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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

25/02/2016, 13:35

io in effetti mi sono riaffacciato apposta per vedere se ci fosse un qualche tipo di contest o sfida per poter spostare la concentrazione ogni tanto.
io non è che abbia capito tanto ma...sfido! chiunque non necessiti di una presenza live, magari decidiamo cosa e ci diamo un termine, per me sarebbe meglio. o!
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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

25/02/2016, 13:37

devi presentarti come pirata e convincere la nave a tenerti. E' solo una sfida tra due pirati, anche non in live. Si ha tempo fino a domenica. Devi scegliere chi sfidare tra gli utenti che magari si sono presentati o qualcun altro tra noi.

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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

25/02/2016, 13:53

te samy ti ha sfidato nessuno?
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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

25/02/2016, 17:47

no, ma chi fa la giuria?

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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

25/02/2016, 18:16

in effetti :roll: se sfido la giurata, per quanto possa giurare su un barile di rum, ho idea che perdo... :lol:

ma sai che c'è, ti sfido o-

<3 in onore di tutte le nostre sfide per non essere eliminati dal fattorepesce (penso che siamo i recordwoman & man) per quanto riguarda quei duelli
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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

25/02/2016, 18:31

accetto la sfida
( chi del rum devo bere)
o?

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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

28/02/2016, 12:11

Io sono quella svampita. Quella che i pensieri le bruciano le dita e li lancia via, ancora immaturi, salvo, un attimo dopo, rincorrerli per modificarli. Quella che si pensa sveglia e capisce al volo, ma non sempre la cosa giusta. XD
Ho valutato se rimanere nel mio utero, tenendo segreto il contributo bell’e finito ma tutto sbagliato, per inventare un fake divertente. Ma…
Ma io sono anche quella che ogni racconto è un’esperienza di vita. Io sono quella che “non si può scrivere che di emozioni vissute”, e quindi presento me stessa, senza veli.

Se sono indispensabile alla nave?
Beh, sono qui, nuda, legata, esposta al vento, alle onde, al sole, alla salsedine… vedete voi. :D
E poi, si è mai vista una nave senza polena?

Eccomi:

Hai un nom de plume?
- Sì, Aina Sensi.

Uno pseudonimo. Ti vergogni di quello che sei?
- No, ma non voglio che se ne vergogni mio figlio

Invidi più Elastimamma o Superman?
- Superman.
Mi attrae l’idea di entrare in una cabina e spogliarsi di tutto tranne che di se stessi. Mi sento così quando scrivo.

Uomo, Nano, Elfo o Mago?
- Elfo.
Il Mago ha bisogno di imparare la sua arte, l’Elfo è magico per natura, parla in modo strano, scrive in modo strano, vive in un luogo strano. E ha degli abiti bellissimi :D È la quintessenza della fantasia.
Non riesco a stare nel mondo comune, preferisco una realtà fantastica tutta mia. Guardo con sospetto e curiosità questo luogo dove stanno tutti, così cupo, ripetitivo, faticoso, rumoroso. Parlo la mia lingua, a volte compresa a volte no, accettando di poter interferire solo col mio percorso.

Fumetti, poesie o saggi?
- Mi par di capire che le poesie oggi siano più come aforismi, riflessioni brevi. Lo trovo strano. Preferisco quella evocativa, accennata, incompiuta.
Fumetti non ne ho mai letti. Per quanto ci provassi, non ho mai capito la giusta sequenza di lettura.
Andrei decisamente sui saggi. Mi incuriosisce tutto ciò che ha una valenza scientifica, dalla chimica alla fisica. Un articolo sulla genetica attira la mia attenzione probabilmente più di uno sulla letteratura. E poi, tutto può venire utile nei miei racconti di fantascienza.

Quelli umanistici?
- Mi tengo lontana dalla filosofia e dalla psicologia; dal porsi con accanimento domande senza risposte. Evito come la peste i concetti che frullano in testa per giorni e che ti dissociato dalla realtà (è anche per questo che rispondo di getto, salvo immancabilmente pentirmi un attimo dopo). Cerco insomma di evitare che troppi file aperti in background mi esauriscano la memoria del kernel :D .

