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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

19/12/2017, 5:43

Oltre lo specchio

Nel bagno dello studio legale le pareti bianco titanio si riflettono nell'enorme specchiera che sovrasta un lavabo in marmo con rubinetti dorati.
Al centro del candore al quadrato, nel riverbero delle luci al neon, la mia copia mi guarda dall'altra parte dello specchio: ha gli occhi gonfi di chi ha appena pianto e il trucco sciolto la fa sembrare la caricatura di un tasso.

Tira fuori dalla borsetta un flaconcino, ha lo sguardo spiritato di chi vede un pasto sostanzioso dopo un digiuno troppo lungo. Nella boccetta tiene una polvere rosa, brillante, proprio quella che ho comprato al parco qualche sera fa. Ormai quando vedono una donna aggirarsi in certi posti sanno già cosa cerca, e la approcciano senza mezzi termini: «Ti serve Amore? A una carina come te? Sono cento a boccetta, oppure possiamo metterci d'accordo...»
Lascio i soldi e me ne vado senza discutere, mi sento abbastanza sporca così.

La mia speculare compagna di sventure stende un po' di glitter rosé sul dorso della mano ossuta, arrotola una banconota da dieci euro e la infila in una narice; chiudo gli occhi e inspiro forte.

Il sapore di lamponi ci inonda il cervello, ogni sinapsi brucia all'unisono in una sinfonia magistrale.
Ci guardiamo intorno. Le luci del bagno si fanno soffuse, le pareti brillano dell'opalescenza della madreperla e dall'altra parte dello specchio mi vedo stupenda, una creatura angelica avvolta da un'aura di dolcezza e protezione.
Ci incamminiamo all'unisono verso l'uscita, è tempo di firmare i documenti del divorzio.

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Gattoula
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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

19/12/2017, 7:06

Un penny per i tuoi pensieri

Lisa sedeva sulle rive del lago: Hide Park le appariva particolarmente magico all'ora del tramonto, quando i ragazzini tornavano a casa con le famiglie, e i prati si dischiudevano ai sospiri degli innamorati.
Stava lì coi piedi ciondoloni nell'acqua, la mente persa tra il ricordo dell'ex fidanzato e il sogno del Grande Amore che prima o poi sarebbe arrivato.
Con la mano trastullava quel caramelloso ciondolo che portava al collo, una boccettina contenente sabbie colorate che la sorellina le aveva fatto nel vederla così melancolica.
Improvvisamente, sbadataggine?, il tappo si aprì, e diversi granelli di sabbia caddero sull'acqua. Non fece neanche in tempo a dispiacersi, che subito da questi nacque un vortice di fumo rosato che la avvolse completamente, prima di trasformarsi in un elegantissimo giovane.
"Buongiorno, Lisa! Sono il tuo desiderio."
"???"
"Non hai forse desiderato un principe, che corra da te e sappia amarti e coccolarti e valorizzarti senza mai tradirti e difendendoti dai cattivi che vogliano farri del male?"
"Beh... sì, ma..."
"Niente ma! I desideri sono fatti apposta per essere realizzati! Vieni su che ci sposiamo e poi andiamo a vivere nel mio castello!"
"...?"
"Non ti va bene vivere in un castello? Effettivamente non lo avevi chiesto, ma di solito i principi non vivono nei castelli?"
"Beh, sì..."
"Bene, allora castello sia!"
Il principe la baciò, si udì una musica celestiale, il suo vestitino si trasformò in un abito da sogno, incominciarono a ballare, e vissero per sempre felici e contenti.
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

