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Titty
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Incipit

13/12/2016, 9:11

Chiedo consigli: come lo vedrete questo pezzo come incipit?

Primo giorno:
Nervosismo all'ennesima potenza, voglia di spaccare il muro o chiunque osi solo fiatare. Copro la testa; desiderio di urlare.
Urlo. Non riesco a dormire. Penso che mi va. La voglio e non desidero altro.
Secondo giorno:
Mi chiamano chiedendomi se sono sveglio. Non ho dormito un solo minuto, se tanto lo vuoi sapere. Ho voglia. Urlo.


Ecc. Ecc.
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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monia74
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Re: Incipit

13/12/2016, 9:51

ciao
mmmm non mi convince. Posso essere più precisa, per il mio punto di vista.

-voglia di spaccare il muro o chiunque osi solo fiatare (troppo lungo in una serie di frasi corte)
-copro e desiderio non sono la stessa tipologia di vocabolo (verbo/oggetto) e non si abbinano bene
- ennesima potenza è un clichè
- Non riesco a dormire (lungo e poco potente, soprattutto rispetto a urlo)
- Penso che mi va. (gergale, ma finora non hai usato una personalizzazione del genere. E poi che cosa? vago, e quindi poco efficace - per me)
-La voglio e non desidero altro. (desidero è ripetuto, e poi è negativa quindi meno incisiva. la voglio è piu che sufficiente)
- chiam... chied... fa un po a pugni
-Non ho dormito un solo minuto, se tanto lo vuoi sapere. (seguito da due microfrasi, è lunghissima. è voluto?)

Non è un massacro, eh! :D Magari cambiandone una o due o cinque migliora il risultato. Ma ho abbondato così hai una panoramica di quello che potresti migliorare.
ma aspetta anche gli altri, che io non ho sempre opinioni condivise ;)
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Re: Incipit

13/12/2016, 17:20

Grazie Monia. Ho bisogno dei pareri. Intanto so il tuo. ;)
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Re: Incipit

14/12/2016, 1:39

Condivido buona parte dell'opinione di Monia.

Inoltre non so come si evolverà la storia né quale tono tu voglia dare al narratore. Immagino si debba percepire la disperazione di chi narra e, se è così, puoi ottenere un risultato migliore e più incisivo personalizzando di più l'attacco.

Nervosismo all'ennesima potenza, voglia di spaccare il muro o chiunque osi solo fiatare


lo trovo un po' troppo vago, soprattutto per una prima persona che parla di sè.
Basterebbe un "sono nervoso" al posto di un vago "nervosismo", non considero "ennesima potenza" come un cliché, ma come iperbole, e se da una parte è vero che si tratti di un'espressione abusata, la tua è una narrazione in prima e non è detto che la voce narrante non si esprima a frasi fatte, abusate o luoghi comuni. Direi che qui ti abbiamo dato un sacco su cui riflettere. :lol:

Al secondo giorno avrei inserito il discorso diretto.

Domanda: il narratore è in crisi d'astinenza?
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Re: Incipit

14/12/2016, 1:49

Appoggio Monia.

È un incipit sottotono.
Uno in quello stato ha pensieri brevi.
Pero non eliminere"non desidero altro" ma rafforzarsi la cosa.
La voglio, anzi la bramo!

Una persona che parla/ pensa/legge può utilizzare i vari modi di dire, specie se facenti parte di una cultura.
Io Messinese un we brambrilla non lo userei mai :D

Deve essere incisivo, non vago.
Il Mozzo.
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Comunque, senza il lupo non esisterebbe nessuna fiaba

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Re: Incipit

14/12/2016, 1:59

Grazie ragazzi! ;)
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Re: Incipit

14/12/2016, 2:04

Sì. È un ragazzo in crisi d'astinenza. Mi stavo informando meglio sugli effetti per seguire col testo. Però, non so. Non mi convince la storia. Avevo pensato tipo bollettino o diario su cui appuntava i pensieri. Per il momento non mi pare un buon incipit. Possibile che non creda molto nella storia e non mi sono bene incanalata dentro. Grazie dei consigli. ;)
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Re: Incipit

14/12/2016, 10:42

Sugli incipit si è scritto tutto e il contrario di tutto, le regole auree, quelle da rispettare assolutamente in genere saltano negli incipit più riusciti :P Quindi, insomma, difficile dare suggerimenti. Provo però a fare una breve analisi di uno degli incipit più riusciti di sempre:
Chiamatemi Ismaele.

Solo due parole (ok, tre nell'originale inglese :P ) eppure ci dice già un sacco di cose sulla storia, ad esempio la scelta del nome, di sicuro non usuale, ci dice che la storia ci porterà lontano, in luoghi esotici, che probabilmente sarà un'avventura e quel chiamatemi (non io sono o mi chiamo) quanto ci dice di questo personaggio? La prima domanda che ci poniamo è, ma si chiamerà davvero così? Che mistero si cela dietro il suo nome? Due parole e già riusciamo a vederlo, no?
Ecco, quello che a mio avviso manca nel tuo incipit è proprio questo, dalle tue parole non sappiamo chi sia il protagonista, non sappiamo neanche se si tratta di un uomo o di una donna, non sappiamo dove si trovi, cosa faccia, perchè è lì, sappiamo solo che è nervoso, un po' troppo poco, no?
Ma attenzione, è un incipit, non devi dire molto, devi però farlo percepire, devi far percepire che la storia presto partirà e ci avvolgerà.
Leggendo i commenti ho scoperto poi che si tratta di un tossicodipendente in crisi di astinenza in una comunità di recupero. Eccoti, agganciati a questo, prova a ricreare la situazione senza usare queste tre parole, ma cerca di far passare il concetto ;)

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Re: Incipit

16/12/2016, 21:07

Io non ci capisco niente, e infatti a me non dispiace. Mi ha trasmesso rabbia. E il fatto che fosse un diario.
La prima frase però, prendendola in senso assoluto e non come diario, ha il difetto di essere un raccontato e non una descrizione. Cioè, volendo si potrebbe trasmettere il nervosismo descrivendo azioni che lo facciano capire.
Poi c'è il "voglia di spaccare" che in un diatio vedrei più come un "ho voglia di spaccare..." mi verrebbe più da vedere un diario come un modo per parlare con qualcuno, o con sé stesso, per cui turr quelle frasi tipo "copro la testa"... Se copre la testa mentre scrive come fa a scrivere? Cioè, in un diario non so se scriverei cose al presente immediato. Magari più descrivere azioni del passato. Tipo il classico: "stamattina è successo x y"
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Re: Incipit

16/12/2016, 21:37

Quindi sotto forma di diario ha un suo perché. .. Mmmhhh. ..interessante. Grazie
"Di una cosa sono convinto: un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi".

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