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MasMas
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Re: Prima il titolo e poi scrivi, scadenza 10-12-2017

09/12/2017, 13:54

Sì battute intende sulla tastiera, che devi battere anche lo spazio. ;)

Per le pagine non è che ci faccia caso, la pagina editoriale standard dicono sia 1800 - 2000 caratteri.
Non ho mai verificato quanto sia attinente alla realtà.
Anche perché io ormai leggo tutto digitale, metto caratteri enormi quindi la mia pagina sarà tipo 200. (E quando inizi un libro ti trovi quelle robe tipo: "pagine lette 1 su 23493". :lol:)
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Ella
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Re: Prima il titolo e poi scrivi, scadenza 10-12-2017

09/12/2017, 14:59

Grazie Mas! Mi sa che dovrò fare qualche taglio allora o?

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ArtiXmi
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Re: Prima il titolo e poi scrivi, scadenza 10-12-2017

09/12/2017, 19:29

Titty ha scritto:ArtiXmi fai il compito. E scegli un titolo. Dietro la lavagna, ehm...al pontile. :P


Non ci crederai, eppure al momento non riesco a scrivere oltre quello. Ho troppi impicci, difatti la mia presenza è ridotta ai minimi termini.
Però penso di essere giocata bene! :P
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Ella
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Re: Prima il titolo e poi scrivi, scadenza 10-12-2017

10/12/2017, 2:58

Non respira più

Quella mattina, prima ancora di alzarmi dal letto, decisi che sarei andata al parco a leggere. Era primavera inoltrata e il sole fuori dalla finestra sembrava suggerire, ammiccando, che la giornata si prospettava troppo bella per passarla al lavoro. Non ci volle molto per convincermi: odiavo lavorare al call center, fare incursione nella vita della brava gente solo per rompere le scatole con l’ennesima telefonata pubblicitaria indesiderata. Ogni tanto qualcuno, a ragione, mi mandava a quel paese; era frustrante e, anche se mi permetteva di pagare l’affitto, mi sentivo ormai del tutto alienata. Così, chiamai la mia responsabile e mi inventai un malessere improvviso con conseguente visita medica improrogabile. Rispose “ok”, senza nemmeno camuffare il tono seccato con cui mi congedò in fretta e furia. Mi disse di riprendermi presto; non che le importasse di me, ma una postazione vuota significava contratti in meno, un punteggio più basso per il team e quindi meno soldi per lei. Chiusa la comunicazione smisi di pensarci, non mi sarei certo rovinata l’umore a causa sua. Saltai giù dal letto, elettrizzata all’idea di quell’inattesa giornata libera, e mi vestii prendendo a caso degli abiti puliti dall’armadio. Mi sciacquai la faccia con dell’acqua gelida e raccolsi i capelli in uno chignon spettinato. Misi il trench, afferrai al volo il libro che stava sul divano dalla sera prima, le chiavi di casa, e uscii. “Che meraviglia quest’aria frizzantina!”, pensai mentre camminavo spedita verso il mio posto preferito. Arrivata al parco mi accomodai sulla solita panchina davanti alla fontana, all’ombra di un maestoso salice piangente, e cominciai la mia lettura. Si era fatto quasi mezzogiorno quando una voce delicata attirò la mia attenzione.
– Scusa, posso?
Una donna sorridente, in piedi accanto a una carrozzina, indicava la panchina sulla quale ero seduta.
– Sì, certo!
Ricambiai il sorriso e mi spostai leggermente di lato, facendole spazio. La giovane donna, probabilmente una mia coetanea, si sedette e sistemò la carrozzina di fronte a sé. Mi sporsi per sbirciare all’interno, dove una neonata paffuta dormiva beatamente, avvolta in una coperta rosa decorata con gattini e fiocchetti.
– Che bella! Come si chiama?
– Aurora.
– Sembra un angioletto. Quanti mesi ha?
– Tre. È davvero un angelo, non piange quasi mai. Sono stata fortunata!
– Ah, finalmente una mamma che dorme, dopo tanti racconti terribili sulle notti insonni! Fanno quasi passare la voglia di avere figli…
– Tu non ne hai?
– No, non ancora. Ma mi piacerebbe, io e il mio ragazzo ne parliamo spesso.
– Diventare madre è stata la mia gioia più grande… – disse, con gli occhi lucidi fissi sulla bambina – oh, amore di mamma, ti sei svegliata!
Si alzò e, chinandosi sulla carrozzina, sollevò la piccola avendo cura che non si scoprisse; se la portò al petto, il visino poggiato sulla sua spalla. Mi rivolse uno sguardo benevolo.
– Vuoi tenerla in braccio?
Feci cenno di sì. Mi sono sempre piaciuti i bambini, in particolar modo quelli così piccoli, con il loro tipico profumo dolce capace di riempirmi l’anima. Posai il libro, presi delicatamente Aurora mettendole una mano dietro la nuca, e imitai la posizione assunta dalla madre. Ebbi una sensazione strana, quel corpicino mi parve insolitamente teso; ma forse era normale, considerando che ero un’estranea. Accarezzai la minuscola testolina immaginando il giorno in cui avrei avuto una figlia mia, o magari un maschietto, non mi importava; avrei amato quella creatura sopra ogni altra cosa. Quel pensiero infuse in me uno stato di serenità, eppure la sensazione che qualcosa non andasse come avrebbe dovuto non mi abbandonava.
Poi, all’improvviso, realizzai ciò che mi rendeva inquieta: non percepivo alcun movimento. Neppure quello di un pancino che si sollevava e si abbassava. Impietrita, mi voltai verso la donna e farfugliai con un filo di voce:
– Non… la bambina non… respira.
Nessuna risposta. Che razza di madre era una che non reagiva col panico a una notizia del genere? Pensai a uno scherzo, a una candid camera per qualche stupido programma televisivo. No, impossibile, troppo rischioso e di cattivo gusto anche per la TV spazzatura che andava di moda ultimamente. Magari non aveva sentito. Ripetei la frase con maggiore fermezza, scandendo molto bene le parole, e alla fine la donna si protese verso la bimba e la riprese con sé.
– Non respira più, ma è sempre l’amore della sua mamma!
Doveva essere sotto shock, non c’era altra spiegazione. Toccava a me prendere in mano la situazione: estrassi il cellulare dalla borsa per chiamare il pronto intervento. Prima che finissi di digitare il numero d’emergenza, però, la donna ricominciò a parlare.
– Abbiamo avuto un incidente l’altro giorno, durante il bagnetto. Aurora ha giocato sott’acqua per troppo tempo e quando l’ho tirata fuori non respirava più. Ma, grazie a Dio, ho imparato tutto da mio padre – girò il corpicino della figlia verso di me e, solo allora, notai gli occhietti di vetro – sai, lui era un esperto tassidermista.
Le mie grida squarciarono l’immobilità del parco, quasi deserto a quell’ora. Dal salice piangente si librarono in volo, contemporaneamente, tutti gli uccelli che ne avevano popolato i rami fino a quell’istante.
Se solo fossi andata al lavoro.

