Irene
Pirata
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Che ne pensate? L'ho cominciato a scrivere io. è un buon inizio?

13/03/2018, 17:25

CAPITOLO1.

Londra, un sogno che avevo fin da ragazza, sempre visto come un’utopia, come un sogno irrealizzabile, troppo lontano e soprattutto… costoso.
Londra era la mia via di fuga, la mia possibilità di essere qualcuno.
Non era bello sentirsi dire sempre la stessa identica frase :
<<Vedrai che se vorrai andare veramente a vivere lì, tempo un mese e sarai già di ritorno.>>
Era brutto non avere niente e nessuno lì con te ad incoraggiarti e a supportare quello che è il tuo sogno,neppure i tuoi genitori.
Ma ora eccomi qua, dopo ben dieci lunghi ed interminabili anni passati tra i libri , tra le fatiche e tra la gente del mio paesino italiano : Heathrow Airport of London.
Non potevo crederci, il mio sogno utopico, finalmente non lo era più.
Volevo gridare alle persone le quali dicevano sempre che sarebbe stato da folle, che ero riuscita a trovare casa a Londra, un lavoro e persino, pensate un po’… un ragazzo!
Marco, il mio fidanzato moro e super impegnato, è stato il mio amico d’infanzia, quindi ha sempre fatto parte della mia famiglia, ricordo da piccola quante volte abbiamo passato il tempo insieme, quando alle elementari giocavamo insieme sull’altalena o quando alle medie ci divertivamo a fare gli scherzi ai prof e ci sentivamo le persone più fighe del 2^ anno…poi però le nostre strade si sono divise alle superiori, quando lui,dovette lasciarmi da sola.
Non fu uno dei momenti più belli della mia vita, anche se contenta per Marco di essere riuscito a trovare la scuola giusta per lui, sentivo che la sua assenza mi pesava sempre di più, mi sentivo un pesce fuor d’acqua in mezzo a tutte quelle persone.
Mi capitava spesso di pensare di non farcela e di chiudermi in me stessa.
Per un compito del giorno dopo, per le interrogazioni da 40 pagine, per la vita.
Poi però ce l’ho fatta: la verifica la facevo, l'interrogazione la sostenevo, la vita andava avanti.
Mi capitava spesso di pensare di non farcela, ma puntualmente ce la facevo.
Mi capitava spesso anche di ripensare a lui…ma Marco era solo un pensiero lontano ora, pensavo che molto probabilmente si fosse costruito una vita tutta sua, una vita perfetta…quando capitò che un giorno d’estate mi scrisse per la prima volta dopo troppo tempo <<Hey Ire, ti va di prendere un caffè? Solito posto alla solita ora. Mi manchi e voglio sapere come stai..>>
L’aver ricevuto questo suo messaggio mi rese talmente felice che nemmeno gli risposi ed andai direttamente al bar che frequentavamo io e lui quotidianamente ai tempi delle medie. Era diventata una routine.
Insomma, successe che parlammo per ore ed ore sorseggiando caffè tra una risata e l’altra fino a quando non capimmo di essere fatti l’una per l’altro.
Incredibile pensare che ora, invece di essere all’interno di un bar, sono seduta su una sedia dell’aeroporto londinese che aspetto proprio lui, che con il suo immancabile SHARM torni con due fantastici e bollenti caffè di Starbucks, come ai vecchi tempi.
Ma ora, tornando a noi, sto pensando a tutte le cose che dovremmo fare una volta usciti dall’aeroporto, sono piuttosto stanca, dato che per colpa della mia fantastica ansia pre-viaggio non sono riuscita a dormire granché, quindi decido che andremmo innanzitutto a mangiare qualche cosa in giro, dato che ora che ricordo, non tocco cibo da ieri sera.
Mentre penso a tutto il DAFARSI non mi accorgo che Marco era tornato da un po’.
<<Hey tesoro, okay che siamo qua e tutto, ma non riesco a tenere i caffè in mano, scottano troppo!>>
Sto morendo di vergogna mentre lui soffoca in una risata, la mia solita sbadataggine che si fa sentire ad ogni ora del giorno colpisce ancora.
<<Scusa, sono sempre così distratta!>>
Replico mentre lui mi da il caffè.
<<A cosa stavi pensando di così tanto importante?>>
Non voglio rispondergli, per non mettergli fretta, so che la mia fissazione di volere tutte le cose programmate non è tra quelle che preferisce di più in me.
<<No niente, tranquillo, solo troppa agitazione ed eccitazione per essere finalmente arrivati qui.>> cerco di giustificarmi.
Le ore successive, le abbiamo passate con molta tranquillità e serenità, siamo andati a mangiare e poi siamo andati a vedere la nuova casa, quella che ci avrebbe fatto compagnia per… sempre.
è piccola ma allo stesso tempo curata nei minimi dettagli, dalla finestra si può ammirare Londra in tutto il suo splendore, il sole tiepido del tramonto ne fa brillare gli intagli dorati, rimango senza fiato, era la casa che ho sempre voluto avere, è perfetta e giusta per me e Marco.

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Re: Che ne pensate? L'ho cominciato a scrivere io. è un buon inizio?

13/03/2018, 19:20

Ciao e benvenuta. Presentati e dì due cose su di te. Qui è la zona in cui ci stringiamo gli uncini. Il testo andrà in spazio autori. Intanto ti dico di non usare questi << >>
per i dialoghi. Io l'ho fatto un'unica volta perché il PC era fuori uso e servivano i caporali per i dialoghi, ma non sono questi. Da tablet non riuscivo a metterli. Era meglio il trattino casomai. La redattrice mi ha mazzolato nonostante avevo premesso non aver messo i caporali. Non farti riprendere anche tu, cambia con le lineette, trattini, come vuoi. Ciao.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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Re: Che ne pensate? L'ho cominciato a scrivere io. è un buon inizio?

14/03/2018, 14:37

Ciao, ti hanno già detto della presentazione.

Il racconto è appena un prologo, non si capisce dove andrà a parare né di cosa parlerà, quindi è impossibile valutare la trama.
A livello di stile, si vede che è una prima bozza, da lavorare (ci sono anche le parole in maiuscolo su cui sei incerta, giusto?) C'è da sistemare i tempi verbali, qualche refuso, la formattazione. Però in sé lo stile scorre, direi che puoi continuare. :D
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Re: Che ne pensate? L'ho cominciato a scrivere io. è un buon inizio?

11/05/2018, 16:13

è un prologo. L'inizio di qualcosa che va bene delineato. Può diventare qualcosa di buono. ::-<:

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Matteo Piovasco
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Re: Che ne pensate? L'ho cominciato a scrivere io. è un buon inizio?

14/05/2018, 23:51

qualche domanda: vuoi vivere a londra? vieni da un paesino italiano? ti dicevano e/o dicono che se ci vai tempo un mese te ne vuoi tornare?

se la risposta è si, il mio consiglio antipatico e spudorato è: cancella tutto e scrivi un'altra cosa
ho questo pollo di gomma con una carrucola in mezzo

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