SylarKelevra
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

03/08/2017, 14:40

La vita in un soffio


Un alito leggero mi dà vita in mezzo a risa gioiose.
Piccole mani cercano di afferrarmi,ma io sono piccola, veloce. Piccoli piedi feriscono l'erba dietro di me, davanti, intorno.
Soffia il vento, io leggera lo cavalco, mi innalzo, lontano da loro, lontano dai bambini gioiosi. Passo fra gli alberi, leggiadra.
Un uccello dal curioso petto rosso si libra poco lontano, mi vede, passa oltre, sono bella, luccicante, ma non gli interesso.
Ancora più su mi spinge il vento, sopra le foglie, sopra la città. Che bello, il sole rimbalza sui palazzi, colorando le finestre come schegge di fuoco. Mille riflessi, mille rumori. Grida, musica. Il volo di linea sfreccia sopra di me, rombando, mi sposta, scendo lenta, senza perdere la mia leggiadria. Quel piccolo stagno è meraviglioso da quassù, con i suoi giunchi e le mille increspature lasciate da quella libellula.
Ruoto e rotolo, senza peso e delicata mi poso sulla superficie limpida. Non credo mi resti molto tempo. Una piccola lumachina si sporge verso di me, verso il proprio riflesso.
Il mio viaggio è terminato, ed il tenero bacio che darai alla tua sorellina sarà la mia buonanotte piccola lumachina...

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monia74
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

04/08/2017, 9:50

samy74 ha scritto:
monia74 ha scritto:Samy, hai scritto quello che avevo in mente di fare io... solo molto meglio. _|
Mumble,... altra idea....


L'ho scritto perchè lo sto vivendo
::-<:


spero non proprio con lo stesso finale <3
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monia74
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

04/08/2017, 10:03

God's Lonely Man (End Title)

Ehi. Sì, dico a te.
Perché accidenti mi fissi?
Inutile che ti guardi in giro, siamo soli. Piuttosto, da dove vieni?
Senti, molliccio, fila. Non è proprio giornata.
Guarda che a me nessuno mi ha mai fatto quella faccia, sai? Non ti conviene proprio.
Con quel ciglio alzato non fai paura a nessuno.
Sì? Allunghi il collo? Oh, adesso vengo lì
Che fai scappi?
Mo’ te lo faccio vedere com’è un salto carpiato. Te lo schianto quel guscio a forma di vongola.
Non credere di essere l’unico a saper scalare una foglia, viscida lingua di bava.
Coraggio, sali, e vediamo chi ce le ha più lunghe.
Ma non sarai tu il primo ad arrivare, guarda come dimeni quel piede.
Vieni, vieni avanti, fatti in punta. Te lo faccio vedere io se queste antenne non sono forti come tronchi.
Tzè, quei pistilli storti col cavolo che arrivano a toccarmi. Ti faccio vedere io chi ha gli attributi giusti.
Toh, toh… Non ti spingi fino in fondo, eh? Hai paura di me? Toh…
(Puff)
Oh, per tutte le lumache della Borgogna…
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

Helena J. Rubino
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

04/08/2017, 10:18

La nostra galassia pirata ha subito un allineamento planetario! Abbiamo condiviso una frequenza... Che il creatore dell'immagine avesse lo scopo di trasmettere proprio quello che abbiamo colto?

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MasMas
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

05/08/2017, 20:29

Di fretta ma partecipo.

Lo stagno del tutto

Achatina strisciava verso quella bolla da parecchio tempo. L’odore cattivo che veniva da là l’aveva destata, costretta a uscire dalla chiocciola. Nessuna delle bolle dello stagno aveva mai fatto quel puzzo.
Scivolò sulla sua bava, salì sullo stelo più vicino, in bilico sull’acqua. Allungò le antenne con sopra gli occhi, guardò nella semisfera traslucida.
Dentro solo nebbia. Ma l’odore di marciume la guidò.
Si concentrò e cominciò a ingrandire quella zona. Le goccioline di nebbia erano migliaia di ovali traslucidi. Ingrandì su uno, su un braccio dell’ovale, formato da miriadi di puntini brillanti. Restrinse man mano, fino a una manciata.
Il puzzo era insopportabile. Notò alcuni grani di polvere, a gruppi, andare e venire da un puntino a un altro.
Si concentrò sulla loro destinazione. Il punto aveva attorno altri punti opachi più piccoli, a orbitargli intorno.
La nuvola di grani si diresse verso uno di questi. Notò una nube simile a difesa.
La prima nuvola si abbattè sull’altra. Si lanciavano qualcosa, si mescolavano. Si colpivano, si distruggevano.
Il puzzo: era morte.
La prima nube ebbe la meglio. Attaccò il punto, devastò, lasciando una superficie morta, sterile. Insopportabile, la creazione sconvolta!
Guardò altri punti attorno a quello brillante, e ad altri. Bruciati, arsi. La creazione veniva violata.
Allungò un’antenna, sfiorò la bolla, che in uno sbuffo svanì.
Chissà come si chiamava quella razza. Quale importanza si dava, quale potere si arrogava.
Già ora, nessuno si ricordava più di loro.
Achatina tornò a fare la guardia agli altri universi.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Kiara
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