La prima volta che hai scritto?
- :D Alle medie un ragazzino che mi piaceva dimenticò una matita a mine sul mio banco. La nascosi in cartella e me la portai a casa. Presi un quadernino vuoto, e con quella matita iniziai il mio “diario segreto” parlando di lui per quattro o cinque pagine.

Ce l’hai ancora?
- La matita me la chiese il giorno dopo, dovetti restituirla. Il quadernino lo conservo.

Avresti mai detto che avresti scritto le bozze di due libri? Sei uno di quegli autori con la mente sempre piena di storie?
- Non ho mai pensato di diventare un’autrice. Ho sempre pensato alla scrittura solo come sfogo per una mente troppo piena e complicata. Avevo paura di ciò che poteva uscirne, e ho trattenuto l’impulso di scrivere, raccontare, perfino immaginare per molti anni (venti). Non vedevo storie, vedevo... allucinazioni.

Cosa è cambiato?
- Ho detto basta. Ho trovato un metodo che funziona e ho iniziato a buttare giù zavorre mentali. E adesso volo. Fin troppo! XD

Perché associ musica e narrativa? È un segno distintivo?
- È solo una traccia emotiva in più che lascio ai lettori. Di solito è il sottofondo che ascolto per ispirarmi durante la scrittura. Vuole essere un plus rispetto alle parole. Sono due aspetti scindibili ma che si arricchiscono a vicenda.

Perché scrivi genere rosa?
- Perché una delle cose che mi viene meglio è parlare di emozioni.
Perché, quando sogno le scene del mio libro, voglio esserne coccolata.
Perché c’è già tanta ansia nella vita quotidiana, e avevo bisogno di più tenerezza, per iniziare.
Perché non so se sono all’altezza della letteratura di serie A.
Perché mi fa sentire più rilassata non mettermi sullo stesso piano di Eco, King, Yukie o Novellino (E.L James invece mi sta benissimo). Mi sento meno sotto pressione e più libera di sbagliare, di osare.
Perché per principio non voglio sottostare a limiti, e le scene di sesso sembrano quelle che nessun autore vuole veramente scrivere – l’ultimo tabù. È una sfida con me stessa, quella di riuscire a scrivere di tutto. Questo significa niente veli, ma anche affrontare perversioni, violenze, scene splatter. Non mi concedo angoli bui, non più.

La prima cosa che scrivi di un libro?
- Dopo aver incollato gli appunti di quella nottata, la prima cosa che faccio è impostare i ringraziamenti e una dedica. È come se in testa avessi già l’idea di voler scrivere per qualcuno in particolare. E ringraziamenti ne ho sempre in arretrato. Ne avrei anche oggi, volendo.

La domanda stile Miss Italia è d’obbligo: vuoi ringraziare qualcuno?
- Colui che mi aiuterà a portare la pace nel mondo :D
Voglio ringraziare il pirata che mi ha raccattato mentre vagavo confusa ai bordi della strada e mi ha portato qui (lui lo sa). Il cappotto caldo di cui avevo bisogno in quel momento.
Grazie <3 per avermi dato fiducia, per aver sempre una buona parola e per la pazienza.

L’ultima cosa che scrivi di un libro?
- La sinossi, dato che fino alla fine non so cosa succederà sul serio.

La cosa più facile?
- Descrivere le pippe mentali.
L’ho fatto per anni, solo per svuotarmi la testa. Funziona. Ma per smettere di farmele ho dovuto fare ben altro, cioè imparare a riconoscere e bloccare i meccanismi che le generano.

La cosa più difficile?
- Tenere un segreto al lettore. Non so mai quanto possa aver dedotto dagli indizi che ho lasciato di qua e di là.

Il tuo errore tipico?
- Cito: “Entro. Subito mi colpisce questa sua poca luce, questo suo poco splendore, questa sua poca pulizia.” È tratto da un mio quaderno di quinta elementare.
Ora, a parte la terribile evidenza che da allora ho fatto poca strada ( :o ), questa frase mostra chiaramente che la triplice aggettivazione è una mia nota stilistica dalla notte dei tempi. Forse dovrei farmene una ragione e tramutarlo un marchio di fabbrica, come suggeriva un vecchio pirata riesumato recentemente da Paolino! XD

La tua più grande paura?
(è sciocco che mi ponga da sola domande difficili. Anyway…)
- La mia più grande paura è quella insita in ogni essere umano: la paura di non essere amati, di non essere abbastanza per meritare affetto. Nella scrittura si declina nella paura di deludere il lettore o i compagni scrittori, quindi di non essere all’altezza delle aspettative, di risultare al di sotto del livello minimo di decenza.