21/12/2017, 12:02

Dolce Pioggia

Sospesa. Per diversi minuti era rimasta a guardare fuori, sperando di poter leggere un presagio. Le sedie della sala d’attesa erano scomode, non riusciva a trovare una posizione, aveva sfogliato già tre riviste. Dovunque c’erano consigli e sorrisi di famiglie. Famiglie, su quella parola le veniva un magone in gola, ma era una sensazione che si diluiva nell’aria. Rimaneva una frizzante euforia che non la lasciava andare. Aspettava ormai da mezz’ora. Fuori il cielo era ancora limpido. Le previsioni avevano dato pioggia. Poi pensò al nome pioggia. Non era che un nome comune di cosa, non si poteva certo chiamare così un bambino. Pioggia eppure quel nome le piaceva immensamente. “Pioggia di stelle cadenti”, forse in qualche cultura diversa dalla sua, c’era un nome che racchiudeva quel significato. Voleva trovarlo, ma la sedia continuava a essere scomoda. Le scarpe erano strette e faceva caldo. Un caldo umido che le arricciava i capelli facendola sembrare un leone appena svegliato. Si accarezzò una pancia nascosta dentro pantaloni che a breve non avrebbe più messo, sfogliò ancora la rivista e trovò qualcosa che la fece commuovere. Piccoli ciondoli rosa. Ognuno aveva un disegno diverso, ma quello più grande aveva la lettera P. Le lacrime un po’ come la pioggia arrivano improvvise, colando via il rimmel nero e così era successo anche in quel momento. Era il messaggio che cercava quel giorno. A lei che sarebbe stata una famiglia per la sua creatura. Insieme sarebbero stati pioggia e arcobaleno. Forse rosa.

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ArtiXmi
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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

31/12/2017, 17:46

Io non ho mai scritto rosa, che sia chiaro.
E ne sono venuti fuori due.

1/2
Glitch

Love. Boccetta, tappo e fiocco.
Le chiamano gocce d'amore.
Era questo che volevo?

Simone, unico amore della mia insulsa vita.
Da sempre a seguirlo, ombra della sua ombra. E come tale mi sento.
Eros non fece innamorare psiche di un mostro, come non lo farà innamorare di me. Del suo mostro.
Monete nel pozzo, stelle cadenti, soffiare candele, nulla avvererà il desio.
Una pozione fatale. Sgorgata da un cuore illuso. O io o nessuno.
Lo faccio per noi. Solo per noi, amore mio.
Non voglio ferirti, ma ricordarti nella tua fulgida bellezza.
Mi sento come Poison Ivy per questo ultimo pegno d'amore. Sarà il nostro lungo addio, per ricongiungerci fra le stelle o oltre.
E danzare su corpi celesti, e renderci liberi da catene invisibili che non permettono di legarci. E rimanere insieme, uniti. In un luogo tutto nostro e solo per noi.
Ci pensi Amore mio?
Siamo come Glitch, due imprecisioni in un sistema imperfetto. Due errori che permettono vantaggi non acquisibili facilmente. Ti amo. Da sempre.
E così sarà all'infinito.

"Cos’hai fatto?"
"Perché l'hai fatto?"
"Ne è valsa la pena?"

L'ho bevuta io. Alla fine ho scambiato i nostri bicchieri. Era giusto così.
Quale momento migliore se non la notte di San Silvestro. Buio. Silenzio. E il ricordo di te nel mio limbo.

In ospedale hanno guarito il mio malessere fisico.
Oggi verrai a farmi visita.
– Ciao.
– Ciao. Un sorriso.
– Ti ricordi di me?
– Potrei mai scordarti?
– Da adesso no di certo.
Il bacio coronò ogni desio.
Il Mozzo.
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Comunque, senza il lupo non esisterebbe nessuna fiaba

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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

31/12/2017, 17:47

2/2

Glitter.

Love. Boccetta, tappo e fiocco.
Le chiamano gocce d’amore.
Era questo che volevo?

Simone, unico amore della mia insulsa vita.
Da sempre a seguirlo, ombra della sua omba. E come tale mi sento.
Eros non fece innamorare Psiche di un mostro, come non lo farà innamorare di me. Del suo mostro.
Monete nel pozzo, stelle cadenti, soffiare le candele, nulla avvererà il desio.

