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Racconti di note 06

28/10/2017, 14:57

Ebbene, ecco un nuovo brano su cui ispirarsi per scrivere una storia: (Sittin' on) the dock of the bay, di Otis Redding. Un classico, dai.
Nel tempo ne han fatte versioni in mille.
C'è quella di quel vocione di Tom Jones, il video è spettacolare: https://youtu.be/ehHna0p5gsQ
Poi ho trovato questa molto bella, per il contesto e l'idea: https://youtu.be/Es3Vsfzdr14
Ma la versione originale ha un taglio tutto suo, per cui direi di ispirarsi più a questa: https://youtu.be/rTVjnBo96Ug

Per un pezzo così direi di non superare le 4000 battute (caratteri spazi compresi).

C'è tempo fino al 12 novembre, poi voteremo per tutta la settimana dopo.

Avanti pirati! :arrr!:
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Re: Racconti di note 06

30/10/2017, 10:17

Forse è un po' corto. Non lo so.

Johnny il muto

Johnny era un vecchio marinaio e il suo volto scrutava il mare. Sapeva che ormai non era più in grado di navigare. Le dita ingiallite dalle sigarette lo accompagnavano nelle giornate perse a scrutare gli altri. La vista non l’aveva tradito: un condor che sorvolava su quei gesti dei ragazzi.
“Sono vecchio.” ripeteva a tutti quelli che lo conoscevano e gli poggiavano una mano sulla spalla.
Un vecchio deve perdere tempo, Cos’altro può fare? Logorarsi per non poter andare in mare? Arrabbiarsi con quei giovani dai pantaloni ancora poco usurati e le mani ancora fresche e per nulla callose? Johnny era saggio a dispetto del soprannome che portava. "Johnny il muto" lo aveva ereditato per via dello “star zitto”. Lui sapeva parlare solo di barche, pesci e libri. Con le prime due si barcamenava bene quando gli rimproveravano di essere un asociale. Sui libri non apriva bocca. Adesso poteva tirarli fuori quei libri e ogni tanto alzare lo sguardo a chi faticava al suo posto. Un vecchio deve perdere tempo. Lui lo stava facendo nel modo che conosceva.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Racconti di note 06

30/10/2017, 10:35

Visto ora delle 4000 battute. Sono stata ermetica. :LOLP:
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Racconti di note 06 : Imbarcadero

30/10/2017, 17:32

Uccelli neri alzano in volo una canzone di tristezza: il grido di dolore di un uomo ferito da qualcosa che non vuol guarire. Occhi nel blu. Alla disperata ricerca di giorni che non potranno tornare, indugia nei pensieri sui bei momenti per trovare consolazione. Ricorda i tempi quando rideva. Ma i tempi sono cambiati, tutte le possibilità gli sono scivolate tra le mani come sabbia. Il ritmo inarrestabile del tempo sfugge, ingoia e affligge creando distacchi dolorosi ed inevitabili perdite. Quanto è lunga la notte!. Scintillano le ultime stelle. L'emozione corre a livello della pelle. Inutili preghiere si confondono coi pensieri di fuga dalla vita. Sul punto più alto della scogliera è solo e vorrebbe dimenticare di esserlo. Un raggio dorato annuncia l'alba. Il vento soffia dolcemente verso ovest dove i giorni finiscono. Non c'è più nessun posto dove fermarsi. La fine del suo viaggio è arrivata alla meta.
Perché anticiparla ?. La morte non offre alcuna speranza. Procede a tentoni per trovare una risposta. Ci sono due modi di vivere: camminare sulla terra ferma facendo solo ciò che è giusto e rispettabile oppure camminare sulle acque, dove non si può misurare e prevedere, ma è necessario credere incessantemente. Basta un istante di incredulità per cominciare ad affondare. È arrivato il momento in cui bisogna avere il coraggio del rischio: abbandonare la terra ferma, ove i piedi sono ben piantati e inoltrarsi sul mare fluido e mutevole agitato dalla tempesta. Deve ingaggiare la sfida: mettere a repentaglio la vita per salvarla. È la strana legge del perdere per trovare. Che altra ragione è rimasta se non vivere nella speranza di salvarsi? Uccelli bianchi al di sopra della sua testa cinguettano. Un canto malinconico si disperde nell'estremo bisogno di amore.
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Re: Racconti di note 06

01/11/2017, 10:21

Titty, mica bisogna sempre riempire tutto il riempibile. A me non ne sono venute nemmeno 2000. ;)

Time crime

Il bosco attorno al lago era immerso nel silenzio della sera. L’aria tiepida mossa appena dalla brezza.
Un uomo solitario si infilò tra i pini, dove i raggi del tramonto non arrivavano. Correva, guardando un po’ a terra, un po’ dietro.
Un gruppo di venti persone raggiunse gli alberi. Il capo si fermò e alzò un megafono: “Fermo, è in arresto!”
Il fuggiasco si voltò a gridare: “Andate via, il tempo è mio!” poi riprese a correre.
Il gruppo si infilò nel bosco. Di nuovo il megafono: “Fermo, questa zona è pericolosa!”
Il criminale arrivò a una recinzione di maglia metallica. Un cartello recitava: “Attenzione! Pericolo di perdita di tempo.”
Il volto si illuminò. Saltò contro la recinzione e cominciò a scuoterla: “Qui non entreranno mai!” un lato del recinto cedette e si infilò. Corse fino alla riva. Sull’acqua calma ondeggiava nebbiolina, argentata dai raggi del sole. Spalancò la bocca: “Che bello qui.”
Il gruppo rallentò in vista del recinto. Il capo si fermò. Un altro lo raggiunse: “Ispettore, cosa facciamo?”
“Niente. Troppo rischioso proseguire, non posso mettere tutti in pericolo.” poi ancora col megafono: “Lei ha violato la legge 197 del 24-6-2087 sull’utilizzo del tempo. Ha consumato più di sei ore in attività non dichiarate, se non in nessuna attività. Le do cinque minuti per costituirsi.”
L’uomo sul lago si girò a pugni stretti: “I vostri cinque minuti potete infilarveli nel megafono!”
Poi guardò lungo la riva. I lineamenti si rilassarono. Cinquanta metri lungo l'argine c’era un vecchio pontile. Si incamminò. Un profilo era seduto sulle assi.
Lo raggiunse. Un nero con una canna da pesca sporta sull’acqua e un cappello di paglia. Barba grigia e rughe che gli sorrisero.
Si sedette lì accanto, sorrise a sua volta: “Cosa fa?”
Quello guardò la canna, mancava la lenza. Rispose: “Niente.”
Scoppiarono a ridere.
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Re: Racconti di note 06

