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Re: Racconti di note #8 - scadenza 25-01-2018

20/01/2018, 9:46

Ok. ;) o!
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F. Kafka

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Re: Racconti di note #8 - scadenza 25-01-2018

25/01/2018, 11:06

Purtroppo il mio racconto per questa sfida è ancora un inizio di bozza, dubito vedrà la luce in poche ore...
Purtroppo in questo periodo ho modo di scrivere davvero poco, mi spiace perché la sfida mi intrigava. :(
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
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Helena J. Rubino
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Re: Racconti di note #8 - scadenza 25-01-2018

25/01/2018, 12:13

Ho buttato giù qualcosa velocemente, magari l'dea è buona, ma non ho avuto modo di controllare se va bene la forma.
Il tempo stringe! Casomai sarete voi a correggermi zac

Uno spettacolo da non perdere

Nel locale in penombra i clienti seduti ai tavoli sorseggiano tranquilli, i loro sguardi inebriati dal bourbon.
Uno sconosciuto strimpella il Jazz al pianoforte.
Siedo da solo, in disparte. Il barista conosce i miei gusti, si presenta con la birra già pronta. In genere ha una parola buona per tutti, ma oggi accenna un sorriso striminzito, sbadiglia, e trascinandosi come se avesse attaccate due palle di piombo alle caviglie, torna dietro al banco. Una ragazza appena uscita dal bagno lo raggiunge, gli solletica sotto il mento, e riempie due bicchierini di liquore. Fabrizio lo beve tutto in un sorso, mentre lei lo assaggia appena, e poi comincia a ballare in modo sensuale tra i tavoli.
La bionda muove il bacino a ritmo della musica, le calze a rete fasciano le cosce, e un corpetto striminzito solleva un seno che potrei usare come vassoio per la mia pinta. Sbattendo le ciglia, si avvicina a me.
Strizza l’occhio, mi manda un bacio con le labbra rosse e un neo alla Marylin Monroe. Posa il sedere sul tavolo e poi la schiena, distesa come a offrirsi. Si solleva di scatto quando allungo la mano per darle una carezza, occhi negli occhi, il suo naso sfiora il mio e sento brividi ovunque.
Si alza e continua a ballare, sventola il sedere in faccia agli altri clienti che estasiati rimangono a bocca spalancata, e ripete lo stesso gioco di seduzione con ognuno di loro.
Sono stato il primo fesso a sbavarle dietro, credendo di essere quello speciale tra i tanti. Mi sento un’idiota.
Mi perdo nei miei pensieri e dopo un po' mi accorgo che nel locale regna il silenzio, seguito da un brusio: l’uomo al pianoforte e la ballerina sono scomparsi.
Mi avvicino al banco, Fabrizio dorme con il bicchierino in mano. Non ho mai visto il barista in quelle condizioni. La cassa è aperta, vuota.
Faccio per estrarre il portafogli dal taschino interno della giacca. Mi palpo le tasche dei pantaloni, sono vuote; mi blocco. Mi allungo per dare una scrollata a Fabrizio; l'uomo grugnisce infastidito.
Sorrido e mi tranquillizzo: sta solo dormendo.
Torno a sedere nel mio angolino, prima o poi anche gli altri si accorgeranno del furto: non voglio perdermi questo spettacolo.

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Re: Racconti di note #8 - scadenza 25-01-2018

26/01/2018, 6:20

anche il mio racconto è ancora solo abbozzato....

N come Notte

Ci sono parole con una forza tale che bastano da sole a fare poesia. Notte è una di queste.

Di notte da bambino avevo paura, sentivo i rumori dell’ascensore, i passi di chi rincasava e altri mille suoni misteriosi. Mi coprivo la testa con le coperte e aspettavo che venisse il giorno, non potevo andare nel letto della mamma.
Poi sono cresciuto e la notte e diventata simbolo di libertà.
Il suono del citofono era il segnale. Fabio mi aspettava di sotto davanti al portone con la sua Fiat uno color crema (brutta per carità, ma sempre meglio della mia 127 verde pisello).
Macchina accesa, sigaretta accesa e il suo profumo (Drakkar noir) che faceva a gara con il mio (Paco Rabanne) a riempire, a saturare l'abitacolo.
“Quanto cazzo ci ha messo a scendere, è mezz’ora che ti aspetto!”
“Ma che cazzo dici. Cinque minuti, il tempo di mette un po’ di gel sui capelli”.
In genere questo era il nostro saluto.
Fabio Aveva diciotto anni e i genitori gli avevano comprato la macchina per non fargli usare la moto, avevano paura.
La Tuscolana e l’Appia erano la nostra California e all’epoca non c’erano né autovelox né punti sulla patente e si sfrecciava tranquilli e felici.
Una delle nostre mete era la comitiva Dark di Anzio, perché Fabio mi aveva assicurato la presenza di ragazze che ci stavano (modo di dire borgataro per indicare la facilità di approccio di tipo sessuale con una ragazza). Una era Cecilia il leader della comitiva, insegnante di danza e fissata con le pratiche esoteriche. Aveva due lunghe trecce bionde al lati del viso, occhi verdi e un fisico mozzafiato. L’altra era una sua allieva: Anna. Aspetto da contadina, alta, spalle grosse, mani grandi e soprattutto due tette enormi. Di giorno lavorava in un forno, vendeva il pane. Di notte si vestiva di nero aveva i capelli viola e le piaceva ballare.

