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Ilmiolibro.it

20/02/2013, 13:29

Volevo sapere il vostro parere sul sito "Ilmiolibro.it".
Un mio amico ha autopubblicato sul sito quasi una decina di romanzi, ovviamente pagando. Però, quando leggo i commenti degli utenti sulle sue opere sono tutti quanti positivi. E non solo nei suoi confronti, anche leggendo i commenti di altri autori.
Addirittura mi è capitato di leggere commenti positivi su un'antreprima di un libro che aveva le pagine completamente bianche!!!
Francamente preferisco persone che ti dicano veramente le cose come stanno, come su Pescepirata, in modo da poter prendere coscienza dei propri limiti e migliorare.
Non so, voi cosa ne pensate?

Ciaoooo.
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 13:41

Se ne parlava anche in sezione concorsi.
Io avevo provato a pubblicare qualche racconto nella sezione storie brevi ma non mi hanno mai preso. Lì però non si paga.
Del resto non so, però se è come dici andiamo malino...
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 13:59

Dico la mia opinione che urterà la sensibilità di qualcuno.
Secondo me il self publishing non è questo granchè di soluzione. Può essere un "meglio di niente" o un "meglio così che a pagamento" (questo di sicuro), però ha forti limiti.
Il primo tra tutti è che il servizio che ti pubblica in pratica incassa il grosso del prezzo di copertina. All'autore spetta una percentuale che è molto inferiore a quello che dovrebbe essere se si contano le spese di stampa. Se prendiamo una stampa tipografica il costo di un romanzo si aggira intorno 3-4 euro, loro si prendono almeno il doppio. Per darti cosa? Una vetrina e la burocrazia.
Fin qui ci può anche stare.
Ma la vetrina che vertina è? Sperate che qualcuno si metta a comprare un romanzo di un perfetto sconosciuto? Uhm...
Non si vendono romanzi di conosciuti sarebbe paradossale che avessero mercato romanzi di sconosciuti.
Alla fine si riconduce nel termine anglosassone: vanity press.

Sfruttando la vanità di milioni di autori i servizi di self publishing, che altro non sono che tipografie, stampano migliaia di libri che altrimenti non stamperebbero. E stampano cose indegne, diciamo la verità, uno su cento è passabile, le altre cose sono porcherie. Senza editing, senza sistemazione. Poi è vero che anche nell'editoria tradizionale ci sono porcherie ma questo è un'altro discorso.
Se davvero c'è gente che spende 10 euro per comprare un autoprodotto, senza peraltro conoscere l'autore, allora c'è qualcosa che non torna. Perché tutti piangono che le vendite dei libri sono in caduta libera, quindi mi sembra strano... I commenti farlocchi forse dipendono da chi gestisce il sistema che vuol far vedere che i libri vengono letti o dagli utenti che forse danno visibilità al proprio libro commentando quello degli altri (questa è una pura congettura mia).
Per me la verità è che se 1000 persone mettono il proprio manoscritto in vendita e ne comprano 10 copie fanno già un volume di vendita di 10.000 libri che un piccolo editore li fa in 10 anni.
Poi se sei un autore che ha già alle spalle un certo giro, se sei un po' conosciuto, se sai già di piazzarne un centinaio a tuoi conoscenti o fan, bè allora può anche esserci convenienza.

Tutto questo discorso esula da ilmiolibro ma era in generale a tutti questi servizi.
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 14:33

Aggiungo una mia considerazione. Faccio una premessa: secondo me se uno crede in un progetto deve investirci. Nell'editoria tradizionale un editore investe i soldi perché crede in un romanzo.
Nell'autoproduzione un autore crede nel suo lavoro e decide di fare l'editore di sè stesso. Visto che ci mette soldi, lo farà nel miglior modo per lui possibile.
Questa soluzione alla fine è una soluzione ibrida, che secondo me ha più difetti che pregi. Di 1000 autori ce ne saranno 900 che era meglio se non scrivevano un libro. E qui ne pubblicano a manetta. Dici che il tuo amico ha pubblicato 10 romanzi? Ecco, probabilmente visto che non gli costa niente sforna tutto quello che riesce. Manca una selezione, manca un lavoro di editing, di correzione, che sono necessari per la crescita di un autore. Non so, lo vedo come un bruciarsi le possibilità future.
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 15:01