01/11/2017, 11:39

Per forza! Riempiamo il giusto. :)
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Re: Racconti di note 06

01/11/2017, 17:19

Legate le caviglie ai piedi del letto, e una corda soffice attorno al collo, tirai forte facendo leva con la testata alta fino al soffocamento.
Dopo l'ennesimo fallimento mi sentivo gagliardo, e più alto di un paio di centimetri, quindi decisi di andare a femmine.
La prima tappa fu un bar per camionisti. Dicono che questi scelgano di frequentare un posto se "il mangiare è buono" o se c'è un'alta concentrazione di donne ufficiosamente disponibili. Passando dal retro del locale, notai dei cani randagi schifare un piatto di resti offertogli da un uomo della cucina che era uscito per fumare una sigaretta. L'uomo non sembrava sorpreso. Lì capii che era il posto giusto.
Entrando nel locale, un forte odore di sudore misto ad arbre magique mi fece venire le vertigini. Non volli cedere subito e mi diressi verso il bancone lungo. Presi da bere e girai lo sgabello dando le spalle al barista per guardarmi un po' intorno.
Sulla sinistra un mucchio di ragazze annoiate fingeva di interessarsi ad un'avvincente gara alla macchina dei pugni mentre i loro uomini si scambiavano il cinque e delle ambigue pacche sul sedere.
Nel tavolo accanto un uomo dormiva poggiando la testa sull'alto schienale della panca mentre la sua donna cercava invano la posa giusta per il selfie definitivo.

Rigirando lo sgabello vidi una ragazza seduta in fondo al bancone. Giocherellava col cocktail ma sembrava annoiarsi, quindi decisi di avvicinarmi.
"Ehi, ciao", le dissi, "che ci fai qui tutta sola in mezzo a questi bifolchi?"
"Aspetto che quel bifolco di mio marito esca dal bagno."
"Messaggio ricevuto."
Sconsolato decisi di finire in fretta il mio bicchiere e levarmi di torno.
Sentii sbattere violentemente una porta: un bestione uscì dal bagno e con lui una forte puzza di guai, "ti prego, non oggi", sussurrai tra me e me.
L'enorme esemplare si avvicinò alla ragazza di cui sopra, guardavo la scena con la coda dell'occhio cercando di sbrigarmi, pochi secondi dopo si voltò verso di me, "sono morto" continuavo a ripetermi.

Iniziai a sudare freddo, vidi l'uomo fare per alzarsi, sentimmo entrambi un forte rumore secco venire dall'ingresso del locale. Un ragazzo appena entrato quasi si faceva staccare la testa dal ventilatore a soffitto. Era un mio vecchio amico: Cic.
Corsi da lui e lo aiutai a tirarsi su. "Ci penso io, sono un dottore", dissi agli spettatori confusi, "filiamo via" sussurrai a Cic, e uscimmo in fretta dal locale.
Accesi una sigaretta.
"Cic, credo che tu mi abbia appena salvato la vita, o almeno qualche dente."
"Che è successo?"
"Niente, lascia stare. Tu piuttosto come stai? È un pezzo che non ti vedo"
"Ma guarda, tutto tragicamente nella norma. Sempre in mezzo al fuoco incrociato degli eventi, in attesa della sua venuta."
"Della venuta di chi?"
"Non ci pensare, certe volte ho la sensazione di star sprecando la mia vita."
"Caro mio, ti capisco perfettamente."

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Re: Racconti di note 06

01/11/2017, 18:47

azz. ho letto 2000 battute anziché 4000 e ho ridotto il mio racconto al di sotto dei minimi termini, spero si riesca a comprenderne il senso. Mi spiace.
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Re: Racconti di note 06

01/11/2017, 19:44

falconieredelbosco ha scritto:azz. ho letto 2000 battute anziché 4000 e ho ridotto il mio racconto al di sotto dei minimi termini, spero si riesca a comprenderne il senso. Mi spiace.

Rimpinzalo! :-P
Non so se si capisca, io i racconti delle minisfide li leggo tutti alla fine, se no mi faccio influenzare :cry:
La vita non consiste soprattutto - e nemmeno in gran parte - in fatti e avvenimenti.
Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
(Mark Twain)

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Re: Racconti di note 06

01/11/2017, 20:28

falconieredelbosco ha scritto:azz. ho letto 2000 battute anziché 4000 e ho ridotto il mio racconto al di sotto dei minimi termini, spero si riesca a comprenderne il senso. Mi spiace.

Siamo in due. Ho scritto e basta. Tu, doppio lavoro. E vabbuo. :)
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