La nostra notte era in divisa in fasi.

I° fase: partenza con stereo a palla (termine borgataro per indicare il volume delle musica altissimo). Noi nella macchina che cantiamo a squarciagola "Funky...funky" e davanti un lingua di asfalto nero, poco illuminato che ci porta fino al molo di Anzio.

II° fase: Saluti e baci a tutti quelli della comitiva, cazzeggio in piedi fuori all'aperto per decidere in quale locale andare, fino a entrare in qualche birreria nei dintorni. Cecilia che racconta delle sue vite precedenti, mentre Fabio le chiede se si erano già conosciuti. Io sondo il terreno con Anna. Le sfioro le mani, intanto lei mi racconta della sua passione per la danza, ci scambiamo patatine e arachidi, imboccandoci a vicenda.

III° fase: Tutti fuori con una bottiglia di birra in mano ci dirigiamo verso gli scogli. Per chi non lo sapesse Anzio è una località balneare vicino Roma. Dagli scogli il mare sembra una tavola nera interrotta solo a tratti dal bianco delle onde, verrebbe quasi da dire...il mare di notte è come un film... dei Vanzina visto alla TV.
Davanti al mare si formano le coppie. Fabio si apparta con Cecilia e io con Anna.

IV° fase: la più trasgressiva. Finalmente si saluta il resto del gruppo e noi abbiamo il compito di accompagnare a casa le due ragazze. Tutti vestiti di nero, prima di portarle nelle rispettive abitazioni, facciamo tappa all'ingresso del cimitero. Qui in silenzio, senza scendere dalla macchina, al culmine dell'azione disinibitoria dell'alcol, diamo vita a una scena stile film americano anni '60 (avete presente Happy days, Fonzie e company). Fabio seduto dalla parte del guidatore comincia a palpeggiare e baciare Cecilia, mentre io dietro mi perdo tra le tette di Anna. Insomma in altri termini (e non so quanti attuali) limoniamo, pomiciamo, in inglese facciamo “petting” oppure, come si diceva all'epoca dalle mie parti: “se famo 'na paccata”.
Ecco farsi una “paccata”, con due ragazze dark davanti a un cimitero, era il massimo della trasgressione del mio post adolescenza.
Naturalmente c'era anche una V° fase: Il ritorno a casa.
Sempre stereo a palla e una grande fatica a rimanere svegli. Per fortuna le strade, alle quattro del mattino, erano vuote, così ci si poteva anche addormentare davanti a un semaforo, senza timore di essere colpiti da qualche auto.
Quando poi rientravo a casa, sentivo un sospiro provenire dalla camera da letto di mia madre, il clic dell'interuttore e la luce che nella sua stanza si spegneva.
sembra che le nuvole si spalanchino e scoprano tesori pronti a piovermi addosso

Helena J. Rubino
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Re: Racconti di note #8 - scadenza 25-01-2018

26/01/2018, 10:05

Grande Calibano, mi hai riportata alla gioventù, non che avessi i capelli viola o pomiciassi davanti ai cimiteri, ma per l'atmosfera che hai creato, sia con i termini che ora non sono più in uso, sia con l'ambientazione... in quegli anni era tutto meno frenetico, più spontaneo, e adesso provo nostalgia.
Grazie per le emozioni <3

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Re: Racconti di note #8 - scadenza 25-01-2018

26/01/2018, 15:17

Grande te.. Helena. Grazie Ti lovvo (si dice ancora?)
sembra che le nuvole si spalanchino e scoprano tesori pronti a piovermi addosso

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Re: Racconti di note #8 - scadenza 25-01-2018

28/01/2018, 9:04

A sorpresa abbiamo da scegliere!
Votiamo fino al 10 febbraio.
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Re: Racconti di note #8 - votazione fino al 10-02-2018

24/02/2018, 15:11

Dai davvero nonsi riesce a scegliere tra due racconti brevi? Dai votate, aspettiamo qualche parere ancora fino a fine mese.

Beh io ho trovato carino il ricordo di Calibano, ma la storia di Helena di più, quindi voto lei.

Avanti miei prodi pelatori!
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Re: Racconti di note #8 - votazione fino al 10-02-2018

24/02/2018, 16:59

A me è piaciuto il racconto di Calibano.

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Re: Racconti di note #8 - votazione fino al 10-02-2018

24/02/2018, 17:19

Io credevo che non si votasse per il semplice fatto che erano pochi scritti. Comunque, votiamo. Pure io voto Calibano. Ciao e buon sabato.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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