I libri del mio amico sono proprio senza editing. Impaginati alla meno peggio. Loro ti stampano il lavoro così come te lo sei impaginato tu, eventuali refusi, formattazioni o problemi di impaginatura se li deve fare l'autore prima di spedire il tutto al sito. Altrimenti viene da schifo.
Credo ci sia giusto la piccola soddisfazione di vedere i tuoi racconti o il tuo romanzo formato libro, ma niente più. E come guadagno al momento è a zero euro.
Forse è meglio investire in qualcosa di più sicuro. In giro ci sarà.
Mah, io ci avevo fatto un pensierino ma alla fine non so proprio.
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 15:10

Ma scusa, lui ha pagato per avere la sua copia, immagino.
Così oh, ci sta, ognuno libero di stamparsi il suo manoscritto se gli va.
Basta che non ti facciano pagare altro...
Comunque se ci sono commenti fasulli a me pare ci siano dei problemi... Mi piacerebbe vederli...
Anche perché mi pare sia un sito che fa riferimento al gruppo editoriale l'espresso, insomma un nome, una reputazione.
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 15:17

Ma scusate... perchè allora non rivolgersi a una tipografia on line?
Mica c'è bisogno di metterci ISBN e metterlo in commercio se lo si vuole vedere in un formato libro!
Qui ad esempio con 27 euro ne stampi 10
http://www.melostampo.it/index.php?main ... cts_id=183
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 21:18

Per Mas. Sì, lui ha pagato per avere la sua, anzi, le sue, perché penso ne abbia stampate cinque o sei.
In effetti il gruppo credo sia proprio l'espresso. Ma forse i commenti sono positivi proprio per non "smontare" chi ha speso dei soldi. :D
Poi, non è che ho letto tutti i commenti di tutti gli iscritti, qualche nota negativa ci sarà. Da come mi diceva il mio amico, la tendenza però è buonista.
Io anni fa avevo fatto proprio come suggerito da Black, mi ero rivolto a una tipografia per farmi stampare una trentina di libretti del fumetto che disegnavo io. Piccola soddisfazione personale.
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Re: Ilmiolibro.it

20/02/2013, 22:13

io ho degli amici fumettisti che si autoproducono da anni. Questo poi li ha portati a pubblicare con un editore, a essere selezionati per le zero guide, ecc.ecc.ecc.
Ma loro si sono messi in gioco, ci hanno investito, si sono fatti conoscere. La loro scelta di autoprodursi è stata una scelta artistica, dettata dal fatto che i loro lavori non sono commerciali e non vogliono scendere a compromessi. E questo ci sta, anzi li stimo molto per questo. Sai, quando fai una tiratura di 300 copie in tipografia, il progetto grafico, l'editing, la qualità, la curi. Perché comunque ci hai speso centinaia di euro. Senza contare la promozione. Ma questo ha portato loro dei frutti. Pubblicare con il mio libro, o lulu, secondo me non porta visibilità, proprio perché ti trovi in mezzo a un marasma di pubblicazioni più o meno ignobili. Gli editori con cui ho pubblicato mi hanno confermato che ricevono una media di 1000 manoscritti all'anno. Ne pubblicano una quindicina, venti, ma continuano ad arrivare. Diciamo che il 99,99% di quello che arriva non è pubblicabile. Di questo una percentuale è pubblicabile dopo un lavoro di editing e di sistemazione da parte di editor e autore. Il resto è fuffa. Tutta quella fuffa va a intasare il mercato del self publishing.
è una forma mentale: se tutti gli editori mi rifiutano il manoscritto, forse il manoscritto non merita di essere pubblicato. Io ho spedito i primi 3 romanzi a una trentina di editori, e non ho avuto risposte. E devo dire che sono felice, perché erano veramente beceri. Mi hanno imposto un duro lavoro per tirare fuori qualcosa di degno. Se avessi soddisfatto il mio ego pubblicando, adesso magari non avrei avuto le soddisfazioni che ho ricevuto coi miei due romanzi.
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Re: Ilmiolibro.it

21/02/2013, 10:05

Ma infatti il guaio è quello: il web o altri sistemi di pubblicazione 'facile' possono essere una vetrina ma ci vorrebbe una selezione, e chi la fa o la garantisce?
In questo ilmiolibro, la parte relativa alle storie brevi, non aveva un'idea sulla carta malvagia: secono quanto dicono loro ci dovrebbe essere una comunità di recensori affiancata dalla scuola Holden che decidono cosa pubblicare (che quindi dovrebbe essere buono).
Io ho provato, sia lì che su Amazon e posti così, a leggere qualcosa a caso e a commentare, però si dovrebbe formare una giro, un gruppo, chissà.
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