ci sia.

Nel testo che hai messo oggi l'autore mette tanti aggettivi. Dipende da cosa vuoi comunicare. Per me un aggettivo o più se messi in sequenza vogliono marcare un concetto, una situazione, una descrizione, uno stato d'animo.
In tal senso non è un abuso.
In altri casi non è necessario mettere quell'aggettivo.
Forse con esempi rende meglio.
Nel testo di oggi penso che rendano gli aggettivi messi.
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 12:06

Penso anch'io che rendano... Il testo è tratto da "Le vent" ("Il vento") di Claude Simon, premio nobel 1985 (non lo cercate, non è tradotto in italiano, questo brano l'ho tradotto io qualche mese fa). In questo romanzo il vento è uno dei protagonisti, insieme ai personaggi in carne e ossa.

Di aggettivi, in verità, ve ne sono piuttosto pochi: la coppia "gemente e tempestoso", "ardenti" riferito alle palpebre, e il trio finale "ossessiva, impercettibile e granulosa". Test operativo: provate a toglierli e "vedete di nascosto l'effetto che fa".


Paolino
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 12:29

Compito? Ci proverò. Grazie. ;)
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 13:34

Paolino afferma: "Questo brano l'ho tradotto io qualche mese fa."
Titty esclama: :o
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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 15:36

Titty ha scritto:Titty esclama: :o


Con il francese me la cavo quanto basta. Ecco la versione originale. Chi sa il francese capisce subito che alcuni passaggi sono discutibili (suggerite miglioramenti, s'il vous plaît...).

C’était encore le printemps. Je me rappelle que le vent souffla presque sans interruption pendant trois mois, au point que lorsque par hasard il s’arrêtait (quelques heures ou quelques jours — jamais plus de deux ou trois) on avait l’impression de l’entendre encore, gémissant et tempêtant, non pas au dehors mais comme à l’intérieur même des têtes : grelots, voix vidées de leur contenu, seulement pleines de bruit et, semblait-il, de cette poussière aussi qui pénétrait, partout, s’insinuait sous les paupières brûlantes, dans la bouche, communiquant sa saveur aux aliments, interposant entre l’épiderme des doigts et ce qu’ils saisissaient (papiers oubliés la veille sur le bureau, assiettes, couverts) cette pellicule obsédante, imperceptible et granuleuse.


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Re: AGGETTIVI - il parere di un maestro

01/03/2017, 18:27

Il mio francese è arrugginito. Vedendo il testo è diventato pessimo senza praticarlo più.
Sono ferrata in spagnolo, quindi non potrei suggerire. Però mi piace leggerlo in francese. Che bello.
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