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monia74
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Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

25/07/2017, 12:00

Vediamo che cosa vi ispira questa. Speriamo di aver superato la fase dark :D
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Titty
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

25/07/2017, 15:42

Valeria si era spazientita a tal punto da voler quasi rinunciare ad andare al lago. L’unica motivazione ad alzarsi dalla poltrona fu la supplica di suo padre, stavolta più insistente del solito.
- Non farmi andare da solo, ti prego. Non ce la faccio a sopportare tua madre in compagnia di Emilio.
- Papà, nessuno ti obbliga ad andarci e io mi son stancata di assecondarti.
- Mi obbliga il fatto che posso vederla.
- Voi uomini non sapete proprio stare da soli.
- Non sono solo, ho te e Mario. Ma tua madre…
- La mamma è accompagnata con Emilio. Vederli tutte le domeniche al lago è da masochisti.
- Lei vuole così.
- No, lei ti conosce e sa che andresti in depressione.
- Smettila! Non sono depresso, sono solo stato mollato dalla propria moglie.
- Non parliamone più, va bene?
Si erano zittiti a tal punto che Valeria dovette accendere la radio in macchina per uscire da quella pesantezza. Dopo pranzo Valeria e sua madre decisero di fare un giro oltre l’area picnic. Gilberto rimasto con Emilio sentiva la rabbia esplodergli dentro. Prese un sasso e lo lanciò verso di lui. Il tonfo in acqua smorzò l’imbarazzo dell’uomo.
- Che lancio! Stava quasi per prendere quella lumaca.
- Già , ma volevo scoppiare quelle bolle d’acqua. Non trova che sia un gioco divertente?
- Bè, sì. Lo stesso quando facevano le bolle di sapone con le penne.
- Vuol provare lei?
- Sì, grazie. Dammi del tu.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

26/07/2017, 14:25

L’illusione di Perry

Verdi foglie e riflessi arcobaleno si alternavano sotto l’effetto del leggero ondeggiare.
Giochi di luci e colori stuzzicarono le antenne agitate della giovane Perry. Protesa sul ramoscello, scovò una creatura curiosa quanto lei in quella pallina di cristallo.
«Che cosa fai?» Grace la ranocchia anziana si avvicinò balzando sulle pietre sporgenti.
«Voglio scivolare su quella superficie liscia e trasparente, e onorare così lo spirito che in essa vive.»
«Per mille bolle d’acqua!» Grace spalancò la bocca in una risata, piegò all’indietro il capo perdendo l’equilibrio, e per scampare a un tuffo imprevisto, improvvisò una capriola finendo a pancia all’insù.
«Vecchia ranocchia incartapecorita, catturi e tieni per te tutte le cose belle. Sono certa che mi nascondi qualcosa, come il potere che possiede questa magica sfera.»
Con cipiglio indispettito da degna sovrana dello stagno, Grace si raddrizzò. «Ti accontento esserino superbo, giacché ti sei lasciata ammaliare da un’illusione rifiutandoti di dar retta alla mia saggezza.» Così la ranocchia balzò sull’estremità opposta del ramoscello, dove giaceva Perry.
La lumachina volteggiò in aria, e sospesa attese felice il contatto con il cristallo che l’avrebbe accolta nell’atterraggio. In mille gocce di delusione scoppiò la superficie ingannevole, rovinata sotto la spanciata di Perry.
«Che gioventù! Perdete tempo nel riflesso distorto di una realtà che esiste vivida intorno a voi, incapaci di vedere, di ascoltare.» Grace balzò lontana lasciando sola la piccola Perry, che confusa, raggiunse la riva dove rimase a fissare l’acqua con un profondo senso di vuoto.