San Silvestro. Festa in maschera.
Abito rosso rubino e mascherina. E décolleté in mostra.
Mosche a ronzarmi attorno, peccato abbia già scelto.
Lo riconoscerei fra mille.
Allungo la mano, ne mima una riverenza antica.
E balliamo. Mi perdo fra le sue braccia, non c’è nulla da dire, i corpo parlano anche troppo.
Mi stringe, tirandomi a sé. Inspira a fondo il mio profumo.
Le danze proseguono per tutta la notte, appoggia le labbra al mio collo, la mia mano nella sua nuca a trattenersi oltre il fugace contatto.
– Sì! – mi sfugge nella scarica d’adrenalina.
– Sei sicura?
– Da sempre! – Stringo a fondo la sua testa, mordicchia il collo e prendo fuoco.
– Potrei non essere… giusto.
– Correrò il rischio!
Andando in balcone vedo Simone, il mio Simone. Guardo il mio cavaliere. – Esatto.
– Ma...
– Ti amo da sempre! – Toglie la maschera. Antonio, il mio migliore amico.
Crolla il mondo e lo seguo. Dolore acuto alla fronte.

– Ciao – Antonio sorride.
– Ciao.
– Ti ricordi di me?
– Potrei mai scordarti?
– Spero di no.
Il suo bacio corona il desio d’amore.
Il Mozzo.
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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

31/12/2017, 18:41

Spettrometria

Spettrometria. Paura di questa parola, eh? Te la spiego subito. Vedi questa bottiglietta? Fiocchetto che sembra preso dalla fronte di Hello Kitty, etichetta tutta amorosa, contiene forse polvere d’oro? Petali di rosa? Posso scoprirlo lasciandola tappata. La colpisco con un raggio di luce e analizzo la sua risposta atomica, ossia la radiazione emessa: il suo spettro.

Da poco ho iniziato a fare spettrometria con te. Ascolto attentamente quello che mi dici, come mi rispondi, con quale tono. Non hai notato le mie domande strane? Passeggiando nel bosco ho iniziato una farneticazione su Kant (argomento ben poco dongiovannesco), e la settimana scorsa ti volevo portare a una cena di autofinanziamento organizzata da un centro sociale che non ho mai frequentato (ma questo non te l’ho detto). Ti sei chiesta perché? Ora hai la risposta: spettrometria. I tuoi silenzi e sarcasmi sono stati ottimi indicatori, sai?

Basta. Tu, dunque, bottiglietta amorosa, cosa contieni?

Quanto di più velenoso e nauseabondo la natura (e l’opera umana sotto forma di scienza chimica) hanno creato. Vattene. Strappa quell’etichetta offensiva. Come ti permetti di imprigionare in quello schifo la parola più preziosa?


Paolino
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna.

(G. Galilei)

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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

31/12/2017, 19:31

Magia Arabica

Adriana esce con impeto dall’ufficio della direzione sbattendo la porta. I suoi grandi occhi verdi sono iniettati di rosso, gonfi di lacrime. Il suo volto grazioso è infiammato di umiliazione e rabbia. Ingoiando le lacrime, si dirige verso la linea di produzione a grandi falcate. La sua tuta da lavoro blu a pezzo unico struscia con rumore sintetico; le suole delle antinfortunistiche tuonano con tonfi ritmici.
Affissi sul muro a sinistra, le scorrono accanto i trofei dell’azienda: le campagne pubblicitarie. Ogni manifesto inquadra una piccola boccetta piena di polvere colorata, rappresentazione fantasiosa delle flagranze di caffè prodotte: “ENERGY”, “PASSION”, “EXOTIC”, “LOVE”, etc.
A destra, scorrono tutti gli stadi della tentacolare linea di produzione “LOVE” - in ordine inverso. Prima le boccette finite che si accumulano al termine del nastro trasportatore. Poi etichettatura, capsulatura, tappatura e riempimento.
Gli operai la guardano passare con occhi furtivi. Tutta la fabbrica sa. La ragazza segue la linea degli aromi additivi: cioccolato per “LOVE”. All’essiccatura incrocia lo sguardo con Dario il quale abbassa subito la testa. Pecora. Adriana scaccia via un flash del malaugurato momento di passione avuto con lui proprio lungo linea. Maledette telecamere.
Al primo stadio di produzione, un tubo riversa cioccolato fuso in una piccola tramoggia. La ragazza afferra una sedia e la posiziona accanto alla linea. Apre la zip della tuta e ne sguscia fuori in intimo rosa. Sale sulla sedia, si accovaccia sulla tramoggia, scosta il cordino del perizoma e spinge per liberarsi l’intestino. Guarda questo, papà.

