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Re: Cambio del punto di vista

30/11/2017, 22:37

Mi sembra un po' innaturale che il narratore venga annunciato così, soprattutto se si specifica che racconterà in prima persona. Troppe meta-informazioni rovinano la finzione narrativa.

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Re: Cambio del punto di vista

01/12/2017, 9:06

Boh ci sono tanti modi e tante questioni, io nel mio esempio parlavo di un racconto narrato in terza persona con però telecamera puntata su un personaggio ben preciso, che ne racconta i pensieri e le opinioni. Ergo punto di vista interno al personaggio. Poi a un certo punto parla con un altro, e il narratore ci annuncia i peniseri di quest'altro. E si ritorna a quello precedente.
Questo è per me proprio sbagliato. Cioè brutto, tanto da potersi definire proprio un errore (strategico, ma un errore).

Poi per esempio Monia (fiiii, fischio nelle orecchie) ha un romanzo in cui si inizia con una protagonista, punto di vista internissimo, poi ci sono capitoli di intermezzo di un altro personaggio. Ecco questo può essere un sistema che funziona, chiaro che va calibrato, un punto di vista intimista, lo definerei, crea molta empatia quindi cambiarlo da un po' uno strappo. Però (e nel suo caso è così) da risvolti della storia ianspettati che possono compensare.

Il narratore onnisciente è particolare. Citerei Tolkien, che ha proprio un narratore intrusivo, racconta e fornisce opinioni.

Qui ci sono pareri diversi, al giorno d'oggi non è visto di buon occhio. Qui su pesce, c'è stato Alex, un vecchio amministratore, che se n'è un po' andato per contrasti su questo. Lui scriveva con narratore onniscente, ma secondo me scriveva gran figate. Se volete guarate un po' di queste cose: viewtopic.php?f=49&t=942
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Re: Cambio del punto di vista

01/12/2017, 9:42

io? Monia io? :)
comunque da quando sono migliorata cerco di non usare più la prima persona e di affrontare la terza, che è più professionale ;)

Proprio in questi giorni sto leggendo un romanzo di un'autrice tutt'altro che alle prime esperienze (laura costantini, il ragazzo ombra, uscito in primavera).
Alterna tre punti di vista differenti in capo allo stesso personaggio, il tutto nel giro di pochissimi capoversi: un diario scritto in prima persona, un racconto in terza persona che racconta i fatti passati, e un racconto in terza persona che racconta i fatti attuali. E' una lettura molto difficoltosa e trovo che abbia fatto una scelta pessima.
La sensazione è che abbia voluto prendere la scelta più facile, quella che le ha permesso di sfruttare i vantaggi di tutti i tipi di narrazione, lasciando al lettore la difficoltà di adattare ciò che legge per formare un quadro completo. Credo che con un minimo sforzo avrebbe potuto fare un racconto omogeneo usando un solo tempo verbale e un solo punto di vista, senza perdere poi molto nella resa delle emozioni e del coinvolgimento, ma guadagnando moltissimo in scorrevolezza.

Ve ne lascio un estratto (i corsivi e i font differenti sono dell'autrice: in grande il diario del tredicenne, in corsivo il ragazzo trentenne, in normale il tredicenne in terza persona).

capitolo 3
Non so perché mio padre ci ha trascinati quaggiù, me e la signorina Griffiths. Non l’ho chiesto perché so che non me lo avrebbe detto. Lui non parla del suo lavoro. Con me. Con Alvena sì. Per questo appena posso li spio.
Una confessione. E ancora una volta un’immagine. Tracciata a matita. Il bracciolo di un sofà, la trama del tessuto in primo piano e subito oltre due sagome. Un uomo. Una donna. Un ventaglio. Un’intimità casta eppure percepibile. Pochi dettagli per restituire un mondo intero di ricordi.
Aveva deciso di prendere in prestito il binocolo di sir William. Per questo si era intrufolato nel suo studio. E non era riuscito a uscirne quando li aveva sentiti arrivare. Suo padre non voleva che frugasse tra le sue cose. Mal sopportava perfino di averlo attorno quel figlio. A Robert non rimase che nascondersi dietro il sofà di cretonne damascato che Alvena aveva chiesto, e ottenuto, di portare con sé dalla Scozia. Quel sofà era la prova che la signorina Griffiths era molto importante per suo padre. Se li ritrovò a pochi centimetri, separati da lui solo dallo spessore dello schienale.
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Re: Cambio del punto di vista

01/12/2017, 13:13

monia74 ha scritto:Ve ne lascio un estratto (i corsivi e i font differenti sono dell'autrice: in grande il diario del tredicenne, in corsivo il ragazzo trentenne, in normale il tredicenne in terza persona).

Suona strano forte :o troppo sperimentale :P

Restando a un classico dei miei tempi, la storia infinita segnalava il cambio di punto di vista cambiando il colore del testo :) a me era piaciuta un sacco questa idea :P

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Re: Cambio del punto di vista

01/12/2017, 13:17

Sul Kindle non andrebbe bene :lol:
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Re: Cambio del punto di vista

01/12/2017, 13:20

monia74 ha scritto:Sul Kindle non andrebbe bene

ma anche le nuove edizioni non sono più così :(

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Re: Cambio del punto di vista

02/12/2017, 21:34

Sì strano forte di sicuro!
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