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samy74
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

01/08/2017, 15:58

Respiri fragili come vetri



Era ad un passo, ad un semplice dannato passo. Aveva investito tutto. Ogni singola energia del proprio corpo. Mancava un respiro. Un semplice innocente respiro del destino. E avrebbe avuto la sua bolla da dove guardare il mondo. Mancava poco, pochissimo, ma aveva commesso un errore. Si era rilassato, aveva sciolto la tensione, invece di tenere l’apnea. Doveva stringere i denti ancora per poco, non pensare al traguardo, doveva far finta di aver ancora davanti a sé venti o trenta chilometri, invece di essere a un solo centimetro dalle stelle. Un solo dannato centimetro. E in quell’unico piccolo spazio di tempo si era ritenuto fortunato perché non aveva permesso alla sua testa di mollare durante tutto il tragitto. Aveva dato lacrime, sorrisi, testate al muro. Aveva ingerito le critiche. Ci credeva ma quel maledetto centimetro prima di toccare l’altra sponda, l’aveva confuso. Aveva aperto le mani ancor prima di veder scendere la sua stella cadente.
Era davvero possibile inciampare a un centimetro dal traguardo?
Si era fatto scagliare dalle speranze in uno spazio fatto di sacrifici e sogni. Si era affidato alle sue preghiere, al digiuno, ai suoi mantra. A tutto quello che conosceva, ma tutto era ancora lì. A un centimetro. Un dannato centimetro di illusioni a forma di bolla. Si era rilassato, aveva solo respirato un attimo più a lungo. Solo un impercettibile attimo di più. Ed era bastato a rompere la bolla e a precipitare.
A cosa era valsa tutta la strada fatta?

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ArtiXmi
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

02/08/2017, 0:01

Ancora un piccolo sforzo!

La pioggia è finita.
Fra una foglia e un’altra, eccola.
La fonte del mio peregrinare.
“Trova la tua immagine riflessa.” Dissero.
“Trova te stessa” Aggiunsero.
Un tronco. Un pantano. Neanche gli uccelli predatori fermarono la brama di raggiungerla.
Un ramoscello. Infine un esile giunco.
In quella forma perfetta anche le nuvole vorticavano al suo interno.
Mantra di magia.
Essenza di felicità.
Connubio di ricerca e di aver trovato.
Metri, centimetri, millimetri.
La mia figura riflessa sulla superficie liscia, splendente. Splendenti.
Tutto me stesso per lei. Verso di lei.
Come solo Michelangelo seppe rappresentare Il giudizio universale.
Il mio corpo viscido allungato fino allo spasmo.
L’aldrovanda vesiculosa seguiva questo momento con trepidazione.
Rimase a osservare la chiocciola croata tendersi oltre ogni possibilità per sfiorare la bolla.
Rimase commossa dal gesto. E decise di graziarla.
“È un rischio rimanere in quel posto.”
“È anche un rischio rimanere immobile.” Rispose la chiocciola.
“Le acque sono un luogo infimo, perchè rimanere abbagliata dalla bellezza effimera.”
“Ho fatto un lungo viaggio per fermarmi a un passo.”
“Un lungo viaggio è anche un grande bagaglio di esperienza.” Aggiunse la pianta carnivora.
“Vuoi tenere tutto per te il suo potere!” rispose contrariata la chiocciola.
“Il potere di una bolla? Sto già assistendo a uno spettacolo oltre ogni immaginazione.”
“Menti! Quale spettacolo migliore di questo richiamo?”
“Osservare questa bellezza, e stupidità annessa, di un gesto così perfetto ed elegante come il vostro avvicinarvi. Degno di un sogno. Leggiadria fatta poesia. Dolce eutanasia …”
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Comunque, senza il lupo non esisterebbe nessuna fiaba

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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

02/08/2017, 1:07

Per anni, il luogo che la piccola Ania chiamava casa era stato una landa di polvere ocra, screziata di bianco e nero. Non aveva mai visto nessuno degli animali ritratti nelle pagine ingiallite dei vecchi libri conservati nel rifugio, solo scarafaggi e quello che gli dissero essere il cranio di un gatto con un corno.
“Inquinamento” dicevano. “Abbiamo avvelenato il nostro pianeta, senza renderci conto che avvelenavamo noi stessi.”
Sapeva che era un senso di colpa ereditato, che quel noi risaliva a molte generazioni prima; quando gli uomini si crearono un nuovo peccato originale. Una nuova colpa.
Lavoravano per ridare al suolo la fertilità, la forza creatrice alla poca acqua, la vita alle piante e agli animali. “Fai l’impossibile”, pregò Ania durante il parto.
La terra si ricoprì di bianco, soffiarono venti inarrestabili. Ania carezzò il nipote, il suo tempo era giunto al termine e con esso i suoi sforzi di riportare la Terra al suo splendore.
“Fai l’impossibile”, sussurrò al nipote con il suo ultimo respiro.
Il padre lo aveva chiamato Dandelion, perché fosse di buon auspicio.
“Vieni con me” gli disse, un giorno, mentre gli raccontava di Ania.
Dandelion lo seguì lungo sentieri di fanghiglia, fino alla sorgente di un torrente le cui acque scorrevano impetuose.
“Guarda.”
Nuovi germogli colonizzavano il suolo attorno a una pozza d’acqua. Bolle d’aria risalivano dalla terra e si fermavano sulla superficie iridescente della pozzanghera. Una giovane lumaca esplorava sporgendosi da un rametto secco.
“Fai l’impossibile”, disse l’uomo.
Il piccolo fissò l’animaletto sconosciuto.
Si has perdido el rumbo escúchame, llegar a la meta no es vencer, lo importante es el camino y en él, caer, levantarse, insistir, aprender.
La posada de los muertos - Mägo de Oz

