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Consiglio di lettura

17/10/2016, 22:01

"101 storie zen" un'opera di Nyogen Senzaki e Paul Reps
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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Re: Consiglio di lettura

18/10/2016, 13:19

Dai, dicci qualcosa in più :P

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Re: Consiglio di lettura

18/10/2016, 17:37

Me le sto rileggendo volentieri e volevo consigliarle. Sono 101 storie, ovviamente, corte. Si potrebbe anche leggerle una a sera; sarebbe un rituale molto carino.
Riporto testualmente la spiegazione del libro.

101 storie zen è un'opera di Nyogen Senzaki e Paul Reps del 1957 che raccoglie aneddoti, alcuni dei quali
risalenti al diciannovesimo e ventesimo secolo, e kōan zen.
In particolare 101 storie zen seleziona anche una serie di racconti tratti dal Shasekishū (Raccolta di pietre e
di sabbia), composti tra il 1279 e il 1283 dal maestro buddhista zen giapponese Mujū Ichien (1226-1312).

101 STORIE ZEN.
Questi racconti sono in parte tratti da un testo intitolato il "Shaseki-shu" [Raccolta di Pietra e di Sabbia], che
Muju (il «non-dimorante»), un maestro giapponese di Zen, scrisse alla fine del tredicesimo secolo, e in
parte da varie altre raccolte di aneddoti di monaci Zen pubblicate in Giappone tra la fine del secolo scorso e
il principio di questo.
Gli Orientali, più attenti all'essere che all'agire, hanno sempre avuto il massimo rispetto per l'uomo che ha
scoperto il proprio io. Un uomo siffatto si prefigge, seguendo l'esempio di Buddha, di dischiudere la propria
consapevolezza.
I racconti qui presentati parlano di queste scoperte dell'io.
Quanto segue è tratto dalla prefazione alla prima edizione inglese di questi racconti ["101 Zen Stories",
transcribed by Nyogen Senzaki and Paul Reps, London and Philadelphia, 1939].
Lo Zen potrebbe essere definito l'arte e il proposito interiori dell'Oriente. Fu trapiantato in Cina da
Bodhidharma, che vi giunse dall'India nel sesto secolo, e fu portato verso l'est sino in Giappone a partire dal
dodicesimo secolo. E' stato così descritto: «Uno speciale insegnamento senza scritture, al di là delle parole
e delle lettere, che mira all'essenza spirituale dell'uomo, che vede direttamente nella sua natura, che
raggiunge l'Illuminazione».
In Cina lo Zen fu conosciuto col nome di Ch'an. I maestri di Ch'an-Zen, anziché essere seguaci del Buddha,
aspirano ad essere i suoi amici e a stabilire con l'universo un rapporto simpatetico come fecero Buddha e
Gesù. Lo Zen non è una setta ma un'esperienza.
L'abitudine Zen della ricerca di sé mediante la meditazione per realizzare la propria vera natura,
accompagnata dal disprezzo per il formalismo, dall'insistenza sull'autodisciplina e la semplicità di vita, finì con l'ottenere il favore della nobiltà e delle classi dominanti del Giappone e il profondo rispetto di tutte le
correnti filosofiche dell'Oriente.
I drammi No sono racconti Zen. Lo spirito Zen ha finito col significare non soltanto la pace e la
comprensione, ma la devozione all'arte e al lavoro, il ricco dispiegarsi
dell'appagamento, che apre la porta all'intuito, l'espressione della bellezza innata, il fascino inafferrabile
dell'incompletezza. Lo Zen ha molti significati, nessuno del tutto definibile. Se sono definiti, non sono Zen.
E' stato detto che se si ha lo Zen nella propria vita, non si ha più nessuna paura, nessun dubbio, nessun
desiderio superfluo, nessuna emozione estrema. Non si è turbati né da atteggiamenti ingenerosi né da
azioni egoistiche. Si serve l'umanità umilmente, attuando con misericordia la propria presenza in questo
mondo e osservando la propria fine come un petalo che cada da un fiore. Sereni, si gode la vita in beata
tranquillità. Questo è lo spirito dello Zen, la cui veste sono le migliaia di templi in Cina e in Giappone, i preti
e i monaci, ricchezza e prestigio, e spesso proprio quel formalismo che esso vorrebbe trascendere.
Studiare lo Zen, il fiorire della propria natura, non è impresa facile in nessun'epoca e in nessuna civiltà.
Molti insegnanti, veri e falsi, si sono proposti di aiutare altri in tale compito. Questi racconti sono il risultato
di innumerevoli e autentiche avventure nello Zen. Che il lettore a sua volta possa realizzarle oggi nella sua quotidiana esperienza di vita.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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Re: Consiglio di lettura

18/10/2016, 20:32

Interessante.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Re: Consiglio di lettura

18/10/2016, 21:17

Molto. Provare, per credere. :)
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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