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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

04/01/2018, 0:28

Alice e il gatto

La sua camicia è una macchia bianca sul letto.
Va all’armadio e cerca una stampella.
Tra gli abiti appesi quella boccettina profumata, così colorata. La raggira tra le dita, sembra quasi un giocoliere; ride, adesso.
Poi si ferma. Il telefono, sasso nero sul comodino, squilla.
Lei aspetta immobile, un squillo ancora e si getta rapida.
- Si pronto, Pronto!
Ma niente, dall'altra parte nessuna voce, in lontananza un leggero click.
Lei lo sa. È lui.
Si siede allora felice sul letto. Il suo gatto miagola, mentre la sfiora.
- Mamma, mamma, chi è al telefono?
Grida da basso la piccola Greta
- Niente piccola un errore.
Il gatto le salta in grembo e lei lo accarezza, le sue mani gli sfiorano il capo. Riscoprono gesti dimenticati, sono belle le sue mani, oggi tutto è bello, anche suo marito.
- Chi era Alice?
- Niente un errore. Vado a pilates, pensi tu alla cena per Greta?
- Sì amore.
Il tradimento ha un sapore strano, di latte condensato, quello che mangiava da bambina, quello che avevano portato gli americani, quello degli anni del dopoguerra. Ha il sapore del rock 'n roll, delle risate, delle notti in riva al mare, dei giochi in cortile, dei baci di nascosto in oratorio.
Ripone la boccettina nell'armadio, indossa la sua camicia bianca, ed esce.
Pochi passi e lui è là.
Sale in auto e si guardano, quell'attimo peccaminoso di complicità è rotto dall'accensione del motore. Lui, il suo errore, le dà un bacio, latte condensato.
sembra che le nuvole si spalanchino e scoprano tesori pronti a piovermi addosso

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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - scadenza 07-01-2018

04/01/2018, 12:08

CE L’HO!

Il boccetto rosa glitterato pendeva dai rametti decorati. Sara lo strinse nel pugno a occhi chiusi. Si voltò di scatto e con una pacca al fratello gridò: «Ce l’hai!»
Luca alzò gli occhi al cielo e rise, poi si sedette sul divano e sfiorò il braccio del padre.
«Ce l’hai!»
«Ce l’hai!», disse lui nello stesso momento, protendendosi a toccare la coscia della moglie. Lei si coprì la bocca con la mano e rise. Il Natale, le tradizioni, la famiglia e gli amici. La mattina dopo Rita avrebbe chiacchierato con le amiche, e in quel momento le sembrò che niente mancasse nella sua vita.
Nel bar del centro, il cameriere posò le tazzine al tavolo delle tre donne che parlavano accavallandosi l’una sull’altra. Rita scostò la sua e prese la mano di Laura, mentre interrompeva la spiegazione sulla parentela che legava la fornaia al nuovo Sindaco. La guardò bene negli occhi e le disse «Ce l’hai!»
Laura sgranò gli occhi e perse il filo del discorso. Pagò e si allontanò scuotendo la testa, ma quando l’anziana zia la abbracciò sotto al portico con un sentito Buon Natale, lei con lo sguardo lucido le rispose un accorato: «Ce l’hai!»
La zia annuì comprensiva, la mano rugosa che le accarezzava la guancia.
Sara aspettava l’autobus e accarezzava l'oggetto nella tasca. Uno spintone quasi le fece cadere lo zaino.
«Ops… Ce l’hai…», sussurrò Nicola, gli occhi nascosti dalla lunga frangia. E come premio per quei dentini bianchi incastonati nella bocca così perfetta, lei gli porse sul palmo il boccettino colmo di magia.
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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Re: Un'immagine, 250 parole #10 - votazione fino al 25-01-2018

12/01/2018, 16:22

Eccoci in ritardo come Babbo Natale il 27 dicembre.
Apriamo la votazione, potete nominare fino a tre racconti.
C'è tempo fino al 25 gennaio!
o?
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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