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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

02/08/2017, 1:20

AMORE FUTURISTA

"Sbluaiiiuu..."
Plof. Tiiiiiiiin plof.
"Sblllluaiiiiiu sbluuuuai sblu?"
Plof. Tiiiiiiiin plof.
"Cri cri, cri criiii cri!"
"Sbluuuuuuai, sbbbbluai, sblu sblu..."
"Cri cri", "Shhhhshhhsh", "Quack qua!"
Plof. Tiiiiiiiin plof.
"Sbluuuuuaaaaaiiii! Laaaaaiiiii! Sbluuuaaaaai!", plin, plon, plon.
Gniiic.
"Quaaack!"
"Shhssssh!"
Gniiiiiiiic.
"Cricricri! Cri!"
Gniiiiiiiiiiiiiiiiic, iiiiic, CRACK!
PLOF.
PUM!
"Sluai? Sbluai??", plin plin plin plon plin plon plon, "Sbluuu...aaa....iiiiiii!"


Una lumaca innamorata di una bolla d'aria. Gli altri animali del lago cercano di farle capire quanto ciò sia vano.
Invano.
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

02/08/2017, 5:55

Titty ha scritto:Valeria si era spazientita a tal punto da voler quasi rinunciare ad andare al lago. L’unica motivazione ad alzarsi dalla poltrona fu la supplica di suo padre, stavolta più insistente del solito.
- Non farmi andare da solo, ti prego. Non ce la faccio a sopportare tua madre in compagnia di Emilio.
- Papà, nessuno ti obbliga ad andarci e io mi son stancata di assecondarti.
- Mi obbliga il fatto che posso vederla.
- Voi uomini non sapete proprio stare da soli.
- Non sono solo, ho te e Mario. Ma tua madre…
- La mamma è accompagnata con Emilio. Vederli tutte le domeniche al lago è da masochisti.
- Lei vuole così.
- No, lei ti conosce e sa che andresti in depressione.
- Smettila! Non sono depresso, sono solo stato mollato dalla propria moglie.
- Non parliamone più, va bene?
Si erano zittiti a tal punto che Valeria dovette accendere la radio in macchina per uscire da quella pesantezza. Dopo pranzo Valeria e sua madre decisero di fare un giro oltre l’area picnic. Gilberto rimasto con Emilio sentiva la rabbia esplodergli dentro. Prese un sasso e lo lanciò verso di lui. Il tonfo in acqua smorzò l’imbarazzo dell’uomo.
- Che lancio! Stava quasi per prendere quella lumaca.
- Già , ma volevo scoppiare quelle bolle d’acqua. Non trova che sia un gioco divertente?
- Bè, sì. Lo stesso quando facevano le bolle di sapone con le penne.
- Vuol provare lei?
- Sì, grazie. Dammi del tu.


Mi son dimenticata il titolo : La domenica al lago. :-A-:
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

02/08/2017, 17:55

Samy, hai scritto quello che avevo in mente di fare io... solo molto meglio. _|
Mumble,... altra idea....
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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samy74
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Re: Un'immagine, 250 parole (6^ parte)

03/08/2017, 8:32

monia74 ha scritto:Samy, hai scritto quello che avevo in mente di fare io... solo molto meglio. _|
Mumble,... altra idea....


L'ho scritto perchè lo sto vivendo
::-<:

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