Il tuo più grande sogno?
- Trovare equilibrio e quindi pace interiore.
Ma forse è la mia natura cercare emozioni forti, alternando momenti di entusiasmo a momenti di sconforto, sommando una moltitudine di attività fino a ritrovarmi impotente.
Insomma, temo di fare di tutto perché il mio sogno si mantenga tale :P

Cosa sogni, quindi, davvero?
- Sogno di continuare a scrivere, di farlo sempre meglio, e di circondarmi di lettori e autori che condividono la mia passione.

Temi più la vittoria o la sconfitta?
- Per me la competizione è come la gelosia: la osservo senza capirla.
Ci tengo ad esserci, a far parte della ciurma. Ma preferirei di gran lunga un giro di birra belga e poi tutti a divertirsi sotto-coperta. ;)
Tutti i libri sono autobiografici nelle emozioni.

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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

28/02/2016, 17:08

-Cerchiamo la sirena, sapete dove possa essersi cacciata?
Sguardi ubriachi ed ebeti, d'altronde è domenica e su una nave pirata la domenica si beve.
-Doveva fare un'intervista per O pirati pirata chi sei tu?
-Eccola!
Uno pelato e blu che assomiglia al grande puffo con la giacca e la pistola al contrario cerca di parlare e poi si rituffa nel rum.
-Oh sirena la stavamo cercando.
- Sono qui.
-E' pronta?
-Certamente, io lo sono sempre, guardatevi intorno.
-Effettivamente.
-Ci parli di lei, del suo essere sirena su una nave di pirati.
-Sono salita tre anni fa o almeno ricordo così. Una notte di luna piena una nave pirata si è infilata nella baia. Io cantavo la mia dolce melodia. I pirati si sono sporti dalla nave e hanno ascoltato rapiti la mia voce che incanta, ammalia, seduce.
-Lei è... ma ci racconti cosa è successo dopo?
-La nave si è allontanata e io sono rimasta ad accarezzarmi i miei capelli rossi lunghi fino alla coda. La luna faceva scintillare le squame argentee. Ho sentito uno splash e non pensavo che...
-Cosa?
-Un pirata, un pirata veramente figo, nuotava con un coltello tra i denti verso la mia direzione. Ho avuto paura così mi sono tuffata anche io ma mi sono impigliata in un'alga. Non riuscivo a liberarmi accidenti.
- E il pirata?
- Si è avvicinato con il coltello, mi ha stretto intorno allo scoglio e ha tagliato l'alga.
-E poi?
- Si è messo a staccar cozze per la cena.
-E quindi non era venuto per lei?
- No.
-E come ha fatto a finire sulla nave?
-Mi sono attaccata come una cozza e al momento della cena ho preparato una 'mpepata.
-Lei è la cuoca della nave quindi?
-No, sono la sirena mi sono solo trovata in una situazione ... come dire... imbarazzante.
-Cucinare delle cozze è imbarazzante?
- Sì se le cucini nel rum, pensavo fosse acqua.
- E da O pirata pirata chi sei tu anche oggi abbiamo finito.
Fuori onda
-Ha cucinato cozze nel rum ma è davvero imbranata sta sirena. Chissà perchè la tengono. Misteri dei pirati.

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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

28/02/2016, 21:11

Eccomi a voi, putrido rimasuglio di scaracchio di capodoglio (Che in gergo piratesco si usa più o meno come Egregio) d'un Grilloz!
Pronto per la sigolar tensione?
Lascio a voi la prima parola. o?
Da vicino nessuno è nOrMaLe
La vita è una corsa, e io sto cercando una panchina
Una risata vi seppellirà

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Re: O pirata pirata chi sei tu? Sfida

28/02/2016, 21:14

allora vado eh... pronti? sicuri? sicuri sicuri?
o?

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