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Re: Prima il titolo e poi scrivi, scadenza 10-12-2017

10/12/2017, 10:30

Zetron e i suoi seguaci

L'esercito imponente muove impavido verso il castello, effimera roccaforte di quel potere teocratico. Gli adepti sono asserragliati sui torrioni, catapultando sugli assalitori proiettili multicolori.
Ormai i soldati lambiscono il fossato, urlando all'unisono "Vi conquisteremo! Morte al nemico!", e si preparano a oltrepassare quelle nere acque per distruggere la fortezza.
"Salvaci, potente Zetron! Salvaci! Solo tu puoi sconfiggere le armate di... Scurucunck!"
Ed ecco che, impietosito dalle suppliche dei suoi fedeli, il potente dio Zetron prende forma: una dura corazza gialla piomba come un rapace sugli assalitori, che colti dal panico prendono a disperdersi in ogni direzione. Zetron non ha pietà, li insegue con furore, scaricando su di loro fiumi di acqua e terra, ricacciandoli infine nel mare da cui erano venuti.
«Andiamo, Marco! È quasi mezzogiorno, dobbiamo tornare a casa!»
«Si mamma un secondo!»

E allora Zetron plana sui merli del castello, mentre urla di giubilo si levano dai suoi seguaci "Zetron! Zetron! Zetron!", e...
"Marco, è tardi! Raccogli tutte le tue formine, i soldatini, le biglie, tutti i giochi..."
"Arrivo mamma!"

...e Zetron parlò al suo popolo: "È tempo di andare! Questo castello non è più sicuro, e si sgretolerà non appena il sole sarà tramontato: vi ordino di migrare, e domani vi aiuterò... a costruirne un altro!"
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
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Re: Prima il titolo e poi scrivi, scadenza 10-12-2017

12/12/2017, 20:31

E allora, in ritardo clamoroso, eccomi a lanciare la votazione.
Siccome sono casinaro votiamo fino a giovedì 28 dicembre.
Esprimete fino a tre preferenze, come piace (solo) a me.
Ahrrr! :arrr!:
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Re: Prima il titolo e poi scrivi, votazione fino 28-12-2017

12/12/2017, 21:44

Voto: "Il pranzo della domenica" di Helena J. Rubino.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Prima il titolo e poi scrivi, votazione fino 28-12-2017

13/12/2017, 5:37

Voto Il pranzo della domenica di Mas Mas, e ovviamente il Tris di Artix :LOLP:

Ella mi hai fatto stare malissimooooo, che ansia!! :shock:
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Re: Prima il titolo e poi scrivi, votazione fino 28-12-2017

13/12/2017, 12:29

Gattoula ha scritto:Ella mi hai fatto stare malissimooooo, che ansia!! :shock:

Ehm... Grazie? :LOLP:

Io voto i racconti di Helena e Gattoula <3

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Re: Prima il titolo e poi scrivi, votazione fino 28-12-2017

13/12/2017, 13:09

Ella ha scritto:
Gattoula ha scritto:Ella mi hai fatto stare malissimooooo, che ansia!! :shock:

Ehm... Grazie? :LOLP:

Si si, era un complimento... ma tra i Ritorni e questo... prossima volta che ti leggo mi devo preparare psicologicamente! :<8=:
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