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paolino66
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Salone Libro Torino

11/05/2017, 16:40

Mi sono organizzato per salire a Torino sabato 20 maggio. Assisterò sicuramente ai due incontro con Annie Ernaux (ore 14.30 e 17), poi non so.

Qualcuno di voi sarà in zona quel giorno? Se sì e se vuole farsi vivo, mi contatti. Ci riconosceremo dall'occhio bendato!

Paolino
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Re: Salone Libro Torino

11/05/2017, 17:20

Ma che bello.
Comunque no, magari. Meglio che non commento, sennò mi sale l'ulcera.
Avrei pure un filino di interesse ad andare, però no...
Mannaggia alla paletta (se si può dire).

Poi ci racconterai....
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Re: Salone Libro Torino

15/05/2017, 13:18

Paolino, purtroppo quest'anno non riesco, e pensare che in teoria sarei di casa da quelle parti :(
<|>

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paolino66
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Re: Salone Libro Torino

21/05/2017, 6:41

Eccomi, sono riuscito a tornare. Copio-incollo un breve resoconto scritto sul treno ieri sera, rivisto appena.

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La città di Torino mi ha accolto con sole, aria limpida, una spettacolare vista delle Alpi, purtroppo poco innevate e soltanto dai duemila metri in su. Al Salone, invece, ho subito trovato improvvisazione all’italiana. Perché alla biglietteria (quella del retro, dove sono finito dopo un giro attorno al Lingotto) devono fare la stessa coda anche coloro che hanno già acquistato il biglietto su web? Per fortuna, io non ero tra questi. E perché, dopo una mezz’ora di coda, all’insegnante che mi era davanti è stata rifiutata l’agevolazione specifica, perché “per gli ingressi speciali deve andare alla biglietteria principale”? In un contesto pieno di parole spesso inutili, qualche parola utile sarebbe stata gradita.

Il Salone si svolge nella vecchia fabbrica del Lingotto: un’enorme struttura in cemento armato suddivisa in padiglioni e brulicante di umanità letteraria. Stand per tutti i gusti: di piccoli e grandi editori, di editori super o iperspecializzati (fantasy, esoterico, produzione di minuscoli libri di 5-6 centimetri, audiolibri…), molti anonimi, alcuni esteticamente apprezzabili (domina il legno grezzo), bellissimo quello della regione Friuli. I grandi editori fanno storia a sé. Le loro isole, quasi continenti se confrontati ai due tavoli o meno dei micro editori dell’Incubatore, si notano da lontano. Sono loro i potenti e i migliori, e vogliono gridarlo a tutti, come facevano le famiglie aristocratiche del Medioevo che costruivano torri tanto più alte, quanto maggiore era la loro ricchezza (o la loro megalomania, o entrambe).

Se non si sta attenti, si rischia non soltanto di sbattere contro gli altri visitatori, ma anche contro decine, centinaia di estintori. Al centro dei “viali” di transumanza, ogni tre o quattro file di stand, ecco un’isola di estintori. Precauzione sacrosanta: pensate se Guglielmo e Adso ne avessero avuti altrettanti a disposizione nella biblioteca dell’abbazia! Ma gli “spippolatori”, quelli che camminano distratti con gli occhi sullo smartphone, sono avvertiti.

Tanti stimoli. Troppi? Non so. Il primo istinto è stato quello di andarmene. Poi mi sono concentrato su quello che dovevo fare: cercare un libro per un regalo per una Comunione, e dedicarmi ai soli miei veri interessi forti. Col passare delle ore, però, mi sono reso conto che la peregrinazione attorno agli stand può fruttare. Si scoprono per caso (leggi: per fondoschiena) editori, testi e autori di cui non avremmo mai sospettato l’esistenza né il significato. D’ora in avanti, la mia ricetta per sopravvivere a eventi come questo sarà formata da due ingredienti. Primo: arrivare con almeno un obiettivo preciso (un intervento cui assistere, un autore o argomento o quel che si voglia da approfondire). Secondo: alternare il perseguimento dell’obiettivo a un vagabondaggio disordinato.

Dei miei obiettivi iniziali, ho centrato in pieno soltanto l’acquisto del libro. Non ho potuto assistere al primo dei due incontri con Annie Ernaux perché la coda era gigantesca e hanno chiuso la sala perché non esplodesse; poi mi sono perso metà del secondo, dedicato a un confronto con il traduttore italiano degli Anni e di Memorie di ragazza. In compenso, ho scoperto un filosofo affascinante (Giorgio Agamben, che presentava un suo libro e mi ha trattenuto alla poltrona quanto è bastato per perdere la Ernaux), ho ascoltato cose interessantissime all’incontro con Giuseppe Antonelli (e sono arrivato tardi all’altro incontro con il traduttore…) e mi sono divertito grandiosamente alla lettura che Paolo Nori faceva dei suoi repertori dei matti delle varie città (editi da Marcos y Marcos).

Sono poi fuggito via verso la metro: non era il caso di perdere l’ultimo treno per Firenze. Una volta tanto sono andato nella direzione giusta, senza esitazioni. Un po’ come nella vita: solo alla fine ne comprendi la topografia, ma ormai è tardi, devi correre via.


Paolino
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Re: Salone Libro Torino

21/05/2017, 7:34

Grazie del resoconto. :D
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Re: Salone Libro Torino

21/05/2017, 8:09

<3
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Consiste soprattutto nella tempesta di pensieri che infuria senza posa nella nostra mente.
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Re: Salone Libro Torino

21/05/2017, 8:57

Molto bello il tuo resoconto, grazie.
C'è anche la morale finale! :o

Anche a me queste cose immense danno un senso di dispersione.
M la tua ricetta è interessante.
Da vicino nessuno è nOrMaLe
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Una risata vi seppellirà

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Re: Salone Libro Torino

22/05/2017, 9:28

Il salone la prima volta è spiazzante, l'anno scorso mi ero dotato di mappa e di app sul cellulare e mi sono perso lo stesso :lol: :lol: :lol:

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Re: Salone Libro Torino

22/05/2017, 9:33

:lol:
:lol:
Io ho avuto anche un resoconto della mia amica, e mi sono persa anch'io mentre lei si era persa a sua volta. :lol:
Mi ha fatto da guida e mi ha inviato il mio racconto sull'antologia, più tutto quello che ha visto. Niente ci siamo perse anche lì. :lol: :lol: È stato bello, anche da lontano. :P
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Re: Salone Libro Torino

22/05/2017, 11:00

In effetti, il Lingotto è grande e privo di riferimenti: un mega parallelepipedo dove non a caso, hanno appeso le lettere in corrispondenza dei corridoi trasversali, in modo da segmentare in qualche modo lo spazio espositivo. E mentale, per chi ci riesce... Ci ho messo ore per riuscire a muovermi agevolmente.

In ogni caso, almeno una volta l'anno (come si diceva un tempo della confessione, da farsi almeno a Pasqua), tuffarsi in un evento del genere è interessante: si possono comunque incontrare cose e persone inaspettate.

Purtroppo, fra il non riuscire a orientarmi prima, e il dover correre poi, non sono riuscito a trovare lo stand di cui parlava Titty, con la sua antologia. Mi dispiace.


Paolino
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