07/08/2017, 22:36

L'artista


Seduta a gambe incrociate su una panchina, lo sguardo che fa su e giù tra il molo e il taccuino, segni duri quelli che traccio con la matita ben affilata, sono nervosa e mi sfogo così, graffiando di nero il foglio bianco.
“Oh tesoro ma è fantastico!” una voce alle mie spalle mi fa sobbalzare e voltare di scatto, davanti a me un uomo sulla settantina non sposta lo sguardo dal mio disegno con la bocca circondata da baffi curati e le labbra a formare una o…
Fu così che venni catapultata in un mondo pieno di artisti o finti tali che rimane impressionato dai miei quadri fatti solo di matita da cui traspare incontrollabile rabbia. Ma questi mi hanno permesso di comprare abiti costosi e quest’attico da cui controllo l’intera città, mi sento rinchiusa in guscio, nel mio mondo chiuso e rassicurante.
“Cavolo è tardi” avevo promesso a mia sorella di fargli da baby sitter. Trovo mia nipote seduta a terra, tra le mani ha un pastello color del cielo che strofina su e giù prima di lasciarlo e prenderne un altro dalla scatola piena di pastelli pennarelli mischiati per fare la stessa cosa “faccio come te zia” dice facendomi un sorrisone “giochi con me?”. Senza pensare incrocio le gambe e mi siedo vicino a lei, tiro fuori il mio taccuino e disegno una lumachina che fa di tutto per raggiungere una bolla di sapone tutta colorata, chissà come sarà delusa la critica...

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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

07/08/2017, 22:40

Kiara ha scritto:L'artista


Seduta a gambe incrociate su una panchina, lo sguardo che fa su e giù tra il molo e il taccuino, segni duri quelli che traccio con la matita ben affilata, sono nervosa e mi sfogo così, graffiando di nero il foglio bianco.
“Oh tesoro ma è fantastico!” una voce alle mie spalle mi fa sobbalzare e voltare di scatto, davanti a me un uomo sulla settantina non sposta lo sguardo dal mio disegno con la bocca circondata da baffi curati e le labbra a formare una o…
Fu così che venni catapultata in un mondo pieno di artisti o finti tali che rimane impressionato dai miei quadri fatti solo di matita da cui traspare incontrollabile rabbia. Ma questi mi hanno permesso di comprare abiti costosi e quest’attico da cui controllo l’intera città, mi sento rinchiusa in guscio, nel mio mondo chiuso e rassicurante.
“Cavolo è tardi” avevo promesso a mia sorella di fargli da baby sitter. Trovo mia nipote seduta a terra, tra le mani ha un pastello color del cielo che strofina su e giù prima di lasciarlo e prenderne un altro dalla scatola piena di pastelli pennarelli mischiati per fare la stessa cosa “faccio come te zia” dice facendomi un sorrisone “giochi con me?”. Senza pensare incrocio le gambe e mi siedo vicino a lei, tiro fuori il mio taccuino e disegno una lumachina che fa di tutto per raggiungere una bolla di sapone tutta colorata, chissà come sarà delusa la critica...


Mi strapiace. Complimenti!
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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Kiara
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

07/08/2017, 23:06

Grazie mille Titty! :D

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Titty
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

07/08/2017, 23:08

È stato un commento di getto, non credo di influenzare nella votazione. Non potevo non dirlo.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

F. Kafka

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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

10/08/2017, 0:39

Non potevo proseguire la mia lunga strada senza fermarmi ad ammirarla.
Mi avvicinai a lei, lento, quasi di soppiatto, quasi avessi paura di spaventarla talmente sembrava pura e fragile.
Rimasi a guardarla diversi minuti, lei non mentiva, non diceva alcuna bugia.

Mi sporsi ancora un poco
Un po' di più
Ancora un po'

Eravamo a pochi centimetri, era difficile resisterle.
In lei si mescolava l'arcobaleno.
Non parlava, non ne aveva bisogno, rifletteva tutto quello che le stava attorno, compreso me.
Era quello il suo modo di parlare, rifletteva il mondo così com'era, facendolo sembrare magico.
Camminarci sopra, sarebbe stato un sogno.
Volare via insieme a lei spinti in alto dal vento, paradiso.

Vi chiederete -"come può una lumaca innamorarsi di una bolla"-?
Beh vi dirò che in quel momento non mi interessava il ''come'' o il ''perché''.
Ma adesso lo sapete: una lumaca può innamorarsi di una bolla.

Lei viveva su quello specchio d'acqua, ci galleggiava sopra leggera.
L'acqua la faceva sembrare ancora piu' bella.
E si sa che le cose belle, non tutte durano per sempre.
Bastò un alito di vento per farle spiccare il volo, un alito di vento bastò per portarmela via.
Fluttuò a pelo del piccolo lago per qualche metro, per poi morire svanendo elegantemente.
Sussultai, quando non la vidi più.

Ero molto triste, ma allo stesso tempo felice
perché sarebbe stata un'agonia vivere insieme a lei senza poterla neanche toccare,
con la paura costante di ucciderla.
Non ero fatto per lei, non ero proprio alla sua altezza,
ma spero con ogni singola parte del mio corpo di poter avere l'onore di ammirarla ancora in questo modo.

Incontrai tanti altri personaggi, amici e nemici durante la mia strada.
Avrebbero potuto rubarmi qualunque cosa, ma il cuore, quello no.
Quello mi era già stato rubato.

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